Le tre partite che Fini ha già cambiato di Stefano Cappellini
Ha spinto la «grande riforma della Giustizia» più volte annunciata da Silvio Berlusconi verso un binario morto. Ha rimesso in discussione la «trionfale marcia» verso il federalismo fiscale. E sulle riforme istituzionali ha provocato in pochi giorni un riposizionamento di Berlusconi stesso (che ora le rivuole a larga intesa) e dell'opposizione (che adesso non le vuole più, non se a dare le carte è il premier). Può anche essere che Gianfranco Fini alla fine sarà travolto dalla reazione berlusconiana, ma intanto non è male un primo bilancio degli effetti della sua ribellione interna.
Ai tre dossier - giustizia, federalismo, riforme - che devono essere nuovamente istruiti alla luce della nuova situazione nella maggioranza è lecito sommare un altro successo tattico del presidente della Camera: l'aver trasformato la questione dei festeggiamenti - o meglio, dei mancati festeggiamenti - per il 150° anniversario dell'unità d'Italia in un caso politico di prima grandezza. Alle dimissioni di Carlo Azeglio Ciampi, ufficialmente per motivi di salute, sono seguite altre dimissioni di personalità coinvolte nel comitato per le celebrazioni, ultime quelle del costituzionalista Gustavo Zagrebelski, e tutte sulle falsariga della denuncia finiana: «Il governo non si impegna sulla questione». Risultato: il ministro della Cultura Sandro Bondi è dovuto correre ai ripari cercando di arruolare al posto di Ciampi l'ex premier Giuliano Amato.
Non male, tutto sommato, per un leader uscito dalla direzione del Pdl all'Auditorium della Conciliazione potendo contare su soli undici voti (tredici secondo altre versioni, ma non cambia nulla).
Il piano di Fini si fa più chiaro ogni giorno che passa. Innanzitutto, sopire le polemiche. Mettere a riposo per un po' le voci dei propri ultras. Ribadire - lo ha fatto ieri ancora una volta - «lealtà» al governo e ferma volontà di portare la legislatura alla sua conclusione naturale. Non sono dichiarazioni di facciata. E non sono nemmeno, come qualcuno vuole intendere, un dietrofront o una ritirata. Il fatto è che la battaglia che Fini ha in testa ha bisogno di essere condotta dall'interno della maggioranza di governo e del Pdl, se vuole avere possibilità di successo. Una linea entrista, si sarebbe detto in altri tempi. Se Berlusconi vuole proseguire la guerra, per esempio esautorando i finiani con ruoli in Parlamento e nel partito, quella del premier deve apparire come un'aggressione, non come un atto di difesa o di reazione. Al tempo stesso, però, ogni occasione sarà buona per rimarcare il programma alternativo, per enfatizzare i contenuti della «destra moderna». A questo serve il tour televisivo. Su questo mandato sono al lavoro i colonnelli: filtrare, correggere, emendare, cassare, rimandare. Ognuna di queste azioni va messa in campo per correggere l'indirizzo del governo e riequilibrare lo strapotere dell'asse Bossi-Berlusconi. È probabilmente sulla giustizia che Fini può raccogliere i risultati più importanti e immediati. Per sfuggire all'isolamento interno, l'ex leader di An sta cercando di rinsaldare vecchie e nuove constituency: quella coi magistrati, già sperimentata ai tempi di Mani pulite, è in cima alla lista. L'incontro coi vertici dell'Anm, seppur in agenda da tempo, rappresenta oggi la chiara offerta di una sponda alla magistratura, alla quale vuol garantire che eventuali ritocchi all'ordinamento giudiziario non saranno effettuati asfaltando il punto di vista della categoria, e al tempo stesso suona come un messaggio chiarissimo al premier sul tema al quale è più sensibile: il salvacondotto giudiziario. Col legittimo impedimento che ha una data di scadenza, e con la necessità di portare a casa una versione definitiva del lodo Alfano, Berlusconi è nelle condizioni di dover trattare se non vuole passare il resto della legislatura appresso a nuovi provvedimenti ad personam. Non ci sarebbe dunque da stupirsi se la grande riforma della giustizia fosse archiviata dal premier in nome del realismo. Non c'è da rallegrarsene in assoluto: rischiano di rimanere carta straccia alcune soluzioni (su tutte, la separazione delle carriere tra pm e giudici) che meriterebbero una classe politica in grado di vararle senza subordinarle a interessi di consorteria. Ma non è questo il caso del governo Berlusconi. Ed è anche su questa debolezza che Fini conta per centrare i suoi obiettivi.
