Era meglio quando rubavano i partiti di Piero Sansonetti
Una volta c’era il clientelismo democristiano. Quella fu la prima forma di corruzione politica nella Repubblica italiana. Era una corruzione di tipo “sociale”. In che senso? Nel senso che era prodotta dai vertici dello Stato e dal loro rapporto con i poteri economici (come ogni forma di corruzione) ma ne beneficiavano tutti i ceti sociali, anche i più deboli, anche gli ultimi. Specialmente al Sud. Un esempio: le false pensioni di invalidità.
Oppure c'erano le assunzioni di massa (in parte inutili) nella pubblica amministrazione. In questo modo il “potere” (cioè i partiti di governo) si assicurava il consenso di massa e al tempo stesso creava un meccanismo di assistenza che “surrogava” il Welfare e ne copriva le debolezze. Era una specie di “Welfare deviato”.
Poi vennero le tangenti. Un sistema che agiva sempre sul meccanismo complesso del rapporto tra politica e poteri economici, ma non serviva più a fini sociali bensì a finanziare i partiti e a conservarne il ruolo e l’autonomia. Siamo agli anni 70 e già è in gioco l’autonomia della politica, insidiata e braccata dalla Grande Potenza dell’economia. La politica - cioè i partiti che la incarnano - si difende con le tangenti.
Quella fu la seconda forma di corruzione politica, e degnerò, alla fine degli anni 80, in Tangentopoli, cioè produsse una situazione di illegalità diffusa che alla fine - mal sopportata dai poteri economici costretti in una funzione “ancillare” - provocò l’intervento dei giudici e della stampa e fu la causa del crollo della Prima Repubblica. Era una corruzione più immorale di quella clientelare, ma che aveva ancora un fattore “collettivo”. I partiti, comunque, erano luoghi pubblici, svolgevano una funzione di servizio, o comunque una funzione democratica, e il loro finanziamento aveva una “ragione” di interesse generale.
Tangentopoli, naturalmente, fu piena di corruzione anche personale, di arricchimento degli individui. Ma la sua parte più significativa fu quella di partito, di gruppo.
Ora siamo alla fase tre. Che naturalmente assomiglia, nel suo funzionamento essenziale, alle prime due. Però è molto decaduta. Non si offrono più voti in cambio di assistenza, non si cerca più di finanziare i partiti e la politica, ma semplicemente si fanno affari personali. Si arricchisce il proprio conto in banca. È scomparso l’intreccio tra corruzione e democrazia, caratteristiche dei primi due “capitoli” della corruzione. Questo, fortunatamente, riduce i prezzi. Nel 90 le tangenti Enimont erano di miliardi per ciascun partito, oggi si parla di bustarelle “proletarie” da 5.000 euro in contati infilati in un pacchetto di sigarette.
Cosa è successo? Che la politica, nella Seconda Repubblica, ha perduto una fetta gigantesca del proprio potere, a favore delle potenze economiche e dell’economia globalizzata. E a questo punto i “politici”, che non possono più esercitare le proprie funzioni alte, esercitano quelle basse, cercano di cavare dalla politica quello che si può cavare: non potere, né progetti, né consenso, né tantomeno utopie (tutta roba che comunque, anche quella, ha bisogno di finanziamenti) ma qualche spicciolo da mettere in tasca. Un pochino di ricchezza.
La danza delle tangenti non è più guidata dai politici ma dai nuovi padroni. Dal gotha dell’economia. Il quale gioca una battaglia tutta sua, di distribuzione di grandi ricchezze al di fuori del mercato, nella quale la politica svolge un ruolo assolutamente secondario.
È come Tangentopoli? No, è molto peggio. Anche se probabilmente non avrà le stesse devastanti conseguenze politiche (anche perché non c’è più una politica forte, e quindi da devastare).
Poi c’è un secondo problema, sollevato da queste ultime inchieste della magistratura. Ci siamo accorti che viviamo tutti in una società dello spionaggio. Il caso Bertolaso è clamoroso da questo punto di vista. Se ce l’avessero detto trent'anni fa che saremmo finiti tutti intercettati e spiati 24 ore al giorno, non ci avremmo creduto. Se un indovino ci avesse raccontato della mole mostruosa delle azioni di spionaggio effettuate dalla magistratura, noi avremmo pensato che si sbagliava, che confondeva l’Italia con un Paese dell’Est, con la Germania comunista di Honecker (avete visto quel film bellissimo, Le vite degli altri?). E invece è successo a noi. Abbiamo superato la fantasia di Orwell e del suo grande fratello.
Che facciamo? Ci abituiamo? In fondo - possiamo dire - i nostri fratelli dei Paesi dell’Est, dal 45 al 98, hanno vissuto in un clima di spionaggio totale, possiamo farlo anche noi.
Però, magari, uno pensava che dopo la caduta del comunismo, l’Europa potesse diventare più liberale, non si immaginava queste nuove forme di totalitarismo attuate con un uso dissennato ed esagerato della tecnologia.
Non sarebbe il caso di reagire? Non sarebbe giusto dire che la società perfetta non è quella delle “intercettazioni di massa”, non è quella dove stai sicuro che se uno fa una bricconata (o anche semplicemente mantiene un comportamento personale non in linea con i dettami della morale pubblica unica e sacra) la sconta amaramente? Non so, ho l’impressione che se aspettiamo un altro po’ poi non sarà più possibile tornare indietro, dovremo rinunciare definitivamente alla privacy - che è un pilastro della libertà individuale - perché ci saremo abituati a tutto, e magari saremo diventati tutti ricattabili.
giovedì, 18 febbraio 2010
commenti dei lettori
37 commenti presenti
mauro
22 feb 2010 16:57
si è così...
Marco
22 feb 2010 09:33
Concordo pienamente sulla privacy. La tesi che stiamo diventando tutti ricattabili è verissima, così come è verissimo che ci stiamo abituando a tutto.
Sono sempre più preoccupato per questo paese.
totareo
21 feb 2010 22:12
egregio Sansonetti condivido quanto dice ma non credo che il problema siano le intercettazioni ma come vengono usate. Oggi sarà per la pressione dell'opinione pubblica (cioè voi giornalisti non i cittadini) che ad ogni frammento di conversazionie estratte dal loro contesto e non significano nulla Voi ( giornalisti vi eccitate e costruite la gogna).Se anche le intercettazioni sono prove non dovrebbero essere portate al vaglio di un tribunale per il dibattimento.SA qual'è a mio parere il problema, non si vuole demolire questa vergogna perchè alla fine fa comodo a tutti.E' una questione di soldi voi giornalisti fate scoop e vendete più giornali le tv fanno più ascolti e la pubblicità costa di più . Macchiavelli già allora diceva che il fine giustifica i mezzi, i mezzi sono i poveri cristi che capitano sotto è il fine (fare soldi dovunque e comunque)Giustifica.
se invece i giornalisti tutti onorassero il lo mestiere nel momento in cui un imputato è assolto mettessero la stessa grinta di quando lo hanno condannato almeno un pò di equilibrio ci sarebbe .forse è giusto ma non paga(soldi soldi soldi cantava Betty Curtis).
Fabrizio Carta
21 feb 2010 11:47
Caro Sansonetti condivido al 100% il suo articolo. Lei, attraverso i tempi "dell'assistenzialismo di massa", specialmente al Sud (ha dimenticato di ricordare che all'epoca noi, italioti, eravamo non solo tutti invalidi, ma anche tutti braccianti agricoli e le nostre mogli, quasi sempre, in corso di rapporto di lavoro, tutte incinte) che hanno generato poi quel buco enorme del "debito pubblico", arrivando poi fino a tangentopoli ha semplicemnete voluto ricorare che in fondo, il nostro, non è mai stato un Paese "normale". Un paese, ancora oggi, dannatamente diviso in tre: un Sud ancora "borbonico", un Centro arrocato nel suo storico status quo incentrato su di un potere ormai da mezzo secolo ex comunista, ed un Nord moderno, che guarda all'Europa più che al resto d'Italia e poco disponibile, ormai, a sacrificarsi per il resto del Paese. E allora cosa succede?, semplicemente che ci si arrangia, nel senso che mentre prima si sovvenzionava la politica attraverso gli imprenditori (o gli Stati) amici e quindi si aveva un preciso punto di riferimento oggi, cessata questa necessità (grazie al finanziamento pubblico dei partiti) la corruzione si è trasformata, è diventata individuale, singola e tesa ad assicurare, al corrotto ed al corruttore (ed ai loro sodali) lo stile di vita che essi ritengono di meritare per il ruolo che rivestono nella società e, siccome i vizi, al contrario delle virtù, non hanno mai fine, tutto diventà poi, ahinoi, spiegabile (da un punto di vista sociologico, intellettuale e se si vuole anche filosofico, non certamente da quello penale). Altra cosa è la questione delle intercettazioni: probabilmente quel bellissimo film citato da Sansonetti , "La vita degli altri" (recentemente passato anche in Rai) ai commentatori del suo articolo o, forse, alla maggior parte di essi, sia sfuggito, perchè altrimenti non avrebbero tante remore e/o pregiudizi su di un argomento così delicato come le intercettazioni che si sta cercando in un certo senso di regolamentare appunto perchè l'italia non è come la DDR di Honecker e nenche deve diventarla. Infine, ricordo che quel film finisce tragicamente (l'attrice amante del regista muore) ed il regista ( il soggetto spiato con microfoni in tutta casa) si salva per un rigurgido di umanità da parte del funzionario di Polizia addetto al controllo ( che finirà col fare il postino, il poliziotto, nella Germania del dopo Honecker).
fulvio fusco
21 feb 2010 05:13
Ho trovato il coraggio di chiedere a Sansonetti un favore personale. Un articolo, nel suo dialetto.
vigentis
20 feb 2010 18:09
Ci faccia il piacere er sor Piero, preso talmente dai picchetti, da marinare la scuola fino alla rinuncia.
