martedì, 7 febbraio 2012 ore 06:17

Culture

L'arte di Berluscountry. Girls in tv e sculture horror ai Fori imperiali
di Francesco Bonami

Dibattito/1. Non c’è criterio e se c’è preferiamo non saperlo, perché se lo sapessimo la cosa potrebbe essere ancora più grave. Deredia è la Noemi della cultura italiana, nel senso che è una scelta scriteriata, autolesionista, imbarazzante, che ancora una volta trasforma l’Italia in uno zimbello vanificando le sue tante eccellenti realtà. Qual è il percorso della selezione, chi ha la responsabilità diretta della scelta, dei permessi, chi paga?

Berluscountry si sta trasformando in un'enclave come quella dei Tamil in Sri Lanka attaccata da tutte le parti, tutti i giorni. Ma chi crede che le forze nemiche siano esterne si sbaglia. Il crollo di Berluscountry, se mai avverrà, sarà causato dall’interno, dalle sue stesse energie negative che nella certezza di un'impunità totale con approssimazione assoluta hanno perso qualsiasi criterio di dignità intellettuale e sociale. Se da una parte le Silvio girls stanno dimostrando di essere incontrollabili trasformandosi da testimonial di positivismo fallico in una forza oscura, da un’altra parte i Bondisti che sono alla testa dell’armata dei Beni Culturali stanno mettendo in atto un putch contro l’immagine dell’Italia dell’arte e non solo che sarà disastroso come quello delle girls.

Se le immagini dei fallimenti del comunismo nel Ventesimo secolo sono stampate nella nostra memoria con i carri armati di Praga e quelli di piazza Tienanmen, per il crollo della cultura e della dignità dell’Italia nel Ventunesimo secolo basteranno le sculture panzer di tale Jimenez Deredia che invaderanno i Fori Imperiali con il beneplacito del dicastero della Cultura che già ha occupato il territorio sacro e autonomo della Biennale di Venezia con un padiglione dell’arte italiana talmente orripilante che se non l’avessi visto con i mei occhi e qualcuno me lo avesse raccontato non avrei potuto crederci.

Ma torniamo all’invasione dei Fori imperiali di Roma da parte di Deredia che forse tradotto potrebbe significare “derisione” in qualche dialetto ispanico.

Quale è lo scandalo? L’arte contemporanea dentro i Fori? Assolutamente no. I Fori sanno difendersi da soli checché ne dicano i talibani della conservazione. Lo scandalo sta allora nell’assurdità della scelta di un artista completamente sconosciuto Nemmeno. Lo scandalo sta nell’incapacità o nel rifiuto di voler capire che anche nella cultura contemporanea esistono dei metodi di giudizio, delle gerarchie estetiche che pur non essendo scientifiche hanno una loro validità. In nessun altro Paese civile le sculture del signor Deredia avrebbero superato i filtri della critica e degli esperti d’arte. Solo in Italia d’ufficio un autorità pubblica pesca un artista per il solo motivo che gli piace o che piace a qualche suo delfino, pupillo o amico, e gli affida, sempre d’ufficio, uno spazio pubblico, in questo caso uno degli spazi pubblici più famosi del pianeta.

Non c’è criterio e se c’è preferiamo non saperlo, perché se lo sapessimo la cosa potrebbe essere ancora più grave. Deredia è la Noemi della cultura italiana, nel senso che è una scelta scriteriata, autolesionista, imbarazzante, che ancora una volta trasforma l’Italia in uno zimbello vanificando le sue tante eccellenti realtà che invece la potrebbero trasformare nel grande Paese che è.
Il problema è che non si va a fondo nelle questioni e ci limitiamo allo scandalo. Entrare nel merito delle cose è faticoso e poco gratificante mentro la scandalo, il bocciare, l’immaginona sullo schermone di Porta a Porta danno un godimento immediato. Ma se si entrasse nel merito e ci si chiedesse prima di urlare: «Ma come è arrivato Deredia ai Fori Imperiali?», qual è il percorso della selezione, chi ha la responsabilità diretta della scelta, dei permessi, chi paga tutta l’operazione e come mai di Deredia nessuno ha mai sentito parlare? Intendo dire che nessuno nel vasto mondo dell’arte contemporanea fatta di musei, curatori, critici, artisti, collezionisti e gallerie sa dell’esistenza del signor Deredia. Sicuramente in un mondo parallelo Deredia esiste, ma io sto parlando di quello reale, professionale, concreto. È come se uno dedicasse il campo centrale dello stadio di Wimbledon al Giorgio Giovannardi, un mio caro amico che giocava molto bene a tennis, ma che non credo abbia pensato di essere della stessa categoria di Federer o Nadal, ma nemmeno del nostro indimenticabile Adriano Panatta.