Quanto al federalismo, basta la reazione della Lega e la minaccia evocata da Umberto Bossi di elezioni anticipate a provare quanto l'intemerata finiana sui costi politici ed economici della devoluzione fiscale abbia messo in allarme il Carroccio. A differenza che sulla giustizia, qui Fini non ha in mano una leva parlamentare: la legge è già stata approvata. Ma intorno alla stesura dei decreti attuativi si giocherà una partita complessa, nella quale entrano in gioco molti attori: partiti, il Tesoro e le casse vuote dello Stato, parti sociali, l'opinione pubblica del sud (e non solo), senza contare che Fini può spingere il Pd - che si è astenuto in Parlamento - a mutare posizione. Cosa che è già avvenuta sulle riforme istituzionali. Su questo terreno gli effetti delle mosse di Fini sono evidentissimi. Dopo qualche giorno di incertezza, e di scontri interni, Pier Luigi Bersani ha scelto in modo netto di tendere la mano verso Fini. La proposta del «patto repubblicano» altro non significa che questo. E cosa se no? Non è e non sarà mai un cartello elettorale. Non prefigura governi tecnici o istituzionali. Serve a dire a Fini: se hai bisogno di una mano, siamo qua. Risultato: Berlusconi, voglioso di sottrarre a Fini l'interlocuzione privilegiata col Pd, improvvisamente si fa ecumenico e a reti unificate spiega che la Terza Repubblica va fondata con un'intesa bipartisan. Anche nel 2007, l'ultima volta che Fini e Casini si smarcarono pubblicamente da lui, il Cavaliere subito si fece bipartisan sulle riforme. E lo sventurato Veltroni rispose. Stavolta Bersani ha scelto Fini. E, intervistato da Repubblica, ha respinto al mittente l'offerta, agitando peraltro contro il Cavaliere una argomentazione giù usata dal presidente della Camera: «Dov'è la bozza del Pdl?». In questo quadro, i margini che ha il governo per andare avanti su obiettivi come il semipresidenzialismo e affini sono davvero minimi.
Può essere che tutti questi avamposti finiani siano spazzati via da un gesto d'imperio di Berlusconi o dal concretizzarsi delle elezioni anticipate. Per ora, direbbero gli scacchisti, il pedone di vantaggio ce l'ha Fini.
martedì, 27 aprile 2010
commenti dei lettori
21 commenti presenti
vinsar
28 apr 2010 15:14
Praticamente, secondo questa suggestiva e spericolata ricostruzione, Fini avrebbe ottenuto tre risultati in un colpo solo: bloccare la riforma della Giustizia, impedire il federalismo, evitare le riforme costituzionali (che devono essere condivise ma l'opposizione non le vuole e quindi non si fanno, secondo la entusiasmante strategia finiana). Non c'è che dire: un grande Statista, un politico di razza, uno stratega del fare e del programmare. Viene proprio voglia di mettere il futuro del Paese nelle sue mani. E la sinistra politico-mediatica lo muove come fosse l'unica pedina - o pedone, come direbbero gli scacchisti - ancora a propria disposizione.
