Con la discesa in campo degli strateghi - ieri Veltroni, domenica D'Alema - i due campi di Agramante della battaglia interna del Pd sono schierati. Non c'è rimasta molta terra di mezzo, e il terzo uomo latita non solo per mancanza di coraggio, ma anche di spazio politico. Già così, sarà uno scontro sanguinoso. Qualcuno pensa che lo sarà anche troppo.
In ogni caso sarà troppo lungo. Quattro mesi così ucciderebbero un bue. Quattro mesi in cui i capi del Pd saranno chiamati in tv per parlar male l'uno dell'altro, più che per parlar male dell'avversario politico. Si fanno spesso paragoni con le primarie americane: lì lo scontro ha fatto bene al partito democratico, si dice. Ma la sfida tra Obama e Hillary era innanzitutto un attacco congiunto a Bush. Si sceglieva chi poteva batterlo meglio. Al centro c'entra la sorte degli Stati Uniti. Qui al centro sembra essere solo la sorte del Pd. Per questo mi ha molto colpito l'uscita della Serracchiani. Non tanto perché definisce Franceschini simpatico, Bersani vetusto, e D'Alema il male assoluto. De gustibus. Mi ha colpito perché rivela, con l'ingenuità della neofita, il veleno che si è introdotto nel corpo del Pd. È il «noi» contro «loro». La separazione antropologica. Noi il Pd, gli altri no. Cadono così le ragioni stesse dello stare insieme in un partito. Quel minimo di solidarietà che non confonde mai l'avversario esterno con l'avversario interno. Quello stile che impedì sempre a Hillary di attaccare Obama perché nero e a Obama di attaccare Hillary perché moglie cornuta di Bill. Chi negli staff vi fece allusione, dovette anzi dimettersi. Qui invece Franceschini non ha preso le distanze dalla Serracchiani. E Veltroni l'ha anzi apertamente difesa. E con buone ragioni. La giovane Debora, infatti, non ha fatto altro che ripetere il discorso del «chi c'era prima»: ha solo aggiunto nome e cognome. E, soprattutto, ha evocato la speranza vera del suo campo, che a mio parere è anche il rischio maggiore che corre oggi il Pd: lo scenario dei due vincitori. Uno che vince adesso, e un altro che vincerà un giorno.
Mi spiego. La Serracchiani dice: noi potremo perdere la battaglia tra gli iscritti, ma contiamo di vincere quella tra gli elettori. Il doppio meccanismo congressuale lo consente. L'idea su cui si fonda questo schema è che c'è un partito in mano agli apparati, ai burocrati, alle clientele, nel corpo del quale è difficile vincere per dei veri innovatori. Ma lì fuori, nella società civile, si può vincere se si denuncia quanto schifo faccia questo partito. Per questo l'affondo di Debora non è casuale e non è stato isolato. Fu con queste stesse motivazioni che Veltroni si dimise ed è tornato ieri in campo.
Ma se il Partito democratico è quello che dicono Veltroni, Franceschini, Fioroni e Serracchiani, vuol dire che è un partito da buttare. E che quando vinceranno loro, lo butteranno. Ora, è difficile immaginare un Pd che esca più unito da uno scontro su queste basi. Anzi, è più facile immaginare che questa sia la ricetta per una scissione. Soprattutto, è difficile immaginare che la campagna congressuale possa così diventare un grande spot a favore del Pd e contro Berlusconi, come fu lo scontro tra Obama e Hillary contro Bush. Il difetto di questo approccio è che rende irrilevante la discussione di linea politica, di idee, di alleanze. Niente conta davvero, se non rifare il Pd; o meglio, restituire il marchio ai legittimi proprietari (che, tra l'altro, l'hanno gestito fino dal primo giorno). Ciò che è importante è proseguire quel processo introverso di continue rifondazioni che continua da quando è morto il Pci. In questo senso lo scontro tra Franceschini e Bersani rischia davvero di ripetere quello tra Veltroni e D'Alema di quindici anni fa. Anche allora, nell'incertezza, si fecero votare prima i fax e poi i dirigenti. Tra i fax vinse l'uno, tra i dirigenti l'altro. Col risultato che lo sconfitto tra i dirigenti non accettò mai il verdetto e continuò a considerarsi il vincitore morale, animato da ansia di rivincita. E chi vinse tra i dirigenti non si sentì mai pienamente legittimato tra i fax, e quando traslocò a Palazzo Chigi passò di conseguenza lo scettro al suo più formidabile nemico.
Se lo schema dei due vincitori si riprodurrà anche stavolta, questa ennesima sfida non sarà servita a nulla. Se non a lasciare sul campo morti e feriti, e a confermare l'immagine di un partito che ha poco da dire sull'Italia perché non ha tempo per pensarci. Con l'aggravante che, almeno, Veltroni e D'Alema militavano nello stesso partito da quando avevano i calzoni corti, e ci rimasero. Mentre Franceschini e Bersani hanno cominciato a frequentarsi da nemmeno due anni, e nello stesso partito potrebbero anche non rimanerci, se continua così.
venerdì, 3 luglio 2009
commenti dei lettori
60 commenti presenti
PIERO
04 lug 2009 19:44
SIG POLITO. non raccontiamo le storielle o le fiabe, non attaccano, ed ha pienamente ragione
la Serracchiani quando dice cosa erano prima. Più che giusto. Inutile fare analisi, congetture,
ipotesi, che non portano da nessuna parte. Mani pulite fece un'operazione di pulizia che all'epoca
privilegiò il PCI (ancora non sappiamo la ragione, o meglio lo sappiamo fin troppo bene).
I due scieramenti di allora erano avversari "politici" per la vita e per la morte. Dalle macerie del
terremoto Di Pietro rimase integro il PCI che dovette subire la metamorfosi con la caduta del
muro di Berlino e con il foraggio venuto a mancare con la caduta degli in URSS. Quindi dal
PCI, si passa al PDS, al D.S. e dalla DEMOCRAZIA CRISTIANA le macerie rimaste si suddividono
in varie parti, tra le quali una minima parte ora si chiama UDC. Contemporaneamente si da
corso ad una operazione che vede sempre più scissioni nella sinistra, ma si da comunque corso
al P.D. Partito Democratico, ultima trovata. Ma nessuno fino ad oggi si vuole rendere conto che
i due schieramenti non sono omologabili, gli avversari per la vita e per la morte di una volta, tutti
nel P.D. una convivenza assolutamente impossibile contro natura, i provenienti dalle scule di
partito del PCI erano talmente bene indottrinati che ne danno dimostrazione tuttora. I residuuati
della D.C. sono leggermente un pò più malleabili ma non fino al punto di dover rinnegare le loro
origini. La scissione è un fatto reale che non si verificherà oggi perché uniti dalla guerra contro
il Berlusca, ma avverrà quando avranno un barlume di possibilità di poter sognare di andare
nuovamente al potere e, sarà allora che uno vorrà la supremazia sull'altro, è nell'ordine delle
cose nel loro DNA. Ecco perché da queste colonne in più occasioni ed in molti si chiede l'azzera
mento della nomenclatura per dare spazio a giovani, non intrisi di vecchie ideologie.
Non sarà mai possibile, guardate cosa sta capitando alla Serracchiani, e questo naturalmente
serva di lezione a chi fa pensierini non condivisi dai caporioni. Chi nasce comunista è per
sempre snza possibilità di equivoc i, prendete esempio da Diliberto ed i restanti. E non era un
caso voler portare in Italia le spoglie di LENIN. De Profundis per tutti.
