sabato, 4 febbraio 2012 ore 02:45

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«Un Pd nucleare»

Pubblichiamo qui di seguito la lettera che un nutrito gruppo di intellettuali, scienziati, imprenditori, parlamentari, hanno spedito a Bersani, chiedendogli che il Pd non chiuda la porta all'energia nucleare, che non ceda a una tentazione demagogica e antiscientifica, e lo invita a rendersi conto che il problema energetico prescinde dalle maggioranze di oggi e inciderà sulla vita del nostro paese per un lungo futuro.
Le firme in calce alla lettera, che sarà pubblicata oggi anche sul “Corriere della Sera”, sono state raccolte su iniziativa di due nostri collaboratori, Chicco Testa e Umberto Monopoli.


© Mauro Scrobogna / LaPresse 10-05-2010 Roma Economia Rete Imprese Italia Nella foto: Pierluigi Bersani PD © Mauro Scrobogna / LaPresse 10-05-2010 Rome Economy Enterprise Network Italy In the picture: Pierluigi Bersani PD

Caro Segretario, chi ti scrive segue con attenzione l’esperienza del Partito democratico. Alcuni sono impegnati anche nella vita del Pd. E apprezzano il lavoro che stai facendo per dare al Pd concretezza e radicamento, ponendo al centro della sua iniziativa i temi del lavoro e della insufficiente struttura produttiva italiana. Oltre naturalmente alla questione più generale e importante delle regole della democrazia italiana. Vorremmo dare un contributo serio a questa discussione. Tornando ai fondamentali come si dice e cercando di approfondire le questioni con rigore intellettuale e scientifico. E con spirito concreto.

Fra le grandi questioni irrisolte del nostro Paese vi è il problema energetico. I dati ti sono chiari: importiamo più dell’80 per cento dell’energia primaria di cui abbiamo bisogno, principalmente, da Paesi geopoliticamente problematici. Produciamo l’energia elettrica per il 70 per cento con combustibili fossili. Circa il 15 la importiamo dall’estero e prevalentemente di origine nucleare. Se non la importassimo la nostra dipendenza dai combustibili fossili (gas e carbone in primo luogo) salirebbe oltre l’80 per cento. Con le rinnovabili, se escludiamo l’idroelettrico, patrimonio storico del nostro Paese, ma praticamente non aumentabile, produciamo circa il 6 per cento. L’energia solare per la quale sono stati investiti fino a ora circa 4 miliardi, ben ripagati dai generosi incentivi concessi fino a oggi dal sistema elettrico italiano, contribuisce al nostro fabbisogno elettrico per lo 0,2 per cento.

Risultato: emissioni di CO2 e di inquinanti atmosferici molto alte, costo delle importazioni molto elevate e continuamente esposto al rischio “prezzo del petrolio”, sicurezza energetica in discussione, come si è visto qualche anno fa con la crisi fra Russia e Ucraina, prezzi dell’energia elettrica mediamente più elevati del 30 per cento rispetto agli altri Paesi, in particolar modo europei.

Una situazione che richiederebbe scelte ragionate, risposte strutturali “sostenibili” oltre che efficaci sia in termini di riduzione dello sbilanciamento strategico del mix energetico nazionale, sia in termini di miglioramento del suo impatto ambientale complessivo.
Per definire tali scelte a nostro avviso tutte le opzioni dovrebbero essere considerate, nessuna esclusa, inclusa quella nucleare, non come “la” soluzione ma come “parte della” soluzione.

L’energia nucleare, quasi ovunque, nel mondo industrializzato è vista come un’insostituibile opportunità che contribuisce alla riduzione del peso delle fonti fossili sulla generazione di energia elettrica, compatibile con un modello di sviluppo eco-sostenibile.

Dal punto di vista ambientale non vi è programma internazionale accreditato per la riduzione della CO2 che non preveda anche il ricorso all’energia nucleare e non vi è un solo studio internazionale che affidi alle sole rinnovabili il compito di ridurre il peso dei combustibili fossili.

Ed invece tutti gli accenti che sentiamo oggi nel Pd prescindono dall'analisi di questi dati e fatti.
Come ha autorevolmente affermato il presidente americano Barack Obama: «Io credo che la creazione di lavori verdi sarà il traino della nostra economia per un lungo periodo. Per questo abbiamo destinato un grande ammontare di denaro per l’energia solare, quella eolica, il biodisel e tutte le altre fonti di energia pulita. Nello stesso tempo, sfortunatamente, per quanto velocemente crescano queste fonti avremo un enorme fabbisogno di energia, che non potrà essere soddisfatto da queste fonti. E la domanda è: “Da dove verrà quest’energia?” L’energia nucleare ha il vantaggio di non emettere gas serra e dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che Paesi come la Francia e il Giappone e altri Paesi sono stati molto più aggressivi nel ricorrere all’energia nucleare e con molto più successo, senza alcun incidente. Siamo consapevoli dei problemi legati al combustibile esausto e alla sicurezza, ma siamo fermamente convinti che questa via sia da percorrere se siamo preoccupati per il cambiamento climatico».

Ed è proprio, a nostro parere, dalla cooperazione fra le diverse opzioni, innovazione tecnologica ed efficienza energetica nella produzione e nel consumo, rinnovabili, fossili sempre più puliti e nucleare, che si può individuare la soluzione al duplice problema che abbiamo di fronte: disporre di energia elettrica e ridurre l’impatto ambientale. Senza preclusioni.

Siamo l’unico Paese del G8 che non produce energia dal nucleare. L’Europa produce circa il 30 per ento della sua energia elettrica con il nucleare. Nell’Europa dei 27 ben 15 Paesi possiedono impianti nucleari, 12 (Gran Bretagna, Francia, Svezia, Polonia, Lituania, Romania, Bulgaria, Finlandia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia) hanno annunciato nuovi piani di espansione nucleare. Paesi, un tempo considerati in via di sviluppo, come la Cina, l’India, il Brasile sono fra i primi investitori mondiali in nuovi impianti nucleari. Grandi Paesi produttori di petrolio stanno oggi lanciandosi convintamente nella costruzione di nuove centrali.

Sebbene la legge che reintroduce la possibilità di utilizzo del nucleare contenga forzature e punti sbagliati e ci siano limiti nell’azione di governo per la realizzazione dell’annunciato programma nucleare, riteniamo che non sia in alcun modo giustificata l’avversione al reingresso dell’Italia nelle tecnologie nucleari .
Gli errori del Governo meritano una puntuale sottolineatura da parte dell’opposizione e le prese di posizione dei gruppi parlamentari del Pd nelle sedi competenti si sono ispirate a una logica di contestazione di merito.

È incomprensibile, invece, la sbrigatività e il pressapochismo con cui, spesso, da parte di esponenti del Pd, vengono affrontati temi che meriterebbero una discussione informata e con dati di fatto.
Abbiamo nel Paese sentito parlare di “masserie fosforescenti” e altre falsità di questo genere, che cozzano contro il buon senso e ogni spirito di razionale e serio approccio al problema.

Basterebbe attraversare il confine e visitare centrali nucleari francesi vicine ai castelli della Loira o quelle nelle vallate svizzere per capire l’enormità di tali affermazioni.

O ancora per quel che riguarda i costi del programma nucleare: incomprensibile senza una discussione completa su tutti i dati di riferimento (costi di generazione del KWh, costo del combustibile, durata di vita delle centrali eccetera) e senza confronti con i costi delle alternative in caso di rinuncia al programma nucleare.

Per non dire del tema della sicurezza che punta a sottacere il track record di sicurezza degli impianti nucleari che non ha paragoni con quello di ogni altra filiera energetica .
Le tecnologie nucleari sono, ormai, essenziali e diffuse nel campo sanitario, industriale e della ricerca.
Il tema dello smaltimento, del deposito e della sicurezza di tutti i rifiuti nucleari, ad esempio, ci riguarda indipendentemente dalla scelta di costruire nuove centrali. E costituisce un grande tema di ricerca e innovazione tecnologica.

Infine. Crediamo che a te non faccia difetto la sensibilità di capire l’importanza per l’industria italiana di partecipare di nuovo a un processo internazionale di sviluppo del nucleare che significherà investimenti significativi in tecnologia, infrastrutture e servizi. E nello sviluppo di occupazione qualificata.
Caro Segretario, occorre evitare il rischio che nel Pd prenda piede uno spirito antiscientifico, un atteggiamento elitario e snobistico che isolerebbe l’Italia, non solo in questo campo, dalle frontiere dell’innovazione. Ampi settori di intellettualità tecnica e scientifica, che un tempo guardavano al centrosinistra come alla parte più aperta e moderna dell’Italia, non ci capiscono più e guardano altrove. Noi ti chiediamo di prendere atto che il nucleare non è né di sinistra, né di destra e che, anzi, al mondo molti leader di governi di sinistra e progressisti puntano su di esso per sviluppare un sistema economico e modelli di vita e di società eco-compatibili: Brasile con Lula, Usa con Obama, Giappone con Hatoyama, Gran Bretagna con Brown.
Noi ti chiediamo di garantire che le sedi nazionali e locali del Pd, gli organi di stampa, le sedi di riflessione esterna consentano un confronto aperto e pragmatico.
Riterremmo innaturale e incomprensibile ogni chiusura preventiva su un tema che riguarda scelte strategiche di politica energetica, innovazione tecnologica e sviluppo industriale così critiche e con impatto di così lungo termine per il nostro Paese.

Sen. Umberto Veronesi direttore scientifico Istituto Europeo di Oncologia, Giorgio Salvini presidente onorario Accademia Lincei  Margherita Hack astrofisica, Carlo Bernardini professore emerito di Fisica Università di Roma - Direttore di “Sapere”, Enrico Bellone ordinario di Storia della Scienza, Edoardo Boncinelli professore di Biologia e Genetica, Gilberto Corbellini docente di Storia della medicina - Università di Roma, Marco Ricotti professore Politecnico di Milano, Ernesto Pedrocchi professore Politecnico di Milano, Roberto Vacca scienziato e scrittore, Franco Debenedetti economista, Emilio Sassoni Corsi presidente Unione Astrofili Italiani, Marco Carrai ad Firenze Parcheggi, Luigi de Paolis professore Università Bocconi, Chicco Testa imprenditore, Umberto Minopoli manager, On. Erminio Quartiani, On. Francesco Tempestini, Sen. Enrico Morando, Sen. Tiziano Treu, Sen. Pietro Ichino, Sen. Andrea Margheri, Amedeo Lepore professore Università di Napoli, Carlo Pedata professore, Mario Bianchi professore, Riccardo Casale professore, Marino Mazzini professore Università di Pisa, Bruno Neri, professore Università di Pisa, Giovanni Forasassi Professore Università di Pisa, Giorgio Turchetti docente Università Bologna, presidente Centro A. Volta,Carlo Artioli ingegnere nucleare Enea, docente Master Nucleare Bologna, Sandro Paci Università di Pisa - docente di Impianti Nucleari - presidente Corso di Laurea, Davide Giusti ingegnere nucleare Enea - docente Master Nucleare Bologna, Ettore Lomaglio Silvestri professore, Domiziano Mostacci ingegnere nucleare - docente Università di Bologna, Roberta Musolesi insegnante, Guido Fano fisico - docente Università di Bologna, Giorgio Giacomelli fisico - docente Università di Bologna, Vincenzo Molinari professore emerito di Fisica Università di Bologna, Marco Valenzi ricercatore, Paolo Mautino,  Francesco Romano ingegnere, Aldo Amoretti sindacalista e consigliere Cnel, Fabrizio Rondolino giornalista, Maria Giovanna Poli giornalista, Myrta Merlino giornalista, Gianfranco Bangone direttore di “Darwin”, Anna Meldolesi giornalista scientifica, Vincenzo Rosselli imprenditore, Angelo Tromboni imprenditore, Antonio Napoli imprenditore, Maria Luisa Mello imprenditore e fisico, Giuseppe Gherardi ingegnere nucleare Enea, Francesco Pizzio ingegnere nucleare, Silvia De Grandis ingegnere nucleare e imprenditrice, Giuseppe Bolla ingegnere, Giulio Bettanini ingegnere elettrotecnico, Andrea Gemignani presidente Confindustria Livorno, Herman Zampariolo presidente Vona Energy, Giulio Valli dirigente Enea - Galileo 2001, Adolfo Spaziani direttore generale Federutility, Giovanni Bignami astrofisico, Massimo Locicero economista, Paolo Saracco fisico, Mauro Giannini direttore Dipartimento di Fisica Università di Genova, Fabrizio Candoni manager, Anna Ascani manager, Francesco Semino manager, Raffaella Di Sipio manager, Pietro Costantino manager, Silvio Simi manager

