sabato, 4 febbraio 2012 ore 04:03

Prima pagina

Va di moda il politico randagio
di Giampaolo Pansa

I quotidiani di ieri erano dominati da una sola questione: Umberto Bossi vuole la crisi di governo per andare subito a votare. Il Bestiario non crede che le cose stiano così. Il leader della Lega non cerca per niente nuove elezioni. Per almeno tre motivi. Il primo è che il federalismo fiscale, l’obiettivo che più lo interessa, verrebbe rinviato alle calende greche, ossia a chissà quando. Il secondo è che il ricorso immediato alle urne compatterebbe le tante sinistre, nascondendo le crepe profonde nel blocco delle opposizioni.

© Marco Merlini / LaPresse 25-04-2010 Roma Politica Il presidente della Camera, Gianfranco Fini ospite della trasmissione televisiva di Lucia Annunziata 'in 1/2 ora' Nella foto Gianfranco Fini © Marco Merlini / LaPresse Rome, 04-25-2010 Politic Chamber of Deputies President, Gianfranco Fini guest of Lucia Annunziata's political talk show 'in 1/2 hour' In the photo Gianfranco Fini

Il terzo motivo, di gran lunga il più importante, è che il centro-destra le elezioni potrebbe perderle. Mi viene in mente un confronto immediato con le partite di calcio. Un grande giornalista sportivo, Gianni Brera, diceva a noi giovani redattori del “Giorno” di Italo Pietra: ogni partita ha sempre un risultato incerto, per la semplice ragione che il pallone è rotondo e va dove vuole.

Il “Giuan” era un padano doc e credo che anche Bossi se lo ricordi. Correre alle urne, per votare alla fine dell’estate, rappresenta una scommessa rischiosa tanto per lui che per Berlusconi.

La coppia B&B ha fatto tesoro di quanto è accaduto un mese fa nelle regionali: l’aumento impressionante dell’astensionismo. Le astensioni hanno ferito tutti i partiti maggiori, ma in modo violento il Popolo della Libertà. Che cosa accadrebbe se il rifiuto di andare al seggio diventasse più devastante? Gli esperti elettorali di B&B sudano freddo.
Al blocco di governo resta, comunque, un problema da risolvere: quale atteggiamento tenere nei confronti del ribelle Gianfranco Fini. Qui la faccenda si complica. I partiti nuovi, come il Pdl e la Lega, di solito non hanno la pazienza astuta di quelli vecchi. Soprattutto se sono strutture fondate sul carisma di una persona. Per questo non sopportano che qualcuno osi incrinarlo e ne metta in dubbio l’autorità assoluta. E non appena si trovano di fronte a un dissenso organizzato, non perdono un istante a soffocarlo.

I partiti vecchi, quelli della Prima Repubblica, avevano una pazienza maggiore. Nel Pci cacciarono i quattro del manifesto soltanto dopo nove mesi di riflessioni, di dubbi e di incertezze. E quando li radiarono, nel novembre 1969, le Botteghe Oscure si resero conto subito di aver sbagliato. Infatti quella decisione dura provocò la nascita o il rafforzamento di un gruppo politico destinato a dare molto fastidio al Partitone rosso.
In casa democristiana ricordo una sola espulsione clamorosa. Accadde nel 1954 e i dissidenti erano due: Ugo Bartesaghi, un deputato di Lecco, e Mario Melloni, anch’egli deputato, un dicì importante che aveva diretto l’edizione milanese del Popolo ed era stato a fianco di Alcide De Gasperi nel grande comizio in piazza Duomo, alla vigilia del 18 aprile.

Melloni e Bartesaghi erano contrari all’Unione Europea perché prevedeva una parziale integrazione militare dei paesi membri. E il 23 dicembre 1954 votarono contro la ratifica del trattato. Quella sera stessa, il segretario della Dc, Amintore Fanfani, riunì la direzione del partito ed espulse i due dissidenti. Fu un blitz con un passivo terribile. Melloni diventò comunista e con lo pseudonimo di Fortebraccio si rivelò il critico più carogna della Balena Bianca.

Non vedo come il Cavaliere possa cacciare Fini dal Pdl. Non può neppure sfiduciarlo come presidente della Camera. Schiumando di rabbia, dovrà lasciarlo dove sta. Nemmeno il ricorso alle urne avrebbe senso. Sarebbe come usare la bomba atomica per distruggere un nido di vespe. Uso la parola vespe o vespaio senza nessun intento offensivo verso Fini e la sua pattuglia. Le vespe non vanno mai prese sottogamba. Sono insidiose, non smettono di attaccarti. Se poi si alleano con i calabroni, possono farti molto male.
E allora tutto dipende da quello che Fini deciderà di fare. Non vedo calabroni correre in suo aiuto. Quelli del Partito democratico sono tanti, ma il loro lavoro è di pungersi l’un l’altro. Del calabrone Di Pietro è meglio non fidarsi: Fini passerebbe al servizio di un padrone più superbo del Cavaliere.