PCI
NICO
04 lug 2009 19:20
INGENUITA': il vecchio detto è sempre attuale, non si possono mettere insieme il diavolo e l'acqua
santa. Non c'è stata una metamorfosi c'è stato soltanto un cambiamento di nomi, da PCI, a Pds,
a D.S.----da DC a Margheritini, e compani. Ma la sostanza è sempre la stessa sono i comunisti genuini
di una volta, ma peggiorati qualitativamente, ed è la Democrazia cristiana decapitata da Di Pietro
di cui una parte raccolta da Casini . Tutto questo amalgama (cosi chiamato da Dalem è confluito in massa in un non meglio identificato organismo chiamato P.D. che può essere definito partito
democratico o altro.
Chi pensa che questi due ordini di persone da sempre ad una immensa distanza tra loro possa
no formare un unico partito si sbaglia ed ha sbagliato fin dall'inizio.
Si può anche cambiare nome e loro lo hanno fatto, ma è assolutamente impossibile modificare
il cervello. Chi è stato comunista per propria opportunità, interesse personale ecc. ha cambiato
il nome, ma sempre comunista è rimasto, del resto la scuola del vecchio PCI è riuscita pienamen
te nel suo intento, creare comunisti che tali rimanessero per omnia secula seculorum.
Chi era stato Democristiano non ha avuto la scuola che li ha formati, sono stati autodidatti ed è
per questo che si sono sparpagliati nel firmamento politico inquinandoli un pò tutti.
La scissione di questo agglomerato è nell'ordine delle cose è nel loro DNA, sono assolutamen
te incompatibili e, neanche un trapiangti degli uni negli altri può essere tentato.
Carissimo POLITO forse lei vuole dire che questi signori avrebbero potuto battere il Berlusca
dopo lo tsunami che ci ha portato PRODI?
Piero2
04 lug 2009 19:13
Caro ma82gio, certamente su altri argomenti sarà competente, ma di giornalismo proprio non capisce un'acca. Cordialmente,
vittorio
04 lug 2009 18:57
Auspico dolorose manganellate ai NoGlobal di Vicenza, la` per fare guazza a comando. Volessero
poi andare a L`Aquila, un augurio di buona degenza nel nuovo ospedale, prima del carcere.
logimat
04 lug 2009 17:32
Ma perchè dobbiamo continuare a suicidarsi?ma ci rendiamo conto che così facendo, si diventa non credibili alla base, cioè a quelliche ormai non credono più a questo fantasma che è il PD?Rutelli sta complottando con Casini per fare un nuovo Centro; Bersani cerca di strappare a franceschini la nominescion(non so come si scrive) ;Franceschini fa lo stesso; Veltroni appoggia Franceschini;D'alema Bersani ma è contro Veltroni, ecc. ecc.!! ma si può andare avanti così?Direi proprio di no. Allora la soluione secondo me dovrebbe essere la seguente:Sciogliere il PD, subito.Avere il coraggio di affermare che l'operazione innovativa , è fallita:Rimettere insieme i cocci di una nuova sinistra, in grado di affermare, in questo nuovo contesto storico ed europeo,un nuovo concetto di sociale, di economia, di wolfer, di diritti dei lavoratiri ecc. ecc, di rivedere i concetti di capitalismo e globalizzazione.
E basta in questo momento con la scelta di un segretario(di che cosa; di chi?).In Italia sono sempre esistiti: una destra ;una sinistra; ed un centro. Ora al centro sappiamo chi c'è; a destra pure. Ma a sinistra? Ecco allora rifacciamo la SINISTRA.Ma quella vera,più moderna e comprensibile.Basta con l'antiberlusconimo.bisogna combattere il pericolo più forte che viene dalla Lega,xenofoba,fascista ed autoritaria.Questo è il vero cancro che si sta espandendo in Italia.La lega ha imparato a stare sul territorio dal PCI.ora bisogna ritornare sul territorio, come una volta.
Filippo Coppola
04 lug 2009 17:22
Caro Polito, non riesco a capire perche' affronti la discussione congressuale del PD con tanta paura.
Iniettare paura di scissione tra gli elettori e' una tecnica Berlusconiana o no? Siamo seri.Sara' un congresso vero. NOn lo aveva detto anche il lider Maximo? E poi se le scissioni avvengono al vertice
poco importa,ci sta. Importante che ve ne siano alla base della piramide dove non vedo nessuna
voglia catastrofista da duello all'ultimo sangue. Mi convinco sempre di piu' che spesso parlate
senza conoscere l'anima,il cuore e la stoffa umana del popolo. Eccol'antipolitica e' esattamente questo: non capire cio' che sta nella testa della gente e non viceversa come crede D'Alema che essessa sia iscritta nel dna degli italiani "popolo culturalmente di destra". L'antipolitica e' figlia degli apparati ptotagonisti assoluti in tuti gli scandali che investono il rapporto politica_affari dove lìinchiesta nella mia Puglia e' l'ultimo episodio dopo quello dell'Abruzzo e della monnezza nella tua Napoli.Bassolino,Del Turco.Tedesco e Frisullo cosa sono se non apparatik? E se uno si indigna contro costoro on si puo' venire a dire e' una lotta fraticida, non e' una lotta contro i truffaldini nel PD.
LorenzoB
04 lug 2009 15:51
E' vero i due campi sono schierati e una guerra fratricida è il peggio,sia per l'immagine che per garantire comunque una opposizione alle politiche che il governo porterà avanti da qui al congresso. Per me il problema è dopo,una volta che ha prevalso uno schieramento,chi avra perso accetterà e parteciperà alla costruzione e al consolidamento del PD,oppure continuerà ad andare per la sua strada come si è fatto con Veltroni:bel discorso al "Lingotto"su un grande progetto di partito che tutti applaudirono,poi un minuto dopo erano pronti a segargli le gambe e a far crollare il tutto,giù il Segretario e pure il progetto. Questa volta non sono consentiti repley.
X Lucius
04 lug 2009 14:01
Il tuo disegno è quello solito a fondamento della chiesa cosiddetta "bolognese di Giacomo Lercaro",alla base anche della nascita delle coop bianche della bassa padana etc.Tale disegno,a mio parere,aveva una motivazione storica finchè era forte,feroce ed imperante il comunismo.Giustamente le classi popolari,allora, non potevano essere lasciate alla mercè del Comunismo e della sua nomenclatura affamatrice.Io dubito che nel 2009 in Italia,questo disegno possa avere ancora una qualche giustificazione,se non quella di essere funzionale comunque alla presenza in politica della Chiesa Cattolica.Dal 1969,alla fine del Liceo,e dall'epoca delle battaglie civili di emancipazione,io ritengo che la Chiesa non debba interferire in politica nè direttamente nè indirettamente giocando sull'antisocialismo e sulla non laicità del tradizionale elettorato comunista.Questa mia scelta che risale alla mia primissima gioventù è il frutto di una convinzione quasi ideologica che ha radici nella storia moderna:e cioè il fatto che gli stati moderni e democratici,che fin'ora sono gli unici che assicurano un minimo di denominatore comune all'umanità,per affermarsi hanno dovuto fare la rivoluzione americana,francese e mettere alla base del loro fondamento istituzionale l'illuminismo e la ragione.Devo ricordarti,caro Lucius,che l'Unità d'Italia ha visto come ultimo impedimento la porta di Porta Pia che è stata abbattuta nel 1870 a cannonate dai Bersaglieri.Tu ricordi che il Papa fuggì e si autoimprigionò in Castel Sant'Angelo.Se fosse stato per le ideee dei cattolici e della Chiesa,mai ci sarebbe stata l'Unità d'Italia e mai ci sarebbe stato in Italia lo Stato Moderno.E' ovvio che la Chiesa ha fatto pagare carissimamente i movimenti che hanno fatto l'Unità d'Italia,a partire dai socialisti ,dagli azionisti,dai repubblicani,dai liberali etc.e si è alleata,in competizione, con chiunque non aveva radici comuni nel risorgimento italiano.E chi era questo chiunque?era il Partito Comunista Italiano che aveva radici in Lenin,lontano dall'Italia,fondamentalmente meno pericoloso perchè più ideologizzato e meno razionale.In questo suo agire la Chiesa ha trovato,nel 1929,la sponda del fascismo,che ha consentito alla stessa di essere "Stato della Città del Vaticano".Tutta questa storia che ho ricordato e che tu dovresti conoscere ti dovrebbe far capire tante cose e fra queste,che a partire dal 1989 non c'è più bisogno,in Italia della Democrazia Cristiana cioè non c'è bisogno di un PD di stampo dossettiano,prodiano,andreattiano,etc.etc.
