È bene che Di Pietro cominci a preoccuparsi. Troppi suoi ex amici prendono le distanze da lui e cominciano a rivelare cose scabrose sulla sua biografia. C’è molto dipietrismo in questo anti-dipietrismo nascente. Ha cominciato Elio Veltri a pubblicare notizie e dati sul tesoretto accumulato dall’ex pm nella sua pur breve avventura politica. Ha continuato Flores d’Arcais, il direttore della rivista “Micromega”, con l’appoggio di De Magistris, a fare le pulci alle retrovie dipietresche scoprendo dirigenti dell’Idv di non specchiata moralità.
Ora si aggiunge la foto pubblicata dal Corriere della Sera che ritrae Antonio Di Pietro impettito e allegro in compagnia di molti ufficiali dei carabinieri e del prefetto Bruno Contrada assiso alla sua destra.
La carriera di Di Pietro è stata travolgente in polizia, in magistratura e in politica. Dovunque sia andato ci sono state ombre sulla sua attività. I maldicenti dicono di una laurea ottenuta con un cursus universitario troppo breve, raccontano di un ingresso in magistratura ottenuto con un “aiutino” dall’alto, parlano di una carriera da inquirente che è disinvoltamente passata dalle frequentazioni craxiane alla ferocia anti-socialista, documentano di prestiti ottenuti dai suoi imputati, rivelano missioni segrete in paesi esteri con annesse relazioni ai servizi, narrano di fughe in America Latina per sfuggire alla vendetta delle cosche, infine di un abbandono dell’attività di magistrato su cui nessuno ha fatto luce. La sua breve carriera politica è costellata anche di altri punti oscuri. Un sistema di potere costruito con ex arnesi di altri partiti, gente di mano messa nelle liste, un figliolo aduso alla clientela, un patrimonio immobiliare senza precedenti. Questa è la cronaca nera di Di Pietro.
La foto del Corriere è interessante soprattutto se osservata con la lente dell’autodifesa di Di Pietro. Avrebbe potuto ammettere quel convivio e la conoscenza di tutti i commensali. Invece Di Pietro ha dimenticato che accanto a lui c’era Bruno Contrada e non ricordava la presenza del capo della Kroll, il controspionaggio privato americano impegnato nel mondo della finanza newyorchese. Per di più la cena veniva dopo una giornata passata a Roma con Gherardo Colombo suo collega nel pool che non era stato informato, né lo saranno altri esponenti del gruppo di Mani pulite, delle frequentazione nella capitale dell’ex pm.
Eppure non era una cena come un’altra. Non era come dice Di Pietro l’incontro fra un pm ed esponenti della polizia giudiziaria che lo avevano aiutato nelle indagini. Quell’incontro conviviale era stato organizzato perché durante la libagione sarebbe stato consegnato a Di Pietro un premio dell’agenzia spionistica legata alla Cia. Per quanto scarsa possa essere la memoria un premio è un premio e quella sera il convitato illustre era proprio lui, Antonio Di Pietro. Il capo dell’Italia dei valori cade dalle nuvole quando gli ricordano la presenza del prefetto Bruno Contrada. Eppure Contrada sedeva alla sua destra, posto di prima scena in una cerimonia di quel tipo. Soprattutto Contrada, anche nove giorni prima di essere arrestato e di iniziare la via crucis delle condanne, non era uno sconosciuto. Era il più potente poliziotto palermitano nonché uomo di punta dei servizi nell’attività antimafia. Anche il più acceso degli innocentisti non può negare che la sua presenza alla cena dava lustro all’incontro. Eppure Di Pietro minimizza e finge di non ricordare.
La tesi di chi dà importanza alla foto è che il candido Di Pietro abbia nel suo armadio scheletri ingombranti. Il più ingombrante di tutti riguarda i suoi rapporti con i servizi. Nel passato di Di Pietro ci sono molte amicizie chiacchierate. Per anni è stato sospettato di aver fatto comunella con quel mondo finanziario legato a Craxi che di lì a poco avrebbe tradito. Altri hanno sostenuto che avesse una particolare frequentazione con quel mago dello spionaggio che è l’ex presidente Francesco Cossiga. Altri ancora parlano ormai esplicitamente di Di Pietro come longa manus di servizi interni e americani nell’avvio dell’indagine che ha distrutto la Prima Repubblica e due suoi partiti cardine, la Dc e il Psi.