martedì, 11 maggio 2010

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commenti dei lettori

67 commenti presenti

luca 63

13 mag 2010 14:15

caro caro caro lupimor io non mi lamento poi tanto, infatti il mio ultimo (pardon penultimo) commento era ovviamente relativo al fatto che non vedevo il medesimo comparire sul forum, tiassicuro non mi sento un povero intelletto libero censurato dai cattivi solo perchè non vengo pubblicato sul forum del riformista, stai fresco!!! ci ho la mia vita per fortuna. comunque come sostieni tu il problema è culturale. però anche tu rifletti bene, prima di muovermi accuse e rimbrotti, io non pretendo di avere ragione "a prescindere" e la mia è comunque un opinione (come quella dei famosi firmatari dell'appello). ho una formazione universitaria scientifica ma non mi ritengo certo un "autorevole e riconosciuto esperto del settore" dal mio punto di vista non ce n'è bisogno, sono un semplice cittadino che cerca di pensare con la sua testa, tra l'altro pure tra chi ha sottoscritto l'appello si trovano persone che non mi pare possano avere attinenza diretta alla materia (dall'ad. di firenze parcheggi, al presidente degli astrofili italiani, sindacalisti, manager di non meglio specificate aziende). per quanto mi riguarda proprio perché non accetto soluzioni a scatola chiusa cerco di informarmi, per quanto possibile da più fonti (è piuttosto facile sulla rete) di certo quando verifico che la maggior parte dei firmatari l'appello sono (legittimamente) persone che palesemente sostengono il nucleare (per formazione o per interesse diretto, tipo il direttore dell'ansaldo nucleare, mi pare tale minopoli) mi insospettisco un pò. brutalmente, chiedere a loro un parere sul nucleare è come chiedere all'oste se il vino che mesce in locanda è buono, mi pare ovvio e scontato che risponda di si. tuttavia "ritornando a bomba" sull'argomento nucleare si nucleare no, i punti da me citati nel mio primo post sono ancora lì in attesa di chiarimento, da parte di qualcuno o di una confutazione che mi convinca a cambiare parere. nel frattempo... cordialmente luca 63 p.s. la tua affermazione "Per cortesia lasciamo da parte che con l'eolico, con il fotovoltaico, l'idroelettrico e le biomasse si possa soddisfare il bisogno totale. Queste fonti devono, certamente essere perfezionate e impiegate nei contesti in cui sia possibile, possono essere oggettivamente di complemento. La speranza della fusione fredda sembra tramontata, per cui l'energia, nelle enormi quantità necessarie per sostenere lo sviluppo, non può non essere che d'origine nucleare" è suffragata da fatti concreti o semplifichi un pò? no perchè essendo così categorico e definitivo pare che tu abbia la verità in tasca, contraddicendo quello che scrivi sopra nel solito post "ho premesso di non avere, come il 99% degli italiani le competenze specifiche per addentrarmi in problemi tecnici" quindi mi e ti chiedo quale delle due versioni di lupimor è corretta ? augurandoti che tu possa quanto prima metterti d'accordo con te stesso ricordialmente luca 63

luca 63

13 mag 2010 13:44

anche stavolta non compare il commento inviato, riprovo. caro caro caro lupimor io non mi lamento poi tanto, infatti il mio ultimo (pardon penultimo) commento era ovviamente relativo al fatto che non vedevo il medesimo comparire sul forum, tiassicuro non mi sento un povero intelletto libero censurato dai cattivi solo perchè non vengo pubblicato sul forum del riformista, stai fresco!!! ci ho la mia vita per fortuna. comunque come sostieni tu il problema è culturale. però anche tu rifletti bene, prima di muovermi accuse e rimbrotti, io non pretendo di avere ragione "a prescindere" e la mia è comunque un opinione (come quella dei famosi firmatari dell'appello). ho una formazione universitaria scientifica ma non mi ritengo certo un "autorevole e riconosciuto esperto del settore" dal mio punto di vista non ce n'è bisogno, sono un semplice cittadino che cerca di pensare con la sua testa, tra l'altro pure tra chi ha sottoscritto l'appello si trovano persone che non mi pare possano avere attinenza diretta alla materia (dall'ad. di firenze parcheggi, al presidente degli astrofili italiani, sindacalisti, manager di non meglio specificate aziende). per quanto mi riguarda proprio perché non accetto soluzioni a scatola chiusa cerco di informarmi, per quanto possibile da più fonti (è piuttosto facile sulla rete) di certo quando verifico che la maggior parte dei firmatari l'appello sono (legittimamente) persone che palesemente sostengono il nucleare (per formazione o per interesse diretto, tipo il direttore dell'ansaldo nucleare, mi pare tale minopoli) mi insospettisco un pò. brutalmente, chiedere a loro un parere sul nucleare è come chiedere all'oste se il vino che mesce in locanda è buono, mi pare ovvio e scontato che risponda di si. tuttavia "ritornando a bomba" sull'argomento nucleare si nucleare no, i punti da me citati nel mio primo post sono ancora lì in attesa di chiarimento, da parte di qualcuno o di una confutazione che mi convinca a cambiare parere. nel frattempo... cordialmente luca 63 p.s. la tua affermazione "Per cortesia lasciamo da parte che con l'eolico, con il fotovoltaico, l'idroelettrico e le biomasse si possa soddisfare il bisogno totale. Queste fonti devono, certamente essere perfezionate e impiegate nei contesti in cui sia possibile, possono essere oggettivamente di complemento. La speranza della fusione fredda sembra tramontata, per cui l'energia, nelle enormi quantità necessarie per sostenere lo sviluppo, non può non essere che d'origine nucleare" è suffragata da fatti concreti o semplifichi un pò? no perchè essendo così categorico e definitivo pare che tu abbia la verità in tasca, contraddicendo quello che scrivi sopra nel solito post "ho premesso di non avere, come il 99% degli italiani le competenze specifiche per addentrarmi in problemi tecnici" quindi mi e ti chiedo quale delle due versioni di lupimor è corretta ? augurandoti che tu possa quanto prima metterti d'accordo con te stesso ricordialmente luca 63

luca 63

13 mag 2010 12:33

caro caro caro lupimor io non mi lamento poi tanto, infatti il mio ultimo (pardon penultimo) commento era ovviamente relativo al fatto che non vedevo il medesimo comparire sul forum, tiassicuro non mi sento un povero intelletto libero censurato dai cattivi solo perchè non vengo pubblicato sul forum del riformista, stai fresco!!! ci ho la mia vita per fortuna. comunque come sostieni tu il problema è culturale. però anche tu rifletti bene, prima di muovermi accuse e rimbrotti, io non pretendo di avere ragione "a prescindere" e la mia è comunque un opinione (come quella dei famosi firmatari dell'appello). ho una formazione universitaria scientifica ma non mi ritengo certo un "autorevole e riconosciuto esperto del settore" dal mio punto di vista non ce n'è bisogno, sono un semplice cittadino che cerca di pensare con la sua testa, tra l'altro pure tra chi ha sottoscritto l'appello si trovano persone che non mi pare possano avere attinenza diretta alla materia (dall'ad. di firenze parcheggi, al presidente degli astrofili italiani, sindacalisti, manager di non meglio specificate aziende). per quanto mi riguarda proprio perché non accetto soluzioni a scatola chiusa cerco di informarmi, per quanto possibile da più fonti (è piuttosto facile sulla rete) di certo quando verifico che la maggior parte dei firmatari l'appello sono (legittimamente) persone che palesemente sostengono il nucleare (per formazione o per interesse diretto, tipo il direttore dell'ansaldo nucleare, mi pare tale minopoli) mi insospettisco un pò. brutalmente, chiedere a loro un parere sul nucleare è come chiedere all'oste se il vino che mesce in locanda è buono, mi pare ovvio e scontato che risponda di si. tuttavia "ritornando a bomba" sull'argomento nucleare si nucleare no, i punti da me citati nel mio primo post sono ancora lì in attesa di chiarimento, da parte di qualcuno o di una confutazione che mi convinca a cambiare parere. nel frattempo... cordialmente luca 63 p.s. la tua affermazione "Per cortesia lasciamo da parte che con l'eolico, con il fotovoltaico, l'idroelettrico e le biomasse si possa soddisfare il bisogno totale. Queste fonti devono, certamente essere perfezionate e impiegate nei contesti in cui sia possibile, possono essere oggettivamente di complemento. La speranza della fusione fredda sembra tramontata, per cui l'energia, nelle enormi quantità necessarie per sostenere lo sviluppo, non può non essere che d'origine nucleare" è suffragata da fatti concreti o semplifichi un pò? no perchè essendo così categorico e definitivo pare che tu abbia la verità in tasca, contraddicendo quello che scrivi sopra nel solito post "ho premesso di non avere, come il 99% degli italiani le competenze specifiche per addentrarmi in problemi tecnici" quindi mi e ti chiedo quale delle due versioni di lupimor è corretta ? augurandoti che tu possa quanto prima metterti d'accordo con te stesso ricordialmente luca 63

vferrari

13 mag 2010 09:05

Una breve osservazione per luca63, il quale segnala che oggi il nucleare costa 8,4 centesimi a kWh contro i 6,2 del petrolio, e per tutti gli altri fautori delle rinnovabili: parliamo un momento dei costi delle rinnovabili? Bene, c'è una stima facile facile per il fotovoltaico: perché un investimento nel fotovoltaico diventi appena conveniente (punto di pareggio dopo dieci anni), è necessario che lo Stato (e cioè tutti noi), con il Conto Energia, versi un mostruoso contributo di 50 centesimi al kWh. Insomma il costo per l'utilizzatore è 65 centesimi (spendo 65 centesimi, lo Stato me ne ridà 50, ok il prezzo è giusto), cioè DIECI VOLTE il petrolio. E allora, qualcuno pensa davvero che questa cosa sia estendibile? Guardate alla vostra bolletta bimestrale Enel: se decuplica, ve la potete ancora permettere? In tutto ciò, ho trascurato l'insignificante fatterello che se tutta l'energia fosse fatta con il fotovoltaico, allora nulla funzionerebbe in assenza di un sistema di accumulo su scala nazionale (il fotovoltaico produce solo dalle 10 alle 14), magari ne parlo in un prossimo intervento.

Vincenzo Mele

13 mag 2010 07:23

Una posizione netta il PD (finalmente) l'aveva presa, ora gliela vogliono far cambiare... condivido molti degli interventi che mi hanno preceduto, quindi non mi ripeto. Noto solamente che dire "l'ha fatto anche Obama" è di una strumentalità e di un provincialismo in cui solo gli italiani (e Chicco Testa) possono eccellere a questi livelli... come si fa a voler prendere spunto da un paese che ha già 104 centrali sul suo territorio, che è già evidentemente leader nelle tecnologie nucleari militari (con ovvio interesse geopolitico a restarvi), che oltretutto si sta impegnando massicciamente nelle energie rinnovabili... Non c'è che dire: il grande Renato Carosone, cinquant'anni fa, aveva visto giusto.

settimio

13 mag 2010 00:09

Ma che orgoglio, hanno quelli fedeli alla dottrina del non fare niente, che non sia dettato dalla falce e martello. Vorrei dire loro, finito il tempo delle vacche grasse, le trentasei ore, l´articolo 18, il mutuo acceso dal parcheggiatore, la Cgil che ignora i doveri, non resta che farsi un culo cosi`se si vuole l´acqua corrente calda, educare figli comprarsi un tetto. L´industria del nostro paese consiste nella conversione di materie prime che non abbiamo, noi le trasformiamo e per far questo abbisogniamo di energia. Capito?

Alessandro Prestifilippo

12 mag 2010 23:25

luca 63, ritorno a dire che sei male informato e dimostri di ignorare completamente la scienza e la fisica dell' energia nucleare 1) le risorse di uranio ad un costo di estrazione pari a 10 o 20 $ per barile di petrolio equivalente sono tranquillamente plurimillenarie. Vedi interessante studio dei fisici università di melbourne http://nuclearinfo.net/Nuclearpower/WebHomeAvailabilityOfUsableUranium Il fatto che sia cmq una fonte *finita*, non lo metto in dubbio, ma a parità di barile prodotto è meglio dare (per la nostra bilancia dei pagamenti) un $ ad Australia o canda che 100 $ o 150 $ a Russia e Paesi arabi (a parte tutte le emissioni evitate) E' evidente che tu NON hai MAI letto lo studio del MIT che citi chiaramente a sproposito, perchè quello tiene conto della situazione americana che ha ENORMI riserve di carbone e gas domestico a basso costo (in particolare, il carbone è il 50% della produzione USA), totalmente diversa la situazione italiana che è invece costretta ad importare la totalità dei combustibili di cui ha bisogno. Faccio peraltro presente che i costi di operazione + combustibile in Usa per il nucleare (che comprendono eccome nello studio del MIT i costi di smantellamento e delle scorie, ma dove l' hai letta questa fesseria ?) sono cmq inferiore alle altre fonti, nonostante gli Usa importino quasi tutto l' uranio di cui abbisognano (come fa l' Italia per tutti gli altri combustibili) http://www.eia.doe.gov/cneaf/electricity/epa/epat8p2.html 2) Il Paese più nuclearizzato per consumo pro capite, ripeto, è la Svezia e non la Francia, che ha 10 reattori (non 4, errore veniale visto le altre castronerie che scrivi) per circa 10 milioni di abitanti, Belgio, Svizzera (che grande come la Lombardia ha 5 reattori in 4 siti) e Corea del Sud e Giappone hanno anche loro quote elevatissime di nucleare 3) L' IFR non c' entra assolutamente NULLA con le esperienze come phenix e superfenix, NON HAI LA MINIMA IDEA di cosa stai parlando ! Quelli erano reattori autofertilizzanti per la produzione di plutonio, l' IFR una tecnologia per la *distruzione* del plutonio e degli elementi a lunga vita, ed è stato eccome un impianto realmente costruito e funzionante, il fatto che usasse anche il sodio non c' entra nulla con il fatto che sono due tecnologie totalmente differenti... Insomma di fatti incontrovertibili vedo solo la tua confusione e puro analfabetismo scientifico, limitati al fanta calcio e alle discussioni da bar che forse ci fai più bella figura (almeno agli occhi di chi ci capisce qualcosa, non ho dubbi che tu possa infinocchiare l' italiota medio)