Se è vero che Fini non smetterà di fare la guerriglia contro il centro-destra, dovrà lavorare in solitudine. E per la prima volta da quando Giorgio Almirante lo mise in carriera, si troverà in una condizione che non ha mai sperimentato: essere un politico senza partito che tenta di resistere contando solo sulle proprie forze. Certo, dopo la rottura violenta con il Pdl, potrebbe dar vita a un gruppo parlamentare autonomo. E di qui tentare la costruzione di una parrocchietta. Ma la strada per arrivarci sarà davvero lunga e impervia.
Il vero rischio per Fini e dei suoi pochi o tanti fedeli è di ingrossare le fila dei politici randagi. Parlo di chi ha lasciato la casa madre e adesso va cercando un approdo nuovo. È una figura sempre più frequente, in quest’epoca complessa. Sì, il politico randagio è di moda. Penso a Francesco Rutelli, a Giuseppe Pisanu, a Clemente Mastella, a Nichi Vendola (già ben piazzato), al neo-comunista Marco Rizzo, il Pelatone rosso di tante mie polemiche, che mi spiace non vedere in azione.

Lo so che fare il randagio da presidente della Camera è molto comodo. Rimane da capire quanto tempo Fini resisterà in quell’incarico. E in quale modo se ne servirà. C’è da sperare che si comporti con misura. Rinunciando alla minaccia di fare scintille in Parlamento. Attenti agli incendi provocati da una favilla. Possono divorare tutti: i capi partito, i ribelli, i signori randagi e i cittadini qualunque.

lunedì, 26 aprile 2010

invia il tuo commento alla notizia

commenti dei lettori

33 commenti presenti

lectiones

27 apr 2010 14:38

Caro Pansa, perché non potrebbero cacciarlo? Lei ricorda il caso Filippo Mancuso, ministro di Giustizia del governo Dini? Voluto da Scalfaro a quel posto perché era un uomo dabbene, un magistrato integerrimo. Quando decise d'inviare a Milano, gli ispettori perhé indagassero sui giustizialisti di "Mani Pulite", scoppiò il finimondo: lo destituirono. Gli votarono contro una mozione di sfiducia del Parlamento e, il gioco, fu fatto. Si faccia altrettanto col Fini, gli si voti contro una mozione di sfiducia da parte di quelli che già lo votarono per eleggerlo presidente della Camera: e il gioco è rifatto. Rimarrà ugualmente perché non c'è legge che preveda la rimozione né di un ministro né di un Presidente? (Commissione Vigilanza Rai docet). Vorrò vedere se continuerà a ruminare con tanta indifferenza se lo sfiduceranno. CF

eduardo

27 apr 2010 13:11

Caro Pansa, in questo Bestiario sembra almeno aver abbandonato il timore della guerra civile... Ed è una bella notizia. Il vero nodo sarà incentrato sulle riforme. Lì Fini potrà dire la sua e contare qualcosa, ergo le riforme non verranno fatte (mi riferisco soprattutto al presidenzialismo, semi o intero che sia) . Ed è anche questa, per me, una buona notizia. Anche perché se questi pazzi scatenati mettono mano alla Costituzione conservando questa legge elettorale sarebbe come tornare indietro di 82 anni. E questa sarebbe una terribile notizia. Complimenti per il Bestiario. Cordiali saluti.