Il Di Pietro di oggi conosce invece il sospetto di aver costruito una organizzazione politica clientelare che non è più in grado di rappresentare la voglia di purezza che emerge dal mondo giustizialista. L’inchiesta di Flores D’Arcais su MicroMega ha portato alla luce le magagne dell’ex pm nel costruire un sistema di consenso fondato su personaggi a dir poco discutibili, a cominciare dal figlio. L’ex pm De Magistris è spesso rappresentato come il suo rivale interno in grado di sferrare l’attacco finale al potere del capo dell’Italia dei Valori. Tre giorni fa l’eurodeputato ha dichiarato in un incontro con Nichi Vendola di essere pronto a fare un nuovo partito con i vendoliani, pezzi del Pd e una parte del mondo dipietrista pronto a lasciare il gran capo molisano.
Fra politica e gossip giudiziario per Di Pietro stanno suonando le campane a morto. Probabilmente molti, che lo hanno utilizzato in questi anni, considerano conclusa la sua carriera e vogliono liberarsi di lui. E con stile assolutamente dipietresco lo stanno crocifiggendo annegandolo nei sospetti e demolendo il suo partito politico. Chissà se arriverà, e come arriverà, l’ex pm alle prossime lezioni politiche. La sensazione è che il suo mandato sia scaduto e che i suoi sponsor si vogliano liberare di lui con gli stessi mezzi che gli hanno messo a disposizione per demolire un ceto politico. La bolla elettorale dipietresca è un boccone troppo ghiotto per lasciarla nelle mani di un uomo dal passato pieno di ombre e così incapace di trasformare la sua creatura in una formazione politica spendibile sul mercato della politica alta. La coalizione giustizialista cerca disperatamente uno sbocco che non può essergli assicurato da un personaggio che ha svolto il suo ruolo di demolitore dei partiti ma che è incapace di diventare il magnete di altre aggregazioni. Ci sarà un Di Pietro nella vita futura di Di Pietro.
mercoledì, 3 febbraio 2010
commenti dei lettori
17 commenti presenti
angelo
07 feb 2010 16:19
dottor caldarola, con tutta questa "roba" che ci racconta, le sembra che bersani abbia fatto una bella cosa ad allearsi con lui con quest'abbraccio suicida? li ha visti sul palco del congresso idv? altri scapperanno dal pd, quelli che hanno un poco di sale in zucca mal digeriranno questo matrimonio. se il pd pensa di riconquistare voti in questo modo, penso abbia proprio sbagliato strada per l'ennesima volta! che fiducia si può avere in un simile personaggio!
Ettore Muti
05 feb 2010 09:40
Quindi la CIA avrebbe organizzato un complotto per abbattere la prima repubblica di DC e PSI e consegnare l'Italia agli ex (da pochissimo) comunisti. Come dice "er Pomata" Enrico Montesano in "Febbre da cavallo": "Non s'era mai sentita una stronzata così grossa da quando l'uomo inventò il cavallo!" E' una citazione colta, per cui spero che la redazione mi passi l'espressione triviale. Caldarola, in passato l'ho anche stimata e a questo punto mi chiedo perché.
carlo zingaretti
04 feb 2010 20:38
L'articolo di Caldarola, secondo me, è un buon articolo riguardante un personaggio della politica, così come tanti altri articoli scritti da altri giornalisti su altre personalità della politica. Un giornalista deve mettere insieme elementi fra loro diversi per dare spunti di riflessione e per approfondire conoscenze. Non emette sentenze nè può decretare la fine o il successo del personaggio preso in esame. Offre soltanto più angoli visuali per conoscerlo meglio. Sta poi ai lettori trarre le rispettive conclusioni. Mi dispiace molto, pertanto, il livore contro il giornalista espresso in diversi commenti. Purtoppo continuiamo a vedere chi la pensa diversamente da noi come un avversaio, un nemico da umiliare e abbattere. Perchè la politica migliori bisogna che migliori anche il modo con cui ci si confronta.