Persona ribelle e per questo piaciuta al Pci, a furia di spizzicare ha saputo giungere ad oggi ma
preoccupato del domani, crede d`essersi inventato un Pansa, un po piu audace. Ci faccia il piacere
Pier
20 feb 2010 15:48
Non è grave rubare e corrompere, ma scoprire ladri e corruttori e punirli.
Sansonetti sarebbe un'ottima spalla per Capezzone e non escludo che lo diventerà presto, basta che si tagli i capelli...
lupimor@gmail.com
20 feb 2010 14:59
Caro Direttore, perché ci ubriachiamo di parole virtuose ed evitiamo di guardarci allo specchio? Ogni società nel suo perenne divenire si manifesta sotto mutevoli costumi e comportamenti correlati alla qualità e quantità della morale corrente che deriva, a sua volta, dalla natura dei cosiddetti "valori" e dalla loro percezione. Siamo arrivati, passo dopo passo, a identificare la libertà col fare i nostri comodi, esiste una omologazione distorta dei diritti sganciati dai doveri, ogni regola, ogni limitazione, che ostacoli i nostri desideri viene percepita come un atto illiberale; da violare per i nostri interessi. Quando l'apparire, la visibilità, la notorietà, la condizione economica, la carriera prevalgono, come valori, sull'essere, ci ritroviamo nelle odierne condizioni. E' uno status diffuso senza distinzioni sociali, politiche o culturali. Indignarsi per le commistioni tra politica ed affari è lodevole, necessario e salvifico a patto che questa indignazione non sia fine a se stessa e non sia impiegata come strumento politico per discriminare buoni e cattivi. Guardarci allo specchio significa non arrivare alla conclusione che, "tutti uguali, tutti ladri", sarebbe solo una auto assoluzione, dovrebbe solo servire a farci vedere come siamo e non come ci piace pensare di essere. Quando si vorrà capire che la diffusione della corruzione è un costume nazionale che parte dal Popolo delle Raccomandazioni, e che su su arriva agli appalti pubblici, si prenderà atto che non si tratta di un bieco destino impostoci dalle forze del male ma che siamo noi stessi che usciamo allo scoperto. Cordialmente Moreno Lupi
lectiones
20 feb 2010 12:34
LA DISONESTÀ COME FENOMENO ITALICO
“Piove, governo ladro!” Era l’imprecazione dei toscani che ce l’avevano col governo del Granduca che, avendo imposto la tassa sul sale, effettuava la pesa sempre nei giorni di pioggia, e il sale, igroscopico, pesava di più.
Ma, al di là del modo di dire pittoresco, resta il fatto che, le ruberie dilaganti per l’Italia, sono di marca prettamente etnica e siamo proprio noi gente italica a praticare quello sport immorale che i giuristi definiscono corruzione.
Lo stesso Galli della Loggia ha sapientemente diagnosticato la patologia individuando i germi dell’infezione fra noi cittadini, a prescindere dalla casacca politica indossata per la squadra d’appartenenza. È nelle radici profondissime del corpo sociale che affonda il malaffare, e la politica è soltanto la punta dell’iceberg che affiora impudico a dirci che quella che appare è solo un nono della corruzione metastatica.
Certo, il fenomeno è funesto, la stabilità della nostra società civile è minacciata dall’egoismo crematistico di imprenditori attivati solo all’animus furandi, e dall’avida bramosia di funzionari e dipendenti ossessionati dal bisogno crescente della loro cupidigia.
Come difenderci? Come recuperare quel minimo di moralità che restituirebbe alle Istituzioni la dignità perduta?
Se continuiamo ad eleggere rappresentanti la cui competenza sta solo nel clientelismo coltivato con artata demagogia, nulle saranno le legittime speranze di uscire da questa profonda gora che ingoia onestà e ricchezze. Dovremmo pretendere che la classe politica fosse la più degna di rappresentare i diritti del popolo sovrano, senza equivoci, ed evitare che “Masanielli” estemporanei potessero attribuirsi il merito di lusingarci con la loro oclocrazia.
È ridicolo che proprio chi condanna il culto dell’«ad personem» diventi oggetto di quel culto che i propri adepti tributano al leader in un afflato mefitico di fanatismo ideologico (quanto genuino lo sa solo Iddio).
Corrotti e incarogniti da perverse usanze abbiamo bisogno di pene certe e immediate (le leggi ci sono e sono più che sufficienti), e di magistrati liberati dagli inganni della politica che immiseriscono il loro lavoro in una rincorsa perenne del potere corporativo.
Non sarà sostituendo un “Governo ladro” con un altro “Governo ladro” che potremo illuderci di giungere dal pelago alla riva; è in noi stessi la possibilità di offrire alla nostra coscienza la forza d’affrancarci nella più virtuosa delle società.
Celestino Ferraro
FrancoPo.
20 feb 2010 07:16
I sistemi clientelari hanno dominato in modo bipartisan per mezzo secolo o quasi, i voti di preferenza ai candidati erano il modo per sdebitarsi. Ora è venuto il momento di fare pulizia, recuperiamo i soldi delle pensioni e delle indennità fasulle e restituiamoli sotto forma di ammortizzatori sociali, sussidi e invalidità. Dov'è la differenza? E' una partita di giro, le casse dello Stato non perdono e non guadagnano, ma si potrà dire di avere fatto una riforma grande e trasparente.
thor
19 feb 2010 22:52
Egregio direttore, certo che sarebbe il caso di reagire ! Ma come ? Chi , noi italiani ? Nooooooo !!! Siamo un paese che deve evidentemente ancora molto soffrire prima di poter capire cio' che vuole. Solo dopo ulteriori sofferenze riusciremo a riscoprire l'importanza di valori quali l'etica, l'onesta', la giustizia e via dicendo. Solo dopo - mesi ? anni ? - torneremo a determinare condizioni di <meritocrazia> consentendo a tutti di vincere la propria sacrosanta battaglia. Anonimo : " non è possibile scoprire nuovi oceani se non si ha il coraggio di prendere il mare "
Filippo
19 feb 2010 19:41
Piero Sansonetti: un comunista "per tutta la famiglia".
Bruno Piccioli
19 feb 2010 19:04
Vorrei suggerire a GIULIO MANCABELLI, che ha partecipato a questo forum con un messaggio all'1.05, di evitare di mettersi al computer dopo aver visto Santoro. A volte l'effetto di tre ore di Annozero è dirompente, produce danni di breve durata ma fortemente invalidanti. Basta dormirci sopra e passa tutto. Coraggio!
