Perché va recisa la corda che ci lega a Di Pietro di Marco Follini
Ora siamo alla vigilia del congresso, e su questo tema (ha ragione Di Pietro) non possiamo più non fare chiarezza.
@Lapresse
13-7-2009
Politica: Di Pietro, Grillo unico che ha un programma
Nella foto : Antonio di Pietro
foto di repertorio
Caro direttore,
molte persone mi chiedono perché insisto tanto sulla necessità di un chiarimento politico tra il Pd e Di Pietro. Da ultimo lo fa, con parole gentili, il capogruppo dell’Idv al Senato, Felice Belisario. Proverò a dare due risposte, una più esistenziale e una più politica.
Io credo profondamente che tra noi e Di Pietro esistano differenze solide come il granito. Lui coltiva una politica radicale, manichea. Cavalca la semplificazione. Indulge al populismo. Segue il copione del giustizialismo. Trasforma l’avversario in nemico, e il nemico in demonio. Dentro questa visione così drastica e cupa della politica, è ovvio che Di Pietro tenda a fare terra bruciata. Se la lotta è tra il bene e il male, se la sua parte veste i panni della virtù e l’altra parte indossa l’armatura dei soldati delle tenebre, non c’è posto per niente che stia nel mezzo. Non esistono istituzioni, dialogo, compromesso, misura. Tutto è per così dire militarizzato. È la stessa idea di Berlusconi, capovolta. Per il nostro avversario, appunto, un invito a nozze.
Noi, al contrario esistiamo per tentare di accorciare le distanze. Ci sforziamo di interpretare questo Paese nella sua varietà e complessità. Cerchiamo di capirlo, non di schiacciarlo nella tenaglia di un’infinita guerra per bande. Pensiamo che la politica non sia l’urlo di protesta, ma la capacità di intessere legami, di ascoltare rispettosamente le voci di tanti, di chiamare le persone a costruire una società più coesa, per quanto possibile più unita. Venendo da lontano, sappiamo che ogni conquista è figlia della pazienza. Non è davvero un caso se all’appello di Napolitano noi abbiamo risposto aderendo con gioia e Di Pietro si è doluto di non poter corrispondere. È un esempio, ne potrei fare altri mille.
Ora io credo che quando si mettono insieme idee e forze così diverse non si fa un buon servizio a nessuno. È una legge di natura. La nostra alleanza è stata fin qui un pasticcio tra un’allodola e un cavallo. Dai banchi dell’opposizione questa differenza può magari apparire meno vistosa. Ma se fossimo andati al governo, avremmo “regalato” agli elettori un’insopportabile conflittualità. Del tipo di quelle di cui avevamo appena promesso di liberarli una volta per tutte.
E vengo all’obiezione più politica. Sono cresciuto nella Dc e so quanto le alleanze siano decisive per dare il senso di quello che si è e si vuol fare. De Gasperi fondò la democrazia italiana scegliendo la coalizione con i partiti laici minori. Non l’avesse fatto, il dopoguerra si sarebbe svolto sotto il segno di un frontismo più forte a sinistra e di un centro consegnato alla prospettiva dell’integralismo. Sarebbe stata, semplicemente, un’altra Italia. Ai cultori del bipolarismo che impazzano dalle mie parti vorrei segnalare peraltro che nei maggiori Paesi europei - quelli dove l’alternanza funziona da tempo immemorabile come un cronometro svizzero - la risoluzione delle alleanze contro natura, in una parola il taglio delle ali, è una vera e propria regola costituente. In Francia Chirac e poi Sarkozy hanno fatto a meno di Le Pen, in Germania i socialdemocratici hanno preferito collaborare con la Merkel piuttosto che allearsi con la Linke. Così va il mondo, e non vedo perché solo noi dobbiamo essere i figli dell’oca bianca.
