sabato, 4 febbraio 2012 ore 04:23

La suocera
(e i cognati)
di Zapatero

di Giampaolo Pansa

Privatizzare la Rai? Fazio e Saviano l’hanno già fatto
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Orecchini
sondaggi e rottami

di Giampaolo Pansa

Mi ero un po’ distratto, seguendo il suicidio al rallentatore del cavalier Berlusconi, escort dopo escort. Ma adesso voglio tornare a occuparmi del versante opposto: quello del caro Partito democratico
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Saviano
non fidarti
di Fazio

di Giampaolo Pansa

L’ingenuo Saviano nelle mani di Serra e Fazio il Gatto e la Volpe di Rai3
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La sinistra
divora
se stessa

di Giampaolo Pansa

Il 16 novembre 1977, quando le Brigate rosse spararono a Carlo Casalegno, alla Stampa accadde un fatto che molti hanno dimenticato.
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Dossieraggi
killeraggi
pompieraggi


di Giampaolo Pansa

Che cosa ho imparato nei primi anni di giornalismo? Alla Stampa, al Giorno e al Corriere della sera, mi hanno insegnato che l’inchiesta è il top della professione, la prova di eccellenza, il traguardo glorioso di un cronista. A Repubblica la pensava nello stesso modo Eugenio Scalfari. Del resto lui veniva da anni di Espresso.
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Diario di un clima cattivo

di Giampaolo Pansa

Gli appunti del cronista nell’autunno-inverno 2009
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Tremonti vs Bersani? Tre a zero
di Giampaolo Pansa

Bersani condizionato dalla sua armata Brancaleone
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Diciamo addio a Silvio?
di Giampaolo Pansa

Il Bestiario. Berlusconi ha superato la linea di Peter, ora si faccia da parte.
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Due Caimani e una lotta a perdere
di Giampaolo Pansa

Antonio Di Pietro forse non lo sa. Ma quando incita a cacciare via a pedate Tizio, Caio e Sempronio imita un precedente illustre. Quello di un leader politico ben più grande di lui, nel bene e nel male. Un signore dalla vocetta stridula e dal cinismo assoluto che aveva attraversato gli orrori del Novecento: Palmiro Togliatti. Anche il Migliore voleva cacciare a pedate il suo avversario storico: Alcide De Gasperi. E in un comizio arrivò a mostrare i robusti scarponi che avrebbe calzato per rendere più dura l’espulsione dell’odiato democristiano.
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L'affarismo è il nuovo terrorismo
di Giampaolo Pansa

Come è orrendo questo inverno 2010! L’Italia si guarda allo specchio e scopre di essere mangiata dai vermi. Sono vermi famelici, mai sazi, capaci di fare strazio di tutto, pur di guadagnare, di arricchirsi, di diventare sempre più grassi, di dominare il campo, di spazzare via chi non ci sta a farsi divorare. È quello che si intravvede dall’inchiesta sugli appalti della Protezione civile. Finiti nelle mani di affaristi che mi ricordano i terroristi degli anni Settanta e Ottanta.
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Un nuovo e malvagio 8 settembre
di Giampaolo Pansa

Bisogna augurarsi che la Procura della Repubblica di Firenze abbia visto giusto nell’inchiesta sulla Protezione civile. E non abbia sbagliato nessuna mossa, a cominciare da quelle che hanno incastrato Guido Bertolaso. In caso contrario, dovremo addebitare ai magistrati fiorentini una responsabilità pesante: l’aver provocato un disastro politico e, prima ancora, morale.
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PLB non può tirare a campare
di Giampaolo Pansa

«Meglio tirare a campare che tirare le cuoia». Era uno dei mantra di Giulio Andreotti, la mente più fina della Democrazia cristiana. Riassumeva la sua filosofia della vita e anche della politica. In una fase, gli ultimi anni Ottanta, quando ormai risultava chiaro che il potere della Balena Bianca stava declinando. E prima o poi alla Dc poteva succedere di morire. Ma allora, suggeriva Giulio, meglio tirare a campare.
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È la storia a vendicare Bettino
di Giampaolo Pansa

Vedo che non poche eccellenze dell’ex Pci intervengono nel dibattito sul decennale della morte di Bettino Craxi. Sono due i motivi che li spingono. Il primo è la convinzione che la vicenda politica di Craxi sia anche la loro: una biografia che diventa autobiografia. Il secondo è la sensazione che la storia stia vendicando Bettino, con la rovina di quanti lo hanno combattuto.
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Povero Fini parli di meno e studi di più
di Giampaolo Pansa

Nel marzo 2009, in occasione della nascita del Popolo della libertà, il Riformista mi chiese due ampi ritratti di Silvio Berlusconi e di Gianfranco Fini. Cominciai da Fini e il mio articolo uscì il 20 marzo. Raccontavo il percorso del leader di Alleanza nazionale e il suo tentativo di staccarsi dal passato fascista.


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Abbasso la scuola debole
di Giampaolo Pansa

Nel pomeriggio del 4 maggio 1949, la squadra di calcio del Torino morì in un incidente aereo. Stava ritornando da Lisbona dove aveva giocato con il Benfica. Nel scendere sull’aeroporto di Caselle, il velivolo si schiantò contro la Basilica di Superga. Scomparvero dei campioni molto amati. In Italia l’emozione fu enorme. La Camera e il Senato sospesero i lavori in segno di lutto.
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Se il Cav molla tutto, Fini va Ko
di Giampaolo Pansa

Sono stato a Roma per tre giorni e dappertutto mi hanno raccontato la stessa storia. Riguarda Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Del Cavaliere si dice che è cotto, che si rende conto di essere assediato da troppi nemici e ha voglia di mollare tutto. Ma soltanto dopo aver tentato un’ultima sortita con le elezioni anticipate.


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Dove stanno i nuovi terroristi
di Giampaolo Pansa

Nel tragico caso di Piero Marrazzo ci sono due aspetti che impongono qualche domanda. Il primo riguarda le somme spese dal presidente della Regione Lazio nei suoi rapporti con i transessuali di via Gradoli. La questione non può essere cancellata con l’ovvia risposta che Marrazzo poteva fare dei propri redditi quel che voleva.
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