EA
19 feb 2010 18:45
Lei è un bravo giornalista, caro Sansonetti, ma questo -mi creda- è un articolo semplicemente inutile. Forse dannoso.
f.de marco
19 feb 2010 18:37
Caro Sansonetti, leggendo il tuo articolo mi sovviene in chiaro che l`Italia di Berlusconi non é piu una repubblica democratica ma bensi la REPUBBLICA PADRONALE di BERLUSSIA.Il nostro premier padre e padrone del suo PdL spadroneggia nel paese plagiando il suo amico comunista sovietico LUKASCENKO padrone della sua BELORUSSIA.........................In tutti e due questi paesi
chi comanda e chi ha posti di responsabilità pubbliche si comportano come dei padroncini con un grande per cento di corruzione.......tutti senza DIGNITA`ma solo interessi personali in primo piano
Bruno Pierozzi
19 feb 2010 16:22
Non condivido l'analisi di Sansonetti, in quanto - per dirla con una battuta - si rifà al motto romanesco "aridatece er puzzone". Sarebbe meglio se non ritornasse nessun "puzzone" e se non rubasse nessuno. E' ora di dire basta alla logica del "meno peggio". Mi sento ormai completamente avulso da ogni forma organizzata di attività politica. Ritengo che sia giunto veramente al capolinea un sistema partitico e istituzionale che risulta marcio in tutte le sue componenti, partendo da ciò che rimane delle cosiddette strutture di base (sezioni, circoli) sino a giungere ai livelli dei palazzi del potere. Sono convinto che la società italiana stia peggiorando di giorno in giorno. Questo degrado morale si ripercuote anche nei comportamenti quotidiani delle persone. Constato con amarezza un imbarbarimento nel comportamento quotidiano che va dal gettare la mondezza fuori dai cassonetti, fino a a giungere a forme di minaccia e intimidazione verso le persone più deboli. Credo davvero che nessun partito sia oggi in grado di ristabilire le regole di base della convivenza civile e del rispetto delle leggi basilari in questo Paese. Per questa Italia senza più rispetto delle regole c'è bisogno del pugno di ferro per raddrizzare le cose. Qualcuno può pensare che stia invocando un nuovo "uomo della provvidenza". In realtà invoco un personaggio nuovo, che in Italia purtroppo non esiste: uno Chavez italico, che sappia coniugare riforme sociali e sane randellate contro gli speculatori e gli affaristi. In fondo non chiedo molto, chiedo un socialismo, forse un poco autoritario, che ci liberi da tanti cialtroni, dal malaffare e dall'imbarbarimento della società civile.
MAURO1
19 feb 2010 16:10
Caro Sansonetti, sta dicendo che la magistratura italiana è come i servizi segreti COMUNISTI? Bene!! Anzi, male. E' per questo che i "sinceri democratici" hanno combattuto, prima RESISTENDO e poi SESSANTOTTANDO? Spero proprio di no.
Quanto ai tre tipi di corruzione, meglio la terza. E' più "umana", direi. Le prime due sono solo MAFIA, CAMORRA, VIOLENZA, DELINQUENZA ORGANIZZATA. Anche se poi distribuivano a tanti, sostituendosi allo stato sociale.
Ai miei occhi, non hanno nessuna scusante, anzi. E mi dispiace che Lei ricordi quelle ruberie con "romanticismo". E' anche per quelle ruberie che siamo messi male. E che la corruzione si è ramificata. E che le pensioni di invalidità hanno "bloccato" il Sud.
Che uno di sinistra "favoleggi" sulle ruberie della prima rebubblica ( in minuscolo volutamente) significa solo che sono stati sprecati tanti anni. E tante vite sono state vissute per niente.
eduardo
19 feb 2010 16:06
cos'è, Sansonetti, ha paura dell'Ovra o è inacidito da un rigurgito libertario?
Ma l'ha letto il progetto di legge sulle intercettazioni di Alfano prima di abbandonarsi alle sue divagazioni ideologiche? Come si fa a dire che saremo tutti intercettati? Non si preoccupi, non ci interessa con chi va a letto chi ruba i nostri soldi, ma solo se ruba i nostri soldi.
Si rilassi.
Andrea Paventi
19 feb 2010 13:11
Gentile Sansonetti.
La conclusione del suo articolo ha qualche cosa di artificioso che la fa sembrare come se non sapendo come concludere un'analisi peraltro brillante, abbia messo la prima cosa che le è venuto in mente; un professore di Italiano probabilmente le avrebbe detto che alla fine è andato fuori tema.
Comunque visto che ci siamo, a proposito delle intercettazioni avrei qualcosa da dire.
Premesso che ogni popolo ha le leggi che si merita e, soprattutto, le interpreta nel modo a lui più confacente, concludo che l'uso così esteso delle intercettazioni è solo la conseguenza del livello di corruzione che piaga la società italiana. Lasciando il rispetto della privacy a società più mature della nostra, se si togliessero le intercettazione, quale altro strumento avremmo non dico per punire chi delinque - non siamo in grado di arrivare a tanto - ma quanto meno per avere la percezione dello schifo che siamo diventati?
Gianni
19 feb 2010 11:25
Non vedo il mio commento, voglio pensare che non sia arrivato per qualche ragione, l'altra alternativa sarebbe che non è stato pubblicato perchè non sono d'accordo con quanto scritto nell'articolo. Sareste poco seri come minimo,
Chi se ne frega della privacy, e quanta paura delle intercettazioni telefoniche possa avere un metalmeccanico in pensione, per dire una delle tante categorie che si arrabattano per arrivare a fine mese, che al massimo può fare qualche furto al supermercato per sopravvivere, quanto possa essere ricattabile, per aver paura di essere ascoltato mentre telefona.
Spero vivamente che le intercettazioni possano continuare.
C Signore
19 feb 2010 11:00
Egregio Direettore, a proposito dell’odierna forma della corruzione, Sansonetti dice cose molto interessanti e condivisibili. La sua analisi appare lucida e difettosa solo per omissione. Quando afferma che la forma odierna di corruzione "non avrà probabilmente le stesse devastanti conseguenze politiche (anche perché non c’è più una politica forte, e quindi da devastare)", omette di osservare che la devastante conseguenza politica di questa forma di corruzione è già in atto e consiste nell'aver consegnato il paese nelle mani di una magistratura che, invece di assolvere il suo compito, si è convertita a quello che spetta alla politica e alla polizia. Tanto più decisa nel suo nuovo ruolo, ch' essa ha rinunciato ad adempiere al suo naturale, che è quello di amministrare la giustizia al servizio dei cittadini (i ritardi "geologici" con i quali si sviluppa l'azione della magistratura sono la negazione pura e semplice di tale servizio). Per contro, inviando i suoi avvisi di garanzia con premeditata scelta di tempo e coinvolgendo in modo del tutto discrezionale persone che solo dopo lungo tempo saranno riconosciute estranee ad ogni illecito, la nostra magistratura si rivela efficacissima nell'assolvere il nuovo ed improprio compito che s’ è assegnato. La sua apparente azione giuridisdizionale, ridotta ormai a creare polveroni enormi, ad istituire processi sommari su vasta scala, senza precise rilevanze penali, serve in realtà ad 'incoraggiare il giustizialismo e a favorire tanto la parte politica che lo sponsorizza, ché quella, succube o complice, che se ne fà beotamente l'alleata. Si tratta di un grave e pericoloso squilibrio istituzionale che va sanato al più presto, poiché puo' preludere al sorgere di forme di autoritarismo da parte di individui, gruppi o partiti, capaci di sfruttare il clima di incertezza e di ribellione, creato dal giustizialismo, per imporsi e condurre il paese verso avventure sconosciute. Con simpatia. c signore
FrancoPo.
19 feb 2010 10:38
Tanto per andare sul sicuro, eviterò accuratamente di scherzare e dire battute al telefono con gli amici. Non sai mai chi ti ascolta.
pasquale
19 feb 2010 08:54
Dotto' io vorrei farla una domanda diversa invece.....
e mi piaecrebbe che mi rispondesse perchè mi interessa il suo parere.
fino a pochi giorni fà clamore e interesse quasi maniacale su tutti i giornali per le dichiarazioni di Ciancimino junior, scoppia il caso Bertolaso di Ciancimino
non si parla piu'..adesso fra i due casi...grave quello di adesso ma non nuovo. ma di un capo di governo collusso con la mafia è di una gravità eccezionale perchè non se ne parla ancora se la storia ha qualche fondamenta di vero!!!!!!!!
Mi dice il perchè? era solo un bluf Ciancimino?
a queta risposta c'è la risposta al caso Bertolaso..non crede?
FrancoPo.
19 feb 2010 06:47
Il prezzo del clientelismo biancorosso andremo avanti a pagarlo per decenni: si chiama deficit pubblico. Che quel clientelismo scompaia non è un male, anche se forse ci costerà altrettanto sotto forma di ammortizzatori sociali. Che i partiti (o alcuni di essi) non prendano "contributi" è da dimostrare. Che la corruzione sia diventata prevalentemente un fatto individuale non è certo un bene, e va contrastata se possibile con ancor maggiore decisione, ma almeno rientra nei canoni classici di una società capitalistica arretrata come la nostra.
giulio mancabelli
19 feb 2010 01:02
Essendo l’occasione fare l’uomo ladro sempre più assurdo risulta meravigliarci e richiamarsi a principi etico-moralistici per soffocare nella solita inconcludente retorica che non porterà mai a niente se non quello del mantenere in gioco la solita inconcludenza propizia a mantenere inalterato lo status quo!
Quando bisognerebbe minimante riconoscere che anche le regole opportune correttamente ed opportunamente allocate diventano elementi determinanti per determinare come si taglia l’erba specialmente per quanto riguarda le leggi elettorali.