Ora siamo alla vigilia del congresso, e su questo tema (ha ragione Di Pietro) non possiamo più non fare chiarezza. L’ambigua alleanza di questi mesi è stata un po' la nostra coda di paglia. Una parte della nostra dirigenza, sbagliando, s’è illusa che l’Italia dei valori ci portasse in dote il consenso dei girotondi, un rapporto più forte con una parte di piazza e forse, chissà, addirittura l’assoluzione dai nostri peccati. È tempo, credo, di tagliare quella corda. Non per mancare di rispetto a Di Pietro, ma per avere rispetto, noi e lui, delle differenze che ci separano.
Occorre chiudere un balbettio imbarazzato e pronunciare parole chiare. Il mio voto a Bersani contiene l’auspicio, e la previsione, che una nuova leadership possa fare anche su questo versante la differenza.
giovedì, 16 luglio 2009
commenti dei lettori
27 commenti presenti
Danilo
17 lug 2009 16:17
Bravo Follini. Lei ha sempre dimostrato coraggio e coerenza. Anche se il sottoscritto non ha mai avuto una storia democristiana, e non sempre mi sono trovato in sintonia con lei sul piano politico, credo di poter tranquillamente dire che condivido fino in fondo la sua impostazione. Sono arcistufo di perdere! E di perdere sempre perchè a sinistra ci sono sempre troppi dipietristi.. anche quando non c'era ancora Di Pietro! .. e a tutti i signori che in maniera poco educata e scarsamente democratica, la offendono invece che contrastarla sul piano delle idee, dico semplicemente che a gridare e semplificare si fa davvero meno fatica che costruire, provare e magari sbagliare, per poi ancora provare a costruire... non ci sono scoirciatoie. Questa è la polica..ma anche la vita.
Grazie ancora di insistere e di esserci in un partito che mi pare in molti abbiano scambiato per il muro del pianto.
Danilo
indiano stanco
17 lug 2009 16:14
X FAMIGLIA SCUOLA UNIVERSITA'
Caro il mio bel saputello, probabilmente per te il primo responsabile della attuale situazione del nostro Paese è il Berlusca. Io invece ti rammento che la responsabilità primaria del degrado è ascrivibile proprio alla gloriosa DC, con i suoi generali, colonnelli e tutta la gerarchia riunita. Un partito del 40% e oltre che ha fatto il bello e il cattivo tempo per il breve periodo di 45 anni, trovandosi sempre al centro del governo politico con alleanze di tutti i tipi e di tutti i colori. Altro che la politica dei due forni! Mi piacerebbe proprio sapere dove ti trovavi quando il tuo partito della Nostalgia inciuciava a destra e a manca, coi rossi e coi preti, tanto da creare alfine un debito pubblico che fa paura al solo pronunciarlo?
Scuola, Università? Chi per primo ha rovinato queste istituzioni creando i famosi baronati che, di fatto, negli ultimi decenni, hanno sempre escluso i più meritevoli dalle carriere e dalle ricerche?
Vedi di studiare più approfonditamente la genesi di questa 'rovina' e poi ne riparliamo.
Giorgio
17 lug 2009 13:53
Follini politicamente sei fallito tutte le tue elucubrazioni sono di una banalità disarmante . Il tuo appoggio a Bersani è palesemente un tentativo di agguantare una sedia qualsiasi . Non ce la farai ,
i rossi non dispensano sedie ai democristiani . Hanno una famiglia numerosa da mantenere .
piero
17 lug 2009 13:35
Caro Follini, con tutto il rispetto che riconosco all'uomo e riconoscendo a ciascuno il diritto sacrosanto di una propria idea, desidero esprimere la mia idea in poche parole:
per me non esiste il GIUSTIZIALISMO - esiste LA GIUSTIZIA (uguale per tutti?)
per me non esiste il POPULISMO - esiste il POPOLO (sovrano?)
per me l'avversario non è un nemico - è un AVVERSARIO (deve essere assecondato nelle cose che riteniamo giuste, ma DEVE ESSERE DURAMENTE ATTACCATO PER CONTRASTARE LE INGIUSTIZIE)
per me "tentare di accorciare le distanze" si definisce meglio con la sola parola "IPOCRISIA".