erasmo
04 lug 2009 13:50
All'orizzonte si profila una opposizione di mezze tacche, i giochi all'interno del PD, causa il loro clientelismo consolidato da decenni, non potranno che nominare chi sta al gioco..
E' evidente che gli elementi di spessore non avranno ruoli determinanti, si andrà con la solita solfa, capi e capetti saranno i soliti democristiani da oratorio sulla linea di Zaccagnini e Frattocchiani con la superbia e l'arroganza di Togliatti, senza averne le qualità ma sicuramente l'avidità
Per i nuovi: Letta, Marino, Serracchiani, Penati o per i vecchi sani e validi: Chiamparino, Cacciari "non c'è trippa pe gatti". Per come sta sviluppando sarebbe il caso di stoppare le danze e mandarli tutti a casa...o al diavolo..
ma82gio
04 lug 2009 13:21
Caro Polito fa un grande piacere, dichiarati per quel che sei, per quel che é questo giornale, cioè
una spina sul fianco del PD in funzione anti Unità, pagato con i soldi di Berlusconi.
Sarebbe logico che alla conduzione di Il Riformista ci fosse Pansa che é l'esatta incarnazione
del giornale che dovrebbe simpatizzare con la sinistra non avendo il coraggio di dirsi di destra.
guthrie
04 lug 2009 13:01
Così parlò Zarathustra. Baffino ci ha fatto dono del distillato della sua sapienza. L'elemento essenziale del dualismo di Zarathustra è la distinzione fra bene e male. Per il lider Maximo questo dualismo si personifica in Berlusconi, per la parte male, e, suppongo, in se stesso per la parte bene. Baffino è con l’acqua alla gola all’interno del suo stesso partito. Non è senza conseguenze per lui a livello di PD, dove evidentemente c’è una lotta ai ferri corti per la leadership, ciò che sta emergendo in quel della Puglia. Ecco, dunque, che occorre serrare le file, compattarsi in vista del duello all’ultimo sangue con gli odiati concorrenti. E cosa c’è di meglio che fare la solita filippica contro il comune nemico, ipotizzare il pericolo di un nuovo nazismo e di un novello Hitler, ossia l’odiato Silvio. Evidentemente baffino ha le visioni, ma poiché non mi risulta che sia andato di recente a Medjugorje penso si tratti solo di problemi di vista. D’Alema prova a cambiare occhiali.
Il cavatore
04 lug 2009 12:35
Sig direttore, noto con rammarico che la mia meil è rimasta imprigionata nelle maglie del filtro, peccato, la ringrazio comunque per l'ospitalità.
guthrie
04 lug 2009 11:34
Per riuscire a essere considerati dei leader del popolo della sinistra, visto che le masse continuano a essere trinariciute e con il continuo travaso di bile causato dai cronici rancori contro il mondo, i vari Veltroni, D'Alema, Franceschielli e quant'altri devono PER FORZA avere il dente avvelenato contro Berlusconi e demonizzarlo come il male assoluto. Se qualcuno, magari perchè persona intelligente, arrivasse a dire che il Cavaliere non è Satana e che non c'è bisogno di vederlo come un'ossessione, ma va affrontato sul piano delle idee e delle proposte, ecco che la tribù rossa rumoreggerebbe agitando le falci e i martelli e mai costui avrebbe la minima possibilità di essere un capopopolo. Per essere considerati leader a sinistra bisogna essere, o almeno mostrarsi, visceralmente antiberlusconiani, e vomitare la stessa bile delle masse rosse.
Agenzia Ansia
04 lug 2009 11:32
Per la corrente dossettiana della Famiglia Cristiana Unità sembra che entri in pista Don Sciortino.Però Bossi ha detto che non farà mai un governo con Don Sciortino!!E' il momento della scelta.
guthrie
04 lug 2009 11:30
A Forattini bisognerà,prima o poi,riconoscere non solo un elevato grado di conoscenza dell'essere umano ma anche doti profetiche:la sua raffigurazione di D'Alema in divisa nazista era ed è quanto mai azzeccata.Supponenza,arroganza,disprezzo per gli altri,amoralità ideologica,poche ma pessime idee bene esposte sono le caratteristiche del perfetto kapò.Anche il baffo del poppedu di Gallipoli è tipico del piccolo burocrate di carriera figlio d'arte che non ha mai lavorato un giorno in vita sua.Mia nonna,leccese,diceva del padre di baffino che era un senzaddio traditore degli italiani e che faceva soldi sulla pelle dei poveracci.Lo diceva 40anni fa..e non sapeva ancora dell'erede.
giuseppe cozza
04 lug 2009 11:03
Che cosa è mai la concezione dello Stato di diritto se non quella di uno Stato nel quale la legge prende il posto dell'arbitrio; l'osservanza della legge sopprime l'abuso; la malversazione e la sopraffazione non restano impunite? Bene, facciamo come si fa nelle case; in primavera e in autunno pulizia generale; si rivedono tutti gli angoli; si spolverano tutti i mobili; si buttano via stracci e carte inutili: pulizia ci vuole.
E' vero, ci sporchiamo le mani; ma c'è l'acqua e il sapone a ripulirle più volte...
Noi vogliamo che lo Stato, pur facendo valere le proprie benemerenze, riveda le proprie colpe e si emendi: in primo luogo giustizia, fundamentum regni, onestà, correttezza della pubblica amministrazione, equità politica verso i cittadini...
Le battaglie sono vinte da chi tiene l'iniziativa; l'attuale classe politica non tiene l'iniziativa perchè è conformista; non sa combattere perchè manca di ideali.
La reazione verrà da coloro che non soffrono della malattia del conformismo astemio. (Luigi Sturzo, Moralizzare la vita pubblica).
Agli iscritti ed ai simpatizzanti del PD il consiglio di studiare, perchè la politica è la più difficile delle materie, e di fare tesoro delle parole di Don Sturzo.
Avv. Giuseppe Cozza
Tiziano S.