Giustina
28 apr 2010 14:34
Capisco che gli amici sinistri, con a capo il giornalista autore dell'articolo in commento, vedano ormai in Gianfranco Fini l'ultima speranza rossa per eliminare l'odiato Berlusca - e già questo di per sè fa capire in che condizioni disastrose si trovino l'opposizione e i suoi cantori - ; ma come si fa ad affermare che Fini sia in una posizione di vantaggio rispetto alla sua ex maggioranza. La truppa dei fedelissimi va ogni giorno assottigliandosi. Il suo futuro politico è sempre più oscuro, anzi, direi sempre più incline al tramonto. Il suoi orizzonti valoriali, probabilmente condizionati dalle scelte di vita personale, sono confusi ed in fase di continuo cangiamento. Dalle questioni bioetiche all'immigrazione, il Presidente della Camera ha compiuto dei giro tondi come mai si era visto fare da nessun politico nella storia recente dei nostri partiti. Tutto questo non può che aver assottigliato ulteriormente il numero di elettori che lo seguirebbero nell'ennesima fondazione di un nuovo partito. Non dimentichiamo che già dopo la fondazione di Alleanza Nazionale, molti elettori della destra storica lo hanno rinnegato. Inoltre, gli umori cangianti manifestati durante la reggenza della segreteria della defunta AN, gli hanno portato via un ulteriore fetta di elettori di destra. Infine, dopo gli ultimi vergognosi atteggiamenti volti a distruggere l'attuale esecutivo, credo che gran parte dei suoi vecchi elettori lo consideri un traditore, piuttosto che il potenziale successore del Berlusca alla guida del PDL. A riprova di ciò, ci sono gli articoli scritti da giornalisti di Sinistra nei quali il buon Gianfranco viene assurto a vendicatore delle tante umiliazioni subite dalla sinistra negli ultimi quindici anni di vita politica italiana, per colpa dell'odiato cavaliere. In altri termini, e più semplicemente, quella che oggi è diventanta l'icona di un opposizione inesistente, non potrà mai sperare di prendere più un solo voto da chi ha sempre votato a destra, e ancora, soprattutto per colapa di Fini, non è diventato leghista. Perchè se è vero, come ormai lo dimostra una vasta letteratura in materia, che la Lega ha praticamente sostituito al nord il vecchio PC, è altrettanto evidente che la maggioranza degli elettori del fu Movimento sociale, residenti nel nord italia, da svariati anni ritiene che gran parte degli argomenti che più gli stanno a cuori, sono tutelati dal movimento di Bossi incece che dal PDL.
Fernando
28 apr 2010 12:19
Certo, non è come prima, ma il suo articolo caro Cappelllini è solo il seguito di: PdL partito di plastica, Berlusconi è finito, PdL nel caos, a cui seguirà: Berlusconi in agonia, Berlusconi morto, la democrazia e la libertà sono arrivate, stiamo tutti bene, i miracoli della sinistra.
Ma è solo tutto da ridere.
GROSS
28 apr 2010 11:28
Pasquale, questo è quello che ci auguriamo tutti con la speranza che le leggi però non siano ad personam solamente. vuoi o no ammettere che il parlamento è bloccato dagli interessi di berlusconi e che difficilmente questi sono compatibili con gli interessi del paese!!! questa è una stortura che stiamo pagando tutti, lega compresa che è e sarà sempre più nell'ambiguità. il paese tutto è ormai nell'ambiguità!!!!
giovanni
28 apr 2010 09:42
Fini è stato così bravo che da qualche giorno i gruppi parlamentari si stanno masturbando con le dimissioni di Bocchino e con le pretese del medesimo di candidarsi a capogruppo. Ehi, Bocchino era il capogruppo vicario, mica fuffa qualsiasi! Speriamo che nel breve volgere di 3-4 settimane questo problemone venga risolto con la soddisfazione di tutti. Mentre degli altri problemini sul tappeto ce ne possiamo invece altamente fottere. Per esempio che l'economia possa andare in vacca col rischio magari di fare la fine della Grecia: chissenefrega! L'importante è decidere la collocazione defiintiva dei vari bocchinari, così sappiamo almeno dove cercare nel seguito soddisfazione.