Grazie Follini; aggiungo che all'UDC preferivo certamente lei a chi c'è oggi!!!
tiglath
17 lug 2009 13:23
follini uno che non prende neanche i voti dei familiari
Franco
17 lug 2009 12:53
Follini esprime una posizione per me condivisibile, ma come si vede dai commenti contrastata dai più.
La maggior parte dei commenti incita al fare "opposizione più dura", di rottura, qualunque siano i mezzi.
Questa linea è molto chiara, semplice, non richiede grandi sforzi per ragionare. Ha solo un piccolo limite. E' la miglior ancora di salvezza per Berlusconi, per il suo schieramento. Quando si dice che oggi il miglior alleato di Berlusconi è Di Pietro è semplicemente perchè la sue posizioni ricompattano il fronte radicale (a parole) del nostro paese), ma inchiodano l'opposizione all'eterna minoranza. Uno schieramento con Di Pietro non supererà mai il 40% del paese, lo sappiamo bene tutti.
Allora?
Allora la vera opposizone, questa vera perchè ambiziosa di governare, riformare, innovare il paese, va fatta con capacità progettuali, in grado di aggregare non tanto i partiti ma la maggioranza della società. Per questo deve essere capace di interpretare i cambiamenti che stanno intervenendo, la modifica dei lavori, della composizione sociale del paese, la modernità, le innovazioni tecnologiche e culturali.
Deve essere credibile anche per il nord, per il mondo produttivo, per le libere professioni, per quella parte di borghesia moderna che gira il mondo, ecc.
Se invece l'opposizione rimane ancorata solo al no, al sud, al pubblico impiego, alla difesa delle pensioni a 58 anni (non so perchè, ma molti miei amici stanno andando in pensione con questa età, preparandosi tutti per un lavoro in nero...) rimarrà tale per sempre.
Certo che in caso di uscita di Berlusconi nei prossimi anni il fronte del centro destra si scomporrà, ma permanendo così le cose, non sarà certo questa sinistra prendere il suo posto.
Che fare allora? Credo che l'unica strada sia quella di prendere sul serio il titolo di questo giornale e riflettere sul vero significato della parola "riformista", collocata in questa epoca e guardando al futuro, ai grandi cambiamenti che stanno intervenendo.
Ma, vedendo il linguaggio dei fans "dipietristi" in questo forum, credo che abbiamo molti, molti anni davanti per riflettere, purtroppo.
romano
17 lug 2009 12:50
Incredibile il più grande ( sic! ) partito della sinistra italiana alleato con un questurino ed un fascista! Quello che invoca la immunità parlamentare europea per non sottoporsi al giudizio in una causa civile!
Famiglia,Scuola, Università
17 lug 2009 12:30
Per indiano stanco e per tutta la riserva.
Ma cos'hanno combinato i Professori nelle nostre scuole. Nelle nostre Università. Dov'erano i nostri genitori. Com'è possibile che sia venuta su una generazione di ignoranti e qualunquisti.
Oggi chi legge la storia. La filosofia. Chi legge, chi approfondisce.
Essere democristiano è una colpa? La democrazia cristiana di De gasperi, di Moro, non hanno fatto niente per il Nostro paese?
Qual'è la cultura del nostro paese che continua a sfornare pochi superlaureati capaci e molti supelaureati del nulla?
indiano stanco
17 lug 2009 12:10
Follini lo dice, e non ce n'era bisgono: è un democristiano cresciuto nella DC! Egregio, basta guardarla in faccia per capire che lei è stato democristiano, è tuttora democristiano e (lunga vita!) morirà democristiano. Peccato che in tutto questo tempo non si è accorto che il suo ex partito, spazzato via proprio da Di PIetro, non avendo più una precisa identità si è trovato costretto a comparire sotto mentite spoglie con varie sigle che per restare a galla si sono alleate a loro volta con partiti un tempo acerrimi nemici della DC (dal PCI al PDS in giù...) fino al capolavoro veltroniano dell'alleanza con l'ex magistrato. Ma mi scusi, lei ex UDC ed ex alleato del Cav, dov'era quando il suo ultimo capo Veltroni ha avuto questa genialata degna del suo curriculum politico? Qualcuno con una visione politica un po' più lunga di un pollice ha fatto notare all'ex segretario del PD i grossi rischi insiti in questa mortale alleanza?