04 lug 2009 10:03
Questo è il PD? Questo è il partito che turandomi il naso ho votato? No! Questa e un accozzaglia di burocrati....i vecchi che non vogliono mollare, i pseudogiovani che sgomitano con frasi ad effetto in cerca di visibilità! No non ci sto! Strappo la tessera e da questo momento DI PIETRO forever!!!! E l'unico che parla di programmi, e l'unico oppositore del fascista xenofobo imbavagliatore Berlusconi! mi spiace ma nella vita si deve avere il coraggio di cambiare! Io lo sto facendo(con sofferenza)altri si infangano nelle loro faide partitiche!!! grazie x lo spazio concessomi
VINO VERITAS x castelli
04 lug 2009 09:46
Condivido, aggiungerie anche l'ottimo Marino del PD: persona preparata, colta, elegante, rispettosa delle idee degli altri, uomo che lavora concretamente e lontano dal chiacchiericcio inconcludente di sinistra. Peccato che prevalgano i nullafacenti e urlatori che giorno dopo giorno perdono consenso e credibilità.
bruno
04 lug 2009 09:42
La riflessione politica del Bombardiere-Baffuto di Belgrado mi gusta, sembra il Mago Thelma con messaggi confusi alla Mao Tse Thung, ci annuncia che la via verso il nazismo sarà in discesa, causa Belusconi e il Liberismo,
Mentre il clientelismo di cui è fortissimo coordinatore-sostenitore, vedi inchieste in Puglia, sono la democrazia partecipata con scosse e mosse.
Domanda: certe analisi così profondamente intellettuali gioveranno al PD?
serghievich
04 lug 2009 09:17
Sì, va bene, la situazione nel Pd è ingarbugliata, ma ci sarà finalmente qualche giornalista dalla penna (o meglio:dal PC..) limpida e pura, che saprà descrivere a tutto il popolo, con chiarezza e semplicità, il conflitto in atto fra veltroniani e dalemiani, ma soprattutto le diversità dei programmi e degli obiettivi? Qui la gente disposta a votare Pd. anche se laureata, non capisce più un accidenti di niente..Sciacquatevi le penne e i p.c. in Arno, nei Navigli o dove volete, ma fateci capire qualcosa anche a noi che compriamo il giornale..
Lucius
04 lug 2009 08:16
in aggiunta a quanto ho scritto nell'altro intervento sull'articolo del direttore, mi permetto di osservare quanto segue. Il partito democratico è nato al seguito della spinta unificante tra Ds e margherita impressa all'indomani del risultato elettorale del 1994 soprattutto da Nino Andreatta. Il quale, per rovesciare la maggioranza uscita dalle elezioni del 1994, pensò strategicamente che occorreva trovare una candidatura che polarizzasse tutto il centro sinistra. Questa candidatura fu individuata in Prodi e la strategia Andreatta ebbe successo. Il successo fu confermato, sia pure in stretta misura (per ragioni che conosciamo e su cui non occorre al momento tornare) nel 2006. Il partito democratico è nato per sugellare un unione di due partiti, condizione necessaria per puntare ad una maggioranza parlamentare alternativa al PDL. La condizione è necessaria, essa diviene sufficiente se il parterre delle candidature si arricchisce del contributo di candidati in grado di ottenere un suffragio popolare superiore a quello spuntato dal personale PDL. Ecco perchè tutti dovremmo lavorare alla ricerca di siffatti candidati, ivi compreso il direttore del Riformista.
Lucius
04 lug 2009 07:58
perchè stiamo nello stesso partito? si chiede il direttore, parlando di serracchiani, franceschini, d'alema? La risposta sembra semplice: abbiamo in mente un mondo diverso da quello configurato da quello ibrido e confuso espresso, più che dal PDL, dall'attuale vertice politico di quel partito e del governo. Abbiamo in mente un'economia di mercato vigilata da un sistema di autorità indipendenti, con una legislazione che tuteli la privacy e la libertà d'informazione, spieghi perchè l'impresa pubblica è un regime che va bene per le utilities locali, perchè la produzione e la distribuzione del gas devono ingrassare un monopolio pubblico, perchè i cittadini sono al servizio dei taxi e non viceversa. Per ottenere la modifica del sistema di governo, occorre vincere le elezioni; per vincere le elezioni occorre che corrano candidati in grado di battere per numero di voti popolari PDL e Lega. Per trovare questi candidati occorre guardare l'esperienza acquisita. Questa mostra che nella sconfitta politica subita dal PD emergono candidati, ora deputati (v. Serracchiani) dimostratisi in grado di rovesciare la generale tendenza. Abbiamo bisogno di questi candidati se vogliamo diventare maggioranza. Altrimenti, cioè attaccare la Serracchiani, equivale a dire che non si ha come obiettivo di tornare a governare. Se questo è il dato di fatto, è bene proclamarlo: ci risparmieremo di andare a votare.
Carlo Zingaretti
04 lug 2009 07:52
che la sinistra abbia perso la bussola è noto, che però non abbia più il "senso" della politica mi sembra incredibile. Ma come, avevamo un Berlusconi in difficoltà per la faccenda barese, per l'azione di governo non efficace come sostiene, qualche scricchiolio nella maggioranza... e gli regaliamo un congresso del PD che polarizzerà l'attenzione sullo scontro assurdo fra Franceschini e Bersani ? ho fatto proprio bene a non votarli !
Sciosciammocca
04 lug 2009 07:37
Bravo Direttore, ottimo!
giusitalo
04 lug 2009 06:52
certo, direttore, non te ne va bene una. sei sempre pronto a fare le pulci al pd e ai suoi dirigenti senza mai avanzare una proposta. dicci una buona volta come bisogna essere e cosa bisogna fare. pendiamo dalle tue labbra, liberaci da questa angoscia. sei stato senatore del centrosinistra ma della tua presenza in parlamento nessuno se ne è accorto.
dulcamara
04 lug 2009 05:10
Vorrei puntualizzare al sig. Polito che il rischio di scissione non esiste nella direzione qui riportata.
Penso che lei sia ben informato invece della realtà. Ipotesi 1) Vince Franceschini, allora lo scenario potrebbe essere che Rutelli, Follini, e probabilmente letta escano dal partito insieme ai teocon e vadano a infoltire il nuovo parttio di centro insieme a casini, partito ormai in gestazione. In questo caso potrebbero entrare nel PD Vendola & C con il loro 3-5%. 2° ipotesi, vince Bersani. Escce Rutelli e i teocon e forse il viterbese?. In questo caso restano letta e follini. Nel mentre si svilupperà il marasma nel PDL? Per esempio pisanu, scaiola et al... raggiungeranno la nuova formazione di centro dove probabilmente a distanza di uno-due anni potrebbe confluire l'Udeur di Mastella?
