Fascismo e antifascismo. Ha le idee chiare lo storico Alessandro Barbero che ricorda il nonno fucilato dai partigiani ma invita ad andare oltre, superando la propria memoria personale e leggendo nel modo giusto la storia, anche in occasione del 25 aprile. E lo fa nel corso della trasmissione diMartedì condotta da Giovanni Floris su La7. Quest’ultimo ricorda allo storico le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa e del ministro dell’Agricoltura (nonché cognato di Giorgia Meloni) Francesco Lollobrigida, secondo cui “Molti italiani sono morti per colpa degli antifascisti“.

E la risposta di Barbero è netta: “C’è una parte di Italia che stava con i fascisti e che si è sentita sconfitta. Anche io avevo un nonno fascista che è stato fucilato dai partigiani ma la memoria personale non basta, perché ognuno ha la sua. Poi bisogna arrivare alla storia che significa: ‘io capisco il tuo punto di vista, ma non puoi rimanere chiuso dentro questa cosa’”.

Lo storico ricorda che “c’è ancora un pezzo d’Italia che da tre generazioni insegna ai bambini che il regime ha fatto anche cose buone, che i partigiani erano dei ladri di galline e dei criminali, e quindi non c’è nessun motivo di festeggiare il 25 aprile”. “Oggi – sottolinea Barbero – quasi un secolo dopo, è così difficile ammettere che c’era una parte giusta e una parte sbagliata” anche se “non c’è mai stata una guerra in cui fosse così evidente”.

Poi la stoccata all’attuale Governo Meloni: “Può avere conseguenze negative? Le può avere ma non credo che rischiamo di avere un governo che invaderà di nuovo l’Etiopia o dichiarerà guerra agli Stati Uniti, perché così fece Mussolini. Però – aggiunge – le cose simboliche sono importanti: se oggi siamo ancora qui a dividerci tra chi sta con i partigiani e chi sta con i fascisti allora vuol dire che queste non sono cose superficiali” ma “sono cose radicate nell’identità italiana e quindi chi sta al governo e dovrebbe aver giurato su una Costituzione antifascista invece fa così fatica a dirsi antifascista, il che vuol dire che sei fascista, o l’uno o l’altro. Questo a me sembra una cosa inquietante” conclude.

Redazione

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