Mah, sembra che il tutto venga imbastito con la profonda visione politica del: vediamo come va a finire! Proprio così: vediamo ora come va a finire il PD.
Nessuno a sinistra è ancora disposto ad ammetterlo, ma tutte queste alleanze sono nate esclusivamente per contrastare Berlusconi e i suoi partiti. Sarà divertente vedere cosa succederà nel momento in cui Egli deciderà di abbandonare la politica. Prima o poi dovrà pur accadere che un leader ormai settantatreenne esca di scena!
Se permette, io prevedo per quel momento una esplosione e conseguente frammentazione delle attuali alleanze (tutte!) . Lei, invece, profondo conoscitore delle cose di 'Palazzo', cosa prevede?
aldo
17 lug 2009 12:09
Gentile Follini,
lei semplicemente non ha ancora capito (purtroppo) di che pasta è fatto il Presidente del Consiglio Berlusconi. La sua rivoluzione ghandiana non è applicabile in questo determinato contesto storico, lo dimostrano gli innumerevoli precedenti: dalla Bicamerale di D'Alema, al buonismo di Veltroni (il maggiore esponente dello schieramento avversario) e al più recente, da lei citato richiamo del Presidente della Repubblica Napolitano, a smorzare i toni in occasione del G8. E' evidente che in tutte le occasioni Berlusconi non ha tenuto conto della "disponibilità" dell'avversario, continuando a fare i propri comodi, con leggi "ad personam" , e leggi palesemente razziste e classiste ;Naturalmente questo comportamento lassista ha dato la possibilità alla maggioranza di ricompattarsi e fare quadrato intorno al proprio leader ,e quindi a continuare a danneggiare l'Italia portandola al punto in cui ci troviamo. Dire la verità non è giustizialismo. Il silenzio assordante di cui lei si fa portavoce, sta portando gli italiani, a non riuscire più a distinguere il bene dal male, il giusto dal falso.
Vincen Blacksmith
17 lug 2009 12:01
Sono d'accordo con Totareo.
Mi sembra piuttosto ovvio che bisognerebbe chiudere a Di Pietro. Chiudere con qualsiasi intensione di future alleanze con l'idv. Ma come dice il post precedente, bisognava farlo prima. Bisognava non strumentalizzare, per esempio, la magistratura e l'ondata giustizialista fin dai tempi del linciaggio di Craxi. a cosa serve oggi riabilitarlo ipocritamente.
Oggi è troppo tardi, perchè il qualunquismo non sta soltanto nell'Idv, in Grillo, in Travaglio.
Il qualunquismo giustizialista si è radicato nella maggioranza degli elettori di sinistra.
Oggi si continua a condannare un individuo sulla stampa e nelle televisioni prima ancora che venga processato. Uomini di grande spessore e cultura, come Camilleri, invitano ancora oggi, dalle pagine dell'Unità a conservare monetine. Non si sa mai! C'è una parte della società, la maggioranza, che invoca metodi forcaioli per abbattare il proprio avversario politico, diventato pericolasamente un nemico. Camilleri oggi sull'Unità, cita il giornalista del mitico giornale L'Ora Nisticò. Ricorda che il coraggioso giornalista divideva gli isolani in due grandi categorie, siciliani di scoglio e siciliani di mare aperto. Un esempio per capirne il senso: Sciascia, dice, è un siciliano di scoglio, Pirandello, dice, è siciliano di mare aperto. Io a Camilleri vorrei chiedere da siciliano a siciliano, visto che invita a raccogliere monetine per prossimi lanci: Lui a quale categoria appartiene? Cattivo maestro è un'espressione sovrautilizzata e appartiene ad altro momento storico, quindi lasciamola perdere. Utilizzando la metafora del mare, potrebbe appartenere alla categoria dei pescatori con le reti a strascico.