lectiones

27 apr 2010 12:44

“BERLUSCONI’S SHADOW” (l’ombra di Berlusconi) Non sarò tanto sciocco da abbandonarmi alle scoperte dell’ovvio né cadrò nel facilismo critico che fa d’ogni erba un fascio, ma la sbandata di “Repubblica”, per lo “Spartaco” insorto contro Berlusconi a rivendicare la sua libertà di leader (già fascista) d’azione e di pensiero, ho l’impressione che sia stata fin troppo frettolosa correndo il rischio di fare gattini ciechi per una mamma afflitta da frettolosità sgravidica. Sapendo che il problema di politica interna è saldamente nelle mani del Cavaliere, “la Repubblica” (quotidiano indipendente dal multiforme ingegno), sposta il tiro e lo concentra sull’economia, quella malaticcia che da decenni tormenta i “primari economisti” del Tesoro Italiano. L’Ellade sta là in tutta la sua epidemica virulenza, già i tassi d’interesse del debito pubblico greco sono schizzati a circa il 10%; s’insinua, da parte di “Repubblica”, che il prossimo turno dei mercati, che macineranno un altro debito pubblico vacillante, spetterà all’Italia, in pista di lancio per essere definitivamente ripulita di ogni velleità tremontiana che sbandiera la sua scienza economica come l’abracadabra miracoloso che ha messo l’Italia fra i Paesi a sicura solvibilità. Così auspicano e così vaticinano i profeti di “Largo Fochetti” che non vedono l’ora di poter ballare sulla cassa del morto. Se si dovesse giungere rapidamente allo scioglimento delle Camere, Fini resterebbe senza scranno, destinato a scomparire fra qualche mese dall’agone politico italiano, travolto dalla sua insipienza. Fini resta l’ultima spiaggia sulla quale sbarcare le”falangi” di “Repubblica”. Un “D-day” sulle spiagge dell’economia. Trascurano, quei falsi profeti del realismo economico, che in Europa c’è chi sta peggio dell’Italia, a cominciare da Spagna, Portogallo, Irlanda, Islanda, e che gli stessi Usa non è che stiano tanto meglio dell’Italia, volendo essere generosi con la stessa Inghilterra. Diciamo che dopo Germania e Francia che godono una buona salute economica, al terzo posto segue l’Italia e non c’è speculazione che tenga a inficiarne le virtù crematistiche. Capisco, farebbe comodo a certi gangli del potere oligarca, da sempre ostili a Berlusconi che li ha estromessi dal mercato, rivalersi contro il Cavaliere proprio in questo momento periglioso della vita economica internazionale, e farebbe comodo il crollo del premier travolto da un fallimento del debito pubblico italiano oberato da tassi d’interesse esorbitanti per le capacità della nostra economia. Un crollo rumoroso del Cavaliere sommerso da una montagna di debiti che crollano addosso al Paese fattosi abbindolare dalle chiacchiere dell’imbonitore. Fra tanta rovina emergerebbe, statista lungimirante, Gianfranco Fini, “Uomo della Provvidenza” che interviene quando la mano di Dio decide delle sventure umane. Se fosse attendibile la soluzione miracolosa del Fini demiurgo delle nostre miserie, perché dovremmo impedirlo? Ben venga cotanto uomo a dimostrarci le arti veraci del suo governare. Celestino Ferraro

daniele

27 apr 2010 12:27

Leggo come al solito commenti pieni di insulti e offese, per qualsiasi persona che osi criticare il Re Sole; mai una parola sui contenuti, ma solo offese e propaganda, proprio come fa il loro leader da 16 anni. Invece di fare in questo modo, provate a ragionare su cosa vi ha detto Fini e su cosa sarà il PDL dopo la fine ( prima o poi c'è per tutti) del grande, imbattibile ( parole vostre... ) Berlusconi; se finalmente in Italia si riuscirà ad avere una destra di tipo moderno, conservatice, Europea; ho sentito molti ex elettori di AN che mi hanno detto " finalmente era ora che si faceva sentire" rifererendosi all'intervento di Fini; aggiungo basta davvero con la politica della propaganda e degli slogan che non ha portato nulla in questi 16 anni.

Carlo Giannascoli

27 apr 2010 11:44

Scusate, mi sono distratto, ma Giampaolo Pansa scrive su Il Riformista o su Libero? O sono la stessa cosa?

logimat

27 apr 2010 11:08

La legislatura a guida Berlusconi finirà tra breve.Questo non vuol dire necessariamente elezioni anticipate, perchè in questo momento di crisi sarebbe la catastrofe. Finirà perchè nascerà un goveno istituzionale d'emergenza che tirerà fino al 2013.In questo caso il presidente Napolitano giochèrà un ruolo fondamentale.Il quadro che ipotizzo è il seguente:fra giorni il Parlamento affronterà provvedimenti importanti,tipo le intercettazioni, il sistema di voto per le elezioni di primavera e molti altri sui quali non ci sono convergenze nè dei finiani dellopposizione(PD-IVD_UDC).qundi il governo sarà spesso messo in minoranza.A questo punto, la compagine nuova dell'opposizione chiederà la sfiducia del governo.Se non sbaglio i numeri ci sarebbero. A questo puntro entra in gioco Napolitano che aprirà le consultazioni per un governo istituzionale d'urgenza, stando alla base una forte crisi economica.Nascerà un programma di pochi punti a partire dalla riforma della legge elettorale, ai provvedimenti per la ripresa economica,l'occupazione,lo stato sociale.Nel nuovo governo a capo del quale potrebbe esserci Draghi o altro personaggio di alto spessore istituzionale, resterà ministro Tremonti con altri ministri tecnici.Nel frattempo si costruiranno nuove alleanze in previsione delle elezioni del 2013, che vedranno lo sciogliomento del PDL, con una nuova ed impoverita ForzaItalia la lega, e una destra di centro europea,An UDC e una vera sinistra guidata da Ventola insieme a IVD.

