La Cgil frena la Fiom e salva Pomigliano d'Arco. Ieri Guglielmo Epifani, con una nota della segreteria nazionale, ha aperto all’accordo proposto dai vertici Fiat per salvaguardare la continuità produttiva dello stabilimento campano. Dunque, non si parla più di rottura sindacale e di accordo separato. Merito del segretario generale che - mentre era in corso il comitato centrale della Fiom - ha diffuso un comunicato in cui dice sì all'investimento annunciato dalla Fiat su Pomigliano. A patto, però, che l'azienda rifletta sulla parte dell'accordo che è in violazione delle leggi e, a suo dire, della Costituzione.
Nel comunicato della segreteria nazionale della Cgil si legge: «È essenziale che si dia corso all'investimento annunciato dalla Fiat ridando certezza al territorio (...). La segretaria dice sì alla difesa dell'occupazione e al futuro dello stabilimento e sì alla necessità di rendere pienamente produttivo il futuro investimento». La Cgil sottolinea però come alcune norme proposte da Fiat aprano «profili di illegittimità in materia di malattia e diritto di sciopero» e per questo il sindacato guidato da Epifani chiede all'azienda di «riflettere su come una proposta possa violare leggi e Costituzione». Secondo la Cgil ogni firma eventualmente apposta alla clausola relativa al diritto di sciopero è infatti «non semplicemente invalida, è inefficace e inesistente». Per Epifani tocca comunque alla categoria dei metalmeccanici promuovere la discussione su questi temi ed «individuare le corrette forme per il giudizio da parte dei lavoratori». Dal comitato centrale delle tute blu della Cgil, il segretario nazionale Fausto Durante ha spiegato che «la Fiom vuole un accordo, ma non vuole un accordo sotto ricatto». In pratica, non dentro l'organizzazione si continua a pensare che la Fiat stia sbagliando a mettere nel negoziato elementi che non hanno nulla a cui vedere con la produttività, ma «rimuovere dal campo questi elementi impropri - continua Durante - è la condizione per trovare un accordo». Insomma, la Fiom apre timidamente all'accordo Fiar. E se l'azienda torinese dovesse proseguire sulla propria strada confermando l'ipotesi di accordo presentata ai sindacati, il leader dei metalmeccanici Cgil Maurizio Landini ha detto che «la Fiom indirà otto ore di sciopero per il settore metalmeccanico il 25 giugno». Per quel giorno la Cgil ha proclamato 4 ore di sciopero generale contro la manovra del Governo. Per i metalmeccanici si tratterebbe, dunque, di altre 4 ore di sciopero a sostegno della vertenza sullo stabilimento di Pomigliano.
Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha accolto con favore le parole del leader della Cgil. «Su Pomigliano sono ottimista - ha detto il capo del Welfare - vedo un atteggiamento responsabile in Epifani». Ora Sacconi si augura anche le firme formali all'accordo: «Vedo - ha aggiunto - sostanziali condivisioni». Anche il Partito democratico parla di una «buona intesa» su Pomigliano. Anche Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera ha spiegato che l'accordo sullo stabilimento campano, «va salutato con ottimismo e soddisfazione. La riduzione della presenza Fiat in Italia, e in particolare nelle aree deboli rappresenta un rischio da scongiurare a ogni costo». Per l'ex sottosegretario, salvare Pomigliano significa «non solo salvare una realtà industriale indispensabile al Mezzogiorno, ma dare una prospettiva a tutto il Paese». Di diverso avviso è l'Italia dei valori che parla addirittura di “ricatto”. Per il partito guidato da Di Pietro i lavoratori della Fiat di Pomigliano «o accettano di ridurre tutti i loro diritti, peggiorando le loro condizioni di libertà fino a non poter esercitare un diritto costituzionale quale lo sciopero oppure vengono licenziati. Subiscono una prepotenza inaccettabile da parte della Fiat. Il tutto si svolge con la totale e criminogena assenza del governo. Non è accettabile che gli operai vengano trasformati in schiavi».