Alessandro

12 mag 2010 22:55

muschio, l' Italia ha già oggi percentualmente più energia da fonte rinnovabile della Germania, non c'è nulla di cui dispiacersi (il tuo link cmq non funziona), il % di fv in Germania è oggi dello 0,6% (puoi controllare questo ovunque) ed è costata finora più di 50 miliardi di euro, vedi articolo der spiegel. Questa non è una mia opinione ma semplicemnte un dato di fatto, il resto sono solo chiacchere da bar. Come è un datto di fatto, vedi articolo washington post, che già oggi la produzione di pannelli che avviene per il grosso in Cina, ha inquinato e reso invivibile ettari ed ettari di terreno, tu parli del futuro ma la produzione di celle solari risulta inquinante già *oggi* ! Nulla in contrario cmq ad incentivare le fonti rinnovabili ed il risparmio energetico, ben sapendo però che queste sono solo una piccola parte della risposta e hanno costi enormi per i sussidi che richiedono (in particolare il solare fv) Rispondo anche a Francesco, il problema dell' energia in Italia non è che abbiamo una mancanza di potenza installata, anzi ne avremmo a bizzeffe, ma semplicemnte queste centrali sono obsolete e vanno ancora in parte ad oli derivati del petrolio per cui è conveniente spegnerle ed importare nucleare da Svizzera, Slovenia e Francia e secondo sono molto inquinanti, a maggior ragione quando verranno convertite a carbone (una centrale come Civitavecchia produrrà 10 milioni di tonn CO2/anno), cosa che avrà anche conseguenze sociali di tipo sanitario e costi economici per le emissioni di CO2 (è probabile che una tonn di CO2 costerà >20 euro, quindi Civitavecchia costerà ai consumatori 200 milioni all' anno solo per le emissioni di CO2)

Francesco

12 mag 2010 20:22

Nucleare in Italia? Non serve. L'Italia per come è costituita morfologicamente secondo me non può ospitare centrali nucleari, il motivo è semplice, innanzi tutto per quanto riguarda la sicurezza. Immaginate voi quando si dovranno fare le simulazione periodiche di evacuazione, con i collegamenti stradali, autostradali e nodi ferroviari che caos ne uscirebbe, conoscendo gli usi e metodi di noi Italiani, difficilmente verrebbero praticate. Poi non capisco tutta questa preoccupazione dei firmatari dell'appello, L'Italia ha una potenza installata sui 78.000 mila MW e la punta dei giorni di maggiore consumo è di circa 53.000 MW, per ciò abbiamo un margine di assoluta sicurezza. Con le riconversioni a carbone programmate per le centrali ad olio combustibile di cui già hanno iniziato a produrre, credo che per un lungo futuro non ci siano preblemi vista la grande disponibilità del fossile. Una parte di energia nucleare la importiamo dalla Francia e da altri paesi a noi vicini e quindi non vedo il problema. Pensare all'autoarchia dell'energia in un mondo ormai globalizzato non credo sia il massimo, importiamo tanti prodotti anche superflui non vedo dove è lo scandalo importare energia prodotta dal nucleare, di certo ci sono interessi da difendere e lo capisco. Ma il costo dell'energia alto, come tanti altri prodotti è derivato anche da inifficenze del nostro sistema. Ora ci vogliono far credere che la panacea di tutti i mali sia il federalismo, invocando i costi standar dei prodotti, ma i politici si guardano molto bene dal chiedere la standarizzazione dei loro stipendi e dei manager che percipiscono molto di più dei colleghi europei. Dopo aver fatto lo spezzatino di una azienda sana come l'ENEL privatizzando e svendendo un patrimonio costruito con la partecipazione di tutti gli Italiani e aver distrutto una economia di scala, si accorgono che l'energia costa cara. In conclusione, credo che con l'innovazione degli utilizzatori elettrici, investire sulla fonti rinnovabili, costurire e ristrutturare case con più attenzione al risparmio energetico e rubando di meno, in un futuro prossimo la ricerca ci darà la soluzione al problema.

muschio

12 mag 2010 19:24

Alessandro abbiamo dati contrastanti!mi dispiace http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=8WGMYJHe4Co%3d&tabid=847 e poi personalmente se incentivano le fonti rinnovabili a me non dispiace piùttosto di finanziare indirettamente le automobili che inquinano solamente(ma questa resta un'opinione personale)!sul riciclaggio dei pannelli fotovoltaici non ci siamo, a parte che molti pannelli installati non hanno ancora raggiunto la fine del ciclo di vita(garantiti dai 20-25 anni e ci sono impianti pilota che durano da 30) basta vedere la commercializzazzione su larga scala quando è partita!mentre si stanno organnizzando per creare dei centri di raccolta e riciclaggio dei pannelli a fine vita!puoi dare pure un'occhio http://www.pvcycle.org/

Marco Da Roma

12 mag 2010 18:50

Col nucleare il PD può scordarsi il mio voto.

luca 63

12 mag 2010 18:34

caro alessandro prestifilippo lo confesso, mi hai scoperto, mi hai preso in castagna, non so nulla di nucleare sono completamente disinformato e le mie opinionisono frutto dell'ignoranza diffusa nell'argomento ma...chissà perché non rispondi alle mie osservazioni semplicemente svicoli il problema, comunque : 1) io non ho mai parlato del prezzo di mercato dell'uranio dal mio punto di vista è quasi irrilevante quanto costa la materia prima, io sottolineavo il fatto che trattasi comunque di materia prima, non infinita (come il petrolio o il gas naturale) tra l'altro gestita da un gruppo molto ristretto di oligopolisti mondiali che la gestiscono a proprio esclusivo beneficio economico a prescindere da quale paese ospita il giacimento. in ogni caso anche se il combustibile costa poco il Kw prodotto con il nucleare è quello complessivamente più caro (non lo dico io ma il MIT - Massachusetts Institute of Technology - in uno studio del 2009 pure se aggiungi la carbon tax a carbone e petrolio) basta che tu lo cerchi su wiki è facile trovarlo vedrai, 8,4 centesimi di dollaro a Kw per il tuo amato nucleare 6,2 per l'odiato carbone e 6,5 per l'odiatissimo petrolio (prezzi comprensivi dei costi di costruzione delle centrali ma bada bene non dello smaltimento delle scorie e del mantenimento perenne degli impianti fuori produzione) 2)il paese più nuclearizzato d'europa è la francia dove circa il 75% dell'elettricità è prodotta con il nucleare. la svezia se permetti non è un esempio che calza, a parte il fatto che non raggiunge la percentuale di produzione nucleare della francia ma va considerato che possiede solo 4 impianti, risiede in un'area geologicamente stabilissima ed ha una popolazione minuscola (poche milioni di persone) sparpagliata su di un territorio enorme ed in ogni caso anche gli svedesi non costruiscono più centrali nucleari da almeno 25 anni, così come la maggioranza dei paesi da te citati(e nemmanco ce le hanno in progetto). per quanto riguarda i paesi dell'est (lituania compresa) questi hanno ereditato una situazione semi drammatica in quanto sul loro territorio si trovano centrali nucleari a tecnologia di derivazione sovietica (sai che sballo! numerose sono quelle tipo Cernobyl) di cui non possono disfarsi perchè rappresentano per loro una irrinunciabile fonte di approvigionamento energetico (rimpiazzarle con altri sistemi non se ne parla per via dei costi di costruzione per loro insostenibili, in altre parole non hanno scelta). sui paesi asiatici idem come per la svezia (a parte il numero di abitanti leggerissimamente superiore) il nucleare (almeno quello attualmente disponibile) è visto come tecnologia largamente residuale e legata inscindibilmente a considerazione geopolitiche (corea del sud corea del nord cina) unica eccezione il giappone.3 la tecnologia (IFR) da te citata come la panacea in funzione del riciclo delle scorie del riutilizzo e neutralizzazione dei rifiuti nucleari et similia è stata sperimentata sia in europa (reattori veloci francesi, il famoso superphenix) che usavano come liquido di raffreddamento sodio liquido ad alta temperatura ed in america utilizzando leghe semimetalliche con piombo fuso ed altre amenità del genere. il tutto però si da il caso che sia stato abbandonato a metà/fine anni 90 (pure dai francesi che nel nucleare hanno il pelo sullo stomaco alto 4 dita ) per gli insostenibili costi di gestione e la facilità con cui tali apparati andavano in avaria. in breve la possibiltà di riciclare sistematicamente le scorie nucleari prodotte da una centrale è tutta ancora da venire.in ultimo ti devo dire senza alcuna animosità che non ritengo che l'energia solare sia la soluzione magica così come non lo è l'eolica o da biomasse o il petrolio o il gas il problema dell'approvigionamento energetico e della gestione energetica di un paese come l'Italia è molto complesso e non si risolve a mio modesto avviso con guerre di religione o con referendum secchi pro o contro il nucleare, semplicemente sono del parere (ed alcuni fatti reali ed incontrovertibili confortano il mio pensiero) che il futuro energetico NON è questo nucleare che ci vogliono vendere (sarebbe perfino bello se fosse così semplice) cordialmente luca 63

bubastis

12 mag 2010 18:15

i problemi delle scorie non sono ancora (completamente) risolti (ma davvero qualcono si preoccupa di cosa succederà tra 100mila anni?), ma ancora meno risolti sono i problemi dello stoccaggio di energia da usare quando mancano sole e vento. Inoltre, nei costi di solare e vento non sono mai calcolati, neanche approx., i costi di tale stoccaggio. Per quanto riguarda le riserve di uranio, negli oceani sono contenute ca. 4 milioni di miliardi di tonnellate di tale elemento

Giuseppe Filipponi

12 mag 2010 17:50

Spero di chiarire alcuni punti ricorrenti sulle sui rifornimenti di uranio, le scorie e il riciclaggio del combustibile, nonchè sui debositi geologici dei "rifiuti nucleari". **Una caratteristica unica dell'energia nucleare è che il combustibile esaurito può essere utilizzato per recuperare materiali fissili e fertili, al fine di fornire combustibile fresco per le attuali e future centrali nucleari. Il combustibile esaurito contiene ancora 90-95% dell'Uranio-235 che può essere separato e usato per fabbricare nuovo combustibile; contiene piccole quantità di Plutonio, circa 1%, che è un combustibile per i reattori autofertilizzanti e con il quale, insieme all'uranio fissile, si produce oggi il combustibile MOX utilizzato da 1/3 delle centrali nucleari europee. Contiene, in piccole quantità, altre sostanze radioattive che possono essere anche loro separate e utilizzate essendo richieste dal mercato. In pratica il combustibile esaurito di una centrale da 1000MW che opera per 40 anni contiene ancora combustibile nucleare utilizzabile equivalente a 130 milioni di barili di petrolio, come si fa a chiamarlo rifiuto. Sono diversi i paesi dove attualmente si fa il riprocessamento del combustibile nucleare, ottenendo in questo modo anche una notevole riduzione della quantità e della radioattività dei rifiuti ad alto livello. Sono anche state sviluppate nuove tecnologie di riciclaggio da utilizzare in combinazione con reattori a neutroni veloci e con i reattori ad alta temperatura di IV generazione. Questi reattori "bruciano" oltre al plutonio anche gli attinidi a lunga vita, le scorie nucleari più difficili da smaltire. Il riprocessamento e il riciclaggio del combustibile nucleare esaurito permette quindi prima di tutto di recuperare l'uranio e il plutonio non utilizzati e chiudere il ciclo del combustibile, ottenendo circa il 25% in più di energia dall'uranio originale caricato, percentuale che aumenterà in modo esponenziale con l'uso dei reattori veloci autofertilizzanti di IV generazione che in pratica moltiplicano per 100 l'energia estraibile da una stessa carica di uranio. In secondo luogo permette di ridurre gia ora la quantità del materiale da smaltire come rifiuti ad alto livello a circa un quinto riducendo notevolmente la radioattività dei rifiuti. In particolare dopo 100 anni la radioattività dei rifiuti nucleari ad alto livello ottenuti dopo il riprocessamento diminuisce molto più rapidamente rispetto a quella del combustibile esaurito non riprocessato In futuro, con il reattori a neutroni veloci e quelli ad alta temperatura di IV generazione, "bruciando" nei reattori oltre al plutonio anche gli attinidi minori, si potrà ridurre in modo definitivo le scorie nucleari ad alto livello accorciando a meno di 500 anni il tempo di permanenza di tali rifiuti nei depositi geologici.**