Rubert Barbè

27 apr 2010 10:35

Fini lo ha detto chiaro e tondo e ben capibile. Egli intende proseguire alla realizzazione dei propri fini. Chi crede che ritorni sui suoi passi è un'illuso. Sintomatica e rivelatrice è la scattante reazione a dito alzato (che ora a mente fredda non rifarebbe). Ora farà guerriglia, in modo elegante, ma pur sempre guerriglia. La campagna di logoramento è appena iniziata, e del popolo italiano non importa un baffo a nessuno. Ma proprio a nessuno. Intanto il PD - tirando un sospirone di sollievo - ringrazia per i riflettori che sono stati finalmente spostati in altro sito mediatico.

RUGANTINO

27 apr 2010 10:33

A pensarci bene, caro Pansa, alcuni "politici randagi", non sono poi tanto dissimili dai cani randagi. Il cane randagio è un cane senza collare e senza guinzaglio, senza una casa, che non sopporta il padrone, anche quando quest'ultimo gli ha assicurato un lauto vitto e un confortevole riparo. E’ un cane in continua ricerca di novità, pronto a un continuo cambio di residenza, di abitudini e di vitto. E’ terrorizzato all’idea di avere qualcuno sopra di sé e non sopporta quindi padrone, nemmeno quando, talvolta accade, quest’ultimo ha messo a sua disposizione un bel giardinetto protetto che gli assicura il rispetto di tutti i passanti. E neppure, anche questo puo’ verificarsi, quando il padrone gli ha salvato la vita, prendendolo dalla strada dove giaceva senza speranza, coperto di pustole infette al punto che, alla sola sua vista, i passanti si scansavano schifati e cambiavano marciapiede. Il nostro cane randagio si comporta come lo scorpione con la rana: non resiste all'istinto primitivo di mordere il proprio benefattore. Si immagina che il fatto di ritornare allo stato brado gli procurerà chissà quali piaceri e soddisfazioni (la "o" pronunciata con accento largo, molto largo!). Il nostro cane randagio confonde la sua indubbia capacità di mordere con la forza e la capacità, piuttosto rare, che ha il buon cane pastore di guidare e proteggere il gregge. Lui, le pecore, più che a proteggerle, è portato a farsele. E' improbabile che trovi un nuovo rifugio e una casa. Non è escluso, nonostante la sua profonda e connaturale diffidenza verso il prossimo, che possa accompagnarsi ad altri cani randagi per formare un branco, a condizione, tuttavia, di divenirne il dominatore. E' molto difficile che trovi un altro padrone disposto a curarlo, nutrirlo e a prenderlo con sé. Lo sentiremo a lungo latrare alla periferia della città, pronto ad attaccare e a mordere la sua preda per poter sopravvivere. Saluti dar Ruga

lucilla Bertasa

27 apr 2010 08:10

Intanto la testa di Bocchino e' saltata! Povero Fini, mal consigliato dalla consorte, crede di avere il carisma di Berlusconi. Non succedera' niente, perche' fatta la conta dei sostenitori, lancia ancora qualche urletto, cosi' tanto per non fare completamente la figura dell'idiota, e tornera' a testa bassa. Certo e' una serpe in seno al Berlusca, ma si e' talmente esposto che ogni sua mossa, verra' interpretata come ostruzionismo.

Piero2

27 apr 2010 07:38

Scusi lupimor: "S'è chiuso, oggettivamente, senza vinti e vincitori." Veramente l'ultima volta che ho guardato erano 160 a 11. Cordialmente.

lucchetti

27 apr 2010 05:24

La figura fatta da Fini non puo essere cancellata nemmeno con il pentimento, le scuse a tutti, o il ritorno nei ranghi come niente fosse accaduto. Perira´a fuoco lento nel Pdl.

francesco

27 apr 2010 00:04

Luca, bravo, dici proprio quelle cose che si dicono quando si hanno i paraocchi. Sembrate infallibili, solo Voi possedete la verità..... non ne posso più di sentire sempre le stesse cose. So solo che ci sono personaggi, molto più giovani del berluska (nomi? Gianfri - walter - massimo - pierferdi ..... ecc.) che hanno solo 55 / 60 anni e sono li da aalmeno 40 anni. E non hanno mai fatto un c...zo nella loro vita se non acchiappare soldi, e che soldi, e sono ancora li. E chi li smuove! E questi vorrebbero insegnare cosa al popolo? Come ci si comporta? Come si lavora? Ma per favore. Negli altri paese, specie in usa, dopo 8 anni più o meno spariscono..... Saluti.

