«Federalismo scippo al Sud» di Samantha Dell'Edera
Intervista. Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, rompe il fronte del dialogo. Intanto Berlusconi ipotizza una «manovrina» e Tremonti la smentisce di nuovo.
«Nessuna rivolta sudista, ma un programma condiviso da tutte le forze politiche, imprenditoriali e del mondo della cultura, per fare capire alle lobby nordiste che il sud non è sprecone. Il federalismo è un “pacco” che danneggia solo il Mezzogiorno». Il rieletto presidente della Regione Puglia Nichi Vendola porta avanti da anni la sua battaglia contro la riduzione delle risorse al Mezzogiorno, riduzione che sta comportando, a partire dai fondi Fas, uno stop ai cantieri e quindi al rilancio dell'economia del paese. Ma Vendola va oltre: primo, e per ora unico tra i big dello schieramento d'opposizione, contesta alla radice il modello fedrealista targato Bossi-Tremonti, che in Parlamento ha ottenuto la benevola astensione del Partito democratico e addirittura il voto favorevole dell'Italia dei valori. «Le basi su cui si sta sviluppando il principio del federalismo - dice - sono sbagliate». E parla di «truffa» ai danni del meridione, sostenuta da quella che definisce una flasificazione ideologica della realtà: «Si giustifica lo spostamento di soldi verso il nord fondandosi esclusivamente sull’argomento che il Sud è sprecone. In questa maniera, ogni giorno viene praticato uno scippo nei nostri confronti. Ma la realtà è molto più complessa».
Presidente, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti dice che il federalismo fiscale sarà lo strumento che permetterà di dire basta a quel meccanismo per cui i poveri delle regioni ricche finanziano i ricchi ladri delle regioni povere. Cosa risponde? Verrà un giorno in cui usciremo fuori dal fumetto e ci dovremo scostare dalla vivace letteratura lombrosiana in cui si prova a dipingere leghisticamente un nord produttivo e sano vittima di un sud parassita e sprecone. E forse solo in quel giorno capiremo che cosa c’è dietro al pacco così ben confezionato del federalismo. Cosa rappresenterebbe per la Puglia il federalismo fiscale? Semplicemente penso che accettare la sfida del federalismo come tutte le regioni del sud hanno fatto dovrebbe comportare da parte della classe dirigente, non solo politica, ma di tutti i grandi centri di formazione della coscienza, una presa di responsabilità. Ma le basi su cui si sta sviluppando il principio del federalismo sono sbagliate.
Cosa non quadra? I dati e le indagini che vengono presentate per giustificare i tagli di risorse sono inventati o truccati. Ad esempio: come si possono comparare i risultati di un Ateneo come quello pugliese che è nato da pochi anni con quelli di un Ateneo del nord che ha un passato centenario? Accusandoci poi di non fare ricerca seria. Questa è una vera e propria truffa, che viene perpetrata su tutti i settori: dall’università alle opere pubbliche alle spese sociali. È una truffa anche lo stesso fatto che se accade uno scandalo al sud diventa un grande fatto politico di rilevanza nazionale, mentre se accade qualcosa al nord viene ridotto a semplice episodio di cronaca nera regionale. La conseguenza di tutto questo è drastica: il taglio delle risorse. Si giustifica lo spostamento di soldi dal sud al nord fondandosi esclusivamente sull’argomento che il sud è sprecone. In questa maniera, ogni giorno viene praticato uno scippo nei nostri confronti. Vogliamo vedere quali sono i soldi buttati? Sono quelli che forse riguardano le regalie alle municipalizzate della immondizia di Palermo? Ciò che facciamo ogni giorno non si guarda. Se questa è la giustificazione per la quale non abbiamo i fondi Fas per progetti già in programma, non regge. Io voglio conoscere le ragioni di questo scippo, voglio capire perché il sud viene depauperato delle sue risorse. E non sono solo io a dirlo.
Come deve reagire allora il sud? La cosa più sbagliata che il sud può fare per contrastare la lobby nordista è quella di organizzare una rivolta sudista. Non serve il sudismo del sud. Noi dobbiamo essere i critici più implacabili di noi stessi, non dobbiamo nascondere i vizi antichi e moderni che ci sono come ci sono in tutte le realtà, ma allo stesso tempo dobbiamo rendere conto delle differenze, delle buone pratiche, di quello che si fa ogni giorno per disegnare il nuovo Mezzogiorno. Il sud deve rivelare la posta in gioco.