Peccato perchè di questo vorrei parlarne con lui, ma non riesco a raggiungerlo. Se volesse farlo.
http://vincentblacksmith.blogspot.com/
Tenaglia
17 lug 2009 11:33
Franceschini contro Di Pietro: "Il voto all'IDV è sprecato. Meglio votare direttamente per Berlusconi."
Guido Bezzi
17 lug 2009 10:34
Lei, onorevole Follini, non ha ancora ben assimilato un concetto: la democrazia è prima di tutto una questione di numeri. Le rammento che quando lei ruppe con Berlusconi era dell'idea che Berlusconi non fosse affatto il " migliore " e che quindi altri avessero legittimamente diritto al ruolo di leader. Magari lei. Non è così in democrazia. Se Berlusconi ha più consensi degli altri è lui il "migliore" e quindi ha il diritto di governare. Orbene, partendo dalla questione relativa ai consensi, che a lei sfugge, è evidente che se Di Pietro è votato oggi dal 9% dell'elettorato italiano rappresenta di per sé un valore che prescinde da questioni di etica o sagacia politica.
Ergo se Lei crede di contrapporre a Berlusconi uno schieramento privo del 9% dell'IdV è semplicemente un utopista. O forse un grande moralista.
La democrazia è la forza dei numeri che sovente non coincide con la nobiltà delle idee.
Finquando Lei cercherà di coniugare la forza del bene con la forza dei numeri resterà un emarginato della politica.
In democrazia il numero assurge a valore assoluto, il resto son ciance.
felix
17 lug 2009 09:41
Ha ragione Follini sulla necessità da parte dei democratici di smarcarsi da Dipietro. Ma quando i democratici si smarcheranno anche da lui avranno preso due piccioni con una fava. L'uno, Di Pietro, un autentico fascista, l'altro, follini, un autentico democristiano.
a.finelli
17 lug 2009 09:27
Bravo Follini sul tema DiPietro.Vedere questo ex democristiano militare nelle file nel Pd confesso che all'inizio ho interpretato quella scelta come di un politico, bravo per carità, e intelligente, che andava cercando casa dopo aver litigato con tutti i suoi parenti. Da tempo lo seguo e lo leggo e ho capito che non è così. Può davvero essere un intelligenza e una competenza aggiuntiva al nostro nuovo PD.E ci può fare bene.Non solo. La sua moderazione, figlia naturalmente della sua storia e della sua vecchia militanza nelal Dc credo che sia un elemento addirittura indispensabile per tutti noi e che aiuta anche a fare giustizia di qualche giudizio troppo duro che nella sinistra si è sempre dato sulla esperienza della DC in Italia. La moderazione di Follini, uomo di centro, può aiutare ad essere paradossalmente più lucidi e decisi nel prendere qualche decisione come appunto quella da lui auspicata circa i rapporti con Di Pietro.
AntonioF
Luigi
17 lug 2009 08:56
Caro Follini, Lei viene dalla DC, gli altri dal PCI. Loro non possono sciogliere il nodo che li lega perchè c'è un patto fatto da Occhetto con le lobbies di mani pulite che deve essere rispettato, pena l'apertura degli armadi e l'uscita fragorosa degli scheletri. Quelli di prima, sono ancora alla guida dell'autobus e questo non possono permetterselo perchè questo patto allora ha consentito loro di salvarsi (non dimentichiamo Greganti). Sono sotto ricatto.