Giustina

26 apr 2010 23:34

Premesso che non credo che Fini ambisca a diventare un cane randagio. Penso, invece, che l'unico obbiettivo del Presidente della Camera da qualche anno a questa parte, sia quello di diventare Presidente del Consiglio, anche a costo di rinnegare tutti i valori e le battaglie politiche condotte quando ancora era un uomo di destra, e non un fantoccio pronto ad essere laico con i laici e conservatore con i conservatori. Detto questo, credo che il problema attuale sia molto chiaro: a nessuno, da destra a sinistra, conviene andare alle elezioni. Della sinistra non diciamo nulla, perché significherebbe riconoscerle un peso politico e culturale che al momento le manca totalmente. Neanche i veri padroni dell'opposizione, Di Pietro, Travaglio&toghe rosse, troverebbero un senso al di fuori dell'antiberlusconismo extraparlamentare che è la linfa della loro pseudo cultura,nonché la ragione suprema della loro stessa esistenza. Dall'altra parte, a fronte di un Fini che ancora non ha deciso di che morte (politica) vuole morire, c'è un berlusca che, anche se nessuno lo dice, qualora smettesse i panni di primo ministro, finirebbe i suoi giorni terreni nelle aule dei tribunali. Infine, la Lega, con a capo il fantastico Trota Bossi, sta così bene sulle poltrone che contano, che difficilmente vi rinuncerebbe a cuor leggero. Tra l'altro il federalismo fiscale potrebbe realmente trovare un principio di attuazione nei prossimi mesi, e un eventuale crisi di Governo lo rimanderebbe a tempo indeterminato. Concludendo, come al solito, a prenderla lì dove il sole non batte mai - tranne dalle parti di Vendola - siamo noi poveri cittadini. Ci aspetta l'ingovernabilità dovuta ai vecchi giochi e alle stantie bassezze di una politica che ci ha davvero stancato. Per la serie si stava meglio quando si stava peggio!

Giustina

26 apr 2010 23:33

Premesso che non credo che Fini ambisca a diventare un cane randagio. Penso, invece, che l'unico obbiettivo del Presidente della Camera da qualche anno a questa parte, sia quello di diventare Presidente del Consiglio, anche a costo di rinnegare tutti i valori e le battaglie politiche condotte quando ancora era un uomo di destra, e non un fantoccio pronto ad essere laico con i laici e conservatore con i conservatori. Detto questo, credo che il problema attuale sia molto chiaro: a nessuno, da destra a sinistra, conviene andare alle elezioni. Della sinistra non diciamo nulla, perché significherebbe riconoscerle un peso politico e culturale che al momento le manca totalmente. Neanche i veri padroni dell'opposizione, Di Pietro, Travaglio&toghe rosse, troverebbero un senso al di fuori dell'antiberlusconismo extraparlamentare che è la linfa della loro pseudo cultura,nonché la ragione suprema della loro stessa esistenza. Dall'altra parte, a fronte di un Fini che ancora non ha deciso di che morte (politica) vuole morire, c'è un berlusca che, anche se nessuno lo dice, qualora smettesse i panni di primo ministro, finirebbe i suoi giorni terreni nelle aule dei tribunali. Infine, la Lega, con a capo il fantastico Trota Bossi, sta così bene sulle poltrone che contano, che difficilmente vi rinuncerebbe a cuor leggero. Tra l'altro il federalismo fiscale potrebbe realmente trovare un principio di attuazione nei prossimi mesi, e un eventuale crisi di Governo lo rimanderebbe a tempo indeterminato. Concludendo, come al solito, a prenderla lì dove il sole non batte mai - tranne dalle parti di Vendola - siamo noi poveri cittadini. Ci aspetta l'ingovernabilità dovuta ai vecchi giochi e alle stantie bassezze di una politica che ci ha davvero stancato. Per la serie si stava meglio quando si stava peggio!

Giuseppe Fumagalli

26 apr 2010 22:06

Non condivido molte analisi superficiale fatte su quanto accaduto, non solo nella riunione del 21 aprile. Solo l'ottundimento delle coscienze conseguente alla mala-politica di questo ultimo lungo periodo della nostra storia, può portare a pensare che il problema sia l'ingratitudine (di Fini), un dualismo sulla leadership o altre questioni di bassa cucina. Il dissidio è sulla concezione stessa del fare politica, altro che i "politici randagi" del semplicismo di Pansa!!!

