Deregulation: Tremonti regala una mossa liberista di Marco Ferrante
Proposta. Il ministro dell'Economia annuncia una riforma condivisa col capo del Governo: regime di autocertificazione completa di almeno due anni per le pmi, artigianato e attività di ricerca.
Il ministro dell’Economia ha annunciato ieri un provvedimento di autocertificazione per le piccole e medie imprese, per gli artigiani e per le attività di ricerca, che avrà durata di almeno due anni. È prevista una modifica all’articolo 41 della Costituzione, presumibilmente il comma che fissa i principi dei controlli pubblici. L’urbanistica avrà un regime a parte, ha spiegato il ministro. Giulio Tremonti ha fatto questo annuncio a margine del G-20 coreano e ha detto che è una misura studiata insieme al presidente del Consiglio. Una mossa molto liberista, che arriva dal ministro antimercatista, il quale l’aveva sostanzialmente anticipata lunedì scorso in una intervista al Corriere della Sera: «Una cosa che vorrei fare - aveva detto - è una norma rivoluzionaria per cui tutto è libero tranne ci che è vietato dalla legge penale o europea . Per due o tre anni».
Insomma il governo mette una fiche sulla «rivoluzione liberale» (Tremonti ieri), e sceglie una strada più dinamica per provare a rilanciare l’economia con la manovra in preparazione. Una mossa che non convince l’opposizione, subito apprezzata dalle imprese, e che comunque è destinata a dare una nuova mescolata ai rapporti interni al Pdl e alla discussione sull’identità del partito – sospesa tra il fanfanismo del programma del 2008 (molto social housing), il governismo post-dc e post-aennino e il richiamo alle origini, cioè il partito del taglio delle tasse e della deregulation. Fino alla presentazione della manovra – anticipata di un mese per l’aggravarsi della crisi finanziaria europea innescata dalla Grecia – la mappa del Pdl era fatta di categorie classiche, i sopravvissuti del 1994, i ciellini, gli scajoliani (orfani), i fedelissimi del Cav., gli ex colonnelli di An molto ministeriali, gli ex socialisti uniti ma non sempre, i finiani, e poi le due distinte aree del potere di governo tra amministrazione ed elitè, organizzate intorno a Gianni Letta e Tremonti.
Con questa operazione, Silvio Berlusconi sottrarrà spazio a chi gli ha contestato nelle ultime settimane di aver rinunciato alla spinta liberale e – da questo punto di vista sarà interessante capire come gli osservatori valuteranno il fatto che sia stato Tremonti ad annunciare la svolta, se un segnale di unità e compattezza dopo le voci e le ricostruzioni degli ultimi giorni, sancita dalla nota di Palazzo Chigi sulla lealtà del rapporto con Tremonti, oppure come un segnale di rivendicazione del suo ruolo da parte del ministro.
D’altra parte, lo stesso Tremonti che ieri ha attaccato i poteri corporativi che hanno impedito il successo delle lenzuolate Bersani e del piano casa di Berlusconi, si guadagna nuovo spazio di manovra nei confronti di chi lo ha accusato di aver ecceduto in protagonismo contabile in queste settimane imponendo al governo non solo i saldi, ma anche la qualità dei tagli ai singoli ministri (e dopotutto - spiegano gli antitremontiani, che stanno soprattutto tra gli ex forzitalisti - tutta la polemica, evitabile ritengono, sulla cultura valeva soltanto 10,7 milioni di euro di tagli). Vedremo se l’annuncio, dunque, attenuerà l’atmosfera un po’ da Tremonti contro tutti tipica del varo delle finanziarie, ancorché stavolta mitigata dalla riluttanza dei maggiorenti pidiellini a esporsi contro il ministro.