Lo scandalo di tutta questa storia non sono le sacre rovine deturpate, ma il percorso corrotto (nel senso in cui si usa questa espressione per i software dei computer non nel senso usato dalla magistratura) da un virus politico e culturale che ha abbandonato i criteri usati nel resto del mondo per la gestione della realtà pubblica. Noi, Paese dei concorsi, di bandi, di buste sigillate che paralizzano qualsiasi decisione e progresso umiliando i meriti e la qualità delle scelte, siamo poi capaci di decisioni assurde, imbarazzanti e dittatoriali quando ci fa porco comodo, quando il metodo legittimo disturba l’amico, il nostro gusto o non fa contento il politico al quale, legittimamente, magari Deredia piace, perché no?

L’immagine che rimarrà della crollo della cultura in Italia sarà allora quella di un turista sconcertato solo davanti a un carro armato che sembra qualcosa a metà fra il grande Jabba di “Guerre Stellari” e Fat Bastard di “Austin Power”, solo che è bianco e di marmo e non di carne.
Il vero attacco decisivo a Berluscountry non lo sta sferrando la sinistra, ma i suoi stessi luogotenenti messi a comandare un ministero che se per un po’ è stato un mistero oggi ci rendiamo invece conto di essere tragicamente e disastrosamente vero.

giovedì, 28 maggio 2009

invia il tuo commento alla notizia

commenti dei lettori

12 commenti presenti

FACCIO NOTARE

28 mag 2009 23:46

le risposte piccate al tono e al merito dell'articolo. Non è che questi dotti confutatori sono della cerchia del ministro Bondi che in quanto a meriti culturali....chi li conosce ? corrado poi si commenta da solo ....un silvietto tanto studioso e informato ,sa di trucco, sa di agenzia preposta all'occupazione degli spazi di discusione, sa molto molto poco di libero pensiero, di opinione ! E poi così prolissi e fragili e prossimi all'invettiva ! GATTA CI COVA .....

corrado

28 mag 2009 18:53

guardi,sig,bonami,lei è uno che ha le mani in pasta in queste questioni,quindi è credibile fin lì.Non so chi sia questo Deredia (leggo il post informativo di aldo qui sotto),ma dal tono del suo articolo si capisce benissimo che è solo una querelle per il malloppo.Pare che lei sia stato anche un artista che poi si è dato alla critica.Certamente saprà la battuta che circola in questi casi.Nel suo libro "Lo potevo fare anch'io" lei sbeffeggia in pratica mezzo mondo dell'arte moderna,idea principalmente.(bella scoperta,lo sappiamo già,a cominciare dal water di duchamp).Il fatto è che bisogna averla questa idea e per primi e lei non risulta averne avute tante simili agli artisti citati.Quindi scenda dal pulpito censorio e si metta in coda.Ma poi,tutto il discorso imbastito su berlusconi! E' ridicolo e farneticante.Sa quante volte si sono fatte critiche feroci su realizzazioni fatte sotto la sinistra (vedi ara pacis) e pure sulla biennale da lei diretta, ma nessuno si è mai sognato di fare critica partendo da veltroncountry! E poi noemi,anche lei! Ma forse,dopo una festa in terrazza,un po' alticcio,invece di dormire ha scritto questo articolo.(anche su Vanity Fair e sulla gazzetta dello sport,di cui è il critico d'arte?).bye

Clorinda

28 mag 2009 18:32

1) Deredia, nome d'arte di Jorge Jiménez, nasce da De ("da", "proveniente da"+ Heredia, città natale dello scultore) e non è dialetto ispanico dal sarcastico significato avanzato nell'articolo; 2) colpisce la violenza verbale del testo in questione, come la spada laser di "Guerre Stellari"; 3) un po' colpisce anche il grado di disinformazione, ma più della spada laser; 4) ritengo le argomentazioni avanzate, povere di contenuto, infondate, di dubbio gusto; 5) a volte capita in questo brutto brutto mondo che un artista sconosciuto ad alcuni, un artista venuto da lontano, il Costa Rica, un artista che vive in italia dal 1976, che ha studiato, lavorato, ed è cresciuto, a volte capita, dicevo, che possa essere apprezzato non da destra o da sinistra, ma da donne e uomini che credono in lui, nel suo pensiero e nella sua opera. 6) da qui il mio personale invito alla visione, alla conoscenza ed alla corretta informazione;

Etta

28 mag 2009 15:03

Il modello della sinistra è NAPOLI!!!!! BRAVI BRAVI!!