Anche la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, ha lanciato un appello alla Fiom: «Auspico che rifletta e cambi idea su Pomigliano D'Arco», ha detto nel corso dell’assemblea di Assolombarda. Poi ha aggiunto: «Come si fa a bloccare un investimento di 700 milioni di euro per tutelare gli assenteisti, bisogna guardare avanti e non far finta di non vedere, bisogna guardare al futuro di cinquemila lavoratori più altri diecimila dell'indotto». Secondo il leader della Uil, Luigi Angeletti, l'accordo di Pomigliano «costituisce una vicenda spartiacque nel sistema delle relazioni sindacali, destinato, qualunque sia l'epilogo, a un cambiamento definitivo». Insomma, per la Uil l’accordo dimostra che, «in Italia e in Europa può ancora vivere un forte apparato industriale: senza un sistema di relazioni sindacali antagoniste, la globalizzazione potrà non esser più sinonimo di deindustrializzazione».
martedì, 15 giugno 2010
commenti dei lettori
6 commenti presenti
PISCOPO
16 giu 2010 09:09
Bo,da una parte abbiamo operai da decenni in cassa integrazioni varie e facilitazioni.Dall' altra governi spreconi e succhioni e tangentisti.Poi c'e' il problema dei sindacalisti che non lavorano: tanti.E quello piu' grande; e' che giovani e forze vive,non hanno niente piu' a che fare con la CGIL.///
Perche' la CGIL non si e' aperta veramente ai nuovi problemi,alla societa' che e' cambiata.Io ho fatto sciopero,nonostante non condivida la linea.Pero' con tutti questi parolai in TV e ruffiani del potere; Io direi. Ad esempio,Scajola,come tanti puo' prendere,e non pagare per i suoi misfatti.Altri no.E devono fare sacrifici.Il coro dei Fede,Quagliarella, Sacconi Gelmini Carfagna, LEGA NORD e post-fascisti riciclati da Berlusconi,Ferrara Libero,Foglio ecc e' assordante.Anche Alfano Gelmini Sofri,Sgarbi Tronisti,e Veline svolazzanti allietano i Ludi estivi.L'italia gioca a calcio uno schifo?Aumentiamo i premi! CISL UIL UGL e quant' altri fanno da protagonisti,vicini a Premier e governo.Siamo la Repubblica solidale?Famigliale?E A lavora' chi ci va'? Come ci giudicano rumeni e srilankesi?Li' la prigione e' dura.COME TUTTO IL RESTO. Il Ministro Biondi e' l' emblema della "politica conveniente".Per me ha l' oscar e il nobel insieme. Ma dignita' ZERO.
ubaldo
15 giu 2010 20:12
A Pomigliano, si legga ad alta voce e si faccia proprio, il messaggio Lupimor qui sotto. Dare ascolto
al sindacalismo obsoleto, si rischia un grande pericolo.
garattini g
15 giu 2010 19:55
I lavoratori chiamati a referendum, dovrebbero rifiutarsi di sostituirsi alla Cgil e Fiom, che con questa
scusa sarebbero sollevati da future responsabilita.