Stando alle previsioni dei pidiellini al lavoro sui dossier economici, intorno al dibattito sulla manovra tutto si mescolerà. E volta per volta si creeranno alleanze a geometria variabile tra il partito dei ministri indisposto con Tremonti, la maggioranza berlusconiana e la minoranza finiana, tra partito del nord e partito del Sud, tra governo e presidenti delle regioni. Per esempio qualcuno già avverte che un terreno di tensione sarà quello del pubblico impiego. Un pezzo della maggioranza, e cioè gli ex aennini, il ministro della Difesa e quello degli Interni con pezzi di Lega sosteranno la linea dell’esclusione delle forze dell’ordine dal blocco dei rinnovi contrattuali. Altro punto di tensione potrebbe arrivare dalla sovrapposizione tra le partite economiche e il dossier intercettazioni, su cui un pezzo della maggioranza manifesta nuovo malcontento nei confronti di Fini e dei suoi. Ma dal lato di Fini, qualcuno fa notare che invece potrebbero essere proprio le poste economiche il terreno per un eventuale riavvicinamento, ma nessuno è disposto a giurarci. Ieri, per esempio, il Giornale notava che Fini e i suoi avevano sfidato Berlusconi su due temi delicati: il rapporto con Sky, con l’incontro tra il presidente della camera e James Murdoch, figlio di Rupert, e sul legame con i t-party italiani, cioè i gruppi spontanei antitasse legati da un network molto attivo anche sul web. Ma chi ha partecipato alla colazione Murdoch-Fini dice che non c’è stato alcun accenno a Berlusconi, e che il tono dell’incontro si è tenuto rigidamente nel recinto istituzionale. Quanto al network dei t-party è Benedetto Della Vedova, ex-radicale e parlamentare del Pdl vicino a Fini a seguire i ragionamenti del movimento italiano antitasse. Ma è ovvio che qualunque tentativo di spingere in direzione dei tagli fiscali (peraltro difficili da realizzare adesso senza pari riduzioni di spesa), sarebbe inevitabilmente depotenziato sul piano politico e simbolico se il disegno delle liberalizzazioni per le imprese andrà fino in fondo.
sabato, 5 giugno 2010
commenti dei lettori
9 commenti presenti
giovanni
07 giu 2010 14:04
@Marco de sio. L'unica cosa degna di nota di Bersani è quella relativa alla deregulation introdotta da ministro del governo Prodi che, tanto per intenderci, riguardava in particolare i tassinari ed i parrucchieri, riuscendo nella non facile impresa di fare incazzare entrambe le categorie. Altre sue cose degne di nota non riesco proprio a ricordarle. Naturalmente ora, da oppositore, ha la soluzione in tasca per ogni problema sia finanziario che strutturale. Per quanto concerne i prelievi, infine, ce n'è uno che senza alcun dubbio può essere definito il padre di tutti i prelievi a livello mondiale. Mi riferisco a quello operato da Amato nel '92 quando ha appunto "prelevato" lo 0,6% da tutti i conti correnti italiani, rubando quindi denaro anche dalle tasche dei meno abbienti purchè titolari di un conto corrente bancario sul quale magari era da poco affluito lo stipendio o la pensione. Se hai un po' di fantasia, prova ad immaginare una cosa del genere posta in atto da Tremonti, tanto più se giustificata come inevitabile emergenza pena la bancarotta...
Carlo Turco
06 giu 2010 12:54
Se c'era bisogno di un'ulteriore dimostrazione della incompetenza e inettitudine di questa cricca di governo, ecco l'annuncio di Tremonti (che è anche "il miglior fico del bigonco"!). Ma c'è bisogno di una modifica costituzionale per alleggerire RAGIONEVOLMENTE gli adempimenti burocratici che si frappongono al fare impresa ?! Oppure la verità è che si vuole far passare - attraverso una cosiddetta "autocertificazione" che in mancanza di efficaci controlli non certifica alcunché - una norma FATE UN PO' QUEL CHE VI PARE di cui poi, come al solito, profitteranno i soliti "cani e porci" sui cui voti giustamente conta questa cricca?