Bruno Pierozzi

28 mag 2009 14:56

Non sono affatto concorde con la censura preventiva manifestata nei confronti delle opere dello scultore Deredia. Il vero scandalo è che non si facciano mostre di artisti contemporanei viventi. Il mercato dell'arte in Italia è alle mercè di pochi critici (che si dicono di sinistra) e gallerie d'arte. Bene ha fatto il Comune di Roma a concedere uno spazio pubblico di così ampio respiro storico. Il mio auspicio è che le amministrazioni locali (regioni, province, comuni) si impegnino maggiormente per lo sviluppo di circuiti artistici in favore di quanti sono oggi emarginati dal mercato privato dell'arte. L'ultima politica delle arti visive degna di questo nome (come ricorda Guttuso nel libro a due mani scritto con con Baj) è stata svolta nel periodo fascista grazie a paersonaggi come Bottai. Poi c'è stato solo un lento decadimento con la scomparsa degli artisti e dei critici cresciuti negli anni '30 - '40. Certo è desolante che un paese come l'Italia abbia messo completamente in soffitta ogni incentivo per la crescita della cultura visiva e artistica che è stata uno dei pochi gioielli di famiglia che ci ha reso credibili e ha dato lustro al nostro disatrato paese.

C. Giammoro

28 mag 2009 14:50

Mi atterrisce il giornalismo proteso alla disinformazione, mi colpisce, utilizzando la levatura metaforica del signor Bonami, come la spada laser di "Guerre Stellari". L'ignoranza e la violenza verbale che impregnano l'articoletto sono degni del clima politico e culturale nel quale stiamo vivendo, nostro malgrado. Jorge Jiménez Deredia è un artista cresciuto fino ad oggi, con la forza delle sue sole idee, del suo lavoro, della fatica nel creare opere scultoree dalla pietra informe e dal bronzo fuso. Il suo messaggio è di pace: la sua arte è il recupero di antichi linguaggi simbolici che, resi attuali e riutilizzati dall'uomo contemporaneo, ci raccontano che è ancora possibile sperare e guardare al di là di un orizzonte, che taluni insistono nel presentare come limitato. La mostra "Deredia a Roma" non è stata pensata ed organizzata in un sol giorno; non è stata apprezzata dalla destra o dalla sinistra, bensì da donne e uomini che hanno raccolto e compreso il messaggio di un artista, che hanno capito la forza di un'idea e le capacità tecniche e stilistiche di un maestro. Invito il signor Bonami ad informarsi riguardo alle origini del nome d'arte Deredia (unione di De- ossia "da", "proveniente da"- + Heredia, la città natale dello scultore costaricano), evitando brutte figure (in odor di razzismo/provincialismo/pressapochismo/etc.),e conferme di scarsa preparazione. Ed invito inoltre il signor Bonami ad evitare paragoni tra "il caso Noemi" (quasi mi imbarazza la bassezza di tali argomenti) e l'arte di Deredia: sta paragonando le ipotetiche scappatelle del Presidente del Consiglio ad una mostra d'arte unica al mondo, che arricchisce ed eleva l'animo di chi coloro che hanno voglia di guardare, ascoltare ed imparare. Non vorrei mai che si pensasse, signor Bonami, che lei, della cui buona fede non dubito nemmeno per un secondo, stia cercando di schiacciare, a casaccio, il lavoro di una vita d'artista, al solo scopo di attaccare politicamente qualcuno a destra o a manca. Sarebbe sleale, scorretto, poco professionale. Quindi no: penso solo che a lei, le sculture di Deredia non piacciano. Spero le abbia viste.

un piccolo imprenditore

28 mag 2009 13:27

Questa gente incolta e cafona che si è fatta eleggere alle plotrone più prestigiose dello Stato (solo per prendere uno stipendio vergognosamente eccessivo) sta facendo più danni all'italia della prima e seconda guerra mondiale messe insieme. Danni non solo all'immagine ma all'economia, alla cultura, al costume, all'etica, alla vita civile. Mai periodo fu così disastroso per noi italiani come quello attuale, coltivato da chi ammira il berlusconismo, ne trae profitto e lo semina per avvelenare anche gli altri italiani.

