Epurati. Lo scontento sulla Rai, le blande reazioni a Tremonti e ai poteri forti, i dubbi sulla cricca. Nel mirino di Berlusconi gli uomini cari al sottosegretario: Masi, Catricalà (per il post-Scajola) e Bertolaso.
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Garantismo. Parla Giuliano Pisapia: «Siamo nel pieno di uno scontro frontale tra chi fa proposte assurde e controproducenti e chi difende uno status quo decisamente indifendibile».
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Troppe le discussione su di lui. Prima le gestioni dell'Aquila e della Maddalena. Ora la vicenda della casa di Roma. Non getti altro discredito sulla Protezione civile.
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Mosse. Berlusconi, ancora irritato per il caso Ballarò, incita i ministri a gestire i risparmi di testa loro: «E poi in aula aggiustiamo tutto». Il consiglio di Letta: ricucire con «Gianfranco» per arginare «Giulio».
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Incognita. Ci sono molte cose non facilmente sopportabili in questa manovra da 24 miliardi varata dal governo Berlusconi. Fra queste c’è il silenzio dell’opposizione. Certo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani nei giorni scorsi era in Cina e ha rilasciato qualche intervista. Certo qualche dirigente ha detto che la manovra del governo non andava bene, ma il “silenzio politico” è stato pressoché totale.
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Intercettazioni. Il testo torna in commissione dopo le critiche del presidente della Camera, irritato per le modifiche (vedi norma transitoria) non concordate: «Rivendico il mio ruolo politico». E l'altro: «Non darei mai giudizi su argomenti in esame alla Camera».
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