Salvate il Pdl: la sua crisi infetta la democrazia di Antonio Polito
I partiti sono come le mamme: si rimpiangono quando non ci sono più. E i fatti ci dicono che ben presto potremmo essere costretti a rimpiangere il Pdl. Insomma, qui non si tratta solo di teoremi giornalistici, ci sono gli ipse dixit. C'è Fini che dichiara, come in Natale in casa Cupiello, che il presepe non gli piace. C'è Berlusconi che fa dire ogni giorno sui giornali che lo vuole sciogliere, rifondare, costruirsene uno nuovo, tutto tranne che tenersi questo; e che qualche giorno fa ha affidato a un'inusuale e solenne nota il suo atto di accusa: un partito dilaniato da «giochi di potere».
Ma, ciò che più conta, oltre alle parole ci sono i fatti. L'intero processo elettorale rischia di uscire sconvolto da errori, irregolarità, omissioni, volute o inconsapevoli, preparate nelle cucine del Pdl. Vedremo se i giudici amministrativi si prenderanno la terribile responsabilità di confermare il niet della Corte d'Appello alla candidatura di Formigoni, facendo fuori in un solo colpo il Pdl in Lombardia, la sua roccaforte, la regione dove è maggioranza assoluta. Ma se accadesse ci sarebbe davvero poco da festeggiare, perché si sarebbe determinata una grave menomazione del sistema democratico: forse il prodromo di una fine prematura, stavolta nel caos, della Seconda Repubblica.
E poi c'è una candidata governatrice (la povera Polverini) cui imbrogliano le liste last-minute, e le fanno perdere l'aereo per l'elezione. E c'è un candidato governatore (il buon Caldoro), il quale dice che i nomi delle liste apparentate lui non li ha visti, che gli impresentabili gliel'hanno infilati dentro nottetempo, «infiltrazioni fraudolente». E c'è un senatore come Di Girolamo di cui non si sa da dove venga e a chi appartenga, ma si è purtroppo capito con che voti è stato eletto.
Il panorama, che fino a qualche giorno fa era desolante, si è fatto allarmante, perché si ribalta sul funzionamento delle istituzioni e dello stesso sistema democratico. La decadenza del Pdl ha questo di particolare: è endogena. Non proviene cioè da una crisi di consensi o del rapporto di fiducia con l'elettorato. Il popolo c'è sempre, là fuori, e anzi guarda stupefatto a quanto avviene. E questo apparente paradosso richiama le cause profonde e remote della crisi del Pdl.
Quando nacque, Berlusconi dubitò a lungo se chiamarlo Partito o Popolo. Scelse Popolo. Il risultato ce l'abbiamo davanti agli occhi. Il partito non esiste. Le quote di potere sono fissate a tavolino, con formule matematiche; i finanziamenti pubblici sono divisi davanti al notaio; dovunque ci sia da firmare un atto qualsiasi (per esempio quando si presentano le liste) i responsabili del Pdl si presentano in coppia, come i carabinieri, per marcarsi l'un l'altro. Le correnti (o fondazioni, oggi si chiamano così) si contano a decine, come in un sistema di cacicchi. Nello stesso vertice nazionale non c'è solo il conflitto aperto tra Berlusconi e Fini. C'è anche una evidente mancanza di solidarietà: in un editoriale, il maggior giornale italiano ha appena scritto che tra gli uomini più vicini al premier è in corso una congiura per preparare il dopo.
I partiti non sono solo professionismo. Non servono solo a presentare le liste elettorali, anche se, visti i tempi, non sembra poi compito da poco. I partiti reggono la vita delle istituzioni, dal Parlamento ai consigli circoscrizionali; selezionano la classe dirigente, non se la fanno scegliere da qualche faccendiere; assicurano una cinghia di trasmissione con l'elettorato, lo frequentano e lo consultano. Per fare tutto questo un popolo non basta. Ci vuole un partito per rappresentarlo. Non esiste esempio al mondo di democrazia senza partiti. Quando ci si prova, vengono fuori Chavez e Putin. Si dice l'America: in Usa i partiti sono sì diversi, ma esistono anche più nel profondo che da noi, gli elettori si dichiarano pubblicamente democratici o repubblicani, lo sono per generazioni.