Quando, oggigiorno, alla luce delle esigenze di una siffatta nuova accelerata realtà urge acquisire anche per i meccanismi elettorali sistemi completi e, tali da poterci muovere verso tutta la potenziale gamma estensiva direzionale negli esiti elettorali governativi rispetto alle limitate e limitanti possibilità che gli attuali pseudomodelli in dotazione inducono, costringono! Giacché per potenziare la governance!? Il sistema dovrebbe permettere d’addivenire sia a soluzioni governative di: destra quanto di sinistra oppure di centro e non essere induttivamente condizionato da modelli fatti passare per tali quando è mondialmente riconosciuto sin dalla loro concezione essere frutto di statuizioni formalmente corrette!
Quindi, sarebbe opportuno considerare che democrazia e libero mercato imprescindibilmente, sono facce della medesima medaglia e che per ovviare di ricadere nei medesimi errori, sarebbe opportuno per isometria, iniettare maggiore effettiva concorrenza all’interno del sistema elettoral-istituzionale rispetto alla parzialità di quei parziali modelli elettorali in adozione per metterli a sistema affinché si possa così al meglio incarreggiare l’intero Sistema Paese mantenendo costante e permanente la concorrenza in ogni dove per riverberarne virtuosi efficaci effetti per tutta la sua galassia di cui si compone politics, policy and polity! Giacché ogni libero mercato “non drogato” si qualifica per tale per la possibilità del permettere di poter concorrenzialmente garantire la massimizzazione delle chances delle opportunità mantenendole aperte a tutto il potenziale dei competitor. Pertanto, in altrettanto isometrico modo ciò dovrebbe parimenti accadere per mantenuta concorrenza, in ogni libera democrazia non induttivamente orientata da un perverso orientato meccanismo elettorale poter determinare chance ad esiti governati d’ogni genere e fatta d’orientamento ovvero, sia del tipo di destra, di sinistra quanto di centro lungo tutto l’arco del suo potenziale orientamento politico senza ritrovarci soffocati o compressi dal dover riprodurre esiti governativi prevalentemente centristi applicando modelli filo proporzionalisti (centrifughi) oppure a bipartisan bipolio applicando per inverso modelli maggioritari centripeti! Quando palesemente dai contingenti risvolti che le quotidiane cronache sviscerano con “emergenzopoli” palesemente svelano sempre un più l’occulto inciucio che vi si annida e si trascina già da diversi ricambi governativi!
Pertanto, anche i meccanismi elettorali possono diventare viziosi marchingegni orientati determinanti a consolidare monopoli e/o bipoli o quant’altre deterrenze per tese a mantenere inalterato lo status quo ed evincere la necessità di mettere a punto meccanismi elettorali più completi assemblandoli in maniera più virtuosa affinché strutturalmente possano enucleare nella loro articolazione quelle potenziale compiutezza: centripeto – centrifughe a “check & balance criterio” necessaria a riverberare virtuosi effetti in modo pervasivo in tutta la galassia di cui si compone: politics, policy and polity! In modo tale da poter incondizionatamente in modo neutrale determinare tutta quella auspicabile potenziale gamma d’indirizzo governativo pertinente al contingente quanto un efficace completo sistema dovrebbe permettere per indirizzo governativo certo di ottenere! Perché non possiamo rischiare di perseverare negli stessi errori del passato in quanto ogni gestione dovrebbe presentarsi equilibrata sin dagli ingressi… affinché se ne possa massimizzare governabilità-decisionalità coniugando nel contempo rappresentatività incrementando responsabile sussidiarietà quindi democraticità – qualità qualificanti la stessa democrazia!
Quindi, non possiamo permetterci di precipitare nei soliti retorici arcaici obsoleti modelli per cadere dalla padella del maggioritario, alla brace della nostalgica Prima Repubblica, giacché urgono soluzioni inedite atte ad acquisire un sistema elettorale completo quanto si propugna col SEMIALTERNO quale “idealtipo sistema” induttore di concorrenza! Dispositivo per abbassare sempre più i gap che distanziano il consuntivo (post governativo di fine legislatura) dal programmato elettorale e virtuosamente s’estenda lungo tutto l’asse della sua percorrenza appunto, dal preelettorale sin su ad ogni consuntivo governativo. Quale criterio indispensabile per incarreggiarsi verso una piena democrazia che irradi in modo sempre più pervasivo ed inclusivo un “asintote incrementale democraticità!” Quindi, urge strutturalmente rinnovarci quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propugna per introdurci in quella virtuosa dinamica della massima integra compiutezza del -"both and or"- tale da mantenere costante, compiuto e permanente l’effetto concorrenziale. Questo è il passo indispensabile da intraprendere per poter coniugare in modo fisiologico, quell’ancestrale ciclo induttivo: centripeto<>centrifugo che la stessa democrazia presenta tuttora non ancora svolto in modo virtuoso equilibrato! Passo che si rende indispensabile effettuare per non ritrovarci prigionieri a quei soliti incompleti anacronistici modelli elettorali che c’inchiodano a riprodurre quel famigerato solito gioco dell’oca del rendere transiti i modelli per mantenere la casta sempre più intransitiva!
Appunto il sistema SEMIALTERNO rappresenta quel necessario dispositivo articolato a “multi task” complementarietà indispensabile per ingenerare compiutezza sistemica tale da poter scompaginare viziosi cartelli che s’ingenerano quando il modello elettorale risulta impiantato - assemblato su un pedissequo mono direzionale induttore che riprodurrebbe governi centristi quando il meccanismo viene fatto perpetuamente girare incardinato su mono modelli proporzionali ed affini (del tipo MMP) oppure, per induzione contraria - centripeta se fatti girare in altrettanto pedissequo modo incardinati su meccanismi elettorali al maggioritario (o suoi affini misti MMM) in quanto otterremo da questi ultimi, governi alternativi a loro stessi: di desta o di sinistra in modo pedissequo. Modalità queste maggioritarie che favoriscono mere rotazioni autoreferenziali alternanze volte a mantenere sempre più blindati ed inciucciato un bipartitismo asservito sempre più alla casta. In un dualismo autoreferenziale che istituzionalizzandosi sempre più dissiperà ogni virtuosa diversa concorrenza lasciandola in gestione alle sole due formali mantenute sempre in gioco senza però mai ingenerare quella necessaria autentica alternativa che un autentico sistema dovrebbe auspicalmente riprodurre per reputarsi in tal modo sistema! Modalità che per eccesso del protrarsi in un siffatto anacronistico modo sempre per lo stesso verso mette a rischio d’equilibrio se stessa il sistema paese cui fa riferimento e l’esito dello statalismo USA ne è il più emblematico esempio riprovevole da voler imitare!?
Segno che urgono nuovi logos! Serve cambiare modello a cui fare riferimento… iniziando da quello elettorale per non rischiare ulteriormente e maggiormente nuove, più imminenti e devastanti crisi, data l’accelerazione in corso, impressa da quanto le nuove tecnologie ed internet impongono. Accelerazione che reclama su tutti fronti adeguamenti su entrambi i piani di dette facciate: democrazie e mercato attraverso l’introduzione di regole chiare e trasparenti “a meccanismi completi” essendo la fiducia l’incrementale collante d’entrambe che solo quando correttamente e compiutamente articolata permette l’ingenerarsi di quei virtuosi reciproci processi tesi ad incrementare asintote ricorsiva qualità, giacché un buon mercato esige un’altrettanto buona politica! Solo così potrebbero nella loro applicazione per “check & balance” ingenerare quegli opportuni feed backs di controllo necessari a poter esercitare in modo monitorato efficiente e riprodurre efficacia!
Pertanto, oltre a rendere più pervasiva la conoscenza per “simmetrica isometria” occorre iniettare maggiore effettiva concorrenza all’interno dell’ambito elettoral-istituzionale iniziando appunto dagli ingressi dai i meccanismi delle leggi elettorali e completarli.
Occorre ingenerare osmotica, fisiologica discontinuità quale prerogativa di tutela provvedendo introdurre quelle nuove inedite regole che una siffatta nuova cangiante realtà reclama e non lasciare che la casta si trastulli a mantenere incomplete, parziali e transitive le leggi elettorali per mantenersi permanentemente intransitiva lasciandole l’eterna esclusività come casta del permettersi d’innalzarsi il gioco per mantenere inalterate un siffatto perverso gioco che lo status quo e decretare così la fine della storia; casta che tuttora, intende cinicamente riprodurre per espandersi ulteriormente nello spazio tempo la sua comoda autoreferenzialità! Autoreferenzialità tesa a detenere sempre giocato l’elettore, il cittadino, l’utente e mantenere sotto scacco l’intero paese nel solito ambaradam per cinicamente così aumentarsi in un sì perfido modo sempre più la posta in gioco. Occupandosi così, come casta, a fare e disfare senza mai concludere niente e/o risponderne ad alcuno giacché intenta a riprodurre quelle sue interminabili contese di potere per poi, propinarci quelle solite obsolescenze fatte d’anacronismi farciti d’anacronistici “pitstop” attraverso quei soliti inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali... Quando occorrerebbe smetterla di menar ulteriormente il can per l’aia ed agire semplicemente per riformare ed assemblare diversamente quanto in dotazione per ricavarne un più equilibrati e completo sistema dando un assetto di compiutezza ai meccanismi del sistema elettorale che sin dalle sue concettuali origini si caratterizza essere strutturato per quel latente “SEMIALTERNO” sottotraccia “understatement” da svelare per definitivamente metterlo a sistema quanto il sistema SEMIALTERNO prospetta giacché contraria sunt complementa!