Sandro
04 feb 2010 18:32
Leggendo l'articolo del Dott. Caldarola, non ho potuto fare a meno di pensare cosa sarebbe accaduto se al posto di Dipietro ci fosse stato Berlusconi!!! Avrebbero chiesto al Presidente del consiglio le dimissioni!! Ho immaginato le prime pagine di REpubblica, del fatto quotidiano, dell'unita' e tanti altri, accusare Berlusconi di tutti i mali della Repubblica Italiana!! Poi ho ripreso a leggere e ho ricordato che il personaggio in questione e' Antonio Di pietro. allora ho capito. In questo caso, tutto e' lecito. Nessuno puo' permettersi di avere dubbi o fare domande, altrimenti si viene presi a parolacce (il TG1 ne sa qualcosa). Marco Travaglio oggi, Luca Telese ieri, hanno dipinto il ritratto dell'ex Pm. Un santo. Punto e basta e guai a dire il contrario!!!!! Bel giornalismo di inchiesta!!!! dimenticavo quel privileggio spetta solo a Berlusconi!!!!!!!!!
michele m
04 feb 2010 16:48
Leggendo i vari commenti vedo che alcuni si chiedono quale scandalo si possa annidare dietro fotografie risalenti a più di venti anni fa. Giustissimo ma se dietro quelle foto non c'è niente di scandaloso perchè negarne l'esistenza?
Salvatore
04 feb 2010 16:09
Sig.Direttore,
finalmente scopriamo il vero volto del cosiddetto moralizzatore della politica italiana.Finora è stata solo una finzione ed una recita ben orchestrata.Ne sanno qualcosa il cosiddetto rilevatore delle verità italiane: sig.Travaglia ed il suo tutor Santoro?
pupi
04 feb 2010 14:41
Egr. sig. Polito. Ella che può far sentire la mia voce a Santoro & Co., gli chieda se intende fare una trasmissione di Anno Zero su questo argomento e finalmente sviscerare, come sta facendo ogni settimana su Berlusconi, il passato di questo Alfiere della ns. Democrazia?
La prego gli scriva, gli telefoni anche se sappiamo già come andrà a finire. Sarà più probabile una trasmissione sulle rivelazioni di Ciancimino jr......
Matteo F
04 feb 2010 13:09
Che gran miscuglio che fate con queste teorie... ma avete in mano dei fatti? Io stesso, pur essendo un signor nessuno, ho foto di cene con amici del'FBI (delle care persone). Bastera' questo, se un giorno mai dovessi diventare personaggio pubblico, a dire che dietro di me c'e' qualcun'altro?
Mah... mi sembra che l'invidia per il successo altrui (che piaccia o no Di Pietro ha od ha avuto successo nella vita) e l'inimicizia politica (si puo' proprio dire che non ha amici in politica! il PD se lo tiene perche' non puo fare altrimenti) vi porti a voli pindarici senza precedenti.
A me il Di Pietro non piace, ma il giornalismo non dovrebbe essere basato su fatti? La foto in questione dimostra solo che il DP ha cenato... fatto.
Pierino Balducci
04 feb 2010 12:17
Non vedo che scandalo o quali dietrologie possano annidarsi in una foto risalente a 20 anni fa che ritrae l'allora PM di Pietro non con loschi figuri, ma con appartenenti a servizi istituzionali,seppur segreti, di Paesi alleati.
FrancoPo.
04 feb 2010 05:19
Diceva mio nonno: le critiche ti migliorano, accettale con animo grato. Ma guardati sempre dai moralisti: quasi sempre hanno qualcosa da nascondere che li riguarda.
Antonio
04 feb 2010 01:29
Forza Tonino, non ti ho mai votato e pensavo di non andarci più....ho pensato anche di andarmene dall'Italia....ma poi mi sono detto: piuttosto voto Di Pietro e dall'Italia se ne andranno loro!!!!
piero
03 feb 2010 20:21
Leggendo questo articolo mi rendo conto come Di Pietro fa paura alla vecchia politica che non ha più appeal sull'elettorato. Io credo che fino a prova contraria siamo tutti innocenti e che Di Pietro fino ad ora ha dimostrato di essere una persona onesta a seria a cui tutti fanno le pulci per cercare di accomunarlo ai nostri politici invischiati in mille storie losche...
paolo donzelli
03 feb 2010 18:44
Mai letto un articolo simile di Caldarola su Berlusconi o Dell' Utri. Aspettiamo impazienti.
salvatore ciardulli
03 feb 2010 18:08
Caro Peppino,
mi trovo all'estero e sono affamato di notizie dall'Italia.
è la prima volta che leggo un tuo articolo;
la prima impressione è stat quella di trovarmi non di fronte a un giornalista che mi da informazioni ma di fronte a qualcuno che usa dicerie per cercare di distruggere l'immagine di qualcun altro ("il giornale" insegna?)