Né si può pensare di rinchiudere la lotta politica nell'azione di governo, come se un governo del fare potesse sostituire il ronfare del partito. Non funziona. E infatti da mesi, da quando è paralizzato il Pdl, anche il Governo sembra aver perso smalto, è fermo, in stand by, aspettando elezioni che per debolezza del partito rischia di perdere senza nemmeno esserselo meritato.
Dobbiamo quindi augurarci che il Pdl non defunga anzitempo? Sì, dobbiamo. Come dovemmo augurarci che il Pd, un altro partito nato con l'illusione di essere popolo (popolo delle primarie) e nient'altro, non sprofondasse nell'anarchia e nel caos. Il Pd si è dato una regolata, per dirla alla Bersani. Anche perché è un tipo di partito che può reggere a un cambio di leadership. Il Pdl questa regolata non se l'è ancora data perché vive di un solo leader, ma non può più rinviarla. Se morisse prematuramente, la Terza Repubblica non sarebbe necessariamente meglio. Così come la crisi del Pd rimpinguò Di Pietro, quella del Pdl può trasformarlo in una grande Lega, meno nazionale e responsabile. E la regolata gliela può dare solo Berlusconi: accettando, paradossalmente, di cominciare a costruire quello che verrà dopo di lui, e di aprire la strada a una classe dirigente che possa fare senza di lui.
giovedì, 4 marzo 2010
commenti dei lettori
31 commenti presenti
eduardo
06 mar 2010 14:45
come faremmo senza i commenti di Moreno Lupi a capire come stanno realmente le cose?
ma sì, che ce frega delle regole, a cosa servono le regole in questo paese? solo ad essere infrante. allora eliminiamole queste regole. ognuno faccia quello che gli pare! è proprio questo l'interesse generale della nazione, mi pare.
ah, Lupi, comunque a quei milioni di cittadini che citi non è stato negato il diritto di voto come le hanno detto LaRussa e Cicchitto. Avrebbero potuto votare per chi gli pareva, tranne che per le liste che non si sono presentate o che sono state presentate irregolarmente e non per colpa dei magistrati, questa volta, ma degli incompetenti che dovevano presentarle o della mala fede e degli imbrogli da questi messi in atto.
Sei contento della soluzione che è stata trovata? un atto di 'altissima politica': un decreto legge.
Democrazia è fatta, finalmente, meno male che Silvio c'è!
Auguri per una schiacciante vittoria elettorale con o senza regole. C'è rimasto ancora un altro po' da spolpare, sbrigatevi perché si raffredda...
lupimor@gmail.com
06 mar 2010 12:23
Caro Direttore, ieri 14,48, mi dichiaravo certo che la soluzione sarebbe stata trovata. Lo suggeriva il buon senso e il rispetto del concetto di democrazia. Il trio BBDP, aveva dichiarato che voleva vincere sul campo, che non tifava per elezioni dimezzate. Bene! Le Istituzioni preposte, congrue alla soluzione della faccenda, Governo e Presidenza della Repubblica l'hanno individuata e approvata. Conformemente alle dichiarazioni rilasciate, mi aspettavo che il trio BBDP, concordasse sul fatto che avevano ottenuto quello che volevano: elezioni non dimezzate e la vittoria sul campo. Si è ristabilita la situazione precedente allo "affaire". Niente di più. Sento invece venti di sommossa annunciata e richiesta di impeachment per il Presidente della Repubblica. Se sono arrabbiati vuol dire che prima non erano sinceri, se sono arrivati alle minacce, scomposte e bizzose, significa che speravano di aver inferto, non loro ma attraverso anonimi funzionari, il colpo del KO all'odiato, e che ci contavano, nascondendosi ipocritamente dietro lacrime di coccodrillo. Avrebbero forse desiderato un Berlusconi, col cappello in mano che chiedeva scusa e si appellava alla loro clemenza? In questo caso le regole avrebbero potuto attendere. Bene! Se questa è la tempre e la qualità politica del Trio, gli italiani ne terranno conto. In ogni particolare. Mi rammarico per il PD, ancora una volta senza gli attributi che contano. Ostaggio permanente. Cordialmente Moreno Lupi
colpani gioacchino
06 mar 2010 08:56
Giusto!