È possibile accantonare le differenze anche politiche all’interno del Mezzogiorno ed unirsi in una battaglia comune? È questa la grande sfida. Penso che oggi sia il momento nel quale il sud deve essere veramente in grado di accantonare le differenze politiche e poter mettere al centro la difesa degli interessi di questa comunità che è fatta di 20 milioni di cittadini meridionali che patiscono non soltanto gli effetti della crisi mondiale, ma anche gli effetti di una politica sciagurata che trasferisce poteri e risorse dal sud al nord. Il sud deve imparare a volersi bene. Mentre il nord è diventato una lobby potente, il sud si presenta a ranghi sparsi all'appuntamento fondamentale che è quello sui decreti delegati per la concreta applicazione del federalismo. È su questo che dobbiamo lavorare.
venerdì, 30 aprile 2010
commenti dei lettori
36 commenti presenti
tommaso
03 mag 2010 17:26
a Giancarlo,
ma tu credi davvero che si possa ratificare il fallimento dell'unità d'italia con una separazione consensuale tra nord e sud ? Credi davvero che i venti milioni di italiani che vivono al sud si farebbero scaricare come zavorra dal nord dopo aver contribuito con milioni di braccia meridionali e con i consumi dei suoi abitanti al benessere del nord ? Credi davvero alla favola del nord regione ricca d'europa, senza le braccia e i mercati del sud, invece che semplice enclave tedesca o francese (come nel periodo risorgimentale) ? Ma allora la ex jugoslavia non ti ha insegnato nulla ! Possiamo farcela solo STANDO INSIEME sud e nord, perchè la vera contrapposizione è fra onesti (imprenditori e lavoratori ) e disonesti ( criminalità organizzata,evasori fiscali, inquinatori dell'ambiente, finanzieri d'assalto etc.etc.etc.)non fra meridionali e settentrionali, attenti agli apprendisti stregoni...
giancarlo
03 mag 2010 17:00
La verita' e' che l'Unita' d'Italia e' fallita. Prima che politicamente, ha fallito i suoi obiettivi economici e sociali. Il federalismo fiscale non e' altro che la constatazione di questa sconfitta. Se non riusciamo a gestire insieme i nostri soldi che ognuno si arrangi, piu o meno, per conto suo. Qui il problema non e' la solidarieta' nazionale tra ricchi e poveri, tra chi ha e chi non ha, tra chi solo produce e chi solo spende. La vera questione e' di non farci prendere in giro dai moderni "Gattopardi". La Storia sociale ed economica della nostra Nazione e' li` a testimoniare che l'enorme frattura economica tra Nord e Sud, questa malattia apparentemente incurabile, non e' frutto del caso. Non e' figlia della differenza dei comportamenti sociali tra "polentoni" laboriosi e "terroni" sfaticati. E' il risultato della politica applicata nei confronti del Meridione, ininterrotamente, per 150 anni: il controllo politico del Sud, dei suoi milioni di voti, grazie alla degenerazione costante del suo tessuto sociale, la gestione solo ed esclusivamente clientelale del potere locale, l'occupazione territoriale delle grandi aree metropolitane meridionali da parte della delinquenza organizzata, il trasferimento dei grandi depositi finanziari (remunerati a tassi ridicoli) dalle succursali delle Sud a quelle del Nord delle grandi Banche, per essere impiegati nell'area industriale del Paese (sono dati storici della Banca d'Italia), che in effetti altro non sono che un gigantesco riciclaggio a cielo aperto dei soldi "sporchi", una volta dei latifondisti ed ora delle varie Mafie meridionali. Questa e' una strategia ben disegnata, antica ed ancora funzionale. Umberto Eco ci dice da tempo che il tiranno del futuro sara' un brillante gestore dei "media". Il Gattopardo e' tra noi, e con gli anni ha perso pure l'eleganza del Principe di Salaparuta. Dividiamoci. Lo dico sinceramente, e' meglio per tutti noi.
lupimor@gmail.com
03 mag 2010 15:41
Caro Giorgio, lei senza rendersene conto, cerca il dialogo solo con chi la pensa come lei. Comodo e gratificante. Il trionfo del pensiero unico, comunque declinato. Le agiografie, come quella che lei cita, sono appunto agiografie, cioè adattamenti di parte. Poi, potrebbe astenersi dai giudizi offensivi? Oppure si sente così coinvolto nella sua mission divina da considerare minus habens quelli che hanno opinioni diverse dalle sue? Il commento n°33, New Aget-Giornalista spassevole, sembra scritto per lei. Lo legga, lei ne ha la capacità. Vale Moreno Lupi
New Aget-Giornalista spassevole
03 mag 2010 07:17
Sono un uomo del Sud distante anni luce dalla irrealtà e intriso profondissimamente da quest'ultima. La realtà non è altro che ciò che si "vede" rafforzata da ciò che si percepisce. Ebbene, volendo utilizzare a man bassa tutto il possibile campanilismo di cui l' animo potrebbe dotarsi, ne vien comunque fuori uno scenario desolante: disservizi sparsi, ora qui ora lì; sprechi che sovrabbondano; famiglie che patiscono la fame; posti di rilievo ricoperti da soggetti irrilevanti; costi della inutilità altrui socializzati; utilizzo specioso della politica come mestiere anziché come missione; ricchi che si arricchiscono e poveri che si impoveriscono; movimenti unidirezionali ove manca una equa ripartizione delle risorse; uomini con idee valide ridotti a uomini quasi senz'anima; geni racchiusi in solitudini indifferenziate. Debbo dire la verità: rimirando al modello del nord provo una struggente nostalgia, un senso ampio di ammirazione, una ventata di civiltà encomiabile. Quindi, ergo, adunque: svegliamoci e applichiamo la logica fuzzy in base alla quale...se il presente è frutto del passato, se il sentiero che oggi battiamo dipende dal selciato percorso nel ieri, se riteniamo di "vivere male", significa che quel passato, quel sentiero e quel selciato erano sbagliati. Svoltiamo, svicoliamo, chiudiamo gli "inutili" nel loro mondo fatto di mere e languide apparenze.
vigentis
03 mag 2010 05:46
Praticamente Vendola, dall´intervista, per lui in Puglia la siringa costa sette, e basta.
carlo ferrero
03 mag 2010 05:42
Sarebbero stati cavoli amari, Prodi al governo, Visco a supervisione Bersani affrontare la crisi.