lupimor@gmail.com
04 lug 2009 03:43
Caro Direttore. Lei scrive, tra l'altro, nel suo esaustivo articolo: <La Serracchiani dice: noi potremo perdere la battaglia tra gli iscritti, ma contiamo di vincere quella tra gli elettori. Il doppio meccanismo congressuale lo consente> Ora io mi chiedo quale mente eccelsa abbia potuto concepire questo mostro di doppio meccanismo congressuale. O meglio l'immagino: tutto nasce dall'arrogante pretesa che quanto deciso dai delegati, emanazione degli iscritti, ma controllati dall'apparato, sia intoccabile, ma poiché siamo sinceri democratici facciamo anche le primarie aperte a tutti, nella certezza che il popolo delle primarie non osi ribaltare quanto già deciso; per cui si avrà una doppia legittimazione. Benissimo! Per Veltroni, formalmente, è accaduto. Ma poiché le primarie erano state costruite nel più puro stile da "comitato centrale", liste bloccate ecc..,all'interno del partito nessuno si sentiva vincolato dal loro risultato. Altro che investitura popolare! Conseguenza? Veltroni che ottenendo il 33,2%, aveva fatto un miracolo considerando che si usciva dall'esperienza Prodi, è stato indebolito e lasciato solo a fronteggiare Di Pietro. Se in occasione della squallida piazza Navona il PD, tutto, all'unisono, senza i soliti distinguo ipocriti, avesse fatto blocco intorno a Veltroni in maniera convinta, e a muso duro, avesse detto, ad una sola voce, quello che il Veltroni dichiarò a Matrix, la storia di questi diciotto mesi sarebbe stata diversa. Perché non avvenne? Perché il gruppo dirigente, ex PCI ed ex DC, non desiderava un leader di fatto. Finché la leadership era quella fasulla delle primarie, si poteva anche accettare, per quello che contava! Ma se fosse diventata, col sostegno di tutto il partito, leadership sul campo, poi, chi ce lo levava più? L'apparato, ad un uomo solo al comando preferisce quello che lei descrive come:<.. lo schema dei due vincitori> in modo che:<.. anche stavolta, questa ennesima sfida non sarà servita a nulla. Se non a lasciare sul campo morti e feriti> Allora? Quando coloro che tengono in mano apparati, burocrati e clientele, saranno ridotti alla fame, le Regionali del 2010, e messi fuori gioco dai loro attuali elettori, allora e solo allora, potrà iniziare un era nuova, nei fatti , non nelle parole. Drastico? No necessario. A questo punto il nome o i nomi saranno partoriti spontaneamente dalle circostanze. Non credo che a Ottobre possa accadere qualcosa di autenticamente significativo, anche se ci riempiranno la testa col solito bla bla. Cordiali saluti Moreno Lupi
Il cavatore
04 lug 2009 02:20
Sig. Polito "Altro che Noemi questa è vera crisi" Siamo al capolinea, l'evoluzione mai avvenuta del PCI il loro antisocialismo storico li ha portati alla rovina, ci sarà una scissione, e un killer da tenere a bada.
Turati scrisse "un giorno socialisti e comunisti vivranno nella stessa casa, poiché vi accorgerete di esservi sbagliati e onestamente l'ho ammetterete", scelsero mani pulite e fu l'inizio della fine.
Soltanto le toghe rosse, sono riuscite a ritardarne l'epilogo, ma lenta e inesorabile, sta arrivando la fine di questi personaggi, che per volontà o incapacità politica o convenienza personale, hanno distrutto la sinistra italiana. Il loro elettorato, la storia li ha condannati, non c'èntra Berlusconi. Berlusconi lo hanno inventato loro, per distrarre il popolo mentre continuavano indisturbati ad accumulare immense fortune.
e la Puglia, è l'ultimo esempio in ordine di tempo, di questa sinistra "idealista ed onesta". e non basteranno le tregue, I giornali, le TV, Il giocattolo si è rotto, anche se, Montezzemolo & C. della scuderia Italiafutura.it ne sta già preparando un'altro. Speriamo che Il circolo Bilderberg de noaltri ci riservi un futuro migliore.
Una cosa è certa, i socialisti, che in passato hanno sperato fino all'ultimo di costruire qualcosa di positivo, si rassegnino, con questa sinistra non abbiamo e non avremmo mai potuto aver niente in comune. Peccato.
sandrelli
04 lug 2009 01:56
Dica la verita il Riformista, se non vuole perdere credibilita.Tutta la sinistra e`allo sbando, nel mentre
a destra ogni giorno fa scoprire al paese d`avere qualcosa in piu. Da oggi per esempio, i clandestini
sono fuori legge.
filomena
04 lug 2009 00:46
Dopo aver letto i messaggi inviati, ho capito dov`e il guasto. Si vuole voce, senza esserci il cosa dire.
Sarebbe peccato sprecare una percentuale di voti, prendiamoceli, in fondo facciamo i politici, no.
gianni cesarina
04 lug 2009 00:28
Leggo della resa dei conti sulle primarie, nate per spirito di scopiazzo e dello strafare, che invece ha
portato rimangiarselo con anche il rutto. D`alema e`alle corde egregio Polito, inutili ammiccamenti
, sono portatori di colpi bassi. Anziche estirpare il male lo state medicando con l`aspirina, senza
beneficio d`inventario, senza il parere degli elettori ma per salvare lui, Rutelli e Veltroni. E noi ?
aloisio felsineo
03 lug 2009 23:18
Cotti, stracotti e ricotti: questa è la sola verità! Chi sa vedere come stanno andando le cose (e siamo solo all'inizio!) si è già accorto che la "guerra" tra le Correnti del PD è appena incominciata: una "guerra" tra generazioni, tra le anime del vecchio Partito Comunista e del Partito Social-Comunista, tutti e due accorpati in quella specie di Partito Democratico in cui la presenza non indifferente dei CattopuntoCom della Margherita fa "cattivo giuoco"! Il caso è tutto Italiano e Mr. Obama c'entra proprio nulla: noi siamo da sempre un caso a parte e niente abbiamo a che vedere con l' America! La mentalità tipicamente levantina dei nostri Politicanti da strapazzo, di cui tutta l' Italia va ben poco fiera, è il veleno che ammorba i Palazzi del Potere e che ben presto porterà alla Morte il Partito Rosso. Quando i "Vincitori" della Disfida saranno noti, solo una cosa dovranno fare: ritornare al BENE DELLA NAZIONE, non al POTERE DEL PARTITO! Gli Elettori non sono poi così stupidi ed ignoranti come li si pensa: essi hanno capito che questi politicanti sono al vertice per il POTERE PERSONALE, non per il BENE COMUNE (gli stipendi e le prebende da veri satrapi africani sono lì a dimostrarlo) e non ne possono più! Ed è perciò che li hanno, alle ultime Elezioni, sonoramente bastonati, anche se il Franceschiello ferrarese osannava "il declino della Destra" ! Chiamparino, che non è certo un ingenuo e ben sa cosa sta avvenendo, ha dato forfait alla sua candidatura, lasciando al Gallo vecchio ed al Gallo nuovo la sanguinosa disfida: si è defilato elegantemente, dichiarandosi solo Sindaco di Torino e quindi fuori dalle rogne! I giuochi sottobanco del Baffino questa volta serviranno a poco, mentre la discesa in campo di Uolter l'Africano, quale sostenitore del Ferrarese Volante, è solo una mossa salva-faccia: l'ultimo "trombato" ora cercherà di "trombare" l'Avversario con le stesse armi usate su di lui, ma credo che il risultato sarà infimo e senza conclusione! Qui si tratta di far nascere una "Cosa" nuova, senza retaggi antichi, senza nostalgie per la Falce ed il Martello, senza ricordi ante Muro, senza aiuti di altri partiti più o meno amici, più o meno democratici: ora bisogna riprendere in mano il PROGETTO di una Nazione Unita ricreata per il BENE COMUNE: senza ciò la tomba è già aperta ed non resta altro che chiudere la lapide con su scritto "Qui Giace........".
carla
03 lug 2009 23:09
preferisco anche la Serracchiani. in segreteria. d'alema sei ricattato ....e sig.ra Finocchiaro oggi mi hai delusa .invece di contestare l'incontro con i magistrati a cena .. vizzini alfano letta ......hai contestato di pietro .....e difficile capirti E POI NON CAPITE PERCHE' AUMENTANO I CONSENSI...SIETE TUTTI SOTTO RICATTO??????
annarita
03 lug 2009 22:18
Si va bene supponiamo tutto il sostenibile, accettiamo qualunque leader, chiamiamolo come volete,
cacciamo gli incapaci teniamo i bravi, buttiamo via quel 12% estremo, teniamo il giustizialista, all`
Udc niente interessa dove dove non si comanda. Siamo ridotti al due di briscola, siamo niente.