Ciò detto e approvato, all'elettore non resta altro che accodarsi a chi sa fare di un popolo il partito se non vuole che il popolo faccia da solo.
Saremmo alla frutta.
Mediate gente
di vaglio
06 mar 2010 04:39
Soltanto lui puo. Alle corde, ha sempre avuto la meglio stendendo l`avversario, polarizzandolo per
il resto della della carriera. Sara´cosi, finche´avra´voglia di giocare a scacchi.
lupimor@gmail.com
06 mar 2010 03:14
Per Catch 22, la risposta al tuo perché sarà banale, ma credo sia vera, e uso, al posto del tuo azzeccato ritornello un proverbio che la sintetizza: "La botte da il vino che ha". Nella nostra non c'è vino "merum", ma un miscuglio d'annate, di gradazioni, di vitigni diversi ed incompatibili, di tagli improponibili con aggiunte di acqua, zucchero e additivi tossici di svariata natura. Anche il rovere della botte deve essere di seconda mano. Occorrerebbe ripartire dalla vigna, anzi dal terreno. La situazione è "complessa" come direbbero i politici, la parola è abusata, il vero senso è contenuto in un altro ritornello che piace tanto alle varie caste che ci ammorbano :"Quando la barca va lasciala andare", e per loro, solo per loro, almeno per ora la barca va. Basta osservare con quanta voluttà si sbudellino per salire o restare a bordo. Cordialmente Moreno Lupi
lupimor@gmail.com
06 mar 2010 02:08
Caro Direttore, Linea Notte: la Maria Rosaria appare imbronciata, molto imbronciata da non accorgersi di quello che dice, afferma infatti che loro non volevano elezioni dimezzate, Dio ce ne guardi, e che hanno cercato un'intesa che non c'è stata perché la maggioranza ha fatto tutto da sola. Non si capisce per quale democratica ragione una maggioranza, in quanto tale, non dovrebbe fare da sola. Spara una serie d'accuse a caso, infatti sono stucchevoli luoghi comuni, e arriva al punto:<Dovevano ammettere di aver sbagliato, dovevano venire a Canossa> aggiunge veleno ad libitum, la rabbia è palese, la rabbia dell'arroganza e della delusione che brucia sulla carne. Visto che Bersani e Di Pietro invocano la piazza e opposizione dura e pura ci aspettano tre settimane di pollaio permanente. I soliti polli hanno allertato visagisti e coiffeur per rigenerarsi le piume. Il PdL ci stuferà con proclami virtuosi e cercherà di far dimenticare, se possibile, le figuracce dell'inefficienza, i suoi travagli interni e le lotte intestine. Fini si ritirerà sotto la tenda come Achille, e poi...e poi, dal primo aprile tutto come prima. Però, sperare in qualcosa di meglio è legittimo. Cordialmente Moreno Lupi
Mario Nanni
05 mar 2010 22:47
x->anna; non ti ho capito.
