Scontro. Tremonti divide il fronte avversario. Regioni furiose: «Restituiamo le deleghe», Comuni e Provincie soddisfatti. Berlusconi tenta un rinvio, ma il ministro dell'Economia lo blocca: «I mercati ci massacrano».
È rottura tra il Governo e le Regioni. Dopo l’esito «molto negativo» come lo ha definito il presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani, del faccia a faccia a Palazzo Chigi con l’esecutivo, i governatori chiederanno la restituzione delle deleghe alla prossima conferenza Stato-Regioni.
In questo caso, ha riassunto ieri la presidente della regione Lazio, Renata Polverini, «le funzioni che oggi svolgiamo noi, le svolgerebbe lo Stato». Il problema è che serve una legge, dunque il consenso dello stesso Governo. Un'ipotesi che sembra, a giudicare dalla risposta ironica di Tremonti, improbabile.
In apertura della conferenza stampa delle Regioni a Palazzo Chigi - presenti quattro governatori del Pdl, cinque del centrosinistra ma nessun leghista - Errani ha sottolineato l'esito «molto negativo» del confronto ed è tornato a sottolineare la volontà di dialogo per «una verifica su tutti i numeri» che si è scontrata tuttavia con l'indisponibilità dell'esecutivo a ridiscutere l'entità dei tagli alle Regioni. È evidente però, ha ribadito per l'ennesima volta il presidente dell'Emilia Romagna, che la manovra «è fortemente squilibrata a sfavore delle Regioni e degli enti locali, ma soprattutto delle Regioni».
I tagli «ci mettono in condizione di non esercitare le nostre competenze», ha proseguito Errani, annunciando l'intenzione dei governatori, alla prossima conferenza Stato-Regioni, di chiedere al governo «di poter riconsegnare le deleghe». Durante l'incontro partecipato da alcuni ministri ma presieduto per volontà dei governatori da Silvio Berlusconi, i presidenti delle Regioni avrebbero mostrato compattezza: «non esiste un ragionamento di schieramenti», ha scandito Errani.
Dal risultato è evidente che il dominus della riunione è stato però Tremonti. Il presidente del Consiglio ha parlato soltanto in apertura e in chiusura del confronto burrascoso con i governatori proponendo ad un certo punto di concedere altri quattro giorni per la discussione, ma il ministro dell'Economia è stato tassativo.
In primo luogo Tremonti ha ricordato che i numeri della manovra sono imposti dalla Ue. Soprattutto, ha sottolineato che se ci fosse un'incertezza sul calendario dei lavori, i mercati potrebbero reagire negativamente, già a partire dalla riapertura delle borse di lunedì.
Chiuso ogni spiraglio di dialogo sulla possibilità di riequilibrare gli oneri della finanziaria, i governatori hanno dunque deciso di chiedere al Governo la possibilità di riconsegnare le deleghe attribuite alle Regioni dalla riforma Bassanini. Per farlo serve una legge (sarebbe sufficiente un emendamento alla manovra) ma è improbabile che l'esecutivo glielo conceda, a giudicare dalla risposta ironica di Tremonti.
Nella conferenza stampa successiva con i rappresentanti dei Comuni e delle Province, dominata da un'atmosfera molto più distesa in virtù dello scambio tra l'intoccabilità dei tagli in finanziaria e la presentazione entro breve dei decreti attuativi del federalismo municipale, il ministro dell'Economia ha sostenuto provocatoriamente che concederebbe la riconsegna delle deleghe «se intanto le Regioni ci ridanno la delega per i controlli sulle pensioni di invalidità».
A chi, come il governatore della Lombardia, il pidiellino Roberto Formigoni, insiste da tempo che le sforbiciate draconiane nella manovra sono una sconfessione del federalismo fiscale, Tremonti ha risposto: «come si fa a dire che il federalismo è morto, anzi è morta persino la Bassanini, e poi chiedere la contemporaneità dei decreti attuativi del federalismo?».
Formigoni ha ribadito che la manovra è «insostenibile» perché avrà «ripercussioni pesantissime sui cittadini, impedendoci di dare i servizi essenziali» ma anche su questo il ministro dell'Economia lo ha contraddetto. «Sul trasporto pubblico locale e sui servizi il nostro impegno è massimo e evitare disagi ai cittadini: i pendolari non rimarranno per strada». D'altra parte, ha aggiunto, «non è più l'epoca dei grandi contributi».
Unica nota positiva: l'impegno di Berlusconi ad istituire una commissione « a costo zero» chiesta dai governatori «per verificare il funzionamento della spesa» delle amministrazioni centrali e locali. Infine, secondo quanto riferito da Renata Polverini, c'è la disponibilità da parte del Governo a «valutare tempi e modalità diversi per le Regioni sottoposte al piano di rientro sanitario e in queste ore stiamo vedendo come si materializza questo intervento in aiuto delle Regioni. Mi pare che la disponibilità che abbiamo dato a lavorare sia stata rifiutata, in attesa di portare la manovra così come è in Parlamento».