Dovremmo fare un monumento a D´alema che non seppe essere tempestivo con Mastella, quando
questi le diede tre giorni di tempo per una telefonata.
marcelletti
03 mag 2010 05:40
Vendola : se a Melano ci fosse lu mare, sarebbe na piccola Bere.
maurizio
03 mag 2010 00:14
Una sola domanda bisognava fare al buon chiacchiere e orecchino Niki: Per quale motivo il resto d'Italia si deve addossare il debito scandaloso della sanità Pugliese, gestita da suoi assessori quali Tedesco, che hanno amministrato la cosa pubblica come un'azienda di famiglia? Prima di intervistare chicchessia, su argomenti complessi come il federalismo fiscale, bisognerebbe approfondire meglio il modello di amministrazione portato avanti da soggetti come Vendola e i suoi vecchi assessori Friolo e Tedesco. Con le chiacchiere e l'eloquio sopraffino non si amministra una Regione
Carmelo Dell'Acqua
02 mag 2010 19:07
Vorrei ricordare un solo dato statistico al semi trombato Vendola (nel senso che se il Pdl, causa Fini e Fitto, non si fosse suicidato, in Puglia ora "il nostro" sarebbe, forse il capo dell'opposizione): da una ricerca economica effettuata, risulta che lo Stato italiano se non avesso dovuto in tutti questi anni e particolarmente gli ultimi, dovuto ripianare i debiliti o intervenire con soldi pubblici in quelle realtà locali meridionali ormai allo stremo, il suo (dello Stato) deficit pubblico sarebbe all'80% del PIL e non al 115 come adesso, quindi abbastanza in linea con i grandi Paesi d'Europa e soprattutto in grado di proporre una politica economica di piuù ampio respiro per i suoi cittadini e le sue imprese. Commenti?
lectiones
02 mag 2010 16:18
Ma non è possibile che chiunque si trovi per volontà del destino a gestire il nostro futuro debba farci sentire tutto il peso della propia lucidità progettuale. Un mare di debiti sconvolge e deprime la già depressa Puglia, e il suo accortissimo Maynard Keynes, delle Murge, ci rassicura che con la sua indefessa dedizione riuscirà a ridurre le distanze fra il Nord laborioso (merito degli Asburgo) e il Sud debosciato. Nessuno vuole ammettere che questa miseria e questa delinquenza sono la diretta conseguenza della debosciatezza dei popoli del Sud, senza nasconderci dietro oscure volontà vessatorie la cui storia è copiosamente versata nelle lacrime delle prefiche a pagamento.
E' triste assistere a certi spettacoli oratori dove il loquace CONDOTTIERO rompe gli argini e dilaga per il Tavoliere. E si fermasse là . . . magari!
Francesco
02 mag 2010 09:35
Cari lettori,
Vendola ha semplicemente ragione. Chi opera nel sud con efficienza nel campo del'impresa, dell'innovazione, della ricerca ha ormai capito che la strategia di Big Boss Bossi.
Asfissia di fondi per il sud, delegittimazione di tutto il sud, scippo dei fondi Fas. Andate a leggere le delibire CIPE e vedrete il rapporto tra i fondi pubblici stanziati l nord e quelli al sud. Non c'è da stupirsi il loro Santi sono diventati onnipotenti: Umberto e Silvio in Italia e il gran lumbard Giulio in Europa.
Se qualcuno dice la verità come Vendola.. sono tutti bravissimi a demolirlo.
Cosa rimane? LA DEMOCRAZIA e IL PARLAMENTO e l'Unione Europea
FrancoPo.
02 mag 2010 09:08
La Puglia è quasi una regione assediata, Vendola avrà il suo bel da fare per dimostrare la bontà delle sue obiezioni con dati più precisi alla mano. Ma non potrà sottrarsi al confronto: il modo più sicuro di perdere la partita sarebbe quello di metterla in chiave di opposizione dura e pura. Credo che sia abbastanza intelligente da capirlo.
ermete
02 mag 2010 05:43
E`anche questione di amor proprio, il sud non puo continuare a questuare per sopravvivere, se non
e`capace a riscattarsi si faccia amministrare dal nord. Non puo considerarsi incapace, al punto di
lamentarsi di non arrivare alla quarta settimana.
damiano De Carlo
01 mag 2010 19:51
Niente da fare, il sud deve farsi amministrare dal nord, con in piu i ringraziamenti.
mariella
01 mag 2010 18:10
Non riesce bene un violino fatto col legno compensato. Da sempre, hanno governato uomini del sud
e oggi che sono scesi in campo anche altri, si nota una differenza. Sono imprenditori, manager che
vengono da esperienze del mondo della competizione. Non gente come quella passata, salita in
cattedra solo per aver saputo far le scarpe a quelli ancora peggio di loro. Sempre valido il detto;
chi sa sa, chi non sa insegna.