aldo

28 mag 2009 12:59

Di arte contemporanea ne so poco ma facendo una semplice ricerca con Google compare questo articolo del 2006, una mostra di Deredia curata da Antonio Paolucci nei Giardini di Boboli. Vi risultano polemiche ? : "Il Mistero della Genesi" è titolo e tema della spettacolare mostra che dal 14 Giugno al 30 settembre prossimo Firenze dedica al genio di Jorge Jimenez Deredia, artista di valore universale, costaricano di nascita e ispirazione, italiano d'adozione e scelta culturale, studioso del Rinascimento, primo non europeo chiamato nel 2000 ad arricchire con una sua imponente scultura la Basilica di San Pietro. Di lui hanno scritto: "Molti uomini hanno affidato alla filosofia, alla matematica, alla poesia, alla letteratura la manifestazione del loro pensiero. Deredia lo fa con la scultura. La più fisica delle arti diventa così metafisica. In Deredia la traformazione del marmo e del bronzo è metafora del processo senza tempo di trasmutazione del cosmo: materia che prende forma, vuoto che si riempie, materia che diventa luce". L'esposizione non poteva avere collocazione più felice: la straordinaria Limonaia del giardino di Boboli, realizzata da Zanobi Del Rosso, completamente restaurata e qui re-inaugurata, cattedrale elevata alla natura, è prestata per la circostanza a un evento artistico destinato a celebrare, attraverso pietra e metallo, le meraviglie e l'insondabile enigma del creato. La Genesi è la magnifica ossessione di Deredia, una misteriosa e rotonda partita a scacchi in quattro mosse, con cui l'artista rappresenta la nascita del tutto e il fiorire della vita. L'origine è la sfera che, nella sua perfezione geometrica e filosofica, materializza il cosmo prima del big bang. La sfera esplode nella scultura come un seme che germoglia, e si espande via via, dilatandosi in dimensioni crescenti e fasi sempre più complesse da cui emerge, finalmente, l'uomo. Anzi la donna, grande madre emblematica abbracciata per lo più a se stessa, ma sempre di morbide forme circolari e sempre riconducibili alla sfera primigenia. Gli intervalli tra le quattro sequenze rappresentano ciò che Deredia chiama tempo mistico, ovvero il momento in cui si realizza il divenire, in cui la materia misteriosamente trasmuta in nuove forme e nuovi contenuti. Sono sculture anche fisicamente importanti, strutture che pesano anche più di 40 tonnellate, sono larghe talora sette metri, alte tre, spesse uno. Alla sorgente delle molte ispirazioni di Deredia troneggiano le millenarie sfere del popolo Boruca, la civiltà fiorita nel sud del Costa Rica dal 1.500 circa avanti Cristo all'approdo di Cristoforo Colombo. Se ne sa pochissimo, quanto basta però per affermare che chi riusciva a produrre queste sfere perfette dovesse possedere tecniche non solo raffinate, ma anche non comuni modi di pensare. Di fatto, sono uno dei primi esempi assoluti di arte astratta. E che la società del Costa Rica si sia evoluta in senso decisamente orizzontale o che il paese sia oggi l'unico senza forze armate è, secondo molti, un'evidente lascito della civiltà Boruca. Con quelle sfere, Deredia è approdato giovanissimo a Firenze per studiare architettura e arte, per innamorarsi irrimediabilmente di Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Michelangelo, per fondere umanesimo Boruca e umanesimo italiano, con una convinzione, profondamente laica e religiosa insieme, circa il dovere di recuperare quei valori: per vincere il processo globalizzante che tutto omologa, per ritrovare noi stessi e la nostra più profonda identità, per ristabilire un rapporto con il tutto da cui veniamo e, in fondo, per vivere meglio in questo difficile presente. Curano la mostra il Soprintendente al Polo Museale Fiorentino, Antonio Paolucci e la stessa direttrice di Boboli, Litta Medri. L'allestimento è dell'architetto Mauro Linari. Pubblica il catalogo Bandecchi & Vivaldi. Informazioni: tel. 055.2321858

fabio marcari

28 mag 2009 12:49

Caro signor Bonami ha perfettamente ragione Deredia si collocherebbe molto meglio all' eur o in qualsiasi altro posto ma cosa ne pensa della teca dell'ara pacis di R.MEIER ? Le interessa meno perche' non e' opera di Berlusconi o ne e' entusiasta ? In questo caso e' stato un intero quartiere ad essere stato deturpato da quel genio architetto mancato del vostro Rutelli. Per quanto riguarda ' le sacre rovine deturpate' si informi chi le deturpa ogni giorno, si faccia ogni tanto due passi per il centro storico di Roma e annusi anche l'aria nei vicoli anche loro sacri rappresentanti di una citta'. Si tolga dagli occhi la bandierina rossa con la falcetta e il martellino e cerchi di giudicare le cose con piu' onesta .

claudio m.

28 mag 2009 12:31

QUESTE PORCATE LE STA FACENDO LA MORATTI E LIGRESTI A MILANO.MILANESI NON SIETE CAPACI DI RIBELLARVI A QUESTE PORCATE

Intellettualoidi di sinistra lontani dal mondo reale

28 mag 2009 12:07

Quante pippe che si fa la sinistra su queste cazzate. E intanto regolarmente perdono le elezioni.

kandor

28 mag 2009 11:36

L'egemonia culturale della sinistra, con i suoi orrori, sta finendo. Svegliaaa!!