venerdì, 30 luglio 2010 ore 04:44

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I killer del PD
si Titti Beneduce

Castellamare di Stabia. Gino Tommasino, il consigliere comunale ucciso il 3 febbraio scorso e uno dei suo assassini avevano la stessa tessera in tasca

© Roberto Monaldo / LaPresse 02-07-2009 Roma Politica PD - Manifestazione con Veltroni in sostegno di Franceschini Nella foto Sergio Chiamparino Democratic Party - Event by Walter Veltroni to support the Secretary Dario Franceschini to next primary elections

A ucciderlo furono in quattro; almeno uno era un suo compagno di partito, iscritto come lui al Pd di Castellammare. Nuova e sconcertante sorpresa nella vicenda di Gino Tommasino, il consigliere comunale stabiese assassinato il 3 febbraio scorso. Catello Romano, fermato sabato scorso dalla squadra mobile di Napoli con l’accusa di aver fatto parte del commando omicida e poi evaso calandosi dal balcone dell’albergo dove, in qualità di collaboratore di giustizia, era stato mandato, fino a ieri era un tesserato del Pd; la tessera l’aveva ricevuta nello stesso circolo di Tommasino, quello di corso Vittorio Emanuele. Dopo la rivelazione del quotidiano locale Metropolis, Romano è stato espulso dal collegio regionale dei garanti, d’intesa con il segretario regionale Tino Iannuzzi e il commissario provinciale Enrico Morando. Ulteriori verifiche sono in corso, invece, per Salvatore Belviso, cugino del capoclan Vincenzo D’Alessandro e a sua volta fermato per l’omicidio: negli elenchi del circolo, infatti, c’è un tesserato con questo nome, ma non figura la data di nascita.

Il circolo è stato commissariato da Morando; commissario è stato nominato Paolo Persico, che del collegio dei garanti fa parte. «Il suo mandato - precisa Morando - è volto al conseguimento di due obiettivi: procedere a una minuziosa verifica del tesseramento realizzato nel settembre 2008; garantire il regolare svolgimento delle primarie in condizioni di assoluta trasparenza. Sono certo - prosegue il commissario provinciale - che le centinaia di persone per bene che sono iscritte e militanti del Pd a Castellammare collaboreranno con Persico, a tutela della dignità e del buon nome del Partito democratico e di ogni persona che onestamente ne fa parte». Scoppia un caso, dunque: possibile che solo dopo la denuncia di un giornale il Pd si sia deciso ad allontanare due personaggi contigui con la camorra, uno dei quali reo confesso di quattro omicidi? E chi fu ad avvicinare Romano al Pd? Forse proprio Tommasino, che lo conosceva? Morando, non senza imbarazzo, chiarisce: «Quando si fece il tesseramento, nessuno aveva elementi per negare l’iscrizione a queste persone. Dovunque ci siano state segnalazioni abbiamo fatto verifiche insieme con la polizia. Ma senza una segnalazione precisa è molto difficile individuare gli amici dei boss tra le centinaia di simpatizzanti che chiedono l’iscrizione al partito».

Gino Tommasino fu assassinato il pomeriggio del 3 febbraio scorso in viale Europa, cioè in pieno centro di Castellammare, mentre era in auto con il figlio tredicenne. Dalla dinamica dell’agguato fu immediatamente chiaro agli investigatori che era stata un’esecuzione di camorra. Più difficile, invece, risalire al movente, che tuttora non è ben chiaro: molte piste sono state scandagliate. L’unico elemento concreto sembra, al momento, l’appropriazione da parte di Tommasino di 30mila euro del clan D’Alessandro, alcuni affiliati del quale il consigliere assassinato frequentava da anni. A fare da sfondo al delitto, secondo la Procura di Napoli, ci sono intrecci tra interessi politici e criminali, scambi di favori, posti di lavoro dati a persone vicine ai D’Alessandro in cambio, forse, di appoggi elettorali.

Dopo otto mesi di indagini, sabato scorso la svolta: la squadra mobile individua i presunti responsabili dell’omicidio. Sono Catello Romano, Raffaele Polito, Renato Cavaliere, già detenuto, e Salvatore Belviso, cugino e braccio destro del boss Vincenzo D’Alessandro. Polito e Romano - che ha appena 19 anni - decidono subito di collaborare, si autoaccusano di altri omicidi e, anziché essere arrestati, vengono allontanati, per precauzione, dalla provincia di Napoli: una decisione che farà discutere. Infatti arriva il colpo di scena: il giovanissimo killer cambia idea all’improvviso. Non vuole più collaborare con i magistrati Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, che coordinano le indagini. Fugge: beffando la polizia penitenziaria, che ha l’incarico di sorvegliarlo, si cala dal balcone dell’albergo con una corda fatta di lenzuola. Il procuratore, Giovandomenico Lepore, si dice amareggiato per l’accaduto, ma getta acqua sul fuoco: «La prassi, quando qualcuno si autoaccusa di delitti e chiede di collaborare, vuole che non sia arrestato subito. Queste persone vengono in genere allontanate dalla loro città: un modo per incoraggiarle a proseguire sul cammino della collaborazione. Stavolta la scelta si è rivelata sbagliata: è brutto, ma può capitare».