49franco
28 apr 2010 09:04
Quando sei un un uomo della "destra moderna ed europea" e da sinistra tutti ti applaudono, o hai fatto confusione o a sinistra non sanno più che pesci prendere.
Giulia Delfino
27 apr 2010 23:38
SIG dE FELICE : PEGGIO DI COSì UN PAESE NON POTREBBE ESSERE GOVERNATO. QUINDI LE BELLE CHE DOBBIAMO ANCORA VEDERE MI METTONO I BRIVIDI
Lupo Rex
27 apr 2010 22:50
Polito, il Cappellini scrive: “Fini ha spinto la «grande riforma della Giustizia» più volte annunciata da Silvio Berlusconi verso un binario morto. Può anche essere che Gianfranco Fini alla fine sarà travolto dalla reazione berlusconiana, ma intanto non è male un primo bilancio degli effetti della sua ribellione interna”. Capisco che uno come Cappellini, con la sua storia mediocre, gioisca per i danni che sta facendo Fini a cui lo accomuna una visione fallimentare della politica e della vita in genere, ma per ora in tema di giustizia l’unico risultato già acquisito da Fini è questo: Trifuoggi procuratore capo di Pescara ha perso la corsa per guidare la procura generale presso la Corte d'appello di Roma che era cosa già fatta. Il plenum del Csm ha nominato a maggioranza Luigi Ciampoli. Tra gli astenuti Letizia Vacca, esponente laica del Pdci, che ha ritirato l'appoggio a Trifuoggi all'indomani del fuori onda con Fini. Trifuoggi si è difeso sostenendo di aver conosciuto Fini solo quella mattina alla manifestazione del premio Borsellino, ma è bastato sederglisi accanto per vedersi rovinata la carriera. Questo è il miglior risultato ottenuto da Fini in tema di giustizia, con un fuorionda che ha rovinato il palmares di un procuratore capo e con una figura al cui confronto la lite con Berlusconi fa sorridere.
Polito, capisco che hai pochi soldi, ma ci sono tanti giovani sul web che scrivono meglio e non hanno nemmeno la faccia da teppa: perchè non ne approfitti, scusa?
anna
27 apr 2010 20:23
Sarebbe ben strano che la strategia di Fini sui temi individuati dal giornalista Cappellini possa essere sfuggita a Berlusconi, e che non sia stata prevista una risposta per portare a compimento il programma di governo, anche attraverso nuove elezioni. Essendo state scoperte le carte , ma erano già abbastanza leggibili, appare chiaro che il ruolo che Fini si è ritagliato dal giorno dopo le elezioni del 2008 non è quello dello stratega della nuova destra ma semplicemente quello di destabilizzatore del PDL, in ossequio ad un progetto che punta ad eliminare dalla scena politica Berlusconi. Le osservazioni su giustizia, ecc. ecc. sono solo strumentali allo scopo. Nè vedo in che senso abbia provocato quella spinta verso le riforme, forse la spinta punta a bloccarle. Egli esprime compiutamente la conservazione dell'esistente , camuffando i ben costruiti discorsi di tanta retorica e demagogia. Ma non colpisce al cuore perché non esprime una sola idea che incontri i bisogni dei cittadini.
mariella
27 apr 2010 20:11
Bene ha fatto Fini. Ha ragione quando con discorsi ritorti all´indietro, riesce a trovare consenso fra
tanti. C´e sempre chi e`disposto a credere di tutto, anche i traditori hanno i loro fans.
Giuseppe Fumagalli
27 apr 2010 20:06
Oh, FIN(I)almente qualcuno che vede un po' più in là del proprio naso ... o che non ha ancora la medaglietta da Fido-Bondi- bau al collo, eheheheh ... BRAVO; CAPPELLINI!!!