Lupo Rex
03 lug 2009 21:29
Polito, ma quale scissione? Siete nati da una scissione a Livorno nel 1921, avete continuato per decenni a dividervi, a odiarvi ed a cambiare nome. L'odio è l'unico collante che vi unisce. Odiare è il vostro credo. Odiare Berlusconi, ma soprattutto diarvi tra voi. Solo odiare vi fa sentire vivi. Solo odiare vi porta sulle pagine di Repubblica. Non avete una faccia presentabile, a meno che non giudichiate presentabili le facce di D'Alema e Bersani, uno più odioso dell'altro. A questi falliti preferisco Prodi: ha una faccia da comico d'avanspettacolo e la sua parlata reggiana (nessun bolognese parla con quella cadenza dialettale...) riesce quasi simpatico, anche se io non capisco una mazza quando parla e sono di Bologna! Polito è uno che rideva della bandana di Silvio: e del caschetto da ciclista di Prodi che sembra Renato Pozzetto, che mi dici? Mi castri i post, Polito, ma il web va e nessuno lo può fermare. Più ci provi e peggio è. Ma ormai per la sinistra, peggio di così non può più andare.
Sayonara (japanese good bye)
coriolano
03 lug 2009 21:22
Il -NOI- (belli bravi buoni) contro -loro- (brutti sporchi & cattivi) è da tempo la non-politica del centrosinistra, allora perchè meravigliarsi se anche internamente al PD (e non solo) essa prevale sulle proposte o sui programmi? Poi in fondo che differenza c'è tra l'antiberlusconismo, privo di idee e di concrete proposte alternative, e l'antidalemismo o l'esser contro Franceschini? Nessuna. Essere antiqualcosa è facile, anche la Serrachiani ha fatto la sua bella figura come anti-vertice del PD, cosa diversa molto diversa è invece il proporre, l'indicare nuove strade compatibili con le diverse situazioni in cui ci si trova, cosa diversa è guidare un partito o un governo. Non basta essere contro, il PD DEVE anche proporre qualcosa sapendo ascoltare e farsi ascoltare, ma per il PD, che vinca Bersani o Franceschini, non si vedono cambiamenti di linea in vista.
Lorenzo De Caprio
03 lug 2009 20:55
L'analisi del dott. Polito è, a mio parere, ineccepibile. Questo articolo altro non fa che "chiosare" in forme politiche apparentemente morbide quanto espresso in forme politiche più ruvide dal dott. Cappellini.
Io direi che ci troviamo di fronte alla cronaca del suicidio annunciato da Pansa.
In particolare, non capisco come si possa pensare di unire il PD praticando all' interno del partito una politica il cui solo fine sembra quella della esclusione mediante "criminalizzazione" della controparte. Assistiamo ad una commedia dell'assurdo in cui una parte inalbera la bandiera del Nuovo senza specificare di cosa in concreto sia fatto il Nuovo. E per restare in argomento ricordo che alle provinciali napoletane Il Nuovo era personificato, incarnato da Nicolais, ottima persona per la verità, ma pur sempre in passato braccio destro e sinistro del "vecchio" Bassolino.
Il meccanismo che dovrebbe portare all'elezione del leader carismatico è, come bene ha fatto a sottolineare, il dott. Polito più suicidario che farraginoso. Sembra studiato a tavolino per creare un Papa eletto dall'apparato a cui immancabilmente seguirà un antiPapa eletto dal popolo. Curiosa scelta per una parte politica che negli anni passati ha contestato la democrazia cosidetta "diretta" .
A dispetto del fallimento refendario che obbliga i partiti politici a muoversi in un scenario bipolare, ci sono nel PD politici che ancora sognano il partito a vocazione maggioritaria, vale a dire un partito così forte da imporsi da solo nell'agone elettorale, così autorevole da piegare ai suoi voleri gli eventuali pavidi alleati : Di Pietro, Casini, Vendola.... Cose da pazzi!
Pansa, Polito e Cappellini hanno ragione! ...Morto un Re se farà un altro. Morto il Re, Viva il Re.
gianni cesarina
03 lug 2009 20:24
D`alema in Libano,strette di mano incluse,disse degli Hezbollah ; sono un partito ! Solo ora capisco.
mario p
03 lug 2009 20:13
Il direttore Polito, sostiene D`alema poiche convinto della legittimita`di costui, nell`avanzare diritti sul partito, poiche sua creatura. Non sono sufficienti le ammissioni, rese note oggi alla stampa, con le
quali egli crede d`azzerare tutto il negativo prodotto per incompetenza, quella non riconosciuta in italia, solo dal presidente emerito Cossiga.
luigi
03 lug 2009 19:58
Passa un 'idea vermente bizzarra dello scontro. Voi (giornalisti) avete trovato il modo di raccontare passaggi importanti della vita pubblica attraverso le sottolineature che vi aggradano di più. Per voi (e vi è certo una piccola dose di verità) il partito democratico è diventato il luogo dell'irreversibile instabilità. Una terra di conquista in cui vecchi predoni e nuovi cybersoldiers se le danno di santa ragione per la conquista delle seggiole che contano. Io non so se è davvero così, sarà pure, ma chi se può fregare di meno delle battute della serracchiani o di quelle di Dalema. Il problema esiste e non è legato al vecchio o al nuovo, ovvero allo scontro tra weltroni e dalema (visto che peraltro entrambi hanno perso più volte). Non sarebbe opportuno che le vostre inchieste, magari non giornaliere (chiedo un approfondimento un pò più serio) riguardassero davvero quello che bolle in pentola. Non sarebbepiù opportuno che ci illustraste gli argomenti dell'una o dell'altra parte in maniera tale da crocifiggere domani il vincitore rispetto agli impegni presi ?
Il PD ha portato in Italia le primarie, ora le pratica davvero. Le proposte sono diverse perchè l'anima di questo partito è plurale. Lo è la storia dei partiti che l'hanno fondato !
Ora è il momento dei contenuti. Affrontate quelli rispondendo all'esigenza vera degli elettori. Parlateci di cose serie
Si vis pace para bellum, pare che sia la sola cosa che vi interessa interpretare.
amerigo
03 lug 2009 19:21
Caro direttore, non sono d’accordo con lei sul paragone con le primarie americane. Clinton e Obama non potevano certo fare quelle affermazioni , sarebbero state contrarie non solo ai principi del partito democratico ma degli stati uniti e forse devastanti sulla loro campagna elettorale.
Ciò non toglie che la competizione delle primarie comporta anche un giudizio sulla persona del candidato leader senza che questo debba far gridare allo scandalo, non si tratta più di nominare un segretario di partito , ma il candidato alla guida del partito e del paese.
Lei teme che tale discussione possa innescare rischi di scissione? Certo se si continuerà a parlare di aria fritta tipo Berlusconi, le alleanze e altre amenità per nascondere la totale assenza di idee e le contrapposizioni di gruppi di potere ,bè allora….. In america i candidati non hanno fatto la campagna contro la persona di Bush ma contro la sua politica.