Alessandro

12 mag 2010 17:39

Muschio, sei molto male informato in Germania il solare fotovoltaico incide per appena lo 0,6% sui consumi di elettricità nazionali, nonostane (fino al 2010) 53,3 miliardi di euro di investimenti pubblici! http://www.spiegel.de/international/business/0,1518,666156,00.html http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/0,1518,680350,00.html Il riciclo delle scorie è eccome già oggi un' attività sviluppata a livello commerciale in Giappone, Francia ed GB, semplicemtne non lo è in tutto il resto del mondo perchè il prezzo di mercato dell' uranio è ancora troppo basso, 100 $ per kg ovvero meno di un $ per barile di petrolio equivalente (praticamente zero). Il fatto che oggi buona parte che le celle persino in Germania provenga dalla Cina è la principalke ragione per cui nesusno degli elementi di cui è composto un pannello solare ffv è oggi riusato/riciclato, anzi questo non avviene nemmeno nella fase di costruzione

Armando Scisci

12 mag 2010 16:25

Per quello che conta, aderisco anche io allo spirito della lettera. Armando Scisci

lupimor@gmail.com

12 mag 2010 16:21

Per luca 63, carissimo, se discuto sulle tue opinioni significa che ho potuto leggerle, o no? Perciò smetti i panni del povero intelletto libero che viene censurato dai cattivi. Il problema è culturale, ho premesso di non avere, come il 99% degli italiani le competenze specifiche per addentrarmi in problemi tecnici, per cui o dietro luca 63 si cela un autorevole e riconosciuto esperto del settore, oppure i dati e i fatti che citi sono quelli che una parte fornisce e un'altra prende e porta a casa a scatola chiusa. La sfilata dei costi sarà anche vicina alla realtà, produrre sempre più energia non può non costare. Il problema di fondo, piaccia o no è quello delle alternative concretamente attuabili e capaci di risolvere l'ingordigia d'energia che pervade il mondo. L'esempio delle nuove lampadine è calzante, se con la ricerca e l'innovazione, già in atto, per produrre auto mosse dall'elettricità si arrivasse nel giro di 10 anni a ridurre del trenta%, e poi sempre più, i veicoli con motore a scoppio o diesel, avremmo comunque più bisogno d'energia elettrica per ricaricare gli accumulatori. Teoricamente se l'energia in forma di elettricità fosse la sola impiegata in tutti i paesi industrializzati avremo risolto tutti i problemi d'inquinamento ambientale. Già, ma questa energia elettrica come la produciamo? Per cortesia lasciamo da parte che con l'eolico, con il fotovoltaico, l'idroelettrico e le biomasse si possa soddisfare il bisogno totale. Queste fonti devono, certamente essere perfezionate e impiegate nei contesti in cui sia possibile, possono essere oggettivamente di complemento. La speranza della fusione fredda sembra tramontata, per cui l'energia, nelle enormi quantità necessarie per sostenere lo sviluppo, non può non essere che d'origine nucleare. Governando nel limite delle possibilità umane la sua produzione e i problemi connessi. Certamente la nostra penisola, sovraffollata, geologicamente infelice, strutturalmente adatta più come luogo di vacanze che d'insediamenti industriali, pone problemi aggiuntivi e di difficile soluzione. Quella che io posso, nella mia ignoranza auspicare, è la non contrapposizione "sic et nunc" al nucleare. Proprio perché da noi è più carico di problemi ed impegnativo occorre, non demonizzarlo ma, per come intendi tu il termine ricerca ed innovazione, lavorarci sopra. Senza trionfalismi o pregiudizi. Se poi, si dà per scontato che il sistema Italia non sia in grado, per inefficienza, corruzione, egoismi di parte, interessi pubblici e privati, classe dirigente inadeguata e legata ad orizzonti che non vanno altre tre mesi, arretratezza tecnologica e progettuale ecc..., beh, allora chiudiamo bottega e adattiamoci a vivere di mediocrità permanente. Comunque il Riformista di oggi, pag.6, a firma T.L. ha un titolo illuminante:< No all'atomo di Silvio-Bersani è contrario per non spaccare il Pd> Riflettici sopra. Cordialmente Moreno Lupi

muschio

12 mag 2010 15:54

@alessandro io intendevo i costi di gestione del fotovoltaico non di costruzione forse non l'ho precisato bene, ma sappiamo benissimo che non viviamo in un sistema perfetto e le leggi della termodinamica ce lo spiegano!sono sicuro che nel ciclo di vita un pannello produce più energia di quanta ne impiega per la costruzione(magari poca ma c'è). In riguardo alla germania i suoi dati non concidono con i miei http://www.enerpoint.it/news/news_show.php?id=320. Il riciclaggio delle scorie per ora non l'ho visto impiegato su scala industriale ma solo di ricerca quindi le teorie del riciclaggio dell'uranio sono lontane secondo ma dall'applicazione su larga scala!Ma ti chiedo più facile riciclare l'uranio o il silicio, il vetro, il rame e l'alluminio di un pannello fotovoltaico?

pablo

12 mag 2010 15:52

nucleare? Va bene, ma che sia di 4a generazione, che già esiste, ma tutti i nostri politici, che di energia non capiscono un fico secco, continuano ad ignorare (volutamente???) Ecco il link http://www.delfungogieraenergia.com/en/about%20DFGE/ E nel (ENEL?) frattempo, cosa facciamo nei 7 anni che servono a costruire una centrale ? Investimenti sul risparmio energetico (quanto ha stanziato il governo? quanto sono semplici e intuitive le pratiche per lo sgravio irpef de 55% in 10 ANNI) Investimenti sulla fonti rinnovabili (...da parte della mafia) vedo solo una gran confusione all' italiana

bepi

12 mag 2010 15:52

Ma che bravi,si son venduti (COME AL SOLITO)al signor Berlusconi tanto per far come sempre dei soldoni sul popolo (solitamente)bue, che non ha capito niente ! Ed andando avanti ne capirà ancora meno ,perche' e semplice da capire ,dunque,anche se si accettasse il nucleare ,poi le scorie le porteremo a casa dei signori firmatari? se si' allora sono pienamente dacccorrdooo?! cosi' nel giro di due giorni starebbero proprio freschi sti furbi!

AMEDEO LEPORE

12 mag 2010 15:32

Amedeo Lepore, sottoscrittore dell'appello è docente di Storia Economica all'Università di Bari

Renè

12 mag 2010 15:03

Mi sento di sottoscrivere la proposta formulata da esperti , accademici e uomini e donne di scienza. La prima domanda che ci si pone ,a fronte della decisione del PD di dire No al nucleare, ma il PD è un partito progressista? Si ha la sensazione che pur di non assecondare anche una delle poche scelte coraggiose del Governo, si dica No per partito preso, ributtando L'Italia indietro di anni. Penso che su questo tema il riformista debba aprire una discussione serena e pacata ,con dati scentifici nell'evidenziare i pro e i contro al fine di rendere i cittadini nelle condizioni di meglio comprendere la portata del problema. Sposare il nucleare non significa abbandonare anche altri percorsi come le energie alternative, tra l'altro imposte dalla comunità Europea, ma di trovare il giusto equilibrio alfine di rendere questo nostro Paese nelle condizioni di autosufficienza e di sviluppo, cordialmente

alessandro

12 mag 2010 14:55

Le domande che mi pongo sulla base di questa lettera sono: 1) Quanti di questi scienziati rappresentano la comunità scientifica italiana? 2)Quanti di questi scienziati prenderanno incarichi di consulenza per lavorare nel settore nucleare? 3) Come si fa a dire che il nucleare di terza generazione inneschi un processo valido per l'indipendenza energetica, quando in Italia il settore delle energie alternative è in percentuale sull'energia prodotta o acquistata inferiore a tutti gli altri Paesi del mondo? Insomma mi sembra un argomento che gli stessi scenziati di questa lettera hanno valutato in termini riduttivi estrapolando dal contesto italiano altri fattori (inquinamento e gestione delle scorie nucleari, aree sismiche, assenza di investimenti forti nel settore delle energie alternative ed in alcuni casi di un vero e proprio sostegno politico a questo tipo di energie). E' invece importante rammentare a questi scienziati che l'elite economica pubblico-privata del Paese (ENI ed ENEL in primis) vogliono a tutti i costi contare in questo processo di nuclearizzazione ed entrare nel grande interesse della costruzione e della gestione di queste centrali nucleari a spese dei cittadini italiani.

luca 63

12 mag 2010 14:34

ci andate giù pesi di censura he? va be ma la censura non cambia lo stato delle cose

luca 63

12 mag 2010 14:31

ci riprovo (visto che non è comparso il mio commento) risposta a lupimor. non è una questione di luoghi comuni mal digeriti caro lupimor, i fatti sono fatti! è un fatto che non esiste un sito di stoccaggio in italia (niente luogo comune). è un fatto che il nucleare non è una fonte rinnovabile (niente luogo comune). è un fatto che il nucleare comporta un impegno definitivo per un numero imprecisato di anni a costi del pari imprecisati ed imprecisabili (ti fornisco una notizia che potrai verificare facilmente: la radioattività possiede tempi di decadimento che si misurano in milgliaia di anni, ergo una centrale anche se dismessa dalla produzione elettrica commerciale, deve essere controllata da qui all'eternità - almeno a scala umana). ti invito quindi ad informarti meglio sulle modalità operative e sui costi delle centrali nucleari a fine ciclo produttivo (così, tanto per smentire un luogo comune in cui pare tu creda). è un fatto che il nucleare italiano così come concepito (nella sua complessiva pochezza 6-7% del totale fabbisogno) non sarà in nessun caso decisivo per le sorti energetiche del paese. è un fatto che per avere il primo Kw prodotto sarà necessario pazientare per vari anni (c'è chi dice 5 chi 8 chi 10, comunque non è per domani)inoltre non mi pare di "averla buttata in politica" parlando di cose astratte non ho menzionato marziani o magnifiche sorti e progressive, sono d'accordo con te che sono esercizi sterili. Mi permetto infine di darti anche un suggerimento su cosa voglia significare per me il termine ricerca ed innovazione: saprai certamente che le vecchie lampadine ad incandescenza (quelle con il filamento in tungsteno) sono andate in pensione. le nuove lampadine elettroniche consumano il 70/80% in meno, addirittura la ricerca (ovviamente rigorosamente NON ITALIANA) ha prodotto le lampadine a LED che consumano ancora meno (costano decisamente di più ma fanno risparmiare fino al 90% dell'energia a parità di illuminazione) chi ha inventato e messo a punto il sistema giustamente se lo fa pagare ed avrà il futuro assicurato per vari anni, di ciò ne beneficeranno il suo paese ed i propri concitadini/dipendenti/lavoratori. a mio avviso i soldi destinati alle centrali nucleari sarebbero infinitamente più produttivi per l'Italia e gli italiani, se impiegati nella promozione della ricerca e dello sviluppo di nuove tecnologie (non provenienti da marte ma da un laboratorio) cordialmente luca 63 p.s. X bubastis nella lettera al bersani c'è qualcosa che non torna a livello di conti, la cifra di 4 miliardi a cosa si riferisce, a quali costi? a livello di costi di realizzazione con circa 7 miliardi e spicciloli di € si mettono in produzione 1600 Mw di solare ai costi di mercato attuali(per mia conoscenza diretta circa 4500 € a Kw per impianti di potenza da 20Kw, ragionevolmente per potenze superiori il prezzo unitario a Kw installato dovrebbe essere sensibilmente più basso) che guarda un pò non è significativamente lontana dalla cifra che serve a costruire una centrale nucleare di pari potenza (rammento che quella che doveva essere la centrale di Montalto di Castro è costata - ed ai prezzi degli anni 80 - ben più di 5 miliardi di €) con ciò non voglio dire che l'energia solare è la panacea o la soluzione a tutti mali energetici del paese, il futuro energetico dell'Italia non si risolve nello spazio di un appello a bersani o sul forum del riformista, ma allo stesso tempo vorrei sottolineare che le cifre fornite nell'appello sono un pò ballerine...

valerio alberto

12 mag 2010 13:54

PIU' CHE ALTRO sembra una lettera di INTERESSATI (intendo economicamente, interessati), ed anche le firme appaiono di coloro che hanno un interesse diretto, accademico, politico, lobbistico, comunque poco fondato e sorretto da ragioni condivisibili. Un appunto, neanche l'ombra del grande paladino del neo-nucleare ex Ministro Scajola, una svista? un refuso ? Era impegnato in un rogito dove a sua insaputa gli compravano una parte della casa ? e guardate che il Sig. Luca 63 ha ragione sui numeri che potreste agevolmente consultare , quando dice che tutto il trambusto (compresi i pareri interessati ) vale il 6/7 % del consumo energetico nazionale PLEASE informatevi , caro Moreno Lupi ..cordialmente