Il problema, continua a insistere la governatrice del Lazio, è la difficile eredità per lei ed altri governatori eletti nella scorsa primavera, dei debiti nella sanità: «Rivedico di non aver chiesto soldi per il Lazio in questa manovra ma di aver chiesto solo il tempo e alcuni strumenti normativi per far fronte alla situazione difficilissima che ho ereditato, sul piano finanziario generale e soprattutto sul piano sanitario».
Un problema tanto più gravoso per i governatori di centrodestra subentrati a quelli di centrosinistra e messi ora in difficoltà dalla manovra del Governo “amico”.
sabato, 10 luglio 2010
commenti dei lettori
3 commenti presenti
f giuditta
12 lug 2010 02:10
Il crac qui descritto, e´vero si sta sentendo all´interno della maggioranza. Ma di certo lo avvertiranno
quei governatori costretti ad andare a casa, quando gli amministrati gli voteranno contro.
pirgi
11 lug 2010 19:36
Attenzione ora son tutti virtuosi! Leghisti,la Polverini,come Alemanno,ma anche tanti funzionari di sinistra, sono da prender con le molle: Ora son tutti risparmiosi!!!!! Ed e' sempre colpa degli altri. Per gli sprechi e ruberie.E Berlusconi fa il papa-re centrista con Tremonti cattivo che minaccia dimissioni...lo vorrei vedere veramente e Bossi con l'UCD siciliana,ad esempio a braccetto con la Carfagna con la speculazione edilizia mafiosa e della 'ndrangheta oltre quella capillarissima specie in campania.HAN SEMPRE GOVERNATO IN ITALIA I CENTRISTI ALLEATI CON LA DESTRA PER 20 E PIU',poi alleata con il centrosinista CON ASSISTENZIALISMO CASSE DEL MEZZOGIORNO CASSE INTEGRAZIONI E CONDONI e fiumi di soldi ai bombaroli fascisti e del SID sismi ecc e al Veneto bianco ..... MA anche a sindacati,compresi CISAL E UGL e partiti////////////////////////////la storia si sa.Ora un partitoPDL corrotto e disomogeneo sostenuto dalle TV Mediaset e spaccato su tante cose rende la politica uno spettacolo.L'opposizione e' inefficace,vince l' anti-politica!!!§§§§ la storia si ripete,la Lega non molla e si andra' cosi' per 2 anni.Per paradosso sarebbe meglio un governo tecnico o "militare",ma senza il Ministro La Russa che sembra esser piu' da burletta...anche se e' bene diffidare dei buffoni di corte,perche' fanno audience....Vespa Fede e tanti alti....DOCET O DOCENT saluti
vincenzoaliasilcontadino
11 lug 2010 11:11
Sinistra, Destra, Centro uguali: lavoratore, pensionato e gioielli e Demaniali addio.
Purtroppo è la verità che Bossi ha ragione, se bisogna Governare seriamente senza spartizione Rai-Tv ed altro come l’inciucio del passato facendo lievitare il Deficit Pubblico per le regalie a scapito dei bisognosi con assegni pensionistici gogò, mentre il lavoratore e pensionato reso come il personaggio che interpretava Maria Schneider in Ultimo tango a Parigi, grazie a Sinistra e Sindacalisti il lavoratore per avere trasformato l’Italia un consorzio o Coop che spacciano che sei tu, ma per questo S.P.A è ad altissimo reddito per i soci che non sei tu! Ordunque, chiedo come si può avere fiducia di Casini, se l’Udc sono ancora in cerca di una sigla che li rappresenta ed è peggio di Fini? Alla Zagaria, papale papele dalla padella alla brace? Forse, non abbiamo visto Follini, Tabacci e il Centro s’è sfaldato ed ancora nel Pd la Rosy Bindi e Franceschini col Pd Ko? In poche parole, il Pd con baricentro tutta a Sinistra legata mani e piedi con Giustizialisti, Cgil, Comunisti e qualche ex Dc come Prodi che, hanno vinto sì, ma come non poteva, se dal 1994 la Magistratura e il gruppo De Benedetti “ media gira letame” i nuovi “ Padroni ” delle Ferriere che con Soru (non chiedetelo agli Azionisti Tiscali), altra legnata. Ecco l’imput: scudo ideologico Marxiano “ giovane imprenditore ”, per il look tanto curato e “giovanile”, sembra provenire dritta dall'800. Ha ereditato l'azienda da papino, il classico “ rampollo ”. Uno che non ha mai lavorato veramente in vita sua. Come il 90% degli imprenditori italiani. non chiamare più questa gente “ imprenditori”. Ma chiamarli col loro nome: “ I padroni delle ferriere” Ergo, come dire il bue che chiama cornuto l’asino? Ma secondo voi, a Pomigliano chi comandava? Ha preso o no, una legnata? Ebbene, SMEmorati che tutti quei ex cattivi contestatori con bandiere nere con stelle a 5 punte, zoccolo duro Comunista, ora sono tutti dirigenti, grazie per il 26 e sei Politico, ma non parlatene del passato come tutti: i Santcturium, Travagliatum, sono SMEmorati, quindi negheranno che i cachet milionari a migliaia Kompagnuzzi, escono dalle tasche del Cavaliere vero, né?
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foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)