Invece, da noi, più o meno volutamente, s’ingenera sistematicamente quel detto marasma per creare quella tipica ambigua quale atmosfera ottimale per intingervi ormai, in ogni dove e sempre più facilmente quel biscotto speculativo? E spartirsi la torta della ricostruzione con Protettopoili!?
Tant’è che siamo avvolti da un ginepraio di leggi mediamente ben dieci volte superiori rispetto ad ogni altro paese dell’€urozone. Immersi in una siffatta vischiosa permanente resa tale da un siffatto perverso gioco, situazione che permette di creare quell’indeterminatezza foriera d’ogni genere di speculazione, collusione, corruzione, ecc. tant’è che la situazione stessa reclama per non soffocare di trasformare qualsiasi evento normale in straordinario e rendere qualsiasi ordinanza in compito eccezionale, urgente, ecc. dove con la scusa dell’emergenza tutto diventa possibile poter far bypassabile e così si sopprimere qualsiasi norma o regola e la deregulation s’istituzionalizza conseguentemente tutto apre a nessi e connessi: nepotismo, familismo, ecc. conseguentemente l’autoassoluzione! Il cane che si morde la coda!?
Quando imprescindibilmente occorrerebbe iniettare concorrenza l’elemento “sine qua non” necessario a mantenere quel continuativo “check and balance criterio a feed back di controlli” indispensabili a rendere virtuoso il nostro BelPaese giacché solo così ci si potrà presentare strutturalmente competitivi e risultare efficienti ed efficaci senza avere regole chiare e trasparenti per poter dissipare. Pertanto, la conoscenza e la concorrenza diventano elementi indispensabili per poter dissipare in ogni dove quei soliti monopolio od oligopoli che un siffatto ricreato marasma mantenuto inalterato nello spazio tempo se si continuerà ad attingere quei suddetti famigerati parziali ed incompleti modelli ingeneranti opacità, vischiosità riproduttori di profittevole marasma!?
Quindi, inconcepibile risulta di continuare a ripetere i medesimi errori attingendo a compassati, anacronistici incompleti modelli facendoceli propinare a mo’ di quel solito famigerato gioco dell’oca quando ancora Weber quei modelli, li considerava ili frutto di statuizioni formalmente corrette!
Da che mondo è mondo, risulta sempre più assodato, che alcun potere si auto limita!? Pertanto altrettanto illusorio sarà pretendere dalla nostra casareccia casta politica che s’auto riformi! Tant’è che in occasione delle imminenti emergenze… anziché preoccuparsi di migliorare la legge obiettivo per mettere meglio a punto la Protezione Civile … con la scusa dell’emergenza s’intendeva trasformarla in SPA.
Essendo ovviamente, risaputo che l’emergenza abbisogno di procedure snelle e decisioni rapide però tutto questo ambaradam non giustificare il moltiplicarsi di filiere autoreferenziali tese ad abbassare le soglie della legalità rendendo tutto gelatinoso con risvolti per eludere qualsiasi controllo e, trasformare normali procedure in altrettante emergenze!?
Appunto i macchinamenti in corso sui vari fronti, da parte dei vari “apparati” non possono che far prefigurare e sottendere che si vogliano imitare quanto già “fatto accadere” oltreoceano dove, quelli apparati, grazie a quel bipartisan istituzionalizzato modello (inciucio a soli barriti e ragli!) ha iniettato deregulation per dar avvio e sfondo alla creazione dei mercati “over the counter” e conseguentemente gonfiare e dar sfogo a quella finanza creativa giocata in favore di pochi speculatori, creando un buco nero, che sta ci sta sprofondando nell’attuale iperbolica crisi recessiva globale! Un fallimento indotto dall’aver infuso da parte di quella transoceanica casta “deregulation” nel sistema per così specularci al meglio rendendolo sempre più opaco e gelatinoso e così meglio condizionarlo ed assoggettarlo alla più sfrenata speculazione… Ora, appunto, in altrettanto creativo modo la nostrana casta sembrava volerlo applicare anche da noi quel medesimo “infernale” marchingegno e trasformare della Protezione Civile in SPA ma, si è momentaneamente frenata dimostrando di non voler applicare la norma che la trasformerebbe in SPA. Un passaggio che l’avrebbe collocata al di sopra di ogni controllo per essere facilmente asservita alla cesarista creatività centralizzazione dove gestirne liberamente: appalti, acquisti, assunzioni e quant’altro quanto le quotidiane cronache abbondano (malvagiamente per taluni) raccontare!?
Pertanto, occorre metter a punto il meccanismo elettorale che induca una catalizzazione a bipolarismi aperto in modo da poter incarreggiare il nostro BelPaese su una virtuosa dinamica tale da poter massimizzare democraticità nel solco della filogenesi democratica. Quale, qualità implementare necessaria a poter massimizzare governabilità-decisionalità coniugando contestualmente rappresentatività ed economicità quanto implementare ricorsiva responsabile incrementale sussidiarietà. Quale real exit strategy per incamminarci verso una nuova “renaissance” giacché, solo così ci si potrà rendere effettivamente strutturalmente competitivi negli assetti e risultare tali nella compagine mondiale! Necessitano soluzioni innovative che riescano a liberarci da queste anacronistiche gabbie paternalistiche che ci precludono ogni sviluppo futuro e non permetterci di vivere quella nuova dimensione della connettività che sempre più ci appartiene rappresentata dall’era degli accessi, di internet!
Pertanto, non possiamo permetterci di dichiararci d’appartenerne ad una democrazia matura quando nella sua applicazione per effetto dell’incompiutezza insita negli stessi meccanismi delle leggi elettorali dai quali si continua ad attingervi senza mai volersi rendersi conto del loro insito induttivo orientamento non possono che risultare limitati e limitanti rendendo scarsa efficacia per “governance” ed “accountability”…. E’ proprio per queste strutturali intrinseci “impedimenti” insiti nei loro meccanismi riproducono scarsa competitività trasferendo conseguentemente inadeguatezza in tutta articolazione sia in verticale quanto in orizzontale di quella suddetta galassia di cui si compone il sistema paese nel suo complesso questo continuerà accadere in un siffatto limitato modo fintanto che non si provvederà a passare dai modelli mono orientati a quelli multi-task quanto il sistema SEMIALTERNO che meglio riuscirebbe a calzare e coniugare le esigenze dei nostri tipici tempi, quelli che reclama l’attuale era della connettività! Modalità ormai acquisita, in ogni dove, data la sempre maggiore accelerazione che imprimono le nuove tecnologie e da internet che conseguentemente impongono aggiornamenti in ogni dove … Riqualificazioni oltretutto, che vengono sempre più riconosciuti e dichiarati persino al Forum di Davos, dove, gli studiosi di comunicazione e neuroscienza riconoscono e parlano ormai, di una sorta di cambiamento addirittura antropologico che ineludibilmente ci renderà sempre più “multitasking” per effetto dell’implicita complessità e diversificazione che il futuro sempre più ci schiuderà! Un passaggio antropologico già in atto che dall’“homos sapiens” segnerà l’insorge dell’“homos zappiens”! Giacché le generazioni cresciuti nell’era digitale già lo evidenziano abituate fin dalla più tenera età a vivere “sempre connessi”: risultano possedere una capacità di gestire varie “multitasking” pur risultando per taluni adulti e/o matusa attività contemporaneamente ignota, ignorata!?
Giacché fino a qualche tempo fa, anche a livello scientifico prevalevano i moniti che il “multitasking” dovesse risultare innaturale essendo a loro credere il cervello una struttura sequenziale che farebbe bene solo una cosa alla volta. Cosa dalla quale purtroppo, tutti dovrebbero ricredersi per non rimarci prigionieri ad un siffatto innaturale perverso pregiudiziale e pre orientato modo d’intendere e perseverare nel quale purtroppo, ci rimangono anacronisticamente relegati e prigionieri gli stesi meccanismi delle leggi elettorali. Quando, risulta paradossale continuare a perpetuarsi in un siffatto pedissequo mono orientato modo con la supposizione di farci intendere che da siffatti strutturali limitate e limitanti modelli si possano pretendere soluzioni qualitative migliorative quando in ogni dove ed ad ogni latitudine avanza sempre più l’urgenza di soluzioni più pertinenti adeguate ai nostri tempi! Implicito non può che esserne il richiamo al sistema SEMIALTERNO indispensabile per potersi riscattare da un siffatto anacronismo ed evolvere!