Alessandro

12 mag 2010 13:52

Qui ci sono i costi di operazione e manutenzione degli impianti Usa oggi in attività, tenete conto che i costi finali di smantellamento incidono al più per qualche mill di $ per kWh nella vita di un impianto che è di 40 o 60 anni e più. http://www.eia.doe.gov/cneaf/electricity/epa/epat8p2.html Ancora bisogna tenere conto che durante l' ordinario funzionamento di una centrale termoelettrica (e non in occasione di rari incidenti), queste causano DECINE di MIGLIAIA di decessi anticipati ogni anno, rilasciando impressionanti quantità di inquinanti atmosferici e persino metalli pesanti come mercurio, cadmio e arsenico, per cui discorsi sull' impatto ecologico sulle popolazioni sono del tutto ridicoli (il nucleare non emette inquinati atmosferici, nemmeno radiaottivi in quantità apprezzabili) http://w3.uniroma1.it/medicinadellavoro/Struttura/Eventi/Abstracts/Inquinamento%20urbano%20e%20nuove%20fonti%20di%20energia.pdf http://www.theoec.org/PDFs/Air/cage_reports_death.pdf http://southernstudies.org/2007/03/coal-burning-waste-presents.html ". Fine particle pollution from U.S. power plants cuts short the lives of over 30,000 people each year. . In more polluted areas, fine particle pollution can shave several years off its victims' lives. . Hundreds of thousands of Americans suffer from asthma attacks, cardiac problems and upper and lower respiratory problems associated with fine particles from power plants. . The elderly, children, and those with respiratory disease are most severely impacted by fine particle pollution from power plants. . Metropolitan areas with large populations near coalfired power plants feel their impacts most acutely - their attributable death rates are much higher than in areas with few or no coal-fired power plants. . Power plants outstrip all other polluters as the largest source of sulfates - the major component of fine particle pollution - in the U.S.Fine particle pollution is responsible for increased risk of death and shortened life spans... " e d' altra parte nemmeno la produzione di pannelli per il solare fv, contrariamente a quanto sostiene l' utente "muschio", vedi articolo washington post, è esente da impatto ecologico, a parte essere decine di volte più costoso di fonte tradizionali (nucleare compreso) - in Germania, nonostante decine di miliardi di sussidi pubblici, i kWh da solare fv non hanno superato l' 1% dei consumi nazionali http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/03/08/AR2008030802595.html ("... It's a green energy company, producing polysilicon destined for solar energy panels sold around the world. But the byproduct of polysilicon production -- silicon tetrachloride -- is a highly toxic substance that poses environmental hazards. "The land where you dump or bury it will be infertile. No grass or trees will grow in the place. . . . It is like dynamite -- it is poisonous, it is polluting. Human beings can never touch it,"..." Because of the environmental hazard, polysilicon companies in the developed world recycle the compound, putting it back into the production process. But the high investment costs and time, not to mention the enormous energy consumption required for heating the substance to more than 1800 degrees Fahrenheit for the recycling, have discouraged many factories in China from doing the same "..." "The recycling technology is of course being thought about, but currently it's still not mature,..., If this happened in the United States, you'd probably be arrested," . "Made from the Earth's most abundant substance -- sand -- polysilicon is tricky to manufacture. It requires huge amounts of energy, and even a small misstep in the production can introduce impurities and ruin an entire batch. The other main challenge is dealing with the waste. For each ton of polysilicon produced, the process generates at least four tons of silicon tetrachloride liquid waste. "..." When exposed to humid air, silicon tetrachloride transforms into acids and poisonous hydrogen chloride gas, which can make people who breathe the air dizzy and can make their chests contract " ...) Per ultimo, faccio notare che le scorie radioattive a lunga vita non sono affatto un "rifiuto", anzi possono essere riusate e riciclate (ed eliminate), in funzione ovviamente del prezzo di mercato dell' uranio, con ENORMI recuperi di energia, visto che un grammo di scoria così "distrutta" produce l' equivalente energetico di diverse tonn di carbone, con tecnologie già note e sviluppate in passato come l' integral fast reactor http://en.wikipedia.org/wiki/Integral_Fast_Reactor E' di qualche importanza che con sistemi come l' IFR solo ed esclusivamente riciclando le scorie *già* prodotte, avremmo sufficiente elettricità per alimentare i consumi dell' intero pianeta per più di 2000 anni, senza alcun ricorso ad altro uranio di miniera - in sostanza le tre R dell' ecologia (ridurre, riusare e riciclare) si applicano perfettamente anche al nucleare!

lupimor@gmail.com

12 mag 2010 13:48

Caro Direttore, quando una titolazione d'articolo e il suo completamento vale un tesoro: <No all'atomo di Silvio> -Bersani è contrario per non spaccare il Pd-. In 13 parole è racchiusa tutta l'angoscia e la difficoltà della elaborazione di un progetto politico autonomo, in grado di svincolarsi dalle vecchie categorie di una sinistra che ancora vive di sogni e di rimpianti. Si può notare però che anche queste posizioni non sono genuine, ma strumentali ad una assenza di leadership accettata e condivisa. Silvio suscita ripulse per eccesso di presenzialismo, Pier Luigi per incompiuta autorevolezza. I commenti dei vari Realacci, Della Seta e Ferrante sono emblematici, Colaninno dice ni, il Verde Bonelli predice la fine del centrosinistra in quanto verrebbe a cessare il legame con le forze ecologiste e i Verdi. Comunque l'opposizione, in particolare il Pd, sul problema nucleare non può limitarsi a cavalcare le paure della gente e andare a rimorchio dei movimentisti. Cordialmente Moreno Lupi

stefano

12 mag 2010 13:40

Se,If.....l'italia ed i politici Italiani fossero diversi,che ovvio riflettono gli Italiani, si potrebbe parlare. Invece,siccome la nostra classe imprenditoriale e politica,ragiona con il proprio personale portafoglio e NOn si vede nessun muntamento di rotta a me,questa lettera fà pena. Che poi il primo firmatario sia Chicco Testa la dice lunga,il quale mi ricorda anche Sacconi un'altro capolavoro di intellettuali dell'ambiente. Il solito business,chi le fà le centrali, Anemone?Dove? Non certo vicino alle loro ville! Intanto si tagliano i finanziamenti alla ricerca...che una volta in Italia,nel settore della Fisica Teorica era molto promettente.Ah! Dimenticavo... non potendo speculare e fare cassa ( e fondi neri) è meglio non farla la ricerca,ma comprare le idee dagli altri. E finitela con quel chiacchericcio delle Centrali di Oltralpe.....in Francia,Germania.....quando si sbaglia....si paga NON si viene promossi a meglio incarico come da noi Studio Geologico sul territorio,acque e sismicità? Non ci sono i soldi.....facciamole allora tutte come al solito,dove capita.Poi le scorie le parcheggiamo alla Sorin (Saluggia) vicino al PO.....intanto facciamo una commissione,tante commissioni,tante poltrone, tanti rivoli di soldi....ma nessun lavoro di analisi reale (costi-benefici-impatto ambientale-eventi straordinari) solo soldi un po per tutti,vedo anche molti pseudo specialisti.(firmatari)

sbadituf

12 mag 2010 13:27

A proposito di pressapochismo e dati di fatto, ricorderei a questi signori scienziati firmatari che: 1. NUCLEARE E PETROLIO: Le centrali nucleari producono solo energia elettrica, che è meno di 1/5 dei consumi energetici di ogni paese. La scelta del nucleare non riduce la dipendenza dal petrolio: la Francia produce il 78 % dell’energia elettrica dal nucleare, ma importa più petrolio di noi, ed ha i consumi di petrolio pro capite più alti d’Europa; 2. IL COMBUSTIBILE: Le riserve di uranio sono limitate: ai ritmi di consumo attuali si esaurirà in pochi decenni, ma se verranno costruite nuove centrali la sua disponibilità durerà ancora meno ed il prezzo aumenterà esponenzialmente. Inoltre il mercato dell’uranio è dominato da una lobby molto ristretta: sette società controllano l’85% dei giacimenti mondiali e quattro società forniscono il 95% dei servizi di arricchimento. Inoltre l’Italia non possiede Uranio e dipenderà completamente da altri paesi per il suo approvvigionamento; 3. I COSTI - Una valutazione realistica dei costi del nucleare deve tener conto non solo della costruzione delle centrali ma dell’intero ciclo di vita con particolare riguardo ai costi differiti dovuti al deposito delle scorie e allo smantellamento delle centrali di cui non si conosce ancora l’esatta incidenza. Considerati gli enormi costi di costruzione, le centrali nucleari non sono un affare per i privati a meno di ricevere ingenti sovvenzioni dallo stato, come conferma la recente decisione di Obama. La costruzione del primo reattore EPR francese di nuova generazione in Finlandia (Olkiluoto) incontra grandissimi problemi, che hanno già causato rilevanti aumenti dei costi e dei tempi di costruzione. Nonostante ciò e senza che esista un’esperienza concreta del loro funzionamento (l’ente regolatore degli USA non lo ha neanche licenziato), l’ENEL vorrebbe ordinarne almeno 4! 4. LE EMISSIONI DI CO2 - Il processo di fissione del combustibile nel reattore non produce emissioni di CO2, che sono invece presenti in tutte le altre fasi: dall’estrazione e lavorazione dell’uranio, all’arricchimento (l’impianto di Paducah, nel Kentucky, utilizza due centrali a carbone da 1000MW), alla costruzione della centrale (che richiede enormi quantità di cemento e acciaio) fino alle fasi di stoccaggio delle scorie e di demolizione della centrale. Alla fase di estrazione sono associate le maggiori emissioni di CO2: basta pensare che per ottenere 1 Kg di uranio da un giacimento che ha un grado di concentrazione dello 0, 1% (la media mondiale è dello 0,15%) occorre estrarre e lavorare 1 tonnellata di minerale. Un calcolo rigoroso porta a concludere che l'intero ciclo nucleare comporta oggi emissioni minori rispetto al termoelettrico, ma che aumenteranno vertiginosamente quando si dovrà estrarre l'uranio da giacimenti più poveri. Non bisogna inoltre dimenticare che, poiché i 439 reattori in funzione coprono meno del 6% del consumo di energia mondiale, se anche si costruissero centinaia di nuovi reattori si avrebbe un contributo minimo all'abbattimento della CO2, a fronte di investimenti di migliaia di miliardi nei pochi anni nei quali è richiesta la riduzione della CO2, evidentemente incompatibili con la situazione finanziaria mondiale; 5. SICUREZZA E SALUTE – Si accumulano studi scientifici che dimostrano aumenti di leucemie infantili ed altre malattie nelle popolazioni che vivono attorno alle centrali nucleari. Segno evidente che rilasci radioattivi si verificano nel normale funzionamento dei reattori, anche se ufficialmente vengono sottaciuti. Questi si aggiungono ai rilasci inevitabili nei frequenti incidenti (spesso minimizzati o negati dalle autorità), sommandosi ad altri inquinanti e danneggiando gravemente la salute della popolazione: le malattie tumorali sono in aumento, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità denuncia un preoccupante incremento nella diffusione dei tumori a livello mondiale. I reattori di terza generazione come l’EPR sono proposti come molto più sicuri, ma stanno emergendo inquietanti problemi di sicurezza, denunciati ufficialmente il 22 ottobre 2009 da tre Agenzie di Sicurezza europee, che hanno richiesto modifiche al sistema di controllo del reattore giudicandolo inadeguato a far fronte ad una situazione di emergenza. L’Autorità di Sicurezza Finlandese ha riscontrato ben 2.100 difformità nella costruzione del reattore EPR a Olkiluoto e ha bloccato i lavori; 6. LE SCORIE RADIOATTIVE – Comprendono il combustibile esaurito e tutto ciò che è stato contaminato dalle radiazioni, cioè i materiali utilizzati per il funzionamento della centrale ed il reattore stesso, che a fine ciclo andrà smantellato. Nessun paese ha ancora trovato una soluzione sicura al problema delle scorie, che devono essere custodite per tempi che possono raggiungere le centinaia di migliaia di anni. Si sono sviluppati invece traffici illegali per lo smaltimento nei paesi del terzo mondo, con un criminale risparmio sui costi e conseguenze sanitarie ed ambientali facilmente prevedibili. I pur limitati programmi nucleari dell’Italia hanno lasciato in eredità quattro centrali da smantellare, grandi quantità di fusti con scorie radioattive, provvisoriamente collocati all’interno delle centrali o inviati all’estero, con rilevanti spese per la custodia e gli affitti. Questa situazione costituisce un rischio permanente per l’ambiente e la salute. Nell’interesse generale sarebbe logico risolvere questi problemi, prima di prendere in considerazione la realizzazione di nuove centrali; 7. NUCLEARE CIVILE E MILITARE – La tecnologia nucleare è intrinsecamente dual-use: non è possibile separare le applicazioni civili da quelle militari. Tutti i paesi che hanno realizzato la bomba sono passati attraverso la costruzione di reattori nucleari. La Francia ha un potente arsenale nucleare, che ha assorbito i costi dei programmi civili. La diffusione nel mondo di programmi nucleari aumenterà indubbiamente i rischi di proliferazione militare; 8. L’ITALIA HA BISOGNO DI CENTRALI NUCLEARI? - Non è vero che l’Italia è costretta ad importare energia elettrica dalla Francia: la potenza elettrica installata in Italia era nel 2008 di 98.625 MW, a fronte di un picco di domanda di 55.292 (il massimo storico era stato raggiunto nel 2007 con 56.822 MW), dando luogo alla maggiore eccedenza tra tutti i paesi europei. Ma il nostro sistema elettrico è diventato sempre più inefficiente con le privatizzazioni, e non verrebbe certamente migliorato dall’investimento in centrali elettronucleari. La Francia “svende” energia elettrica nelle ore di calo della domanda, perché il sistema nucleare è rigido e non si adatta alle variazioni di carico; in compenso, in momenti di picchi eccezionali di domanda è costretta ad importare energia elettrica, a caro prezzo, dai paesi confinanti; 9. RIDURREMMO LA DIPENDENZA DAL PETROLIO? – La dipendenza energetica italiana ha ben altre cause. Importiamo quasi tutto il petrolio, che viene utilizzato, con grandi sprechi, in usi in cui non è sostituibile dal nucleare: circa un terzo, per un sistema dei trasporti totalmente sbilanciato sul trasporto su gomma e privato, buona parte per il riscaldamento di edifici costruiti senza isolamento termico, e altre importanti quote per attività produttive energivore, che producono male e in modo inefficiente; 10. TRASPARENZA, EFFICIENZA, DEMOCRAZIA NEI LAVORI - La costruzione di centrali nucleari muove quantità enormi di capitali, in gran parte pubblici, ed un loro corretto utilizzo prevedrebbe l’esistenza di un sistema economico e politico di gestione degli stessi assolutamente trasparente. Sappiamo bene che così non è e quanto sia frequente che intermediari senza scrupoli, (quando non addirittura la criminalità organizzata), si inseriscano nell’attribuzione degli appalti in maniera illecita. Infine, con l’entrata in vigore della Legge Sviluppo (luglio 2009), lo Stato potrà avvalersi dei poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni in materia di energia (aspetto per cui molte Regioni hanno fatto ricorso), equiparando di fatto i siti scelti per le centrali alle aree militari d’interesse strategico. Con grave detrimento dei principi di partecipazione democratica nella condivisione delle localizzazioni. (info da "Coordinamento per il NO al Nucleare": Greenpeace; Forum Ambientalista; Rete dei Comitati per la Difesa dei Territori; International Society of Doctors for the Environment; WWF Toscana; Legambiente Toscana; Italia Nostra Toscana; Cittadinanzattiva Toscana; Ambiente e Lavoro Toscana)