Due giorni dopo la clamorosa notizia della fuga di Romano - per il quale adesso la Procura ha chiesto l’arresto - arriva quella, più eclatante ancora, della sua iscrizione al Pd. Per Enzo Amendola, candidato alla segreteria regionale del Pd e sostenitore di Pierluigi Bersani, «è una vicenda dolorosa che deve farci riflettere e che richiede una reazione immediata per ristabilire fiducia nel nostro partito. Sono d’accordo con i provvedimenti immediati presi da Morando, a cui va tutto il mio sostegno. È in gioco la credibilità del Pd di Castellammare e di quanti con passione e onestà lavorano al radicamento di un partito sano». Per Leonardo Impegno, candidato della mozione Franceschini, «il coinvolgimento di due iscritti del Partito democratico nell’omicidio Tommasino è un fatto inquietante: da un lato getta fango sulle migliaia di militanti onesti del partito, dall’altro conferma l’esigenza di alzare l’asticella nel contrasto alla criminalità organizzata».

venerdì, 16 ottobre 2009

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commenti dei lettori

5 commenti presenti

nunu

16 ott 2009 16:22

Le devo fare i complimenti per questo titolo: "i killer del PD". e questo è il giornale che berlusconi etichetta di sinistra.

Lucilla 61

16 ott 2009 15:05

E' una notizia che provoca sgomento ma che non può minimamente sminuire il valore del tesseramento di centinaia di migliaia di cittadini onesti che credono nel PD e nella sua azione di rinnovamento. Occorre però vigilare più attentamente nel momento delle iscrizioni e non correre dietro a tessere facili per incrementare le possibilità di vittoria dell' uno o dell'altro candidato. La verità comunque viene sempre a galla e se si è agito in buona fede verrà dimostrato. In caso contrario chi è stato superficiale o consenziente dovrà pagare. Non c'è posto nel partito per gli impuniti.

f de marco

16 ott 2009 14:31

Caro sig. TITTI, .....CAINO e ABELE avevano lo stesso sangue ma l`uno amazzo`l`altro.... poi ci sono dei papà che ammazzano i figli e viceversa........... senza poi pensare ai MUSSOLINI ; HITLER,STALIN, POL POT;alla Mafia e chi piu ce n`ha piu ne metta....se bastasse avere la stessa religione o la stessa tessera di partito per non amazzare.....................Personalmente penso che un sistema piu partecipativo a una libertà piu equa e responsabile per tutti i cittadini possa ridurre le attuali proporzioni di queste oscenita.

vincenzoaliasilcontadino

16 ott 2009 14:28

PD KILLER DI SESTESSO E DI UOMINI POCO DEMOCRATICI GENUFLESSI A ROSSI E DI PIETRO NO?CACCIA GROSSA E SELVAGGIA DA CRAXI A BERLUSCONI, DOMANI A CHI TOCCHERÀ? Tutti sanno ma meglio legare l’asino dove vuole il padrone così tutti in fila come pecorelle mansuete belando e miagolando del bavaglio e graffiare come il Gad Lerner del suo accasciamento, mentre tutti i media, usano le donne a doppio senso come affermazioni di una Giornalista figlia, di un vecchio leader Comunista. L'immunità e Consulta “ Ora torniamo al ribaltamento dallo stesso relatore da Presidente della Consulta con quest’ipocrisia attaccarsi al tram e dire che non è avvenuto come afferma Berlusconi per la sua decisione della Consulta di bocciare il lodo Alfano? La Corte ha subito pressione di certa parte della magistratura di Sinistra ha abrogato quella norma votata del Parlamento. Senza negare che ben 5 sono membri sono stati eletti da Capi di Stato di Sinistra. In sostanza, “ dal 1993 da quando è stata abolita l’immunità dei Parlamentari sono i Giudici e non i cittadini che decidono chi può fare il parlamentare o meno e chi può continuare a governare il Paese “. Questo è così evidente! Sicilia e Papello con accuse a Dell’Utri, stalliere che da blog e forum minacce di morte, insulti con parole irrepetibili. Se questo è Pd che usa sul logo la D dove sta la Democrazia? Francescani e Bersani: ma se vogliono davvero cambiare scambiarsi ruoli non la sostanza? Possibile che non esistono Democratici nella Sinistra che possono avere il nuovo e l’uovo di Colombo, Di Pietro, Padellaro e Concita? La Rai in mano a Santoro e Travaglio peggio della vecchia Telekabul che da Kojak fa nuovi proseliti Cosacchi. Ed ha ragione Berlusconi che se va avanti così e non cambiare: gli italiani “ non pagherà più il canone“. La battuta sulla Bindi offesa, allora come mai tutti i santi giorni offendere i Parlamentari e Ministre Pdl che, sono persone bravissime e con laurea, nessuno prende le distanze da tali sozzoni soloni? Larghe intese? Ovvio, Solo se possibile, altrimenti ce il refendum: il Popolo ha voce in capitolo al cambiamento o no o magari Bonino- Pannella - Di Pietro che ne fanno largamente uso non sono d‘accordo? D‘accordo!!!? By Vicenzo Alias il Contadino. Matera. http://vincenzoaliasilcontadino.splinder.com/ http://www.flickr.com/ http://www.facebook.com/

Giorgio

16 ott 2009 13:37

Stupratori , Killer , Prostitute , mi sembra normale poi che nel PD qualcuno voglia sparare a Berlusconi . Il tipo che si auspicava che sparassero a Berlusconi , ad acque calme , farà carriera .