Ciò si rende indispensabile per non rischiare l’implosione giacché i ritmi d’accelerazione di una siffatta nuova realtà fanno affastellare sempre più i nodi irrisolti e/o di quanto mantenuto supinamente eternamente in deroga, ecc. Pertanto, oltre all’improcrastinabile necessità di rendere completo il sistema elettorale occorre applicare quanto da più tempo e più volte ribadito ed elencato in ogni programma elettorale dalla stessa classe politica e tuttora lì inevaso oltre alla necessità*di:
• Ridefinire i poteri tra Esecutivo e Parlamento e rafforzare il potere del governo sul processo legislativo ricorrendo anche a legge ordinaria o con modifiche dei regolamenti, senza il complesso iter delle riforme costituzionali per conferire al premier il diritto di fissare priorità per l’ordine del giorno, stabilendo l’obbligo del parere favorevole del Tesoro (e/o art. 81) su leggi che comportino aumenti di spesa o diminuzione di entrata, dando priorità e tempi certi per i progetti del Governo.
• Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico all’effettiva democraticità dei partiti, in questo modo meglio si farebbe corrispondere all’articolo 49 della ns Costituzione che attesta di riconoscere a tutti i cittadini il diritto di associarsi per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
• Occorre un concreto dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari a 300 alla Camera e 50 al Senato rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista dalla bozza Violante… un abbozza che umilierebbe il tanto vantato italico Europeismo!? Giacché basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento europeo le normative senza frenarne con la solita “nostrana retorica plutocratica” quelli opportuni adeguamenti! Invece, un netto dimezzamento numerico dimostrerebbe una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione dimostrando sensibilità nell’introdurre anche una reale “governance documentale” quanto già avviene in molti paesi del nord Europa al fine di rendere più efficiente l’organizzazione nel suo complesso giacché razionalizzando i flussi documentali si risparmiano economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così più imprenditore di se stesso, quali “civil prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” che avendo a cuore il proprio destino, intendono perseguire la propria realizzazione per riscattarsi: dal paternalismo discente, dalla pervasiva cooptazione e dal famelico familismo, ecc.
• Rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
• Altrettanto auspicabile risulta la riduzione dei lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei “Parlamentari dell’€urozone”;
• Eliminazione del Quorum ai Referendum abrogativi ed introdurre “per equilibrio” anche il Referendum Propositivo!
Quindi, urgono innovative soluzioni capaci di rispondere alle contingenze, dato che sempre nuove richieste, istanze tendono accumularsi in conseguenza delle nuove tecnologie che ne accelerano sempre più i ritmi dei processi d’ampliamento a questa sempre più pervasivo coinvolgimento. Questo implica l’introduzione di sempre nuovi parametri che ne permettano appropriati adeguamenti con opportuni: protocolli, logos, paradigmi, ecc..
La totalizzante multidimensionale convergenze sembra essere il nuovo paradigma che ci coinvolgerà sempre più prossimamente questo sta già accadendo vedonsi i mass-media con internet, ecc. Pertanto, questa nuova interconnettiva dimensione renderà ogni dove sempre più capillarmente assorbito e tutte le front line ne verranno sempre più sollecitate ed ineludibilmente, anche i meccanismi elettorali preposti alle elezioni delle rappresentanze politiche non potranno esimersi e/o astenersi dall’aggiornarsi o per lo meno doversi rendere complete!
Da questa premessa, implicito risulta la necessità d’acquisire sistema elettorale più equilibrato e completo rispetto alla solita ormai consunta in dotazione obsolescenza!
Pertanto, si propone d’acquisire il sistema SEMIALTERNO quale dispositivo più adeguato a coniugare a “check & balance criterio” una siffatta accelerata e sempre più cangianti realtà… il SEMIALTERNO rappresenta l’idealtipo sistema elettorale per ingenerare un virtuoso bipolarismo concorrenziale aperto e, per dare luogo ad efficaci competitive alternative politiche e non per favorire mere rotazioni autoreferenziali alternanze tese a mantenere sempre più blindati ed inciucciato un bipartitismo asservito sempre più alla casta che tenderebbe ad istituzionalizzarsi per l’eternità quanto in ogni dove i modelli maggioritari anacronisticamente inducono riprodurre!
Invece il sistema SEMIALTERNO si struttura come di seguito:
1) a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138? per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo dove determinandone il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che gli permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza, quale elemento “sine qua non”, indispensabile per poter ingenerare ed implementare virtuosa qualità-democraticità. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo che maggiormente tendono sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità nelle quali si struttura nei passaggi al proporzionale: a prescindere!
Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Così altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc.
E, quindi, se si applicasse a collegi unici, farebbe semplicemente sfumare qualsiasi risultato di supposta omogeneità governativa in resa in quanto questa esterofila impropria importazione da noi, determinerebbe delle vere e propria variopinte insalate russe ad altissimo tasso d’ingovernabilità simili a quelle di recentissima memoria della precedente legislatura, alla faccia di ogni ambito e/o supposto funzionale bipolarismo e blindato bipartitismo.
Oltretutto è opportuno menzionare per il suo oggettivo malfunzionamento l’anacronismo del bipartitismo dei maggioritari giacché nel tempo esso stesso tende a sempre più istituzionalizzarsi dove, drenando concorrenza per effetto del rasarla sin alla radice qualsivoglia sana diversa alternativa rispetto alle rotanti in giostra e lasciate a regime (solite duali ed a duopolio) alternanze, tende perpetuarsi come un blindato autoreferenziale bipolio! Un bipartitismo che permette semplicemente d’instaurare e mantenere ad eterno regime un malsano (blindato) bipartitismo a totale bipartisan autoreferenzialità a scapito d’ogni vera, autentica e sana diversa alternativa!
Esemplare ne è il bipartitismo d’oltreoceano che nostrani esterofili vorrebbero tanto imitare, quando nei fatti, ci ha praticamente dimostrato il suo totale fallimento data la crisi che ha provocato e nella quale ci sta sempre più globalmente trascinati; dato il palese intreccio fra finanza (fattasi creativa) e politica che ha in quel contesto ingenerato dove, il controllore risultava essere in ultima analisi lo stesso controllato! Oltretutto l’autoreferenzialità dei vertici delle caste politiche e finanziarie era tale e della massima pervasività da coinvolgere perfino gli stessi cda delle agenzie di rating per l’assegnazione degli “isin” numeri di identificazione internazionali! Un tipico approdo dei modelli a bipartitismo blindato Tant’è che or ora avendo ormai prosciugato qualsivoglia effettiva concorrenza gli USA si ritrovano ad essere uno dei contesti a più alto tasso di statalismo rispetto agli altri paesi OCSE ad ulteriore dimostrazione della fallacia di un siffatto modello supposto a check & balance! Giacché le bolle finanziarie non sono state soltanto il frutto dei giochi di borsa ma l’innesto di queste creatività si possono rilevare anche dal sistematico intreccio che ha fatta sempre più permesso un collusivo intrecciarsi di finanza e politica dato la sempre maggiore tendenza a strutturarsi in bipartisan bipartitismo e sfociare in un ancor più istituzionalizzato consolidato bipartitismo cosicché la reciproca cupidigia sembra essersi lasciata sfuggire ogni elementare basilare controllo.
Ovviamente, in borsa è risaputo che in un mercato sempre più globalizzato ed informatizzato sempre più concomitanti elementi e fattori potranno essere fatti interagire per ingenerare effetti speculati, però se questi vengono incentivati, sollecitati e/o facilitati anche dall’intervento politico! Questo sembra purtroppo, essere accaduto e tuttora continui ad accadere, al di là d’ogni realistico “laissez faire laissez passer” o del “non vedo non sento e non parlo” alla faccia d’ogni supposta a check & balance concorrenza!?
Molti sono gli esempi ai quali potersi richiamare e, per l’appunto una legge che ha contribuito ad allentare le maglie nei confronti di nuovi prodotti finanziari (rendendoli ancora più opachi come l’utilizzo di mercati over the counter), che ha fatto aumentare la presenza dei non commercial sempre di più. Inoltre, nel pieno del rally del petrolio, a maggio 2008, non si può dimenticare che venne pubblicato dall’analista di Goldman Sachs un report in cui le quotazioni del greggio erano proiettate addirittura fino a 200 dollari al barile che ha ulteriormente contribuito a che la profezia-che-si-auto-avverasse sulla crescita dei prezzi del petrolio, il report ha dato una bella mano. Ecc.