Credo invece che ci sia un modo molte semplice per evitare scissioni e turbamenti particolari :affrontare i problemi del paese smettendo di considerare il programma da presentare prima al partito e poi al paese come un fastidio necessario per giustificare la propria esistenza.
Harold Mueller
03 lug 2009 19:07
Caro Polito, lo scontro questa volta non è politico (quale politica? si è sentito qualcuno parlare di idee finalizzate alla conduzione dello Stato?) ma è tra vecchio e nuovo, o meglio tra la visione clientelare, mafiosa ed oscurantista della vecchia politica e la necessità da parte dei giovani di credere in qualcosa di pulito, che non li faccia vergognare dei loro predecessori, e soprattutto non li renda mai più ricattabili. Ce la farete, voi giornalisti, a presentare la realtà senza ricorrere ai vecchi e fetidi schemi? Cordialmente, H.M.
castelli
03 lug 2009 18:59
CI sono solo un paio di uomini decenti nel PD:,Cacciari e Chiamparino. Poi ci sono sempre gli stessi: dalema vs veltroni ,marini vs bindi, finocchiaro vs tutti Sempre gli stessi, con le solite boiate contro e mai un idea. Parlate di crisi e in 2 anni di governo avete alzato solo le tasse( il vostro idolo zapatero ha il 18% di di gente che non lavora,e pensa alle 16enni che abortiscono da sole ,come andare a fare shopping),mai una presa di posizione a favore dell'Italia,sempre contro .NIET,Per non parlare della sicurezza,poi.Una politica basata solo ed esclusivamente sul "dagli al BERLUSCA"....che sta continuando a mettervela in quel posto in maniera sempre più egregia.
Ma che scissione.
03 lug 2009 18:43
Ma quale scissione.Questo è più un caso di trapianto con rigetto!La scissione presuppone una antica e naturale nascita con il risultato di uno"unigenito".Nel nostro caso si è trattato prima di un innesto e poi di un rigetto.Si potrebbe parlare al massimo di Franchestein.L'esigenza di un partito importante a sinistra che abbia radici storiche serie,riformiste saldamente ancorate ai movimenti storici europei,rimane in tutta la sua importanza ed esigenza vitale per la democrazia italiana.Questo partito non poteva essere frutto dell'incontro tra la tradizione togliattiana e quella dossettiana.Entrambe tradizioni italiche e frutto di casa nostra.Il problema si complica ancor di più a sinistra perchè il suo elettorato,da sempre antisocialista e antisocialdemocratico,per nascita e tradizione,preferisce addirittura gente come Di Pietro.Roba da chiodi o da matti.Quanta acqua sotto i ponti dovrà passare.Una certa responsabilità risiede nella cosiddetta"intellighenzia"del nulla,che non ha mai digerito,a sinistra,l'area laica e socialista.I risultati di questa semina culturale sono sotto gli occhi di tutti.Ma questi continuano a darsi le martellate sui coglioni perchè e lo dicono,vogliono continuamente farsi del male.Beati loro che possono farsi del male e continuare a divertirsi.Però il tempo stringe e non gli permetteremo di continuare a divertirsi alle spalle di chi lavora.
Antonio
03 lug 2009 18:09
La serraacchiani mi sembra Di Pietro con la gonna se questo è il nuovo!....Basta con l'anti....ci vogliono idee e programmi con l'anti si va solo all'opposizione per l'eternità.
corrado prestianni
03 lug 2009 17:41
Caro direttore,quello cha balza agli occhi in modo evidentissimo dal suo articolo è l'estrema confusione che regna nel pd ,ed ogni paragone con i fatti americani,oltre che improponibile,è anche ridicolo.
Cesare
03 lug 2009 17:10
On. D'Alema, non ho mai votato per la sua parte, ma ho sempre guardato con attenzione alle sue proposte ed alle sue prese di posizione, perchè, talvolta discutibili, mai banali. Lei non è uomo da recita in maschera. Sceglie una posizione, ci ragiona, la sostiene e la difende e, se del caso, perde. Perchè le scrivo? Perchè mi aspetto che alfine, dica una parola chiara e definitiva su un passato fatto di errori di valutazione storica e si faccia carico di sostenere una proposta pragmatica di scelta di campo nella nuova attualità così aggrovigliata, dove ci vuole il coraggio di buttare a mare le vecchie scialuppe che hanno tenuto sì a galla sin qui, ma che ormai hanno fatto il loro tempo, per mettersi al timone di una nuova nave che sappia riscoprire nuovi orizzonti. Lei è uomo di grande asprezza (non si offenda), non di doppiezza o di grigi compromessi. Rompa questo infingimento che avviluppa il pd e faccia una proposta nuova, forte, chiara ed energica. Oggi è necessario un chirurgo, duro, capace e professionale, che sappia usare anche il bisturi e fare male, non degli ......................................
Nicola Grippo
03 lug 2009 17:05
Io ti capisco Polito. Tu stravedevi per Dalema(senza apostrofo).
Ma è un fatto,anzi sono molti fatti, che confermano che non una volta il Baffino si è comportato da scorpione, pungendo la rana(o il rospo) di turno.
senza arretrare troppo, iniziamo da 1991, quando si fece trasportare dal povero Occhetto, che poi punse nel 1994.
Poi Prodi, al quale dopo aver immerso il pungiglione si sostiui nel governo(Andreotti non lo ha mai fatto).
Ha finito con Walter, un bravuomo che non ha avuto le palle per combatterlo.
Ora con la Serracchiani....e con Franceschini...
Basta! Adesso Basta!!!
Ha scritto uno sconosciuto deputato di Manfredonia, tale Bordo.....uno che si intende di musica....
....Bersani è appoggiato da tutti i Sindaci della Capitanata......da tutto i segretari.....
Bersani sarebbe la prossima rana(o rospo) da pungere
A Bordo rispondiamo....."...per salvare Bersani dobbiamo combattere Dalema(senza apostrofo...è uno spreco)
Antonio
03 lug 2009 16:31
Direi che quelle di Polito sono le parole definitive su cosa NON dovrebbero fare i dirigenti del PD.
Certo che "simpatico" è lultimo aggettivo che mi viene in mente per definire Franceschini.
Piero2
03 lug 2009 15:56
Caro Polito, non mi pare che Veltroni sia stato fatto fuori da un democristiano. Il problema del PD è un altro, sempre lo stesso.
Vincenzo
03 lug 2009 15:11
Analisi ineccepibile, la quale dimostra come la situazione sia ben più ingarbugliata (e, quindi, potenzialmente ben più distruttiva) di come l'abbia semplicisticamente descritta Pansa qualche giorno fa (ex DC contro ex PCI). Non si sa proprio come venirne fuori, anche perché ciò che manca non è un terzo uomo, bensì un terzo polo di attrazione che scombini gli schieramenti interni, arroccati dietro Francheschini-Veltroni e Bersani-D'Alema. Chiamparino, che è politico esperto, lo ha capito e ha rinunciato; resterà seduto in riva al Po e aspetterà il passaggio dei cadaveri, sperando che dopo vengano tutti a piangere da lui. In questa situazione, qualunque terzo che si candidi non potrà, infatti, che essere il solito non politico, specchio per noi allodole deluse, ma sempre pronte a ri-illuderci. Egli, alternativamente, non potrà che: a) fare mera testimonianza e fungere da alibi democratico per le due correnti realmente in contesa; b) magari essere investito dal "popolo delle primarie", per poi essere privo di maggioranza interna e finire in balìa dei soliti noti. Marino è perfetto per entrambe le soluzioni ...