scusami
mn
luigi lupo
05 mar 2010 19:21
La crisi della PDL comincia , paradossalmente al momento in cui si presenta alle elezioni. Pensate, forza Italia, un partito che non esiste, che si unisce ad uno An, che si porta dietro, da anni , un organizzazione ferrea e funzionale. E' vero che alle elezioni politiche non vi sono preferenze pertanto tutto si può o quasi , dividere con il bilancino, ma da lì in poi l'organizzazione conta eccome. Le cariche maggiori si dividono di comune accordo ma localmente , per FI è un mezzo disastro. Ex consiglieri comunali , sempre di FI , che non raccolgono preferenze sufficienti per entrare nei municipi, canditati a sindaco , di area FI, bruciati in corso d'opera. In pratica , eccetto un piccolo gruppeto del vertice di FI, tutta la classe intermedia, faticosamente creata, viene spazzata via dagli uomini di AN. Tutto normale si può dire, cosi è fatta la politica. Arrivando però a queste regionali, le notte dei lunghi coltelli sono all'ordine del giorno. Giovani funzionari di FI, troppo giovani e poco scafati, vengono letteralmente travolti. Da Roma si impongono candidature improbabili, certo tutto fa spettacolo ma gli elettori ex di FI saranno disponibili alla loro alleanzizzazione.
anna X Mario Nanni
05 mar 2010 19:13
Perche e' sempre Berlusconi a fare casino?
X Moreno Lupi
05 mar 2010 19:11
Il bel commento di Moreno Lupi e' ben sintetizzato da un noto ritornello napoletano: " Chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, scordammoci o passato ……” . Riusciranno un giorno gli italiani a cambiare? Anche all'estero, dove vivo e lavoro, e' chiara 'l'anomalia delle regole' eppure si convive con questo male necessario in modo diverso e con piu dignita. Perche "l'anomalia delle regole" e' piu un problema per gli italiani? E non e' forse legittimo chiedersi se un partito di governo che non riesce a convivere felicemente (fosse altro per dare il buon esempio) con queste regole sia in grado di governare seriamente e risolvere problemi che offrono di per se sempre un grado di "anomalia" e necessita? Cordialmente --Catch 22
Filippo Treffiletti
05 mar 2010 17:18
Caro Direttore, non appartengo alla Sua politica, ma trovo i suoi editoriali sempre di gran pregio.
Lei, caro Direttore, descrive la situazione nel PDL con chiarezza e senza nessuna animosità.
La leggo sempre con molto interessi.
Cordialmente.
lupimor@gmail.com
05 mar 2010 14:48
Caro Direttore, tutto ciò che diventa ossessivo, fino ad essere vissuto come l'unica ragione di vita è patologico: dal culto del corpo a quello dell'odio, da quello dell'amore al rispetto delle regole. Con la considerazione aggiuntiva che ogni atteggiamento scaturisce non da limpida fede ma da opportunistiche e anche legittime valutazioni. E' facile convincerci che tutto ciò che ci piace o ci favorisce sia il massimo della moralità e del bene. I controllori delle liste vanno dai presbiti senza occhiali, a quelli che utilizzano il microscopio. Sono ambedue anomalie delle regole. Ambedue avranno i loro fans. La burocrazia, totalmente intesa come controllo delle varie procedure, utilizza, da sempre margini di discrezionalità interpretativa e pratica di cui tutti abbiamo esempi personali. Questo è un dato di fatto che nessuno, se si fruga addosso può smentire. Allora smettiamola, una volta per tutte di cavalcare, senza se e senza ma, il virtuoso destriero delle regole, e facciamo prevalere la valutazione dell'interesse generale, che essendo generale deve tener conto della situazione complessiva. Dismettiamo atteggiamenti ipocriti e contraddittori. Per il centrodestra il danno d'immagine s'è compiuto, ne pagherà le conseguenze. Fatti loro. Riammettere milioni di cittadini al voto cui avevano diritto fino a cinque giorni fa', è un atto da "politica alta". Sono certo che la soluzione sarà trovata. E' anche nell'interesse di chi oggi invoca l'assoluto rispetto delle regole. Il bello è che lo sanno benissimo. Però deve passare, a futura garanzia, che solo loro rispettano le regole. Cordialmente Moreno Lupi
Mario Nanni
05 mar 2010 14:38
Caro Polito, noi abbiamo molto rispetto e stima per il nostro capo dello Stato. Ieri abbiamo sentito una sua dichiarazione ove si riteneva "molto preoccupato per il voto olandese". Perchè Giorgio Napolitano che stimiamo sinceramente non si è mostrato risolutamente preoccupato per il rischio del non voto italiano? Perchè questo silenzio del capo dello Stato? Perchè dopo aver ascoltato il premier non ha dato immediatamente corso alle consultazioni di tutti i responsabili dei partiti italiani? Perchè dobbiamo buttare sempre nell'antiberlusconismo scellerato anche il destino del sistema Italia? Ed ecco un paio di domande: se come chiede opportunamente Roberto Formigoni ri rivedere con lo zelo mostrato contro il Pdl anche le altre schede risultassero mancanti di qualche timbro, che si fa? Si chiude la democrazia italiana? Oppure si riaprono i termini? E perchè allora si e adesso no? E se qualche cittadino iracheno chiedesse ad uno dei nostri militari impegnati in quel difficile teatro, perchè anzichè restare qui ad assicurare il nostro diritto di votare non rientrate in Italia ad assicurare il vostro, cosa dovrebbe rispondere il nostro soldato?