Pertanto, doppiamente anacronistico sarebbe pretendere cambiamenti in carreggiamenti assorbendo siffatti modelli elettoral–istituzionali che si sono dimostrati strutturalmente fallaci, quando il tempo reclama l’acquisizione di inedite soluzioni quanto col SEMIALTERNO si proporne per iniettare virtuosa concorrenza a tutto campo ed a tutto tondo. Giacché questo è il genere ed il criterio d’innovazioni, volenti o nolenti, imposto dai sempre maggiori frenetici ritmi d’accelerazione che una siffatta cangiante realtà obbliga ineludibilmente ad acquisire sistemici adeguamenti su molti piani e livelli sia nel macro (globale) che nel micro (locale) quanto nel meso: dall’ecologico al mass-mediale, dal politico all’economico, nonché elettoral-istituzionale e giudiziario, ecc.
Quando per eludere siffatti anacronismi sarebbe opportuno rendere tali meccanismi completi quanto il sistema SEMIALTERNO propugna! Giacché l’automatismo che esso stesso enuclea permette drenare e dissipare sia rischiosi spazi all'extraparlamentare; vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo: presidenzialista e semi presidenzialista compresi i cui esempi sono sempre più espliciti e palesi badando semplicemente alle cronache! Giacché quando si protraggono per lo stesso –maggioritario- verso con dette modalità centripete protratte in modo perpetuo si drena partecipazione elettorale si prosciuga inclusività! E, così facendo si permette alla classe politica d’involarsi sempre più e per verticalizzazione rendere la classe politica sempre più autoreferenziale rispetto alla contestuale realtà alla quale poter far riferimento. Realtà che solo richiede potersi meglio fotograficamente rispecchiare attraverso mandate compensative elettorali “centrifughe” al proporzionale per oggettivamente rendersi meglio leggibile nelle sue proprie peculiarità appunto rimettendosi a quelli indispensabili passaggi (mandate) elettorali al proporzionale! Questo è quanto il SEMIALTERNO nella sua completa articolazione propone poter risolvere ed assolvere rispetta ad ogni altro attuale diversa soluzione in campo giacché la stessa esistenza nella compagine mondiale, di tanti e diversi modelli elettorali con altrettanti diversi meccanismi implicitamente dimostrano la loro intrinseca perfettibilità!
Il SEMIALTERNO pertanto, rappresenta l’idealtipo sistema per iniziare ad esercitare un’onorevole “exit strategy” indispensabile per superare le solite anomalie dell’obsolescenza del compassato intrise di statuizioni formalmente correte che ci inchiodano all’arcaico al compassato all’intransitività ed all’autoreferenzialità della casta! Quando per allinearsi competitivamente ad una siffatta nuova realtà data l’accelerazione (singolarity) e le implicite convergenze (mainstream) che include l’interconnettività e pretende in ogni dove, nuovi logos, paradigmi (global ontology)!
Pertanto, il SEMIALTERNO si propone quale idealtipo rappresentandone un’appropriata pertinente risposta alla “ne(x)t age & generation” per meglio pensare criticamente alla grande ed evolvere!? Necessaria a meglio ingenerare quel indispensabile equilibrio coniugatore d’implicita dicotomia nella quale la democrazia sin dai suoi concettuali arbori inesorabilmente e perennemente si esprime e dinamicamente s’avviluppa fra: DEMOS<>KRAZIA! I fatti sempre più ce lo dimostrano di questa nuova impellente sistemica necessità! Giacché anche per il sistema elettorale l’essenziale risulta la consistenza strutturale insita nella sua articolazione “check & balance criteri” per reputarsi sistema senza che mai si debba richiedere l’ausilio d’alcun sterno pit-stop attraverso quei soliti, di casta, inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali rimesse all’arbitrarietà del politico/partito di turno!
Quindi, urge rendere strutturalmente virtuoso nel suo insieme il nostro Sistema Paese per trasformare le tante debolezze in opportunità e sparigliare le viziose incongruenze, deterrenze, autoreferenzialità! Soluzioni fattibili attraverso un sistema completo quanto il SEMIALTERNO per poter ricreare quella necessaria concorrenza indispensabile a poter dissipare rischi di derive autoritarie quanto poter automaticamente disarmare ancor sul nascere eventuali “falchi autistici” d’ogni schieramento e fatta che accecati dalla convinzione della propria forza, vedono nello showdown la possibilità della vittoria definitiva senza considerare che così facendo non fanno altro che gonfiare al massimo la “retorica della loro stessa agonia”. Il SEMIALTERNO rappresenta la real exit strategy del nostro tempo quale vera prospettiva di fuoriuscita per contrastare la difesa dell’esistente, al tornaconto personale, alla nostalgia del passato o all’illusione di una catarsi generale!
Se “il movimento che rovescia l’ostacolo non è la tecnica ma la trasformazione culturale” – Braudel occorre far abbandonare i giochi dell’oca per acquisire, implementare rinnovamenti efficienti ed efficaci! Giacché solo sbloccando la ricorsiva autoreferenzialità della nostrana classe politica arroccata nel suo “cul de sac” che tutt’ora rimane sempre più sorda ad ogni innovazione rispetto a quanto essa stessa abbia, come suddetto, proposto risolvere quelle indifferibili necessità*… ma l’italica situazione risulta anacronisticamente quasi senza precedenti! Giacché di quelle strutturali necessità non ne è ancora stata affrontata e risolta alcuna giacché si “lavora” per aumentarsi la sposta in gioco al fine di ulteriormente rafforzare la propria autoreferenzialità senza rendersi minimamente conto del contingente e di quanto la già iperbolica accelerazione che una siffatta cangiante realtà propria dell’era degli accessi, dell’interconnettività imponga inediti strutturali adeguamenti giacché mette sempre più inequivocabilmente a nudo tutte le incongruenze che una siffatta classe politica lascia inevase ed irrisolte!!!
Ciononostante, per la casta più o meno furbescamente/ingenuamente sembra essersi seduta fuori dal tempo dimostrando d’aver decretato la fine della storia! Giacché continua imperterrita a propinarci il solito gioco dell’oca per appiopparci la solita obsolescenza in modo pedissequo oltretutto nominandosi anche le Autority per auto assolversi talora ricorrendo ai semplici ben farciti decreti omnibus, maxi decreti per abbreviare i processi per amnistiare tutti quei colletti bianchi confezionatori e/o collaboratori di quelle creative bolle finanziarie, affini e connessi, in modo sempre più disinibito come ad ogni latitudine più o meno sembra accadere, per così perpetuarsi sempre più in modo irriverente nello spazio tempo. Tutto ciò per propinarci anche per l’aspetto elettorale le solite parzialità, incompletezze ed incongruenze quanto su altri versanti ed ambiti sembra permanere eterno ed irremovibile ed irreversibile!?
Quando occorre riappropriarci del fatto che democrazia e mercato sono facce della medesima medaglia servono regole chiare e trasparenti a check & balance & feed back che permettano efficaci monitorati controlli tali da mantenere costante e pervasiva la concorrenza in ogni dove, ambito e livello in modo che il controllore non risulti essere lo stesso controllato e/o si possano fare le leggi ad personam! Essendo Democrazia e Mercato parti intrecciate di un medesimo continuativo “asintote” processo in divenire dove, l’efficacia e l’efficienza sistemica sarebbe raggiungibile solo se il tutto sarà rimesso ad un più equilibrato concorrenziale procedere iniziando dagli ingressi quanto col SEMIALTERNO si propugna dove, tutto venga rimesso ad effettive mantenute regole di una pervasiva interattiva aperta concorrenza. Criterio indispensabile per poter dissipare l’installarsi d’ogni anacronistico monopolio e/o blindato bipartitismo Giacché il SEMIALTERNO rappresenta un più coinvolgente efficiente bipolarismo aperto che si richiama alla multiade di Bobbio!
Urgono acquisire inedite e più complete modalità per evolvere e per progredire pertanto per isometria come quanto già sta sempre più accadendo in informatica dove a parità di basilari elementi in utilizzo l’efficacia innovativa risulta dalla nuova ritrovata architettura data dall’articolazione con la quale detti basilari elementi possono essere diversamente assemblati in modo inedito!… Questo dovrebbe in ultima analisi accadere anche ai meccanismi elettorali per renderli più completi: plasmo elastico – adattivi, autopoietici ovvero quanto or ora, il SEMIALTERNO propugna! Una versione necessaria per meglio poter calzare il futuro che ci attende giacché le soluzioni risiederanno nella strutturale articolazione nella quale plasmare più compiutamente il sistema questo per reputarlo tale senza dover in continuazione vilipendere la ragione! Ma, per minimamente e semplicemente rispondere a quel grido di libertà che viene dal futuro!
Giuseppe Fumagalli
18 feb 2010 22:30
Certo che "sarebbe il caso di reagire": cacciando Sansonetti dal Riformista!!! Articoli come questi, che vada a scriverli sui muri ... !!! E senza scomodare, a sproposito, Orwell e affini.