Lorenzo
03 lug 2009 15:11
Non sono di sinistra e tantomeno comunista. Non ho mai votato DC.
Votavo Liberale o repubblicano.
Non mi piace Berlusconi, ma penso non sia tutto il male che ne dicono e soprattutto non sia il male dell'Italia.
Penso Berlusconi sia il sintomo dell'italia, il che è ancora peggio.
Mi infastidisce incredibilmente pensare che Berlusconi possa essere spodestato per tresche private visto che la sinistra non ha ne uomini, ne idee, ne leaders ne niente. La sinistra perde perchè non c'è, perchè non ha una storia come i laburisti o i democratici.
La destra vince non perchè sia meglio ma perchè a sinistra ( moderata non i dinosauri) c'è ancora di meno.
Lo ammetto, sono sconsolato ma credo siano in diversi a sentirsi come me.
Il riformista sembrava diverso all'inizio adesso sembra più scandalistico di repubblica.
Mi rileggerò le copie de "Il Giornale Nuovo" degli anni settanta quando buona parte delle persone che adesso scrivono sul riformista mi volevano menare perchè lo leggevo.
Se non avessi figli piccoli avrei già lasciato l'Italia e le sue piccolezze ideologiche.
L'Italia e l'Europa stanno diventando sempre più anacronistiche, siamo quasi al palo.
Spero di sbagliarmi.
Lorenzo
giulio
03 lug 2009 14:51
Chi dei due sia meglio, non lo so. So solo che Bersani è il sodale di Visco e, pertanto, artefice principale della sparizione del centrosinistra, identificato, dopo la cura del duo Visco-Bersani, come il partito vampiro, che succhia dalle tasche dei contribuenti onesti (quelli che pagano le tasse) per spendere a più non posso, aumentando a dismisura la spesa pubblica. Il tutto condito con una odiosa bugia: che le finanze dello Stato erano alla frutta e che si combatteva l'evasione. Noti: si combatteva l'evasione dopo avere aumentato al massimo le aliquote, avere introdotto un'aliquota esproprio e messo sotto accusa la Guardia di Finanza, rea delle intercettazioni sulle scalate tanto gradite da D'Alema, quelle che avrebbero dovuto assicurare il controllo di una banca. Se si vuole avere un'idea del modo di combattere l'evasione da parte di questi due signori, Visco-Bersani, bisogna dare uno sguardo al decreto del 3 luglio 2006, a firma degli stessi e controllare la diifferenza tra la stesusa di origine e quella trasformata in legge. Lì si vedrà chi è il servo sciocco dei poteri forti. Dico di più: bisogna controllare la norma iniziale, quella che prevedeva il recupero a tassazione delle stock option, miracolosamente sparita nella conversione in legge, evidentemente dopo una tirata d'orecchi da parte di chi vive di stock option e finanzia la politica. No, Bersani proprio no; il suo primo pensiero sarebbe la reintroduzione dell'ICI: primo per far dispetto a Berlusconi e dopo perchè non conosce la Costituzione che ammanta di quasi sacralità la prima casa. Per rendersene conto bisogna leggere la discussione in seno alla Costituernte sul secondo comma dell'articolo 47.
Fulvio
03 lug 2009 14:31
Caro Polito il quadro è desolante .. io povero uomo di centrosinistra che faccio !? Io, potenziale elettore del PD mi sento come di avere un cane che mi è balzato alla gola e che mi strangola, non molla la presa, ... ma questa nomenclatura è dura a morire !! I Dalema, Bersani, Turco, e ora anche Franceschini ci azzannano alla gola e ci impediscono di ragionare sul paese che vorremmo perchè troppo impegnati a scannarsi l'un l'altro incuranti del paese e dell'elettorato che li abbandona. Ma deve essere veramente piacevole conquistarsi uno scranno nel potere!! ... Io rimango alla mitica frase di Moretti: " Con questa classe dirigente non vinceremo mai" !!!
axenos
03 lug 2009 14:21
Veramente il terzo uomo c'è, si chiama Ignazio Marino. Purtoppo non essendo un delegato, non potrò votare per lui al congresso, ma alle primarie correrò a votare convintamente per il senatore chirurgo, l'unico che ha il coraggio di dire con chiarezza quello che pensa in tema di valori e di laicità dello stato.
voi, a proposito di chi ha smarrito quel senso di solidarietà che impedisce di confondere l'avversario esterno con l'avversario interno, votate pure per chi passa i pizzini al pdl...
Daniele D.
03 lug 2009 14:08
Un partito di sfigati! Ecco cos'è diventato il Pd. Che tristezza!
Lucius
03 lug 2009 13:52
questa volta non sono d'accordo col direttore. A mio avviso, un partito è uno strumento che si utilizza con le elezioni oer cambiare o confermare a seconda dei casi il quadro politico del paese. Evidentemente, chi vota per il PD desidera mutare il vertice politico del paese. Ma per ottenere qusto risultato è necessario spuntare un congruo numero di voti. Chi procura questi voti? Coloro che corrono per i posti di membro del parlamento. Evidentemente, se colro che corrono per i posti di parlamentare non sono capaci (per pigrizia, stupidità o qualsiasi altro motivo) a spuntare voti dall'elettorato -come invece sanno gare quelli che corrono per il Carroccio oppure Berlusconi- allora è inutile che si presentano candidati, è inutile che continuano a fare il mestiere di politici. La produttività del politico è misurata dai voti che riesce a raccogliere nell'elettorato: questo è l'unico e solo metro; il resto slo chiacchere da bar.
ritual
03 lug 2009 13:44
Nel PD, al momento, i dirigenti stanno da una parte (che, per comodità chiameremo LOFT) ed elettori stanno in un'altra (che, sempre per comodità, chiameremo FANGO).
Coloro che sono nel LOFT non parlano con coloro che sono nel FANGO. Direi anche che, oramai non li guardano neanche più. Troppo sporchi, rozzi e brutali.
Dato che in Italia il fango si allarga, quelli nel LOFT non guardano quasi più nessuno.
L'unico problema è che gli inquilini del FANGO sono coloro che producono la ricchezza del paese ed, incidentalmente, sono quelli che votano.
Per questo motivo GLI ATTUALI DIRIGENTI PERDONO LE ELEZIONI e, quando le vincono, ci troviamo a desiderare che le abbiano perse.
Se l'uscita di uno o più dirigenti (tra l'altro cronicamente perdenti) genererà un partito che abbia personalità, idee precise, ed una base di riferimento, se troviamo un politico (anche uno solo) sono in grado di rinunciare a tutti i Franceschini, Veltronini, Serracchini, Bindini, Marini, Dalemini e via cantando.
Dite che sono l'unico?
giacomo
03 lug 2009 13:35
Non ci sono dubbi: la scissione è l'unica strada possibile per impedire l'implosione del PD. Da una parte gli ex comunisti e dall'altra gli ex democristiani che saranno poi liberi di andare con Casini. Solo così sarà possibile creare un partito socialista di stampo europeo che una volta abbandonate tutte le utopie di terze o quarte vie possa accettare il mercato e l'impresa come strumenti di sviluppo di una società moderna e post industriale. Qualora non fosse così penso che il PD sia destinato a diventare sempre più marginale.
pasquale
03 lug 2009 13:31
Ci vuole subito ,anche per essere alla page,un bad PD composto da tutti i perdenti cioe datutti coloro che non sarebbe capaci di eleggersi,e un PD nuovo con Marino,Civati,Serracchiani, Chiamparino etc..
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)