Missione compiuta? Il mandato è scaduto ieri. Gli alleati, Clinton in primis, s'intestano la vittoria. La Nato ha buoni motivi per festeggiare. Ma l'intervento non è replicabile, anzi, come dimostra l'impotenza di fronte alla crisi siriana. E il tempo potrebbe non essere clemente.
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Ahmed Gehani. Il procuratore capo Moreno-Ocampo conferma contatti col figlio del Colonnello. Ma il rappresentante della nuova Libia presso la Corte ci dice che «lo vogliamo in un nostro tribunale» E Gheddafi? «È stato catturato vivo ma gravemente ferito, poi è partito un colpo».
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Reportage. Misurata è la città-martire dei rivoluzionari. Assediata per due mesi dalle forze del raìs, secondo il Cnt avrebbe pianto almeno 3mila vittime. I resistenti che hanno tenuto testa a Gheddafi ora si dividono sulla sua esecuzione, che alcuni giudicano un errore. Su tutto domina l'inquietudine per il futuro della rivoluzione. «Ma non saremo così sciocchi da disperderla».
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Costas Botopoulos. Parla il presidente della Consob greca. «Con le misure approvate - dice - il nostro debito sarà sostenibile. Guardiamo con ottimismo al futuro».
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Prove di governo. I dati definitivi ancora mancano, ma il numero due del Congresso della Repubblica conferma al “Riformista” colloqui con gli islamisti di Ennahda. Sale però lo scontento tra i protagonisti della Rivoluzione, che denunciano brogli. La lotta continua?
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Prima volta. Boom di affluenza. Dati non ufficiali annunciano un trionfo di Ennahda. «Lavoreremo per tutti» assicura il premier in pectore al nostro giornale. I socialdemocratici sconfitti denunciano irregolarità, ma per gli osservatori internazionali è stato un successo.
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Rachid Ghannouchi. Dopo ventidue anni di esilio a Londra, il leader del partito islamista moderato è pronto per le elezioni di domenica. “Il Riformista” lo ha incontrato a Marsiglia, dove fa campagna tra i connazionali emigrati. «Chi continua a descriverci come i promotori di uno Stato teocratico è in malafede». E sugli sbarchi a Lampedusa ribadisce di essere «contrario all'immigrazione illegale».
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Atto finale. Si era arroccato nella fedelissima Sirte. Mistero sulle circostanze della sua morte, ma le immagini fanno pensare a un'esecuzione. Scacciato, per orar, lo spettro di un lungo conflitto.
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Hafez Barghouti. «Hamas ha scelto solo i suoi, Fatah usa altri criteri» attacca il direttore del giornale dell'Ap. E lo scambio è «una vendetta israelo-americana per la sfida lanciata all'Onu».
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Dissensi. La maggioranza è pronta a festeggiare. Molti parenti delle vittime di attentati hanno però fatto ricorso - perdendolo - alla Corte Suprema. S'incrina il patto sociale per cui lo Stato deve riportare i soldati a casa a ogni costo.
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Rue de Solférino. Nel giorno in cui Aubry torna alla segreteria, gli uomini del vincitore chiedono un nuovo equilibrio. «Non ci sarà nessuna campagna bicefala» ammonisce François, che vuole evitare le divisioni fatali a Royal. Di cui fu artefice.
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Profezie. «Rischiamo di fare la fine della Tunisia» avverte Moeltsui Mbeki, fratello dell'ex presidente e influente economista. Con un'insurrezione in piazza contro il partito-governo dell'Anc. L'allarme mette a nudo i fallimenti del post-apartheid e la crescita irrestibile di un nuovo populismo.
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Questione morale. La magistratura convoca Jean-Noël Guérini, deus ex machina del Ps nel marsigliese. Il sospetto è che abbia sfruttato i poteri pubblici per favorire il fratello, titolare di alcune discariche in odore di connivenza con la criminalità organizzata. Scompiglio a rue de Solférino: tutti i principali candidati hanno intrecciato rapporti col senatore. Che non ha nessuna intenzione di restare a guardare mentre il partito lo scarica.
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Mister X. Sessantenne. Bianco. Ha provato a fermare un saccheggio. Ora lotta tra la vita e la morte in un ospedale. Non ha ancora un nome, perché dopo averlo massacrato, gli hanno portato via tutto. È stato ritrovato in una strada di Ealing, un quartiere tranquillo, retto dalla “legge del pub” che regola (o regolava) la vita delle comunità britanniche.
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Dilemma. La produzione industriale cala. Le esportazioni frenano. L'indice di Francoforte soffre. Il rallentamento globale si fa sentire anche a Berlino, che finora ha tenuto in vita (a malincuore) la periferia dell'Eurozona. E rafforza la tentazione isolazionista, che potrebbe silurare al Bundestag il nuovo fondo salva-Stati.
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foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)