Giuseppe Fumagalli
01 mag 2010 17:42
vedo che qualcuno vede il (sarchiapone del) federalismo fiscale come una "sfida": un po' come giocare al Superenalotto ... e non mi sembra che questo gioco milionario in € (sulla ) carta! abbia poi così giovato ai giocatori. Vogliamo scendere dal pero delle belle espressioni altisonanti (... il federalismo fiscale ...) e preoccuparci dei temi veri come la mancanza di lavoro ecc. ecc. ecc. ???!!!
Giorgio
01 mag 2010 16:42
Ai vari Moreno Lupi, bubastis, viki, sono l'esempio evidente dell'ignoranza che regna sovrana in questo sfortunato paese. I vari "sono del sud e vivo e lavoro al nord" sono coloro che oggi in troller,ma ieri con la valigia di cartone hanno dato al "mitico"Nord, solo negli anni '50 e '60, circa 4 milioni di braccia e cervelli necessari per far funzionare la macchina del nord. Non conoscere questa storia è motivo di vergogna per questi signori, che evidentemente della loro storia non conoscono nulla, ma tant'è noi meridionali che sgobbiamo dalla mattina alla sera siamo abituati all'ignoranza di questi personaggi.
A questi signori consiglierei la lettura, se mai ne avessero le capacità, del n.21 del Maggio del 2009 del settimanale "Il Mondo", numero monografico dedicato proprio alla diversità della regione Puglia, al grande cambiamento portato avanti dall'amministrazione Vendola.
Sicuramente ciò non li convincerà,ma lungi da me ogni tentativo di portare dalla mia parte "gggente" del genere, io cerco il dialogo con chi si sente cittadino non "gggente", appunto.
lupimor@gmail.com
01 mag 2010 15:10
Caro Direttore, il cittadino comune si trova ad incrociare, l’articolo di Peppino Caldarola e quello di Emanuele Costanti. Credo utile una premessa: ambedue spostano al 2013 le elezioni politiche. La data sembra segnata oltre che dalla durata fisiologica della legislatura anche per motivi pratici: la caduta del governo attuale non è realisticamente prevedibile prima dell’uscita dal tunnel della crisi. Nessuno vuole veramente, a parte l’impazienza di facciata e i proclami un po’ imbecilli per salvare la democrazia, prendersi in carico scelte ostiche ed impopolari, meglio che la rogna se la gratti Berlusconi, e solo con questo si arriva alla fine del 2012. La legge elettorale, non esistono i presupposti che un’eventuale governo tecnico voglia e possa cambiarla in tempi brevi, altra grana da evitare. Il massimo per l’opposizione sarebbe che il governo si avvitasse su sé stesso per dissidenze interne, non potesse fare riforme significative, la tensione sociale aumentasse oltre limiti di guardia e la ripresa economica non fosse tale da permettere di mettere mano alla riforma fiscale. Cioè, anche se non è elegante, sperare nel tanto peggio tanto meglio. Sullo sfondo il 15 maggio 2013, termine del mandato del Presidente della Repubblica. Il problema del semestre bianco non si pone essendo le due scadenze, parlamento e presidenza, coincidenti. Questo appare a grandi linee il quadro generale per i prossimi tre anni. Peppino Caldarola pone la domanda, in relazione alla leadership, ai contenuti e alle alleanze: perché non far progredire i tre aspetti insieme? A parte l’esempio del 1996, il contesto e i fatti d’allora sono irripetibili, per cui “acqua passata non macina più”, basta leggere Emanuele Costanti, l’accosto sulla stessa pagine è un invito, per rendersi conto che i tre punti di Caldarola non possono stare insieme e tanto meno andare a braccetto. Le primarie sono uno strumento non veritiero perché gestite dall’apparato del partito e indette col risultato già scontato, nota giustamente Peppino Caldarola, sono un totem da cui liberarci, ben detto. Ma allora come s’arriva alla designazione di Vendola for premier? Pensare di ripetere su scala nazionale quanto accaduto in Puglia è illusione, il contendente non sarebbe un Boccia già sconfitto ma…, chi? Ritengo Vendola troppo accorto per scegliere d’affidarsi ai tre moschettieri, Antonio, Michele, Luigi, anzi, se la sua logica politica ha un senso dovrebbe starne alla larga. Infatti cerca di muoversi in autonomia, che però non sembra in sintonia con gli umori della dirigenza PD. La leadership deve conquistarsela sul campo, dalle Alpi alla Sicilia, e da solo non può farcela, le “Fabbriche di Niki” sono il simbolo lampante del “culto della personalità”, per avere peso politico, astraendo dalle caratteristiche, dovrebbero diventare l’equivalente della prima “Forza Italia”. Dovrà fare scelte prosaiche, molto terrene, molto legate al “do ut des”, dovrà costruire un retroterra d’interessi che lo individuano come il loro referente affidabile. Il pericolo da cui deve guardarsi è insito nel suo fascino di politico nuovo, diverso, che fa sognare e induce a tali aspettative che la realtà del mondo reale, globalizzato di oggi, renderebbe irrealizzabili. Sed, per aspera ad astra. Cordialmente Moreno Lupi
Maurizio
01 mag 2010 11:31
Tremonti con poche parole ha dipinto perfettamente una realta' che le chiacchiere da poeta contadino di Vendola non possono minimamente scalfire. La sinistra di Vendola e' l'ultimo ciglio inumidito di un parassitismo ontologico. Se non si capisce che il Nord ha acquisito coscienza di
mantenere da 50 anni un sistema in cui a migliorare sono sole le infine sigle mafiose e gli evasori
fiscali e non si da' corso ad un profondo cambiamento, siamo alle soglie di una vera secessione.