f.de marco

26 apr 2010 21:50

FINI é di DESTRA. Di una destra moderna , europea......................................................................... Primo pricipio dell` ESSERE un politico di destra OGGI :dimostrare DIGNITA`, anteporre gli interessi per il benessere del PAESE e dei suoi abitanti in seno all`EUROPA agli interessi individuali, di parte, o di quelli di uno che per i suoi interessi usa il partito e tutto cio` che gli sta attorno per spadroneggiare a suo proprio uso e consumo. Io la vedo cosi

ciminello giacinto

26 apr 2010 20:46

DUE GAMBE DELLO STESSO TRAMPOLIERE: LA LEGA E IL PDL CON UN PD CHE FA DA ZERBINO. QUESTA LA STRATEGIA DEL CAVALIERE CHE GLI HA CONSENTITO IL DOMINIO ASSOLUTO SULLA POLITICA ITALIANA. MA DUE GAMBE SEMPRE IN EQUILIBRIO INSTABILE. LA PRIMA,PIU' CORTA MA CON LA VOGLIA DI CRESCERE ED AGGRESSIVA QUANDO NON ASSECONDATA.(DAL SUO PUNTO DI VISTA CON RAGIONE PERCHE' ALTRIMENTI TERMINEREBBE LA SUA ESISTENZA). LA SECONDA, PIU' LUNGA MA CHE PRESUPPONE IL SUO CONTROLLO ASSOLUTO. FINI HA ROTTO QUESTA PREROGATIVA DEL CAVALIERE E NEL FARLO HA DIMOSTRATO UN GRANDE CORAGGIO ED UNA GRANDE LUNGIMIRANZA POLITICA. RICORDATE COSA ERA L'MSI DI UNA VOLTA ? COSA ERA, COSA CONTAVA ?

mattia

26 apr 2010 20:29

caro Pansa secondo me sta trascurando un dettaglio MOLTO importante! io per esempio fin quando fini resterà nel pdl non voterò il pdl ma la lega e secondo me tanta gente nauseata da fini, da tutte queste storie inutili farà come me. Egregi saluti

Martebrandi

26 apr 2010 20:15

Sei mesi fa Pansa ; Silvio dimettiti. Oggi anziche addizionare a gli sfracellati anche Fini, lo si indica come la favilla che divora i cittadini.

Pellegrino

26 apr 2010 19:54

Fni fa il dissidente perchè probabilmnte si nsta prepaandfo all'occasione della sua vita. E' pssibile che Berlusconi venga condannato, in primo grado dai giudici i Milano, nel processi Mills. Se ciò, com'è probbile si dovesse verificare, Fini resterebbe in una posizone favorevole per poter fare il capo di un governo super partes formato d pezzi del PDL, dall'UDC e dal PD. Il tempo ci dirà se effettivamente sia questa l'ipotesi giusta, ma è noto a tutti che a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca. P.S. Un governoiffatto non potrebbe urare a lungo e, probabilmente non sarebbe in grado d risolvere un bel nulla. Perhè i problemi hanno soluzioni logiche e non ideologiche. In pù si tenga conto che le grandi riforme se fatte con l'accordo di tutti i partiti sono dei veri e propr abominevol aborti utili olo arafforzare il potere del consociativismo. E' il opoloche dvrebbe fare le riforme, quele vere, quelle giuste. Ma ciò nonaccadrà mai. Nel campo del consociativismo, politico e non, nessuno si è mai sicidato.

bubastis

26 apr 2010 19:13

Fini dovrebbe ricordarsi della fine meschina e ingloriosa fatta dai vari Follini, Buttiglione, De Mita, Mastella e tutti gli altri voltagabbana che contano meno del due di picche. E' vero che dall'alto della sua alterigia il Fini certamente lui penserà: si, ma io sono intelligente, però tra il pensare di essere intelligenti e comportarsi di conseguenza può interporsi lo iato del velleitarismo

Saverio

26 apr 2010 18:45

Mi pare di capire che Lei condanni Fini per avere osato sollevare eccezioni al gran capo, o meglio di avere messo a fuoco una certa situazione politica della coalizione, che non sono riusciti a chiarire in camera caritatis. Ma dov'é il rispetto per e tra i vari componenti la classe dirigente e per un cosciente e libero esercizio della funzione politica che ogni eletto dal popolo sovrano è tenuto nell'interesse del popolo sovrano e non del capo sovrano. Nel Pdl c'é un tale condizionamento alla subalternanza al capo sovrano che a me, singolo elettore e cittadino, suscita un senso di oppressione e non libertà. Anzi sarebbe auspicabile che non venga considerato tutto oro colato ogni volere del gran capo e di Bossi, la cui parola d'ordine è il federalismo a loro immagine e somiglianza. E chiedere partecipazione a questa e altre riforme è un reato o una vergogna? E così per le altre riforme. Ma se un parlamentare, Fini compreso a pieno titolo, deve essere soffocato dalla volontà di uno che decide e di altri che non dicono onestamente la loro, mi sembra ci debba preoccupare più degli altri che di Fini, perchè non avremo mai il meglio delle scelte condivisibili, ma solo un indirizzo parziale e di parte, solo perché forte del suo potere (che come ogni potere assurge a minaccia e intimidazione, come la minacciata epurazione dei finiani). Peccato che il Pd è sgretolato da individualismi e incapacità di coesione e sintesi della varie idee e proposte che pure vengono espresse.