mn
paolo
05 mar 2010 13:26
Al di fuori di Fini, non esiste ricambio di leadership, nel PDL. Berlusconi non lascera' mai il testimone all'"odiato amico", perche' l'uomo e' rancoroso, troppo egocentrico e per nessuna ragione al mondo favorira' colui che gli ha messo il bastone fra le ruote per, ormai, quasi un decennio. Io sono certo che il nuovo leader non potra' che essere un esponente della famiglia Berlusconi, che lascera' il paese sempre alle prese con il gigantesco peso del conflitto d'interessi. Le beghe del PD, a confronto con quelle del dirimpettaio, sembrano piccoli screzi fra amanti appassionati, per cui, destinati a svanire nei momenti importanti. Il PDL, invece, ha mostrato tutta la sua fragilita' e dovrebbe ricredersi chi criticava coloro che lo giudicavano un partito di plastica. Il PDL sopravvive ed e` forte grazie alla potenza di fuoco che puo' permettersi nell'informazione, se no, credo che l'appeal nei confronti dell'elettorato sarebbe ad una cifra e, forse, anche di meno. Abbracci.
FrancoPo.
05 mar 2010 06:48
Direi che il Pdl, come in minor misura il Pd, sia un partito costantemete sotto attacco e scrutato al microscopio. Non credo sia molto diverso da altri: nel loro piccolo o meno piccolo tutti i partiti sono "correntizi", solo che se ne parla molto meno perché sono molto meno influenti. Nel Pdl convivono e non sempre bene almeno due anime: quella movimentista-leggera di Berlusconi e quella partitocratica-tradizionale di Fini. Però esistono un programma di governo da rispettare e un'esigenza elementare di immagine. Gli stupidi e i congiurati meglio sarebbe mandarli via. Poi, a parte qualche incidente di percorso amplificato dall'opposizione, è solo una questione di rodaggio e finora se la sono cavata piuttosto bene.
lupimor@gmail.com
04 mar 2010 23:14
I giudici della Corte d'appello di Roma hanno riammesso il "listino" della Polverini. Gaudio di Gianfranco Fini che è passato dal "listone" al "listino".
giustina
04 mar 2010 22:03
Ma stiamo scherzando? Vogliamo veramente mettere a confrontare il Pd con il Pdl? Nessuno mette in dubbio che il partito del Berlusca stia attraversando un momento di crisi profonda, non dimentichiamo però che le ragioni di questa crisi sono chiare come il sole: da una parte c'è un losco figuro che siede alla presidenza della camera, e che pur di dare un senso definitivo alla sua inutile carriera politica , sarebbe disposto a cantare O bella ciao con Santoro ad Annozero; dall'altra ci sono delle frange di magistrati ideologicamente corretti che cercano senza alcun pudore di far fuori il cavaliere da più di quindici anni. Detti giudici, inoltre, agiscono in questo modo proprio perché in Italia non esiste un opposizione seria e credibile. E qui veniamo al PD. E' nato come partito che avrebbe dovuto rivoluzionare il nostro sistema democratico e rilanciare il destino infausto dei progressisti riformisti, ma poi ha cambiato la leadership con la stessa frequenza dei cambi di panchina in seria A. Appena nati, e dopo aver messo fuori i massimalisti di sinistra dal parlamento, hanno subito imbarcato il peggiore e più pericoloso prodotto dell'era inquisitoria di tangentopoli. Per non parlare del fatto che al suo interno i sinceri democratici ammucchiano i peggiori libertari con le bizzoche cattoliche, mischiano i familisti con le lobby gay. Pertanto, non veniteci a raccontare che il Pd sta meglio del Pdl, perché non ci crede nessuno.