Fernando
01 mag 2010 10:36
Caro Nichi, ma cosa sta dicendo? Vuoi vedere che ora il sud mantiene il nord. Si legga "Il sacco del nord" di Luca Ricolfi. Se voi meridionali continuate a ragionare in questo modo, senza avere un minimo di coscienza, sarete sempre più poveri. Invece di chiedere sempre più soldi al governo di Roma, cominciate a darvi da fare. Avete delle zone meravigliose e i turisti sarebbero ben lieti di poter venire in questi posti. Ma bisogna saperci fare, non pretendere di fare subito quattrini. Bisogna fare anche molti sacrifici, così come hanno fatto i veneziani e i romagnoli. Lo dico sempre con un mio amico meridionale: se al sud, invece dei calabresi, dei napoletani, dei siciliani, ci fossero stati i romagnoli, ebbene, quelle zone ora sarebbero una spece di Eldorado. Le dò un consiglio: si metta (politicamente) con Fini che la pensa come lei. Saluti.
giancarlo c
01 mag 2010 09:58
penso che il sud abbia bisogno di decisione centralizzate, altro che federalismo. PS: vendola, invece di strologare, dovrebbe andare ad accendere un cero a san casini e alla beata poli bortone, sennò adesso stava a fare l'ospite fisso al maurizio costanzo show. PSII: per vincere ci vogliono 1) i democristiani 2) recuperare l'orgoglio delle tante cose buone fatte negli anni 90
mariano
01 mag 2010 09:27
Come può Vendola giustificare il buco di 282 milioni di Euro nella sanità pugliese? Tarantini, Frisullo non insegnano nulla? Direbbe il grande Totò :Ma mi faccia il piacere!"
migrante italiano
01 mag 2010 05:56
Vendola sta' preparandosi per il salto di qualita', insomma fa campagna elettorale in anticipo. Sa che al Sud quel che le Lega dice non si digerisce bene e si promuove difensore dei diritti "acquisiti". Lui e' un campione dell'autopromozione. La sua Regione ha un buco pazzesco nella Sanita', avesse pensato di risolverlo e avrei potuto anche credergli. Un giorno l'ho ascoltato a Rai3 (radio) mi ha dato il senso del sognatore, non so se ci crede o fa finta di crederci. La cosa piu' buffa e' che si e' messo in testa di guidare l'opposizione nel 2013. Beato lui.
marcox
30 apr 2010 22:10
NICHI VENDOLA,ANCORA UNA VOLTA,DIMOSTRA DI ESSERE IL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA.LE SUE PAROLE,I SUOI DISCORSI,I TEMI CHE LUI TRATTA SONO QUELLI CHE IL POPOLO DESIDERA CHE SIANO AFFRONTATI.NICHI RAPPRESENTA LA NUOVA SINISTRA,UNA SINISTRA CHE METTE AL CENTRO IL LAVORO,I DIRITTI CIVILI,MA AL CONTEMPO NON VEDE GLI IMPRENDITORI COME NEMICI.LUI È LA SINTESI DELLE VARIE ESIGENZE DEL PAESE,UN PAESE LIBERO CHE ABBIA CENTRO DELLE SUE ATTENZIONI LA PERSONA UMANA.NOI POPOLO ADORIAMO NICHI ANCHE PERCHÉ È UNO DI NOI.PER CIÒ CHE CONCERNE LA PUGLIA:L'HA CAMBIATA MOLTO,IN POSITIVO, E CON LUI È TORNATA A RINASCERE E SOPRATTUTTO CI HA RIDATO LA GIOIA DI VIVERE PERCHÉ VEDIAMO CHE QUALCOSA SI MUOVE E POSSIAMO DI NUOVO SPERARE IN UN FUTURO MIGLIORE.DIO BENEDICA IL GRANDE,SAGGIO,E MAGNIFICO NICHI VENDOL E IL POPOLO.Vendola Premier,per un'Italia Migliore.