luca 63

12 mag 2010 13:07

risposta a lupimor. non è una questione di luoghi comuni mal digeriti caro lupimor, i fatti sono fatti! è un fatto che non esiste un sito di stoccaggio in italia (niente luogo comune). è un fatto che il nucleare non è una fonte rinnovabile (niente luogo comune). è un fatto che il nucleare comporta un impegno definitivo per un numero imprecisato di anni a costi del pari imprecisati ed imprecisabili (ti fornisco una notizia che potrai verificare facilmente: la radioattività possiede tempi di decadimento che si misurano in milgliaia di anni, ergo una centrale anche se dismessa dalla produzione elettrica commerciale, deve essere controllata da qui all'eternità - almeno a scala umana). ti invito quindi ad informarti meglio sulle modalità operative e sui costi delle centrali nucleari a fine ciclo produttivo (così, tanto per smentire un luogo comune in cui pare tu creda).è un fatto che il nucleare italiano così come concepito (nella sua complessiva pochezza 6-7% del totale fabbisogno) non sarà in nessun caso decisivo per le sorti energetiche del paese. è un fatto che per avere il primo Kw prodotto sarà necessario pazientare per vari anni (c'è chi dice 5 chi 8 chi 10, comunque non è per domani) inoltre non mi pare di "averla buttata in politica" parlando di cose astratte non ho menzionato marziani o magnifiche sorti e progressive, sono d'accordo con te che sono esercizi sterili. Mi permetto infine di darti anche un suggerimento su cosa voglia significare per me il termine ricerca ed innovazione: saprai certamente che le vecchie lampadine ad incandescenza (quelle con il filamento in tungsteno) sono andate in pensione. le nuove lampadine elettroniche consumano il 70/80% in meno, addirittura la ricerca (ovviamente rigorosamente NON ITALIANA) ha prodotto le lampadine a LED che consumano ancora meno (costano decisamente di più ma fanno risparmiare fino al 90% dell'energia a parità di illuminazione) chi ha inventato e messo a punto il sistema giustamente se lo fa pagare ed avrà il futuro assicurato per vari anni, di ciò ne beneficeranno il suo paese ed i propri concitadini/dipendenti/lavoratori. a mio avviso i soldi destinati alle centrali nucleari sarebbero infinitamente più produttivi per l'Italia e gli italiani, se impiegati nella promozione della ricerca e dello sviluppo di nuove tecnologie (non provenienti da marte ma da un laboratorio) cordialmente luca 63 p.s. X bubastis nella lettera al bersani c'è qualcosa che non torna a livello di conti, la cifra di 4 miliardi a cosa si riferisce, a quali costi? a livello di costi di realizzazione con circa 7 miliardi e spicciloli di € si mettono in produzione 1600 Mw di solare ai costi di mercato attuali(per mia conoscenza diretta circa 4500 € a Kw per impianti di potenza da 20Kw, ragionevolmente per potenze superiori il prezzo unitario a Kw installato dovrebbe essere sensibilmente più basso) che guarda un pò non è significativamente lontana dalla cifra che serve a costruire una centrale nucleare di pari potenza (rammento che quella che doveva essere la centrale di Montalto di Castro è costata - ed ai prezzi degli anni 80 - ben più di 5 miliardi di €) con ciò non voglio dire che l'energia solare è la panacea o la soluzione a tutti mali energetici del paese, il futuro energetico dell'Italia non si risolve nello spazio di un appello a bersani o sul forum del riformista, ma allo stesso tempo vorrei sottolineare che le cifre fornite nell'appello sono un pò ballerine...

Giuliano Martignetti

12 mag 2010 12:47

Ricordo un gioioso congresso di Legambiente all'indomani della vittoria ottenuta nel referendum sul nucleare - l'unica seria vittoria dell'ambientalismo in Italia - e gli abbracci scambiati con Chicco Testa, presidente di Legambiente, Ermete Realacci, segretario,Gianni Mattioli, Massimo Scalia ecc ecc. Che tristezza, Chicco.

sbadituf

12 mag 2010 12:40

...e se come capofila dei nuclearisti c'è Veronesi, che degli inceneritori vanta "rischio zero", allora adesso stiamo pure certi che la battaglia contro il nucleare è giusta. Anti-scientifico non è essere contro il nucleare, ma boicottare la ricerca per ulteriori fonti alternative e per una maggiore capacità di sfruttamento dell'energia solare; anti-scientifico è continuare a pensare di bruciare i rifiuti invece di riciclarli (e gettare le basi per crearne comunque meno); anti-scientifico è costruire centrali a bio-masse e inceneritori contro ogni logica, contro la salute umana e del Pianeta, al solo scopo di lucro; anti-scientifico è credere di poter continuare a sviluppare tecnologie che producono rifiuti extra-tossici e indistruttibili; anti-scientifico è non rispettare una legge fisica conosciuta dal Settecento: NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE (principio di conservazione della massa).

Francesco Altomare

12 mag 2010 12:28

Iniziativa lodevole da parte di questi intellettuali volta a destare i dirigenti del partito che dovrebbe essere del riformismo progressista, dal una sorta di ecologismo pecoraroascaniesco che vede nelle energie alternative la panacea di tutti i problemi. Cazzate buone per gli stolti giacchè queste energie pulite sono importanti ma certamente non tali da soddisfare il fabbisogno energetico.

muschio

12 mag 2010 12:14

@bubastis mi permetto di corregere il suo calcolo in quanto lei parla solo dei costri di costruzione e non tiene conto dei costi di gestione del nucleare; la materia prima (uranio), il costo di arricchimento, i costi di gestione delle scorie e dell'impianto, eventuali costi sanitari e di messa in sicurezza delle popolazioni che lo ospitano, ecc...questi costi nel fotovoltaio sono nulli o quasi nulli per l'intero ciclo di vita del pannello. Olkiluoto 3 è passata come costi di costruzione da 2.6 miliardi ai 5,5 attuali in Finlandia, si figuri in Italia dove i lavori dl G8 alla Maddalena, principalmente strutture civili, dove gli inconvenienti progettuali sono minimi, i costi la sono passati da 200 milioni a 327 milioni!

Ciro Morroni

12 mag 2010 11:52

Semplicemente BRAVI !!!! ERA ORA !!!!!

salvatore ridulfo

12 mag 2010 09:49

una posizione razionale e equilibrata, presentata con grande garbo e autorita'. Spero proprio che il PD per l Italia e la nostra competitivita' riesca a sganciarsi dalle frange 'negazioniste' per partito preso. SOOTOSCRIVO E APPROVO cittadino Italiano all estero

emidio

12 mag 2010 09:29

Anche non essendo un fan del PD ma avendo a cuore un serio confronto politico fra gli schieramenti, trovo l'iniziativa condivisibile. Pur se con qualche accenno di snobismo intellettuale gli argomenti portati da Chicco Testa & Co. sul tema specifico mi convingono. Ma, credo, che il contributo più importante sia l'invito a Bersani ed al suo partito a non chiudersi in qualche ridotta ma a confrontarsi con idee e proposte con la maggioranza. Solo così si può sperare di essere classi di governo in futuro.

Giulio Budini

12 mag 2010 08:53

Un solo dato: il COSTO dell'elettricità. In Italia è dovuto molti fattori ma non al fatto che siamo fuori dal nucleare. Tra questi ci sono l'inadeguatezza della rete distributiva (quasi il 50%); le tasse (superiori del 30% alla media europea); al sistema marginale con cui il prezzo si forma (paghiamo l'energia il prezzo più alto offerto dai vari produttori nel loro complesso qui perdiamo circa un 10%); e gli oneri del sistema tra cui la dismissione delle vecchie centrali nucleari e la gestione delle scorie (260milioni/anno) e il CIP6 per le rinnovabili (dal quale però l'83% viene utilizzato come contributo agli inceneritori). Moody's ('08) stima in 5,46€/kW il costo di costruzione di una centrale nucleare. Stima anche in 0,07€ /kW il costo da nucleare oggi e in 7% l'aumento del prezzo annuo. Cioè nel 2022 quando potremo avere la prima centrale noi, il costo sarà più di 0,15€/kW, cioè più che raddoppiato e assolutamente non competitivo con molte rinnovabili che stanno diminuendo i costi più aumenta la tecnologia. Ciò è dovuto a molti fattori tra i quali il costo dell'estrazione e dello stoccaggio delle scorie...

Piero2

12 mag 2010 08:17

Caro Fumagalli, secondo lei QUANDO potremo sapere, del PD, "che visione generale ha del futuro per il nostro Paese ... che tipo di società ha in mente ecc.", in modo che esso possa eventualmente prendere posizione su "uno specifico argomento o punto politico"? Lei ha in mente una data? O forse li stiamo disturbando, tirandoli per la giacchetta, mentre sono impegnati a questo compito millenario? Cordialmente

Andrea Banchelli

12 mag 2010 07:57

Condivido in pieno. Ma dai commenti che leggo mi sembra una mossa troppo innovativa per chi non va oltre un orizzonte fatto solo di pannelli e pale. Peccato!

Giulio Budini

12 mag 2010 01:48

Visto che parliamo del nucleare che per sua natura viene utilizzato solo per produrre energia elettrica parlo di quella. In Italia oggi la risorsa energetica più facilmente disponibile è data dal RISPARMIO e dall'efficienza (Il discorso sarebbe simile anche per autotrazione e per riscaldamento/condizionamento degli edifici). I risparmi sul consumo di energia elettrica ottenibili con una buona politica di investimenti sono certamente superiori al 30% (e uno studio ha calcolato si potrebbe arrivare al 45%) in 15 anni considerando i comparti commerciale residenziale ed industriale. Il problema del COSTO in bolletta italiano è dato dal "sistema del prezzo marginale" (che mantiene molto più alti i prezzi) dall'inadeguatezza e unidirezionalità della rete distributiva (che non permette sempre di attivare gli impianti di produzione elettrica più efficenti), Quasi il 20% della bolletta elettrica se ne va in tasse e IVA. La tassazione dell’energia in Italia risulta superiore del 30 per cento rispetto alla media europea. Dagli oneri del sistema che ad esempio ci fa pagare la manutenzione delle scorie e la dismissione delle centrali nucleari di 20 anni fa; l'83% del CIP6 (percentuale in bolletta come contrinbuto a rinnovabili e assimilate) va per l'energia prodotta dagli inceneritori. Le RISORSE di uranio con le 430 centrali attuali arriva a 70 anni, Se come qualcuno ipotizza, verranno raddoppiate le centrali, anche la risorsa finirà in metà del tempo. Il COSTO dell'uranio è decuplicato dal 2003 al 2007. Oggi delle 65'000T prodotte 40'000 vengono estratte e 25'000 derivano dallo smantellamento degli arsenali russi. Nel 2011 finirà la risorsa russa e il ritmo estrattivo dovrà aumentare. Inoltre presto si esauriranno le risorse facilmente estraibili e l'uranio andrà estratto dai graniti con costi ed impiego di risorse decisamente superiori. Ciò implicherà produzione di CO2 paragonabile e anche superiore a quella delle termocentrali a gas. Ad ora il COSTO per la sola costruzione di una centrale nucleare si aggira atttorno ai 5,5€/kW (Moody's). Il costo del kW è di 0,07€ ed aumenta del 7% all'anno, passando nel 2020 a 0,14€. Ciò mentre la maggior parte delle tecnologie rinnovabili sta avendo una progressiva diminuzione dei costi. Per costruire una centrale da noi, ci vorranno a essere generosi 12 anni. L'EPR in Finlandia l'hanno iniziato nel 1999 e sarà portato a termine probabilmente nel 2015. Poi ci sono i problemi ETICI dell ESTRAZIONEi, e se ci serviremo di Areva, ci machieremo delle stesse nefandezze in Niger dove i minatori e la popolazione poverissima vive e lavora senza protezione in zone fortemente contaminate, Problemi ETICI sulle GENERAZIONI FUTURE a cui lasceremo zone contaminate, depositi di scorie e centrali da dismettere che dovranno essere perennemente accudite e saranno quindi un debito che noi contraiamo per loro.