gaetanozz
04 mar 2010 21:22
censura? strano che tanti post dopo il mio siano stati pubblicati, ma il mio...
E che avevo scritto in fondo? non ho offeso nessuno, non ho imprecato... ho dato ragione a Polito che chi vota PdL come me, senza quel partito domani voterà Lega e non certo per Fini
GIANNI
04 mar 2010 20:23
credo che la democrazia sia già infettata, il problema è come trovare la giusta terapia per guarirla ! i dottori chiamati in causa non sono veri specialisti e il rischio è che l'infezione si propaghi ! e allora! E allora la prima regola é RISPETTARE LE poche regole che ancora rimangono scritte! Se partecipo ad un concorso e la mia domanda la spedisco fuori termine con chi me la devo prendere? Quindi i politici rispettino la regola sono i primi che dovrebbero dare l'esempio ! alle elezioni chi sta fuori rimanga fuori chi sta dentro avendo rispettato le regole ha diritto a partecipare! poi sinceramente la crisi del PDL essendo causata da una malattia interna cioè endogena non è facile da curare poichè i dottori presenti al loro interno sono i primi a fregarsene della vera infezione della democrazia ! quindi come diceva SOCRATE la vera cura è la cicuta!
paolo
04 mar 2010 19:44
"E la regolata gliela può dare solo Berlusconi: accettando, paradossalmente, di cominciare a costruire quello che verrà dopo di lui, e di aprire la strada a una classe dirigente che possa fare senza di lui.": Polito, sei un'illuso. Perchè è l'unica cosa che Berlusconi non SA fare, cioè pensare ad un mondo senza di lui.
E lo dico da uno che prima ci ha creduto (lo votai nel '94), poi pensai di dargli ancora una possibilità di riscatto nel 2001.
Adesso l'odio che provo nei suoi confronti è incommensurabile, perchè con il suo EGO smisurato ha tradito qualunque principio di SANO liberismo, di rinnovamento della classe dirigente (e non) dell'Italia di cui si sentiva bisogno ai tempi del CAF.
Berlusconi mi ha non solo deluso ma TRADITO: ha dimostrato che in Italia il sano capitalismo, l'impresa, la concorrenza non esistono. Il suo merito non è l'aver fatto impresa, ma l'aver "maneggiato" nell'ombra, raggirato, comprato, corrotto. Il peggio del peggio che ci si potesse aspettare. La delegittimazione della giustizia è una MOSTRUOSITA' di cui ne pagheremo le gravi conseguenze. Perchè se si passa alla legge del taglione e della vendetta privata... siamo sicuri che col coltello il "Siur Brambilla" sia piu' bravo dell'immigrato o del nullatenente? Ho molta paura del contrario. Nel frattempo stiamo qui, a sentire un Formigoni che da bambino viziato e ignorante qual è non pensa ad altro che riversare sospetti, odio e ingiurie su tutto e su tutti, avversari e giudici. Ma si guardasse una volta allo specchio e dicesse: "che deficiente che so', boccaccia mia statte zitta!". Farebbe piu' bella figura, lui, che pretende pure di rappresentare i "cattolici". Nell'odio e nell'astio?? e che cattolicesimo è? il cattolicesimo di satana? ma ci faccia il piacere, ci faccia.