sandrelli

26 apr 2010 18:14

Qui si fanno i conti senza Berlusconi ; l´oste titolare. Pansa cita : Pisanu Mastella Rutelli Vendola, addirittura Rizzo, come se costoro fossero chi sa chi.

ruggerio

26 apr 2010 18:07

Semplice ; quando e`matura cade da sola, la pera.

filomena

26 apr 2010 18:01

Il grande Gianni Brera aveva ragione, ma la squadra inferiore non puo sperare nel vento, vincere qualche volta, e dirsi pari all´altra. Giampaolo Pansa invece pensa proprio questo. Descrive un randagio, secondo lui pure col pedigree, che abbaia cosi`tanto da svegliare il vicinato. Poi minaccia addirittura tutti d´essere divorati da una favilla, vede Rutelli e Rizzo in paradiso anziche nel limbo, il tutto senza spiegare cosa dovremmo fare noi, per scongiurare l´allerta messa per iscritto.

mosecalvino

26 apr 2010 17:26

Secondo me Fini si acquieterà a quello che ha avuto,visto che gli è andata bene : ha fatto la voce grossa,non ci sono stati terremoti nè è stato costretto a fare rovinose marcia indietro. Formalmente si è attestato su un gradino di uno la cui voce conta e, per gente che ragiona grossolanamente,è salito pure su un gradino più alto. Ha sfiorato il baratro,ma in fondo è interesse di tutti stare al quia e quindi per questa volta può dirsi fortunato. Speriamo che la lezione gli serva,perchè Fini,come ha dichiarato allo stesso Pansa, non sempre quando prende iniziative sa bene dove andranno a parare. Io spero che alle prossime elezioni venga sonoramente castigato.

mosecalvino

26 apr 2010 17:14

Secondo me Fini si acquieterà a quello che ha avuto,visto che gli è andata bene : ha fatto la voce grossa,non ci sono stati terremoti nè è stato costretto a fare rovinose marcia indietro. Formalmente si è attestato su un gradino di uno la cui voce conta e, per gente che ragiona grossolanamente,è salito pure su un gradino più alto. Ha sfiorato il baratro,ma in fondo è interesse di tutti stare al quia e quindi per questa volta può dirsi fortunato. Speriamo che la lezione gli serva,perchè Fini,come ha dichiarato allo stesso Pansa, non sempre quando prende iniziative sa bene dove andranno a parare. Io spero che alle prossime elezioni venga sonoramente castigato.

giovanni

26 apr 2010 16:53

Quel che mi pare inconcepile per un politico navigato come fini è non rendersi conto che il suo futuro è segnato. Aspirava a diventare il successore del Cav? Obiettivo da mettere in soffitta. Spera tuttora di subentrare a Napolitano? E con quali voti? Ve la immaginate la sinistra che manda al Quirinale un ex fascista? Unica flebile possibilità per lui è che un eventuale prossimo governo della sinistra possa riconfermarlo, a mo' di premio, nella sua attuale carica...In definitiva, il fini si è giocato tutte le carte buone ed ora gli restano in mano solo delle scartine con sopra le effigi di Bocchino, Urso, Bongiorno e Granata. Sarebbe come pretendere di vincere al poker con una coppia di due. Vedremo quindi nel seguito quanto è bravo a bluffare...

la pravda

26 apr 2010 16:26

C’è una linea di Fini nei confronti di Berlusconi e di Forza Italia che è ormai assolutamente evidente. È figlia della furbizia e dell'ingratitudine prima ancora che dell’ambizione. La parola d'ordine è: «prendere le distanze».E allora? Prendere le distanze, nel modo come viene fatto, significa, nella realtà della politica, opportunismo bello e buono per non usare il parolone del tradimento. Berlusconi è oggetto di una aggressione politico-giudiziaria che potrebbe risultare devastante per lui, la sua famiglia, la sua azienda, il suo movimento politico. Bisognerebbe entrare in campo con grande decisione contro questa specie di «giustizia politica» che lo sta perseguitando. Bisognerebbe fare muro compatto contro quanti, nel sistema politico, blandiscono e assecondano l’arma giudiziaria. Invece non si fa, qualche volta si fa il contrario, spesso si finge di non vedere, anche se, su questo fronte, non tutta Alleanza Nazionale pare perfettamente allineata con il suo leader. La linea ufficiale però sembra chiara. Non ci si scontra con i poteri forti, con il potere più forte degli altri, e con quanti lo sostengono e si fanno sostenere. Se arriva una tempesta, noi mettiamoci al riparo anzi vediamo di approfittarne. La parola d'ordine è quindi: «prendere le distanze». Hammamet, 1998 Bettino Craxi