Prof. Alfonso Di Maio

11 mag 2010 22:34

sottoscrivo pienamente

Pescuma Michele

11 mag 2010 21:31

Nessuno parla di risparmio energetico, siamo un paese con 600 vetture ogni 100kmq che inquinano e consumano non ci sono piani di sviluppo urbano e industriale in grado di razionalizzare i fabbisogni energetici, bisogna puntare sulle risorse rinnovabili. E poi le centrali nucleari certamente le vorranno fare qui al sud no?.

Alessandro Prestifilippo

11 mag 2010 20:50

luca 63, ci sono molti errori nel tuo intervento, come spesso accade frutto della diffusa ignoranza nell' argomento e analfabetisnmo scientifico che c'è in Italia, cerco quindi di chiarire alcuni punti. Primo, l' attuale prezzo di mercato dell' uranio è meno di un $ per barile di petrolio equivalente per cui incide praticamente zero nel costo del kWh nucleare, esattamente l' opposto succede per i combustibili fossili. http://www.world-nuclear.org/info/reactors.html http://www.uxc.com/ Inoltre, più della metà dell' uranio nel mondo proviene da Canada ed Australia, Paesi largamente democratici e stabili. Infine, passando da un prezzo dell' Uranio dall' attuale uno a, per es., 10 o 20 $ per barile di petrolio equivalente le risorse economicamene estraibili di uranio sono tranquillamente più che millenarie, anche senza considerare il riciclo delle scorie o il toriuo (altro combustibile nucleare). Secondo, non c' entra assolutamente nulla l' incidenza di nucleare in Francia o Inghilterra o Russia (nelle ultime due è ridottissima) ! Il Paese più nuclerizzato in Europa è la Svezia e Paesi come Svizzera, Belgio e Lituania hanno tranquillamente il 50% e più della loro produzione di nucleare (così come Corea del Sud e Giappone in Asia) senza aver MAI avuto interesse di tipo militare Terzo, faccio notare che le scorie radioattive a lunga vita non sono affatto un "rifiuto", anzi possono essere riusate e riciclate (ed eliminate !), in funzione ovviamente del prezzo di mercato dell' uranio, con ENORMI recuperi di energia, visto che un grammo di scoria così "distrutta" produce l' equivalente energetico di diverse tonn di carbone, con tecnologie già note e sviluppate in passato come l' integral fast reactor http://en.wikipedia.org/wiki/Integral_Fast_Reactor E' di qualche importanza che con sistemi come l' IFR solo ed esclusivamente riciclando le scorie *già* prodotte, avremmo sufficiente elettricità per alimentare i consumi dell' intero pianeta per più di 2000 anni, senza alcun ricorso ad altro uranio di miniera - in sostanza le tre R dell' ecologia (ridurre, riusare e riciclare) si applicano perfettamente anche al nucleare! Per ultimo, è importante capire che quando gas e petrolio diverranno molto scarsi (o cmq li considereremo troppo inquinanti o "nobili" per usi esclusivamente energetici), a parte realizzare la max efficienza energetica, sarà determinante (ed in questo sarà strategico avere una importante penetrazione di nucleare e rinnovabili) elettrificare i nostri consumi energetici sia nel trasporto (sia quello collettivo con treni, tram, metro, filobus, ecc...che quello privato con motorini e veicoli elettrici ed ibridi seriali, ovvero con batterie ricaricabili dalla rete elettrica), compreso il trasporto merci, sia nel riscaldamento/condizionamento civile con efficienti pompe di calore elettriche, magari accoppiato al solare termico per la produzione di acqua calda (oggi l' elettricità è invece solo il 40% dei nostri consumi di energia primaria e il 20% negli usi finali di energia) Complimenti per l' iniziativa e forza (nonstante tutto) Partito Democratico !

Paolo

11 mag 2010 20:36

Più nucleare di un "sinistro" non c'è nessuno. Quindi, via al nucleare.

maria

11 mag 2010 20:13

chicco testa, chi? lo stesso chicco testa del pci che ai tempi del referendum sul nucleare si vedeva dappertutto a sparlare e a spiegare i rischi delle centrali? io ho sessantanni e ricordo tutto alla perfezione...e ancora una volta mi dico e dico: questi comunisti hanno rovinato l'italia, l'hanno tenuta al palo per molti decenni, salvo ravvedersi a frittata fatta! che vergogna....almeo lui, anche se tardi si ravvede, ma la massa, quelli indottrinati, per fortuna sempre meno, continuano ad andare avanti con il paraocchi!!!

lucianelli

11 mag 2010 20:09

Ammettere sbagli, difficile per l´umanita`. Quando qualcuno ha riso dell`articolo 1 della Carta poiche ovvio, bisognava poi rendergli onore. Sarebbe inconciliante poter produrre benessere con la sola energia dell`uomo.

Erno

11 mag 2010 19:48

Un sentito GRAZIE a coloro che hanno promosso questa iniziativa, oggi l'opzione nucleare non é popolare ma i fatti hanno la testa dura, fa molto male al PD e alla sinistra sostenere opzioni demagogiche che crollano alla prima verifica. Oggi si fa una grande confusione tra Ricerca, importantissima ed indispensabile e Produzione, che richiede l'impiego di tecnologie attuali ed in grado di soddisfare le esigenze della nostra società a condizioni competitive sul mercato internazionale. Esaltazioni fuori luogo dell'attuale tecnologia del fotovoltaico stanno producendo impegni ( conto energia ) e sprechi di territorio di dimensioni impensate. Possibile che forze per tradizione progressiste continuino a caratterizzarsi come campioni della paura e dell'oscurantismo, incapaci di confrontarsi con le esperienze di tutti i Paesi più evoluti del mondo?

vincenzo ulisse

11 mag 2010 19:48

Due considerazioni .La prima che i firmatari hanno avuto un certo coraggio a sottoscrivere una 'dichiarazione' da noi sempre piuttosto impopolare . La seconda è che in Italia è sempre stata miserabile la questione del nucleare perchè sostanzialmente legata solo a schieramenti politici. Dovrei forse dire che non è serio e che i nostri politici mostrano di essere davvero dei miseri peones senza idee proprie

alessio

11 mag 2010 18:32

dai facciamo un`altro regalo alla cricca e alla mafia! in nessun paese al mondo esiste un deposito per lo smaltimento dei rifiuti nucleari permanente e sappiamo tutti che in italia i rifiuti nucleari finiranno o in una discarica abusiva o in fondo al mare!

bubastis

11 mag 2010 17:50

nella lettera al Bersani si dice che sono stati spesi 4 miliardi per il solare che produce lo 0.2% dell'energia consumata in Italia. Il lettore Luca 63 dice che con quattro centrali nucleari (costo di ca. 20 miliardi) si produrrebbe il 6-7% dell'energia necessaria. Ne consegue che per produrre il 6-7% col solare sarebbero necessari 120-140 miliardi. Qualche numero a livello mondiale (Scientific American, Novembre 2009): volendo ridurre drasticamente le emissioni di CO2 entro il 2030 usando solo le fonti alternative, nel mondo bisognerebbe installare in 20 anni quanto segue: A) 3,8 milioni di torri eoliche da 5 MW, B) 89000 impianti fotovoltaici da 300 MW ciascuno, cioè l’equivalente di circa 9 miliardi di tipici impianti fotovoltaici domestici da 3 kW; C) 270 nuove dighe idroelettriche (potenza non specificata); D) nuove installazioni geotermiche (numero non specificato). Costo previsto centomila miliardi di dollari, pari a circa 200 milioni di miliardi delle vecchie lire, ovvero 2 seguito da 17 zeri, ovvero piu’ di sedicimila euro per ciascun abitante della terra in un paio di decenni

gianna

11 mag 2010 17:39

dimenticavo di aggiungere che, se il PD aderisse al nucleare, perdebbe 3 voti, il mio e quello dei miei familiari. Già sono in forse a causa del tenetnnamento sulla privatizzazione dell'acqua. Andiam di male in peggio. Mi chiedo perchè dovrei votare PD e non PDL se mi sta bene il nucleare, la privatizzazione di tutto, l'ammazza clandestino e via dicendo.

gianna

11 mag 2010 17:34

una domanda: chi sostiene il nucleare potrebbe darci i seguenti dati: a) COSTI TOTALI per la costruzione di una centrale, per i benefici alla comunità che la ospiterebbero, per la gestione, per la dismissione con creazione del sito di stoccaggio dell'uranio e costi di gestione del medesimo b) numero di posti di lavoro che creerebbe ogni centrale e quanti sarebbero i soggetti produttivi che beneficerebbero di costruzione e gestione c) confronto costi / quantità di energia fornita nel tempo. E a PARITA' di COSTI: a) quantità di energia che si potrebbe ottenere con eolico, fotovoltaico, biomasse, ecc. Quanti posti di lavoro. Quanti soggetti produttivi verrebero coinvolti. Solo questo sarebbe un approccio serio. Comunque io resto contro il NUCLEARE per un semplicissimo motivo. Che nessuno puà garantirne la sicurezza al 100%. Sfiderei chiunque, anche a fronte di quanto sta accadendo nel Goldo del Messico, a giurare che una qualsiasi realizzazione umana può essere perfetta o inattaccabile.

lupimor@gmail.com

11 mag 2010 17:25

Carissimi, il kilometrico commento di luca 63 è la riprova, se ce ne fosse stato bisogno, di luoghi comuni mal digeriti e non sostenuti da niente di provato. Ipotesi, ipotesi, previsioni, scenari futuri immaginati ad hoc. Lo so che sia io che luca 63 saremo abbondantemente morti, quando la disponibilità dl petrolio, d'uranio e di metano sarà finita. Gli uomini del futuro, quanti miliardi saranno?, si troveranno di fronte a scelte dirompenti. Essendo impossibile ricoprire tutto il pianeta di pale eoliche o di pannelli fotovoltaici o di impianti per le biomasse, tutte le fonti alternative ad oggi conosciute, che poi non sarebbero sufficienti, dovranno avere attivato l'abitabilità di Marte e il modo d'arrivarvi come si va da Los Angeles a Roma, oppure torneranno alle torce e ai caminetti, agli spostamenti a piedi e ai segnali di fumo per comunicare. Oppure avranno trovato, inventato, scoperto, che so, il modo di utilizzare la fusione fredda. Per cui o si ragiona in termini di vita umana, 100 anni, oppure fantastichiamo. Se nessuno vuole il nucleare il sistema esiste, è certificato: ritorniamo ai consumi energetici del 1980, non esistevano i succhiatori d'energia di oggi, dall'aria condizionata alle vasche Iacuzzi, dal numero delle automobili agli aeroplani, eppure ciascuno nell'ambito delle sue possibilità, tranquillamente viveva. Non è possibile, nella realtà del nostro mondo finito, pensare di poter produrre energia in quantità sempre crescenti necessarie per mantenere lo sviluppo, senza pagarne, in qualsiasi termine, il corrispettivo. Siamo in piena palestra mediatico-politica in cui quello che interessa veramente, non sono le sorti dell'umanità ma la visibilità e la notorietà. Rifletteteci sopra. Cordialmente Moreno Lupi

pirgi

11 mag 2010 16:29

D'accordo su nucleare,bisognava farlo prima,ma non appaltato da gente tipo Scajola,Bertolaso,nipotini di Martelli e De Michelis e la banda dei 40 ladroni che e' ancora li'.Pero' bisognerebbe veramente buttarsi nella ricerca e nel contempo nelle energie verdi ecologiche.//////////// Oripilario Poi una cosa che non c'entra niente,qui: leggo su ok notizie l' elogio di Casa Pound centro sociale di destra estrema ,da parte dell' ex di potere operaio Lanfranco Pace.Gia' vendutosi al Berlusconismo da anni ed anni non c'e' da meravigliarsi,per un bicchiere di champagne e soldi a palate potrebber scrivere di tutto...oggi supera tutti,pure Fede Liguori Ferrara Vespa. Schiera di "liberi" di facciata,ma untuosi servitori nella realta' . Visti i tempi. Della serie meglio vender la madre.Non ho niente in particolare contro i Poundini,poson darmi fastidio violenza in gruppo,o elogi del nazismo,ma Lanfranco Pace e' peggio del peggio.Paggio?