marco de sio
06 giu 2010 12:30
Caro Giuditta, veramente l'unica cosa degna di nota che Tremonti è riuscito a dire da Santoro è stata "bersani, bersani ", con la sua ormai famosa voce gracchia. Del filosofare di Tremonti ne abbiamo piene le scatole: uno che nel 2003 affermava che per far ripartire i consumi bisognava fare prestiti garantiti dalla casa di proprietà (vi ricorda qualcosa?); uno che diceva che era contrario ai condoni; uno che insieme a quell'altro genio di Siniscalco in un periodo tutt'altro che negativo provocò una procedura di infrazione UE risolta poi dal governo seguente; uno che aveva previsto la crisi (oh, poveri noi...) ma un mese prima che si manifestasse varava sgravi per gli straordinari e (ipotetici) prelievi sulle banche. Tremonti è il degno compare di Berlusconi: tante, tantissime chiacchiere e zero risultati. E' questa l'Italia attuale: un enorme spot pubblicitario. Purtroppo pagheremo in futuro questo folle e inconcludente galleggiamento
Fabri
05 giu 2010 20:05
Caro/a Giuditta, la manovra serve perché avere il 5% di deficit sul PIL, aggiunto a un debito del 118%, è tutt'altra cosa dall'avere i conti in ordine (come sostiene il permaloso Tremonti). La manovra non la chiede l'Europa (come continua a sostenere il menzognero Tremonti) , la chiedono i mercati (non gli speculatori): se tu non dimostri di saper tenere i conti in ordine, se vuoi vendere i titoli di stato devi dare un interesse maggiore, altrimenti il mercato va su titoli più sicuri a minor rendimento. Ha mai sentito dire da Tremonti queste verità che conosce molto bene ? E' un imbroglione, ha approfittato della crise della Grecia per farci credere che è colpa della Grecia. Bugiardo.
f giuditta
05 giu 2010 18:12
Tremonti, non ha avuto nessuna difficolta affrontare l´arena Annozero, guarnita da Bersani e claque
della trasmissione oltre il conduttore. Questo perche ha saputo dire con modi che lo distinguono la
reale situazione. La stessa sulla quale il segretario del Pd trovava da dirci su, sottraendo pere a
mele.
carlo 1951
05 giu 2010 16:27
da vecchio aziendalista di sinistra dico: semplificare? Permettere l'apertura di un'azienda in un giorno? Considerare le diversità tra pmi e grandi imprese ecc? Bene. Era ora.
Da quanti anni cerchiamo di spiegare che far dare spazio all'autoimprenditorialità è moderno e non è di sinistra o di destra? Bersani ci ha provato..
Ma che c'entra l'art.41 della Costituzione?
E ora, se l'ineffabile Tremonti vuole esser coerente, che ne dice della riforma duale delle professioni, bloccata da sempre dai veti delle lobbies , sostenute in primis dal centrodestra?
Carlo Baldassi
carlo maria
05 giu 2010 13:33
Ad Annozero Bersani ha chiesto più volte a Tremonti qual'era il vero motivo per cui l'Italia, pur non avendo dovuto per esempio finanziare le banche ecc..., abbia avuto la necessità di varare una manovra così pesante. Bersani dice che è stato per riparare agli errori fatti in questi due anni, grazie ma gli italiani lo sapevano già. Piuttosto Tremonti ha prontamente dimostrato la sua grande competenza economica, e la sua furbizia da vecchio politico come solo nel centro destra sanno fare, ergendosi a difensore dell'euro e solidale con l'Europa, Lui appartenente a quel centro destra antieuro ed antieuropeo per eccellenza che ha fatto di tutto per affossarlo geloso forse che l'abbiano voluto ed introdotto Prodi e Ciampi e non lui.
ronny
05 giu 2010 12:47
perchè non approvano le lenzuolate di bersani bloccate all'epoca dalle varie lobby,basta con le corporazioni,con le caste , c'è una disoccupazione di laureati spaventosa.Cosa farà un laureato che a causa delle lobby non può esercitare pienamente la propria professione ,es. i farmacisti delle parafarmacie?mollano tutto ed apriranno una ditta di pulizie
giuseppe faricella
05 giu 2010 12:23
E' l'ennesima mossa pubblicitaria: lo testimonia la sbandierata e assolutamente non necessaria modifica dell'articolo 41 della Costituzione. Ma vi sembra che per far presentare meno documenti a un'impresa c'è bisogno di cambiare una clausola generale?? Ma siamo seri! Per la liberalizzazione dell'economia ha fatto più un qualsiasi governo di centrosinistra in 8 mesi che Tremonti e Berlusconi in 8 anni. Voi giornalisti, invece di raccontare baggianate perché non studiate un po' e riportate ad esempio che in queste settimane dovrebbe entrare in vigore la procedura telematica ComUnica introdotta da Bersani nel 2007??
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)