Ecco alcune tue frasi che non mi danno alcuna informazione se non quella di farmi capire che ce l'hai con Di Pietro:
"cose scabrose sulla sua biografia",
"I maldicenti dicono ",
"raccontano di un ingresso in magistratura...",
"narrano di fughe in America Latina per sfuggire alla vendetta delle cosche..",
"La tesi di chi dà importanza alla foto è che il candido Di Pietro abbia nel suo armadio scheletri ingombranti",
"Nel passato di Di Pietro ci sono molte amicizie chiacchierate..",
"Per anni è stato sospettato di aver fatto comunella con quel mondo finanziario legato a Craxi che di lì a poco avrebbe tradito",
"Altri hanno sostenuto che avesse una particolare frequentazione con quel ...",
"Probabilmente molti, che lo hanno utilizzato in questi anni, considerano conclusa la sua carriera e vogliono liberarsi di lui",
un saluto
S. Ciardulli
cs
03 feb 2010 16:59
Calderala dice: "La sensazione è che il mandato di Di Pietro sia scaduto e che i suoi sponsor si vogliano liberare di lui con gli stessi mezzi che gli hanno messo a disposizione per demolire un ceto politico". E sembrano le sue parole accordarsi col pensiero di quanti sono convinti che "Mani pulite", per come è nata, si è sviluppata ed ha bruscamente preso fine, non fu che il nome "acchiappapolli" dato ad un riuscito golpe bianco, studiato dai suoi "sponsor" con l'obiettivo di sconvolgere il quadro politico italiano che teneva in piedi dal dopoguerra. Per giungere allo scopo, gli "sponsor" si servirono essenzialmente di due marionette: la prima, rappresentata dalla figura melenza del Procuratore Borrelli (quello di "vesisteve", ripetuto tre volte) e l'altra, dalla persona del Commissario di polizia di stampo boliviano, Di Pietro, al quale, per l'occasione, furono affidati pieni poteri di fatto (non dimentichiamo che ci furono fior di suicidi). I due, assistiti da un gruppetto di pm di sinistra, riuscirono in breve tempo, incredibile ma vero ! nel compito di cancellare, di schiantare di sana pianta (fenomeno quanto mai raro in politica), due partiti della taglia e dell'importanza della DC e del PSI. Oggi non sono pochi ad ammettere che piuttosto ch' aver rappresentato la patetica e ridicola pretesa di aver sconfitto o d’aver inflitto un durissimo colpo alla corruzione, "mani pulite" riusci', alla grande, nel compito di spianare la strata del potere alla sinistra post comunista. Ad impedirlo, ma questa è un'altra storia, ci fu poi l'uomo di plastica...Ho rievocato i fatti. Ognuno è libero di ritenere che non ci furono né progetto, né "sponsor" e che quel po' po' di rivoluzione politica fu unicamente il risultato, si potrebbe dire fortuito, dell’azione eroica e geniale della nostra gloriosa coppia: il "Vesistente" Borrelli e il Commissario di polizia (boliviano) Tonino di montenero di bisaccia.
Emilio
03 feb 2010 14:13
Di Pietro SPIA della CIA e complotto americano :
Alcune domande che svelano l'idiozia.
-Nel Febbraio 1992, Presidente George Bush, gli Usa avevano interesse a far saltare il sistema politico italiano fondato sull'asse DC-PSI ?
-L'URSS era caduta da poco, gli assetti nell'Europa orientale erano ancora tutti da definire, gli Usa avevano interesse a che in Italia prendessero il potere gli ex-comunisti ?
-Che rapporti esistevano tra l'intellingence americana e le Televisioni-Fininvest che diedero ampio rilievo alle indagini e "costruirono" l'immagine del Giudice Di Pietro ?
-Bossi, e la Lega Nord, che organizzarono un movimento di popolo a sostegno dei giudici di Milano, erano finanziati da Banche americane, per far saltare il sistema politico ? Forse anche Umberto Bossi era/è un agente segreto ?
-Se Di Pietro è un agente americano, i Partiti e gli uomini politici che cercarono di bloccare le indagini di Milano, primo fra tutti Craxi e chi fece circolare certi dossier, erano arruolati nel KGB ?
-Se Di Pietro era Uomo dei Servizi a stretto contatto con Bruno Contrada, perchè gli americani hanno "salvato Di Pietro e non Contrada, che di servizi alla causa occidentale ne ha fatti ?
amerigo
03 feb 2010 13:52
Se fosse vero quanto dici caro Peppino questo dovrebbe andare dritto dritto in galera!
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)