Bruno Piccioli
04 mar 2010 19:30
Speravo di risentirne di meno. Mi rendo invece conto che sono un "talkshowpoliticodipendente".
La sera visti i telegiornali (varie testate) non riesco a proseguire la serata televisiva. Mi manca 8e1/2, mi manca l'Infedele, mi manca Ballarò, mi manca persino Annozero. Addirittura la mattina mi manca Omnibus. Sarà grave dottore?
A parte gli scherzi: l'applicazione pedissequa della "parcondicio" sta veramente facendo danni. Ma a chi fa più danni al centrodestra o al centrosinistra? Secondo me chi ne perderà maggiormente sarà proprio Berlusconi & C.
pasquino
04 mar 2010 18:47
Quando si giocava a biliardo nelle bische c'erano degli addetti a seganare i punti dei giocatori. Questi si chiamavano BISCHAZZIERI. Ecco, molti dei politicanti di oggi non sono "giocatori" ma piu' tosto dei bischazzieri illusi che il "segnare i punti" del "gran goicatore" e' equivalente a giocare, cioe' a fare politica.
Mario
04 mar 2010 18:31
Esistono esperienze in cui i partiti, nell'accezione classica, non sono i protagonisti della vita politica nazionale, basti pensare alle esperienze di Bolivia e Paraguay, che sono quelle che conosco personalmente più da vicino. esperienze discutibili come qualsiasi altra, ma che esistono.
Se il Pdl si stropiccia da solo, che dire? morto un papa se ne fa un altro, ben venga il futuro se c'è la purchè minima possibilità che sia migliore di questo desolante presente. Speriamo (spero) che se c'è stata irregolarità il tar decida come deve, se son "dilettanti allo sbaraglio" è meglio che spariscano.
Pino B.
04 mar 2010 16:53
Al solito in Italia ci sono le regole e guai se qualcuno vuole farle rispettare. Una democrazia è tale anche perché ci sono le regole e ci sono gli organismi che devono farle ripsettare. Viceversa si passa all'anarchia dove ognuno fa quello che ritiene meglio.
Se sono state commesse irregolarità è giusto che siano sanzionate. Perché alcuni rispettano i regoalmenti e altri meno? E allora, con buona pace di Pansa che oggi su Libero sproloquia, perché non ci si scandalizza quando la lista radicale viene esclusa dal voto perché i famosi "burocrati" non vogliono autenticare le firme raccolte? Se c'è una legge questa deve valere per TUTTI! Non ci saranno Formigoni e la Polverini? Pazienza, si rifaranno tra 4 anni e nel frattempo mediteranno sugli errori da LORO commessi.
Il 60% di lombardi che in teoria voterebbero (o avrebbero votato) PDL sono (o sarebbero) esclusi dai loro "paladini" e non da qualche complottatore.
Poi, se questi campioni fossero persone serie eviterebbero di tirare in ballo le regole della democrazia, marce su Roma o amenità di questo tipo.
Saluti
michele
04 mar 2010 16:45
Egregio Direttore: prima della discesa del Presidente Berlusconi esisteva già una maggioranza italiana anticomunista e liberale che votava i partiti che c'erano, anche se poi i capataz tradivano le aspettative del popolo facendo scempio della democrazia e varando ' gli equilibri piu' avanzati ' ' le parallele convergenti ' e per ultimo il gioiello l'ARCO COSTITUZIONALE che di fatto aboliva la democrazia parlamentare. quindi se proprio vogliamo parlare di democrazia infettata dobbiamo guardare al PCI - PDS - DS - UNIONE - ULIVO - DS che portando il virus DI PIetro nella vita democratica del Paese hanno creato i guai e gli orrori che sono sotto gli occhi di tutti. Quindi, per concludere, se gli italiani non vorranno finire come i poveri iraniani , sotto un dittatura teocratico-giudiziaria, troveranno sempre , come già successo nel passato , a cominciare da De Gasperi , agli albori della Repubblica., ad oggi con Silvio, uomini liberi, liberali e democratici a cui affidarsi. Distinti Saluti.