giancarlo
30 apr 2010 20:47
Qualcuno di questi amici (lettori del Riformista!) che pontificano sulla distribuzuione delle risorse tra il Nord ed il Sud della Nazione, ha mai letto Gaetano Salvemini? Beh, facciamola piu' facile, qualcosina di Gramsci? Va bene vi voglio aiutare, in fondo siamo concittadini, per ora. Avete visto "Gomorra"? Un coro di SI mi sommerge! Bene! Vi ricordate il "bauscia" industrialotto a cui non fregava un beneamato cazzo come e dove venivano smaltiti i rifiuti tossici della sua azienza nordista, importante era che fosse lontano dal "green" della sua villetta? O la Signora, agente dell'azienda di moda (di Milano suppongo!), in quell'edificante rappresentazione di asta al ribasso (una volta si chiamava guerra tra poveri...)? Sapete, tutte le mattine maledico Garibaldi, che, poveretto, era un buon uomo ma di politica non capiva niente. Avrebbe dovuto consegnare il Sud a Mazzini e a Teano dire a Vittorio Emanuele, semplicemente, "Va a caga', pirla!".
lupimor@gmail.com
30 apr 2010 19:45
Caro Direttore, la forza evocativa, l'eloquio appassionato, la capacità di trasmettere suggestioni nobili e virtuose, la presa mediatica sulla realtà meridionale, il ritmo della poesia al posto della prosaica prosa, sono senza dubbio affascinanti qualità vendoliane. Dopo averlo letto le reazioni possibili sono due: o ci s'innamora e come innamorati ci si comporta, o si cercano razionalità operative in quello che dice. Dall'inizio:< ... fare capire alle lobby nordiste che il sud non è sprecone> Chiosa obbligata: non è vero che il Sud sia ritenuto, percepito, valutato come "sprecone" solo dalle lobby del Nord. Amici di provata fede meridionale me lo ripetono tutti i giorni e ne attribuiscono la causa all'insieme, le poche eccezioni non fanno regola, degli amministratori, di tutte le parti, che invece di amministrare, nel senso proprio della parola le loro realtà territoriali, hanno seguito la strada del metodo clientelare che, in regioni condizionate dalla criminalità organizzata ha prodotto due effetti nefasti: controllo delle risorse pubbliche da parte di quest'ultima e una ulteriore marginalizzazione della presenza dello Stato. L'amara conclusione, la percezione sconsolata e diffusa era: ad uno Stato incapace di difenderci, di affermare la legalità, non resta che pagare. Senza promuovere. Perché le migliaia di miliardi, dalla Cassa per il Mezzogiorno in poi, hanno determinato l'attuale situazione? La risposta è quella, con buona pace del Governatore, dei miei amici meridionali. Lasciamo perdere il perfido egoismo leghista. Il federalismo come viene interpretato? Leggiamo:<...accettare la sfida del federalismo come tutte le regioni del sud hanno fatto dovrebbe comportare da parte della classe dirigente, non solo politica, ma di tutti i grandi centri di formazione della coscienza, una presa di responsabilità> Sembra Vangelo, specie nel richiamo alla responsabilità, anche se implicitamente se ne ammette la mancanza. Bello il volo suggestivo del ruolo:<... di tutti i grandi centri di formazione della coscienza> Uno si chiede: Quali sono? Dove sono? Chi li gestisce? Passiamo oltre, per introdurre l'argomento degli scippi di cui il Sud sarebbe vittima si richiama agli Atenei, non si capisce perché un Ateneo giovane non possa essere comparato per qualità prodotta, in specifici settori, ad altri. Leggiamo ancora:<Noi dobbiamo essere i critici più implacabili di noi stessi, non dobbiamo nascondere i vizi antichi e moderni che ci sono come ci sono in tutte le realtà, ma allo stesso tempo dobbiamo rendere conto delle differenze, delle buone pratiche, di quello che si fa ogni giorno per disegnare il nuovo Mezzogiorno> Come dire siamo si malati, ma guardate me e scoprirete le differenze e le buone pratiche quotidiane. Si erge a difensore dei 20 milioni di cittadini meridionali, sottolineando che si procede a ranghi sparsi mentre sui decreti attuativi del federalismo occorre volersi bene. Non dice "come". Insomma, o ci s'innamora o gli si chiede di spiegarsi meglio. Perché, astraendo dalle rime baciate, rimane comunque il più simpatico, accattivante, onesto, egocentrico "nuvolista" della politica italiana. Cordialmente Moreno Lupi
francesco
30 apr 2010 19:31
Non so se vendola dice queste cose per tirar su il morale .... o ne è convinto, ma non è possibile!