pirgi
15 giu 2010 17:32
Il cosidetto moreno lupi e' solerte... e sforna le sue considerazioni,nel constatare che il mito delle tute blu e' finito.Per lui chissa' cosa e quando ci sia stato.Bondi era,o e' una tuta blu?Nel senso che gli e' convenuto divenire blu, azzurro PDL,da rosso che era.Guadagna di piu' sta spesso a cena,e sui Media....appunto.Ma veniamo ad operai e sindacato.In italia si tutelavano assai operai, con casse integrazioni,e altri aiuti,nell' italia assistenzialista del passato./////Ma anche altri:vedi quote latte ad agricoltori leghisti,e categorie protette,professori universitari,medici, le ricevute fiscali mancate///,sovvenzioni ad enti,leggi per far assumere...leggine per ricevere finanziamenti deroghe condoni.Ho conosciuto sindacalisti super fannulloni. Oggi di tutta questa gente per me,dai tronisti,alle veline,alle veline ministre agli imboscati di ogni genere,ce ne sono di due categorie 1 Quelli che vanno con il vento in poppa 2 Quelli/e fregati o fermi chi a 500 euro chi a peggio chi a 1230 euro chi sotto ad un capo politico magari pure pessimo. Con globalizzazione e crisi la miglior cosa da fare e' come il Ministro Biondi,o la Ministra Garfagna.Mirare al posto buono,al soldo facile.Ma la dignita'?Chiedo troppo?E' strachiaro che oggi chiedere e lottare contro il padrone in modo duro e per far scoppiar la crisi e' impossibile,contoproducente,utopico. Passato remoto.Rimosso.Ma i tanti come appunto Biondi,Liguori,Lanfranco Pace,Sofri,Sgarbi,Minzolini,Ferrara, il nutrito codazzo canagliesco si e' ricongiunto ad altri: Gasparri Sacconi,Quagliarella, pure loro sono tantissimi!di cui prima era nemico.L' arrivo del liberismo,che ancora non viene davvero li ha uniti.A me deprime pensare a loro.Furono rossi,neri, oggi soldati dei soldi.Marciano assieme.Gli operai?Rumeni?Costano gia' troppo! _Cloniamoli
Nunzio de Bartolomeis
15 giu 2010 15:16
Toh!, la CGIL di Epifani ha starnutito. Improvvisamente la Direzione tutta è rinsavita (colpa forse dell'ultima chiamata alle armi, pardon alla piazza, che ha visto ormai la "pensionata dipendente" Cgil ritrovarsi rappresentata da poche migliaia di anziani più in attesa del sacchetto del cibo che del verbo "epifaniano") e scrollandosi di dosso il torpore di questi ultimi tempi, ha rinnegato la Fiom, sua consociata dagli attributi "duri e puri" e dato il via libera all'accordo Fiat. Gran bella notizia e, da un non cigiellino, mi auguro che questo possa essere un buon viatico o se si un nuovo inzio chela porti ad essere soprattutto una forza promotrice autonoma e non solo comunque e sempre di parte; ne guadagneranno tutti, Cgil e Governo compresi.
lupimor@gmail.com
15 giu 2010 14:50
Caro Direttore, leggo gli ampi interventi sulla vertenza Fiat-Pomigliano, spicca quello che scrive Serenella Mattera: una perla che parla. Il quadro d’insieme lascia sconcertati. Non è così che si aiutano concretamente i lavoratori. Il segretario Epifani cerca di evitare l’isolamento della Cgil e di salvare Pomigliano, una parte, minoritaria, del Sindacato si comporta come se le relazioni industriali debbano ancora essere gestite nell’ambito della lotta di classe. La cosiddetta sinistra radicale, frammentata in mille rivoli identitari, si compatta offrendo appoggio incondizionato alla Fiom, la sinistra del Pd, segue. Sminuzzare la vicenda in dettagli è pretestuoso, la valenza è politica e va considerata nel quadro generale. Non serve girarci intorno, il nocciolo del problema è sempre lo stesso: parte della sinistra trova ragione della sua esistenza nel rifiuto di considerare il rapporto capitale-lavoro come terreno di confronto e di scelte condivise, sarebbe come far vincere il capitale. Lo ripetono in mille modi dalle parole ai toni alle iniziative. Non avendo fatto la rivoluzione liberatoria, tutti i comportamenti sono indirizzati sulla rivendicazione permanente, ossessiva dei diritti dei lavoratori dando per scontato che i doveri siano, solo, comunque e tutti, obblighi dell’altra parte. Quest’atteggiamento indica con chiarezza la psicologia della rivincita, della protervia, dello stato di conflitto e del “bastone tra le ruote” vissuti come compensazione al sentimento d’impotenza che avvertono. Per cui, ogni refolo di cambiamento, viene demonizzato, senza chiedersi il perché del cambiamento proposto, basta contrastarlo. Non vanno oltre il primo comandamento: il capitale è il male assoluto, combatterlo è la missione degli eroi. Combattuta sulla pelle dei lavoratori. I capi e capetti ne avranno solo vantaggi. Stupisce che i lavoratori non lo percepiscano. Forse non hanno chiaro cosa significhino economia e finanza globalizzata. Il vecchio, glorioso mito delle ciminiere è finito e, con lui quel modo di fare sindacato. Cordialmente Moreno Lupi
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)