la pravda

26 apr 2010 16:17

di Bettino Craxi Fini è un compagno come si deve. Viene dall'estrema destra ma marcia, anzi corre, nella direzione giusta. Ha capito innanzitutto che il vero problema è Berlusconi. Via lui, tante cose si chiariranno anche tra di noi. Lui con il suo ruolo, noi con il nostro. In fondo siamo noi i veri perseguitati della Prima Repubblica. Berlusconi in quegli anni si è solo fatto grosso. Fini, dobbiamo riconoscerlo, non perde un colpo. I magistrati infieriscono su Berlusconi? Lui non lascia cadere l’occasione e fa loro l’occhiolino. Berlusconi punta i piedi sulle non-riforme? Il compagno Fini si alza a difendere l'interesse della Nazione. Berlusconi distribuisce «Il libro nero sul comunismo», Fini provvede a seppellire il comunismo passato, presente e futuro. Berlusconi allora si impressiona e corre ad abbracciarlo. Fini si guarda intorno e sembra che dica «ma questo che vuole?». Scoppia la polemica. Sono tanti che si preoccupano. E lui subito «Non preoccupatevi, l’aggiusto in un minuto». Un colpo al cerchio e un colpo alla botte e quando verrà il momento un paio di telefonate, una a D’Alema e una a Caselli, e un calcio nel culo. Sarà una vera finezza. Hammamet, marzo 1998

lupimor@gmail.com

26 apr 2010 15:57

Caro Pansa, bastano considerazioni elementari per capire che lo spettacolo liberatorio del 21 aprile contiene in potenza elementi positivi. S'è chiuso, oggettivamente, senza vinti e vincitori. Se le sono dette in faccia, ma dicendosele hanno evidenziato che, a parte i narcisismi personali e distinguo tattici tesi a salvare la faccia, non esistono motivi sostanziali di dissenso. Può essere perciò, il primo passo sulla strada dell'uso della ragione al posto di atteggiamenti e comportamenti che, non solo producono danni operativi ma che rischiano, questa è la cosa peggiore, di irritare, deludere e dissolvere il patrimonio del consenso e dei voti che, a parte interpretazioni tra il cretino e l'imbecille, hanno continuato dal 2008 alle Regionali 2010, a premiare il PdL e la coalizione. Il Fini visto e sentito da Lucia Annunziata va in direzione della ragione, come pure il discorso televisivo di Berlusconi. B e F devono solo resistere alla poderosa controffensiva che scateneranno tutti gli interessi, ubiquitari e trasversali, che non possono permettersi, pena la loro sopravvivenza, che B ed F lavorino in sintonia e che il governo possa avere successo. La loro virtù si paleserà nel mettere ordine in casa propria, facendo intendere che in casa non ci sono figli e figliastri, non ci sono finini e berluschini, ma solo persone del Popolo della Libertà. Conoscendo i veleni, i risentimenti, le ambizioni, le gelosie, le antipatie, gli sbarbi che non possono non esserci, il loro compito non è una sinecura. Subiranno pressioni a non finire, consigli opportunistici, saranno tirati da tutte le parti, ma se lo vorranno fare, lo possono fare; sennò cosa vale chiamarsi Silvio e Gianfranco? Se riusciranno nell'impresa accentuando con Bossi i veri motivi di reciproco interesse, quelli depurati dei proclami alla pancia, i tre anni saranno proficui. Il PD? Se B, F, e B, marciano in conserva, siamo al crepuscolo degli dei. Cordialmente Moreno Lupi

ciminello giacinto

26 apr 2010 15:44

L'Italia, una tragedia, Report, ieri sera, non ne ha data che una pallida immagine, ma bastevole a far rabbrividire. immaginate una intera popolazione che dovrà vivere un'anzianità ed una vecchiaia con 500 euro al mese ? Questo è il futuro deciso da chi si satolla in chiacchiere e bla bla bla e intanto mentre si abbuffa con doppi e tripli, o ancora di più,appannaggi stratosferici poi, non sazi di poter aver vissuta una vita di agi ed abbondanza, anche in età avanzata potrà godere di benefici previdenziali fuori da ogni pudore. La miseria stà divorando migliaia di famiglie ed interi ceti sociali , mentre la maggior parte de 30-40enni è già da oggi condannata. Voi giornalisti ben pagati e che vi definite di Sinistra, denunciate queste aberrazioni.

Luca

26 apr 2010 15:31

Continuo a pensare che Fini randagio o no,abia fatto bene ad opporsi al reuccio.Berlusconi è veramente impresentabile sia come Uomo sia come Politico.Ci vorrebbe un pò di tempo per argomentare questa posizione,e non ho il tempo per farlo.D'altra parte basta essere senza paraocchi ed intellettualmente onesti per ammettere che non è una posizione preconcetta o anti,ma una triste realtà. Dalla quale tutti noi dovremmo guardarci.