Son della campania, sono a bg dal '66, vado spessissimo dalle mie parti (ora un pò meno), e
ogni volta mi si stringe il cuore: non è possibile essere ridotti in quello stato e non riuscire a
fare nulla (è così da quando ricordo io...). Sono stato alcune volte in certi ospedali...... non dico
nulla per amor di patria! A bg in 3 - 4 anni hanno tirato su, quasi pronto, un ospedale e che
ospedale (a 8 km, altro comune, ingrandito un altro, già finito): Non voglio neanche pensare
cosa sarebbe successo dalle mie parti.......! Per favore.... gli sprechi al sud non si contano più
(per carità anche al nord qualcosa c'è). Ma non è possibile che si vogliano ancora raccontare
le barzellette. Il nord sfrutta il sud? forse per la mano d'opera? forse perchè qualcosa del tanto
che va al sud ritorna al nord di straforo? e ...vabbè. Ma per favore. Diciamo le cose come
stanno: i cinquantanni passati sono serviti solo a nascondere le cose e dire falsità e
ora ci siamo..... non va bene il federalismo? E' l'unica cosa (a parte un "sano" dittatore!) che
potrebbe risolvere le cose, dare alla gente del sud orgoglio / voglia di contare e far vedere
che anche noi del sud siamo capaci di fare le cose..... all'inizio con un bel pò di aiuto.
Ma basta piangersi addosso... basta!!!! A proposito la ns. rovina sono i ns. politici che
vogliono nascondere le cose / la verità.... tanto a loro che gliene frega...! Saluti. F.sco
Giuseppe Fumagalli
30 apr 2010 19:24
Avete presente la gag del "sarchiapone" mandata in onda in tv col comico Walter Chiari e Campanini come spalla? Oggi c'è un revival: il "sarchiapone del federalismo fiscale", col comico Bossi e Berlusconi come spalla, eheheh ... cosa sia, quanto costerà e cosa vorrà dire nessun lo sa, ma tutti a pontificare e a magnificarne gli effetti e i risultati!!! Meno male che con i piedi per terra rimangono i Fini, i Vendola e qualche altro ... speriamo bene!!!
bubastis
30 apr 2010 18:52
Al Nichi Vendola potrebbe essere utile leggere "Il sacco del nord" (Luca Ricolfi, Guerini e Associati, Ed.), ammesso che sia in grado di capirlo. Possibile che siamo ancora alla tecnica del chiagne e fotti? Pensi piuttosto ad educare il sud, dove si trova gente che applaude i mafiosi condannati per omicidi vari. Vendola. ma va a ciapà i ratt
viky
30 apr 2010 18:17
Ma cosa dice Vendola? E' un preclaro esempio di politico molto più scarso e negativamente visionario del cittadino italiano medio. Sono meridionale (orgoglioso di esserlo), vivo e lavoro "giù al Nord" da molti anni, ma Vendola prima di cianciare di "scippo" riapra il dizionario della lingua italiana e si informi sulla storia, sulla economia sulla classe politica e sul resto del nostro Belpaese.
Aquila azzurra
30 apr 2010 17:32
Il federalismo fiscale è una sfida: o la si accetta o si va alla rivoluzione. La sinistra apparentemente
da sempre favorevole al federalismo , non ha mai lottato perchè nascesse una mentalità
federalista nei suoi uomini messi a capo delle istituzioni nelle regioni del sud, anzi ha ignorato
gli sfondamenti dei patti di stabilità, ha coperto la totale incompetenza dei suoi eletti non avendo
(qui è grave la responsabilità del pd) neppura la forza politica di mettere fuori dai ranghi e
dalle amministrazioni locali personaggli che hanno gettato la campania al ludibrio mondiale
nonostante lo spreco enorme di risorse della comunità nazionale. E' forse tutta una messa in scena i l buco da due miliardi nella regione campania dove non ci sono i soldi per pagare
i dipendenti della ASL 1? Fin quando la comunità nazionale potrà rimediare con fondi di tutti
destinati allo sviluppo, ai buchi della "monnezza" di napoli o di palermo o allo sfascio di catania?
Forse che il presidente pugliese ignora la casmez, l'ismeimer ed i fiumi di soldi indirizzati a sud
dagli anni 50 in poi, o non vuole ricordare l'impiego clientelare di tali risorse gestite nel
consociativismo fra il potere dc ed i vecchi compagni del pci? ma vive in italia il presidente?
ha mai avuto modo di rendersi conto del modello di vita nelle città "padane"?ha considerato
l'impiego delle risorse in quelle città? non siamo fra quelli che considerano tutto sano e buono
ciò che avviene nell'altra italia , ma la realtà meridionale è ormai sulle note degli ultrasuoni,
non la sente o la vede più nessuno.
Cosa possono chiedere più i 20 milioni di cittadini meridionali allo stato, come possono
rimediare alle sciagurate scelte politiche che hanno aumentato in modo esponenziale
il degrado economico e sociale con un rafforzamento della criminalità organizzata vuoi quella stanziale vuoi quella proveniente dall'emigrazione clandestina? forse nessuno fa caso
che le nostre città sono diventate un pullulare di accattoni che non chiedono ma pretendono?
dove saranno imprenditori così folli da venire ad investire in una tale situazione esplosiva?
forse non è arrivata la nuova del raid napoletano contro i 5 autobus urbani , dove è stato
consumato un vero e proprio crimine celato fra le righe di giornali sinistrorsi e rubricato
come manifestazione di disoccupati in cerca di "lavoro"?