RUGANTINO
27 apr 2010 18:58
Sogni cappelliniani a occhi aperti. "Ha spinto la «grande riforma della Giustizia» più volte annunciata da Silvio Berlusconi verso un binario morto. Ha rimesso in discussione la «trionfale marcia» verso il federalismo fiscale. E sulle riforme istituzionali ha provocato in pochi giorni un riposizionamento di Berlusconi". Pare vero'! Manco Mandrake. Ora, dopo questi strepitosi successi, al nostro ex fascistone manca solo di organizzare una seconda «trionfale marcia» su Roma. Il tempo de rifà il MSI. Saluti dar Ruga, Cappelli'!
f.de marco
27 apr 2010 18:35
Fini é di destra . Moderna EUROPEA e per una repubblica italiana a democrazia costituzionale. Non é antiberlusconiano ma é politicamente contro una conduzione PADRONALE con democrazia carismatica della repubblica di BERLUSSIA ITALICA di BERLUSCONI.
Berlusconi fa politica per il prolungamento del suo oggi........ Fini fa politica per entrare finalmente nel domani...........
L`ITALIA c`era prima di BERLUSCONI, cé ora con BERLUSCONI, ma fortunatamente, ci sarà anche dopo senza BERLUSCONI
Pasquale De Felice
27 apr 2010 16:21
Credo che quello di Cappellini sia un suo auspicio; tutto a carte 48 eppoi si vedrà. Rassicuro il gionalista che le Riforme, quelle grandi ed importanti andranno avanti e come un treno in corso, travolgeranno tutto e tutti. Il tempo delle mediazioni, dei tavoli organizzati, degli accordi più o meno sottobanco, è passato, ora bisogna agire ed è per questp che non si andrà al voto anticipato, ma si rafforzerà ulteriormente l'azione di governo con l'attuazione del programma e con un regalo che il Cav. porterà alle famiglie italiane a metà/fine anno che lo hanno ancora una volta premiato nell'ultima tornata elettorale. Credetermi, ne vedrete ancora delle belle.
Piero2
27 apr 2010 16:15
E se invece le riforme fossero utili per i cittadini? O dobbiamo solo vivere di antiberlusconismo? Perchè non prova, ogni tanto, ad alzare la testa? Bah.....
GROSS
27 apr 2010 16:13
è difficile seguire tutte queste ipotesi di giochi politichesi, ma trovo comunque prioritario considerare in tutta la storia che berlusconi non mollerà mai, troppi interessi personali in ballo e che alla fine gli puo' tornare utile che fini rompa i giochi di bossi, dividi ed impera. bossi rimane a secco di federalismo, senza berlusconi bossi è comunque perdente , fini ritrova una sua nicchia di potere, poco ma buona, prima stava perdendo tutto, e berlusconi dirige l'orchestra, stonata, ma che fa i concerti. questo gioco di potere è sempre più dentro il territorio e le istituzioni; peccato che ne farà le spese nuovamente il cittadino che rimarrà a secco di riforme e di sgravi fiscali. qusto governo riempirà tutto il parlamento pichè fara governo ed opposizione (fini) e pd e udc possono chiudere bottega; le urla di di pietro saranno premiate dall elettorato, ma di nuovo non portera niente...si salvi chi può!!!!