CALOGERO
18 feb 2010 22:09
Dal dopo guerra in poi,principii perfetti scritti sulla Carta Costituzionale,una società chiusa governa-
ta ,con tacito consenso catto-comunista,al 60% maggioranza al 40% minoranza.Pactum sceleris :Partiti politici che fagocitavano barche di soldi,dispensavano favori,prebende,carriere di qualsiasi tipo;a proposito dove erano i famosi magisitrati ? forse serviva non vedere e non capire.
Dopo la caduta del muro,indebolimento dei partiti politici,faide tra gruppi di potere con tutti i mezzi
possibili senza risparmio di colpi o di risorse:dimenticavo in nome del popolo,della democrazia,
lor signori politici credono ci sia qualcuno che li crede ancora?
All'ultimo arriva un nuovo giocatore che cambia le regole del gioco:chi vince piglia tutto,chi perde
non piglia niente:è la rivoluzione !
Immaginate tutti quelli che gridano e fottono,in nome della democrazia, e le loro clientele che guaiscono:se rimane digiuno il capo pensate i suoi clientes! un disatro per la DEMOCRAZIA di questo paese.
Tutto questo mentre gli utili idioti dei cittadini,cercano di arrabbattarsi a crescere i figli,a lavorare,ad emigrare,a non chiedere niente a nessuno di questi illustri rappresentatni del popolo sovrano,
perchè noi cittadini abbiamo capito che siamo optionals fastidiosi,perchè ogni tanto purtroppo dobbiamo votare,per questa Casta Politica Autoreferenziale in teressata a che questa società resti
cosi' come è per sempre: chi sta sopra resti sopra e chi sta sotto stia sotto e non rompa le palle1
maria
18 feb 2010 19:48
dottor sansonetti, io non sono della sua idea politica ma sono una sua ammiratrice perchè, nonostante la diversità ideologica, io la stimo e la ascolto volentieri e le dirò che...a volte approvo quello che dice. infatti questo suo articolo mi piace, come al solito è diretto e privo di sofismi tipici di suoi colleghi, e soprattutto "onesto", senza quel contorno falso di perbenismo che purtroppo oggi si legge e si sente molto spesso. grazie, questo articolo dovrebbe insegnare molto a tanti suoi colleghi ritenuti "mostri sacri", che di "mostro" hanno, purtroppo, solo i loro articoli. mi piacerebbe leggerla più sovente, visto che quello che doveva essere il "suo" quotidiano non ha avuto la fortuna sperata. a rileggerla, mi auguro, quanto prima....
giorgio
18 feb 2010 19:23
Grazie Piero
per il coraggio che hai avuto nel scrivere l' ultimo paragrafo del Tuo articolo.
Sono d'accordo è il momento di reagire. Ma come?
Gianni
18 feb 2010 18:45
La privacy, una bella scusa, per mascherare la paura di molti che hanno qualche cosa da nascodere. Non si può levare uno strumento indispensabile per smascherare chi non si comporta corettamente, specie in questo momento. Mafie varie, corruzione e corrotti in tutti i settori, evasori fiscali e bancarottieri sistematici, la gara continua a fare soldi in maniera illecita, ad ogni occasione e con ogni mezzo. Al diavolo la privacy, vorrei ancora più strumenti per combattere il malaffare.
Non chiamamole intercettazioni di massa, non è vero, è solo una scusa per impressionare o spaventare la gente. Certamente in una società perfetta chi compie una bricconata la sconta amaramente, ma la società perfetta non esiste, in Italia poi è una utopia. Chi ha i soldi o una importante posizione politica non sconta amaramente proprio un bel niente. In alcuni casi sparisce la bricconata come reato.
Enrica
18 feb 2010 18:41
Caro Sansonetti, rubare è sempre rubare in ogni caso, che sia per i partiti che sia per arricchimenti personali. Le intercettazioni sono utili fino a che il loro fine sia quello di scoprire le malefatte ora in discussione. Diverso è quando coinvolgono comportamenti, nello specifico caso di Bertolaso, si presume e sottolineo si presume, si possa essere accompagnato (che personalmente non credo) con qualche dolce ragazza. C'è da chiedersi se una certa parte della magistratura politicizzata si serva di queste ultime intercettazioni e le diffonda per screditare il governo. Premetto che non ho alcun interesse di partito, ma faccio delle deduzioni.
roberto
18 feb 2010 18:20
Purtroppo per me manca un passaggio fondamentale la magistratura :
una volta era rispettata e forse rispettabile , appariva imparziale e forse lo era, era un argine alla disonestà o forse ne avevamo la speranza.
Oggi non abbiamo più niente ne quello che c'è prima ne dopo il forse.
giancarlo
18 feb 2010 17:29
Tutto questo ha un nome, triste ed antico: decadenza. Viviamo in un agglomerato sociale, per di piu' globalizzato, che giorno per giorno, gradino per gradino, scende la scala dei valori. La societa' occidentale si sta suicidando, lentamente e gioiosamente. L'arma che, concretamente, sta utilizzando allo scopo? Il debito pubblico dei Paesi avanzati (la corruzione si nutre di questo). Quando esplodera', e' questione solo di tempo, sara' uno schianto inimmaginabile.
Laura UK
18 feb 2010 17:09
Lei ha ragione. I metodi odierni sono degni del KGB e non c'e' da stare allegri. Se poi si nota che e' presa di mira, preferibilmente, una parte politica, c'e' veramente da preoccuparsi. Per non parlare dell'enorme esborso di denaro pubblico. Per quanto riguarda la corruzione, mi trovo molto d'accordo con Galli della Loggia. In Italia, l'andazzo e' sempre stato questo e non credo che tutti i disonesti siano in policia, mentre tutti gli onesti sianno dall'altra parte.
Raffaele
18 feb 2010 15:17
Caro Sansonetti,
a parte i richiami ad Orwell (1984), Il suo articolo descrive con delle ampie pennellate, dei periodi storici del "malcostume" Italiano che hanno una continuita' storica e politica innegabile. Nel suo articolo non vedo nemmeno un'accenno, un tentativo di analisi storica pertinete ai temi trattati. Da un giornalista del suo calibro ci si aspetterebbe un po' piu'.
RAffaele
lupimor@gmail.com
18 feb 2010 14:48
Caro Direttore, Sansonetti indica la demoplutocrazia allargata come il movens della corruzione e scrive che la politica debole ed impotente si contenta degli spiccioli. Ma non è così. L'analisi di Sansonetti è figlia della sua cultura e, forse non potrebbe essere diversa; ma tanto per fare un esempio, le fonti energetiche mondiali, naturali e dell'atomico civile sono interamente gestite dalla politica dei rispettivi stati. Sansonetti ribatterà che quella politica è in mano ai mostri finanziari privati e che è dettata dai loro interessi, ma non s'accorge che questi interessi sono coincidenti, nel bene e nel male, a quelli della politiche nazionali. Certo, l'immagine di una Spectre mondiale, il diabolico burattinaio che tutto decide e tutto muove, può essere seducente anche e soprattutto perché deresponsabilizza e crea un nemico virtuale da combattere, serve cioè da contentino a tutti coloro che in buona fede credono d'avere la ricetta della società perfetta. A questo proposito vorrei far notare quanto ha ragione Sansonetti quando scrive:<Non sarebbe giusto dire che la società perfetta non è quella delle “intercettazioni di massa”, non è quella dove stai sicuro che se uno fa una bricconata (o anche semplicemente mantiene un comportamento personale non in linea con i dettami della morale pubblica unica e sacra) la sconta amaramente? >, infatti la società perfetta, comunque la si declini, accentuando l'individuo o la collettività a seconda delle culture di riferimento, non è roba per i nostri umani denti. L'uomo e la società vivono, si trasformano, muoiono, rinascono, mutano, si plasmano su diverse concezioni dei valori e della morale, solo ed esclusivamente in ragione della loro obbligata, intrinseca imperfezione. Il concetto di società perfetta appartiene alla metafisica. Pretenderla di trasferirla in terra è assurdo e sarebbe anche la fine dell'uomo, perché la perfezione, una volta raggiunta, produrrebbe solo una estatica, immobile contemplazione della stessa, un appagamento paralizzante di ogni ulteriore passo avanti. L'equilibrio si può ottenere rinunciando al cielo in terra, prendendo atto delle nostre debolezze umane e utilizzarle, nei limiti che queste stesse debolezze concedono, per il superamento dei problemi della nostra epoca e della nostra società, quella che ci hanno lasciato in eredità i nostri predecessori convinti d'agire per il meglio. Tornando alle cose pratiche: la corruzione è sempre esistita, di pari passo col mestiere più antico del mondo. In Italia appare direttamente proporzionale al grado di inefficienza della Pubblica Amministrazione in tutte le sue articolazioni: statali, regionali, provinciali e comunali. Se partissimo da qui? Cordialmente Moreno Lupi
roberto nervi brescia
18 feb 2010 13:50
titolo più stupido non ci poteva essere
era meglio se non ruba nessuno
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)