A tal punto i meridionali , se vogliono che non avvengano situazioni irreparabili che costringano
all'emigrazione di massa, possono e debbono pretendere dallo stato un ultimo sforzo: ripulire
la società dalla malvita che opprime imprenditori e forze economiche, ricorrendo a leggi speciali
e non ai soliti pannicelli caldi che salvano solo le apparenze ,ma lasciano ,anzi aggravano
le situazioni preesistenti.
Cerchiamo di essere leali e sinceri con noi stessi senza
i soliti bizantinismi e senza i vuoti concetti dietro cui si nasconde la nostra casta :il federalismo
fiscale in questo stato di cose è il primo passo verso la secessione.
settimio
30 apr 2010 17:05
L´esempio portato dal governatore piemonte, quello della stessa siringa a costo 7 al sud e 2 al nord,
calza a meraviglia. Cosa va scalpitando Vendola contro il federalismo, proprio li e`il confronto.
Bisogna essere bravi come al nord, e`finito il ciclo dei politici siculonapoletani.
Paolo
30 apr 2010 16:02
se non fosse una cosa seria ci sarebbe da ridere... io ho grande rispetto per il sud e per chi ci abita e lotta tutti i giorni con problemi non indifferenti, però, siamo onesti, non è decente fare discorsi tipo quelli di Vendola, il sud vive sulle spalle del nord e pretende pure di compandare, è ovvio che è un rapporto che non può durare, i vari Vendola e Lombardo non possono pensare di fare la voce grossa, se avessero l'umiltà di ringraziare per tutti i soldi che vengono dirottati, senza alcuna seria ragione, verso le loro regioni. Forse in quel caso i cittadini del nord potrebbero anche essere più simpatetici verso quelli del sud. Così, scusate, ma è una presa per i fondelli.
Io vivo in emilia romagna (che mi pare governata dalla stessa coalizione cui appartiene Vendola), con quale dignità può Vendola venirmi a dire che a parità di risorse i due sistemi funzionano nella stessa maniera? In emilia romagna la sanità è in attivo, in puglia è in passivo e nonostante spenda più di quanto si spende in emilia gli soapdali emiliani sono pieni di pugliesi (e calabresi, siciliani, ecc) che per curarsi sono costretti a venire al nord. Come fa una persona a cui è demandato un compito tanto importante come Vendola a non rendersi conto del problema?
Oltre a ciò, basta leggere il recente libro di Ricolfi, 50 miliardi di euro all'anno che dal nord prendono la strada del sud, ogni anno, caro Vendola a tutto c'è un limite, e non si tratta di razzismo (volendo, qui i razzisti sono i cittadini del sud che obbligano gli operai del nord a rompersi la schiena per mantenerli) si tratta di decenza, si decenza e dignità, un popolo con un minimo di senso civico e dignità non può accettare di farsi mantenere in questa maniera. Certi politici da strapazzo hanno tolto la dignità al sud, e Vendola è uno di questi, si dovrebbe vergognare.
Stefano
30 apr 2010 14:56
Vendola è il più grande BLUFF da anni a questa parte: un parolaio inconcludente, retrogrado e, in questa intervista, addirittura sfacciato: il SUD è stato DEPAUPERATO??? Se è una barzelletta, non fa ridere... consiglierei al buon Nichi la lettura dell'ultimo libro di Ricolfi "Il sacco del nord": se poi ribadisce quanto detto qua sopra qualcuno chiami un'ambulanza...
Gaia
30 apr 2010 14:22
Vendola e' l'idea che non muore,e ha ragione ma e' solo attaccabile e sta quasi peggio di Grillo, o di Di Pietro perche' han contro quasi tutti.Dagli ex negozianti,ai nordisti,alle forze dell' ordine per non parlare delle lobby tangentiste e mafiose.......Berlu' sa cio' bene e approfitta bene per isolarli ////// il popolino approva in TV tra un quiz un balletto una promozione ed uno spot politico chi fermera' la musica? Chi governera'? Ancora 10 di Berlu FELTRI e llega e compagnia ???Tremonti fa Brunetta attacca di brutto,partendo da problemi veri,si arriva alla Gelmini in culla/// che da' lezioni di vita§! Il peggio ha da veni'? _______ puo' darsi ma piu' di cosi' si puo' mori'
Beppe
30 apr 2010 14:21
Incredibile: questo parla come se il sud producesse risorse che qualcuno vuole dirottare al nord.
Avere delle risorse che qualcuno ha "timbrato" come destinate al sud non è la stessa cosa di averle prodotte. Vendola è un politico che, come Fini, si sceglie l'unico target che gli si addice, ma mi chiedo se davvero la gente crede che basti una legge per cambiare la realtà delle cose. Se io produco 10 e tu produci 2 e per 60 anni c'è stata una legge che restituiva 6 per uno, tu puoi accampare un diritto per legge su quei 4 che ricevi senza produrli, ma devi sapere che sono una concessione consentita da una legge che, come tutte le leggi, necessita dell'approvazione della maggioranza. Io non ti ho fatto un regalo volontario ed eterno. Le leggi si possono cambiare ed è sorprendente che non sia stato fatto prima.
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)