lupimor@gmail.com
27 apr 2010 15:57
Caro Cappellini, permette che un cittadino comune cerchi di capire il senso di quello che lei scrive? "giustizia, federalismo, riforme" Giustizia: se non si vuole tener conto dell'anomalia, tutta italiana, dell'eccesso di potere, senza contrappesi, quelli interni, stabiliti dallo stesso ordinamento di cui fanno parte, sono il trionfo dell'ipocrisia, concentrato nelle mani dei pm, è meglio buttarsi su Topolino. Lasciare tutto com'è è la linea dell'Anm. Federalismo: ovvio che per la Lega sia l'equivalente di quello che per PCI era il legame con l'URSS. Da qui reazioni che possano apparire fuori dalle righe e strumentali. Ma poiché Bossi sa bene che non esiste, e non potrà mai esistere una maggioranza parlamentare che glielo voti "sic et nunc" come lo vorrebbe lui, ne consegue che i decreti attuativi saranno rimodulati, anche coi suoi mal di pancia, in sede parlamentare, tutto merito di Fini? E siccome sa anche che nuove elezioni, o ipotetici governi tecnici, sarebbero esiziali per la sua creatura, deve solo trovare il modo per non passare da arrendevole agli occhi dei suoi, lo farà. Riforme: ogni volta che la sinistra viene chiamata ad un atto di responsabilità politica va in tilt. Si rifugia nel solito atteggiamento pregiudiziale e, mi si consenta, infantile. Se si accetta il principio di farle insieme non si può, mezz'ora dopo, sostenere insieme sì, ma non con Berlusconi. Basta questa pretesa per dirla lunga sulla credibilità del PD, Certo Di Pietro pesa, o meglio gli consentono di pesare. Pesano anche le divisioni interne, pesa il fatto che una maggioranza uscita da un Congresso non riesca ad esprimere linee unitarie e condivise. Magari si darà che Fini riesca a far sbocciare l'amore tra Bersani/D'Alema, Veltroni e Franceschini, colla benedizione di Fioroni. Sarebbe una chicca! Le vicende politiche, nelle loro conclusioni, smentiscono le famose "ragioni del cuore". Anche se la frase di Pascal ha grande suggestione emozionale. Cordialmente Moreno Lupi
Pirgi ex diablo
27 apr 2010 15:44
FINI all' inizio della fine di tangentopoli e del "lancio" in politica dell' astro nascente " del riciclo di danari mafiosi in costruzioni milanesi e TV Berlusconi aveva una "prospettiva di ampliamento" testata e sonaggiata piu"' alta del leader di forza Italia. Oggi exfascisti ed ex socialisti, piu' il popolo plaudente di TV e della politica spettacolo, odia e ucciderebbe gianfranco fini peggio di un Giuda.Due Duci? La Mussolini e Santache' come gli altri neo "divi" abbronzati come il trio squallor riciclati Bondi Sacconi Quagliarella come Cicchitto il campione di voltagabbo politico(una medaglia con due teste)si diceva a roma ... sono per il vecchio capo.Che non ammette defezioni,come l'onorata societa',se mil asci o vuoi far di testa tua: muori ti faccio far fuori da Feltri;o da qualche altro picciotto. Politicamente parlando e' il miglior sistema:la dittatura. Tutti sotto sotto lo pensano dai comunisti ai fascisti i monarchici i DC i CC ed anche impiegati casalinghe contadini operai extr comunitari e extraterresti ciao berlusconisti non vi arrabiate la democrazia non si fa in TV senno' la fate solo voi e Lega !!!!!§§§
Andrea De Angelis
27 apr 2010 15:44
Caro Cappellini, meno male che scrivi sul Riformista...altrimenti chissa'...ci avresti rifilato un lungo pippone su quanto e' bella la Costituzione formale?
giovanni
27 apr 2010 15:42
A Fini sono dunque rimasti solo undici (o tredici) aficionados. Anzi erano rimasti, perchè adesso dopo aver letto il suo articolo, Fini ne può senz'altro contare uno in più: Lei. 'Mmazza che panegirico! Uno che in pratica non ha mai fatto un "cazzo" per tutta la sua vita, ora, di colpo, diventa un personaggio di prima grandezza, capace di cambiare - come Lei dice - tutte quelle cose in un colpo solo! Pensa te. Avevamo in casa un genio della politica e non ce ne eravamo proprio accorti. Tante grazie, egregio signor Cappellini Stefano, di averci aperto gli occhi.
ciminello giacinto
27 apr 2010 15:25
quest'articolo fotografa esattamente la situazione politica attuale e conferma la statura del Presidente
Fini.
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)