Giuseppe Fumagalli

11 mag 2010 16:05

Mi sembra che il problema sia mal posto: si ricade nell'abusato vizio italico di tirare qualcuno per la giacchetta su uno specifico argomento o punto politico, senza mai tenere conto di un quadro complessivo. Che senso ha pretendere ( o meno, non cambia niente) un pronunciamento del PD sul nucleare, o su uno specifico singolo altro tema, quando il partito non ha chiarito o comunque esplicitato che visione generale ha del futuro per il nostro Paese, in quale direzione vuole andare, che tipo di società ha in mente ecc. ecc. Io penso che freghi poco sapere, alle bocce ferme di oggi, che cosa ne pensi il PD del nucleare: e se poi domani, di fronte ad un altro singolo quesito, si trovasse in contraddizione col pronunciamento fatto, cosa succederebbe? O abbiamo in mente un PD-Lascia o Raddoppia, che risponde a tutte le domande che provengono dalla società in modo estemporaneo, magari sotto la spinta di documenti con fior di firme come questo? Il PD deve essere un transatlantico che, fatti salvi gli aggiustamenti necessari in corso d'opera, percorre una rotta stabilita o una zattera di disperati in balia delle onde e dei marosi? Forse il non porsi questi problemi, concorre poi alla continua erosione di chi appoggia e vota questo "Partito in cerca d'autore", mi verrebbe da dire con Pirandello ...

Giuseppe Filipponi

11 mag 2010 15:35

Sono Perfettamente d'accordo. So bene che il nucleare oggi non è considerato di sinistra. Ma chi decide cosa è di sinistra e che cosa non lo è ? Il WWF fondato dal Principe Filippo d'Inghilterra e dal Principe Bernardo d'Olanda, o Greenpace la multinazionale dell'ecologia. Meglio ascoltare i responsabili della CGIL elettrici, gli operai dell'Ansaldo o anche quelli dell'Alcoa che oggi rischiano il posto per gli alti costi dell'elettricità. Se il problema di oggi e il lavoro non c'è nienete come l'energia nucleare che puo garatire costi bassi per l'elettricità e quindi uno sviluppo industriale e occupazionale stabile e duraturo.

luca 63

11 mag 2010 15:24

premessa, tanto lo so che non mi pubblicate ma tant'è... Ancora lì col nucleare (che noia) il nucleare in Italia è storia chiusa (almeno con le tecnologie attualmente disponibili) sia dal punto di vista economico che pratico di utilità. punto 1 - in Italia non si riesce nemmeno ad individuare il sito nazionale di stoccaggio permanente per i rifiuti radioattivi provenienti da usi non energetici (vi ricordate di Scanzano Ionico?) figuriamoci le rivoluzioni che avrebbero luogo nel caso di una centrale nucleare! punto 2 - il primo Kw prodotto sarebbe disponibile tra 5-6-8-10 anni (considerata l'atavica lungaggine della durata dei lavori pubblici in Italia) all'epoca con la velocità alla quale si sviluppano le fonti energetiche alternative il rischio è di spendere un sacco di soldi (Montalto di Castro si è "mangiata" 28.000 miliardi di lire - 13 miliardi di euro - ed ancora non era finita) per una tecnologia che all'entrata in funzione sia abbondantemente obsoleta. punto 3 - il nucleare NON è una fonte RINNOVABILE è come per il petrolio, ci sono dei paesi produttori di combustibile e paesi consumatori, l'uranio, come il petrolio è in via di esaurimento e comunque non infinito. punto 4 - al massimo delle capacità produttive, tutta la baracca - 4 misere centrali - produrrebbe si e no il 6-7 % del fabbisogno complessivo di energia italiano (del tutto trascurabile, agevolmente rimpiazzabile con l'implementazione di un risparmio energetico serio e con lo sviluppo di fonti di energie alternative/rinnovabili). punto 5 - con l'ammontare delle spese necessarie ad implementare tutta la suddetta baracca, si potrebbero generare, attivando una ricerca massiccia e seria, ben altre prospettive sia dal punto di vista dell'occupazione che di ricaduta economica diretta (brevetti, royalties ecc.). punto 6 - una centrale nucleare ha un costo che non si esaurisce con la fine del ciclo produttivo, ma implica PER SEMPRE una spesa notevole in termini di controlli e mantenimento dello stato degli impianti (le centrali nucleari italiane non sono "spente" ma sono tenute in stato di stand by per fine ciclo produttivo). punto 7 - ne discende che una volta costruita una bella centralina nucleare (con le tecnologie attuali) le generazioni future si troveranno a gestire che lo vogliano o no il problema senza che vi sia la possibilità reale di smantellarle = costi astronomici perenni. Punto 8 - sveglia intellettuali!! e professoroni e ingegneri ingegnosi e imprenditorissimi (Chicco Testa... Imprenditore...!? ma mi facci il piacere...) i cinesi (che se non cambiamo registro e alla svelta ci faranno un mazzo tanto) hanno capito che il futuro sono le fonti energetiche alternative, tanto che l'expo di Shangai è sostanzialmente ispirato alla filosofia verde e di rispetto dell'ambiente. P.S. La media europea del 30% di produzione elettrica dal nucleare, citato nell'appello, è un trucchetto statistico ormai un pò stantio. Tale dato viene fornito tenendo conto della produzione elettrica di paesi come la Francia principalmente, ma anche UK e Russia che producono per "scelta/necessità" politico-militare (sono paesi che possiedono la bomba atomica) le centrali sono NECESSARIE PER ARRIVARE A PRODURRE PLUTONIO indispensabile alla costruzione di ordigni nucleari (come si dice l'utile e il dilettevole) forse anche l'Italia vuole entrare a far parte del club della bomba?

RUGAntino

11 mag 2010 14:38

Caro segretario, che aspetti ad adottare il nucleare? Non solo per le ragioni esposte qui sopra con tanta bravura, ma perché, a pensarci bene, l'adozione del nucleare è il solo neo al programma di governo del Pd, già di per sé perfetto e condiviso da un largo schieramento politico. Eliminato il quale, l'appoggio elettorale massiccio ed entusiasta del popolo italiano non ti potrà in nessun modo mancare! Saluti dar Ruga

marco

11 mag 2010 14:36

E chi le costruisce? Bertolaso & Co. E chi è il responsabile della sicurezza? Qualche dirigente regionale raccomandato. E chi pensa ai rifiuti? EcoMafia Spa. Il PD potrebbe evitare di appoggiare simili progetti nefandi e nefasti. Piuttosto consiglierei al Riformista di informare i suoi lettori anche attraverso una rassegna stampa un pò più ampia, magari europea, per scoprire che in Germania hanno creato una catena umana lunga 120 km contro l'energia atomica http://www.anti-atom-kette.de/

lupimor@gmail.com

11 mag 2010 14:27

Caro Direttore, non ho la competenza necessaria per disquisizioni tecniche, comunque nel mondo scientifico i pareri di opposto tenore sono sempre stati presenti. La storia ci insegna di pareri opposti, supportati tutti da prove "scientifiche", che avevano moventi politici-emotivi. Basta pensare agli scontri furibondi per Ogm si Ogm no, riscaldamento globale, buco dell'ozono ecc... La realtà è che ad ogni posizione, specie se non pienamente comprensibile dalla maggioranza assoluta dell'umanità, si accompagna ed è prevalente la ricerca del potere, politico, scientifico, economico, di quello del prestigio e della notorietà. Se Al Gore fosse divenuto presidente degli USA, si sarebbe guardato bene dall'assumere le posizioni che lo hanno reso famoso, coccolato e pasciuto. I Movimenti che fanno perno sull'emotività, sugli istinti di pelle e sulle suggestioni, trovano spazio nel "non sapere" dei cittadini. Vorrei vedere la posizione che assumerebbero 60 milioni d'italiani se tutti avessero le competenze di Carlo Bernardini e di Piero Ichino, campi diversi ma congrui al problema. I numeri che sono evidenziati nell'appello, se vengono demozionalizzati, sono chiari: senza energia non si produce, senza produrre si esce di scena. La ricerca e lo sviluppo di energia prodotta con sistemi alternativi agli attuali deve essere avviata tenendo conto però dei tempi necessari per risultati significativi: alcuni decenni. E nel frattempo? La richiesta d'energia è in costante aumento e quando saremo usciti dalla crisi la domanda aumenterà ancor più. Promettere e far sognare un mondo energetico-idilliaco significa prendere per i fondelli la buona fede di coloro che si oppongono al nucleare. La soluzione va trovata nello spazio di 6/7 anni, non esistono ricette miracolose e pretendere e far credere che sia possibile produrre sempre più energia senza nessun dazio da pagare è mistificatorio. Cordialmente Moreno Lupi

Carlo

11 mag 2010 14:03

A me interessa che chi si occupa di energia abbia la possibilità di poter discutere attorno ad un tavolo dei pro e dei contro del nucleare, che la comunità scientifica possa confrontarsi fra chi è pro e chi è contro, utilizzando ciò che dovrebbe essere il metodo scientifico, cioè dati e numeri. Ciò che contesto, è la totale assenza di questo confronto. Già nel 2008 si era cercato di aprire una tavola di discussione con il governo, ma senza risultati. Se l'appello, così come mi pare di aver capito, è una richiesta di un confronto, allora mi associo pur non propendendo per la soluzione nucleare in Italia in questo momento...

silvano cecchini

11 mag 2010 13:13

Sono d'accordo che l?italia non debba estraniarsi dalla ricerca scientifica sul nucleare e debba quindi creare e mantenere degli impianti. Poi la valutazione se acquistare quelli francesi, sul costruirne o meno, deve essere fatta anche tenendo conto delle valutazioni economiche. Ma la ricerca scientifica ci deve essere.

Roberto Pallaoro

11 mag 2010 12:44

Non sono d'accordo, vedete sono la persona che ha maggior fede nella ragione di tutti coloro che hanno sottoscritto il documento, ma proprio per questo occorre confutare il fatto che il nucleare sia la soluzione, ci sono altri campi che richiedo sforzi per il loro sviluppo. Nessuno considera mai che le situazioni sociopolitiche possono cambiare. è vero che nessuna situazione sociopolitica è rimasta uguale per lungo tempo e produrre rischi e debolezze strategiche non è proprio ciò che serve al mondo occidentale. Pensiamo alla Francia e a quanto sarebbe esposta nel caso di un conflitto globale. Per la loro vulnerabilità saremmo esposti anche noi, ma senz'altro con minori effetti e che dire della produzione di materiale radioattivo? quando mi si convincerà che potrà essere spedito nello spazio in sicurezza e non pensarci più potrei ripensarci, ma si tratta di un problema irrisolto e la soluzione del governo di conservare il materiale radioattivo nelle stesse centrali non mi pare risolva il problema. Ci sono un sacco di possibilità per aumentare la nostra indipendenza energetica, incominciando dall'efficientamento energetico anche attraverso una più corretta progettazione delle nostre città. Non credo che Bersani debba accogliere l'invito dei firmatari, ma studiare un piano alternativo possibile e di più rapida esecuzione, ci sono tanti esempi al mondo che se messi a sistema potrebbero restituirci un bouquet energetico strategicamente più favorevole.

Fulvio

11 mag 2010 12:38

Sono un elettore del PD in "Frigorifero" nel senso che mi astengo in attesa che il mio partito mi proponga una classe dirigente meno dedita a imboscate interne (Dalema/ Bersani che pugnalano Veltroni, Franceschini che pugnala Bersani ... etc), ma più orientata a propormi delle soluzioni realistiche e non che seguano Berlusconi su chi è più populista. Condivido totalmente quest'appello e, per quanto vale (1 voto) mi associo !!

giovanni

11 mag 2010 12:28

Indietro tutta! Chi ci capisce qualcosa è bravo. Da qualche giorno leggiamo che gli esponenti del Pd stanno rivedendo le loro idee ancestrali su vari argomenti. 1) Immigrazione. E' giusto che ci sia una regolamentazione del flusso immigrati perchè la clandestinità non porta niente di positivo. 2) Attenzione verso il nord del Paese, prima completamente dimenticato. Fassino dichiara contrito che in fondo in fondo anche lui sente di avere un'anima leghista e solo ora prende atto - tra l'altro - che il nord concorre per l'85% al totale delle esportazioni nazionali. 3) Consentire l'entrata nell'euro a cani e porci è stato un madornale errore, facendo finta di dimenticare che Prodi sia da presidente del Consiglio che da presidente della Commissione europea ha fatto dell'allargamento della UE e dell'ingresso facile nella moneta unica i suoi cavalli di battaglia. Non per niente ora se se sta rintanato nella sua grotta in attesa di tempi (per lui) migliori. 4) Dulcis in fundo, constatiamo come un nutrito gruppo di intellettuali, al 99% sicuramente antiberlusconiani, pompano oggi affinchè Bersani sposi il nucleare che - come noto - è stato sempre inviso alla sinistra. Che dire in conclusione? Che il perfetto prossimo segretario del Pd non può che essere Renzo Arbore, visto che nessuno gli può rubare la primogenitura del noto programma denominato appunto "Indietro tutta". D'Alema, da buon barcaiolo, direbbe che la boa è vicina e che bisogna assolutamente virare di 180 gradi sperando che d'ora in avanti il vento soffi a favore anche perchè ne ha proprio le tasche piene di navigare di bolina...