A. Lesilio
04 mar 2010 15:55
"Così come la crisi del Pd rimpinguò Di Pietro, quella del Pdl può trasformarlo in una grande Lega, meno nazionale e responsabile. "
responsabile??? trasecolo!
gapa
04 mar 2010 15:52
concordo in pieno
lupimor@gmail.com
04 mar 2010 14:12
Caro Direttore, concordo sull'analisi e sulla chiusura. Sembrerebbe naturale che il padre, sapendosi mortale, prepari di persona il suo "dopo". Però, succede anche nelle famiglie, se il padre ha la convinzione, giusta, che l'azienda sia la sua creatura e avverte che il figlio/i, appaiono indifferenti per il suo lavoro, impazienti e bramosi di sostituirlo, che si azzuffano tra loro e che, addirittura, fanno gli svenevoli con l'azienda concorrente, le cose si complicano. Inizia a prevalere un insieme di fattori emotivi, opportunistici e pratici che impediscono un sereno e condiviso progetto di transizione. Questo nelle famiglie, figurarsi in politica; dove non esiste riconoscenza e dove si spera che il mal di testa del pater evolva in tumore. Certo, anche il padre ha le sue colpe: ha mostrato di non conoscere a fondo i suoi figli, ha creduto nelle loro capacità, ha dato per scontato e duraturo il riconoscimento della sua indispensabilità, non ha tenuto conto che quanto più tutto dipendeva da lui, tanto più sarebbe aumentato il desiderio di dimostrare che potevano fare a meno di lui. In questa ottica tutto fa brodo. Provate, anche per perfida soddisfazione, a mettervi nei panni del Cav. e avvertirete, magari con gioia fine a se stessa, quanto sia difficile venirne fuori. Comunque è un problema che non tocca solo lui. Il problema è generale, riguarda la tenuta della nostra democrazia e di tutta la classe politica e dirigente. Sposare con trasporto, quasi infantile, la strada del rispetto ferreo, incondizionato, senza filtri razionali e politici adeguati, delle regole burocratiche - che contengono in sé il concetto della complicazione per la complicazione e non per la facilitazione; il potere della burocrazie è tutto qui - non è quella giusta. Rischiamo di ritrovarci prigionieri dello stato Etico, con quello che comporta e che è l'esatto contrario di quella democrazia che tutti dicono di voler difendere. Le forze politiche più responsabili avvertiranno la pericolosità del privilegiare le pulsioni contingenti? Dobbiamo sperarlo fortemente. Cordialmente Moreno Lupi
alfio
04 mar 2010 14:07
Polito ha ragione. I salti nel buio sono sempre pericolosi. Per questo diventa estremamente urgente costruire il PD anche in periferia. Tornare a farsi sentire dalla gente e sentire la gente. Perché la chiave è lì: la gente, una volta si diceva le masse, deve riprendersi la politica.
peep
04 mar 2010 13:57
della serie ,con questi dove andiamo a finire ! IL cambiamento sarebbe solo da auspicare. Veramente vogliamo portare il Paese indietro 80 anni , spero che gli Italiani comincino a credere che
si meritano di meglio.
salvatore
04 mar 2010 11:59
La paura di essere travolti da tangentopoli, permise nel lontano '94 di intruppare tutto una classe politica che rischiava di essere spazzata via dalla magistratura. In quella occasione quella classe politica per salvarsi promise agli italiani il rilancio socio - economico della nazione e l'elitè del paese di trasformare l'Italia in una specie di paese sud americano, in cui si potevano contiunuare a fare i loro affarucci in mdo indisturbato. A distanza di 16 anni le promesse si sono sciolte al sole e, causa anche la forte crisi econimica e sociale che ha investito il ns. paese, gli italiani si sono stancati del NanoCav. Per cui, mentre la nave del PDL affonda, i topi cercano di mettersi in salvo.
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)