Sciosciammocca
17 lug 2009 08:50
".......un pasticcio fra un' allodola e un cavallo"? Amici del Piddì, coraggio, siamo alla svolta horror!
il mattatore
17 lug 2009 07:39
va recisa perche Di Pietro predica bene e razzila male se non è un motivo questo allora il pd si merita tutto il marcio che ha al suo interno ( scandaletti sanita ecc.ecc.)
enio
17 lug 2009 06:51
caro follini forse quello che scrivi è anche giusto ma parli tu ex viceprimo ministro del governo berlusconi che pur di rimanere in politica a far che cosa non si capisce hai fatto un doppio salto mortale carpiato con avvitamento roba da medaglia d' oro alle olimpiadi, sono persone come lo sei tu o mastella che fanno perdere la fiducia nella politica , a voi interessa soltanto di essere pagati per non fare niente.
marco c
17 lug 2009 06:12
Follini, farebbe bene tacere.
veneziani
17 lug 2009 02:22
Ma chi si risente. Il ruggito del topo viene in superfice, e stabilisce. Bene, sempre dopo pero` che il
Nostro abbia preso coscienza di chi parla. Mani pulite, non fu` pioggia di stagione, tantomeno una
circostanza, oppure volonta` del popolo. Oggi, il boia ci ha preso gusto, ha aperto ditta in proprio,
con clienti da assorbire alla concorrenza. Chi la fa, l`aspetti egregio Follini anche se la storia lei, la
conosce meglio di noi.
Gino
17 lug 2009 02:00
Egregio, ma si è accorto che non è ora della mediazione? ne della misura. SIamo stanchi, per questo si passa a IDV o Grillini. Non che adori Di Pietro, ma finora è l'unico sulle mie posizioni.
Vi rendete conto che se non ci fosse Di pietro allo stato delle cose, l'opposizione non ci sarebbe, tutti a cena al colle. Credo proprio che la differenza si vedrà ben presto..... alle urne.
Chissà perchè Di pietro con la sua linea raddoppia i voti, chissà......
totareo
16 lug 2009 23:59
onorevole Follini
la cosa più saggia che il pd possa fare e chiudere bottega e portare i libri in tribunale.ha ragione bisogna essere chiari ma avreste dovuto farlo subito dopo le politiche del resto ldv vi ha subito dimostrato che gli accordi sono solo cartastraccia. mi stupisce quando parla di di pietro come aggregatore di girotondi che di fatto sono i partiti di estrema sinistra.l'armata brancaleone dell'Ulivo.Scusi non sono quelli che ha scaricato Veltroni?Bersani vuole partire dall'ulivo Franceschini urla e offende come Di Pietro, questo è il nuovo che proponete?l'esperieza dell'ulivo e dentro il pd ci sono solo coalizioni che rispondono ai vecchi monarchi che non intendono mollare la sedia. questo è ed è sempre stato il problema della sx la sedia sicura.auguri comunque
ruggerio
16 lug 2009 23:00
Per cominciare, Follini inizi dal chiamare per nome, persone e cose. Bersani ; si chiama D Alema. Il
Pd ; e` il nome di una delle sponde ove resuscitare, almeno per ricordo. I nodi accumulati al pettine,
non depongono a favore del Nostro, anzi stupisce il coraggio di tirare fuori il collo prima della fronte
di Follini. Infatti, nell`ultima riga del suo scritto, si legge quanto sia piccolo l`isolotto da cui scrive.
Midode
16 lug 2009 21:09
Marco Follini: le sue convinzioni verranno ascoltate? Ne dubito!
giulio
16 lug 2009 20:50
Bene Follini, a parte il sostegno a Bersani.
pasquale
16 lug 2009 20:33
nn ci posso credere follini appoggia bersani ma pensa un pò,allora scusatemi ma panza o pansa scusatemi ma xké nn gli dà retta nessuno!!il pd è morto e sepolto prima di nascere,cm disse mussi è nato male!!!!!follini vuole rifare la dc,brsani socialdemocratico si allea cn la dc di casini,il faoso centrosinistra,io ero un ragazzo cm lui,ma è così semplice e cm potete pensare ke vede bene l'alleanza cn di pietro ke ha carderato tt i suoi leader!!!follini sa anke ke così facendo alimenta l'annientamwnto del pd e una parte se ne torna da casini e lui felice e in pace cn se stesso si guarda cn goduria l'ascesa politica infrenabile di dipietro!contento lui!!!!!!
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)