Il Riformista e una questione di libertà di Antonio Polito
Perché oggi in edicola. Dalla legge bavaglio alle intercettazioni, passando per la libertà di stampa.
Qqualche settimana fa sono stato invitato a un dibattito alla Sapienza di Roma con un gruppo di studenti universitari. Tema, la professione giornalistica. Ragazzi preparati, colti, informati: diciamo il meglio che l'università italiana possa sfornare. Mi hanno chiesto che ne pensavo della legge-bavaglio. E io ho risposto - come faccio sempre - che la libertà di stampa non è incondizionata, in una società liberale deve essere bilanciata con il rispetto di altre libertà fondamentali. Quella alla riservatezza delle comunicazioni private, per esempio, sancita addirittura nella Costituzione (e si capisce: i padri costituenti erano freschi di un regime in cui la polizia apriva la posta).
Ma non c'è solo il problema della privacy. C'è anche una garanzia processuale da assicurare agli imputati: quella di non subire la pena accessoria della gogna pubblica nella fase delle indagini preliminari, visto che può anche succedere che poi il processo li assolva.
La mia risposta non è piaciuta a una parte del pubblico. Ha preso dunque la parola un giovane che ha svolto più o meno il seguente ragionamento: «Ma è proprio perché gli imputati possono poi essere assolti che noi vogliamo sapere dalle loro conversazioni telefoniche che cosa hanno veramente fatto. C'è una verità processuale, ma poi c'è la verità sostanziale. Sappiamo tutti che la giustizia è lenta, e se hai un buon avvocato te la cavi. A questo servono le intercettazioni: a permettere all'opinione pubblica di emettere un giudizio sui politici e sulla casta che la giustizia forse non sarà mai in grado di emettere».
Se riflettete bene, questo argomento è formidabile, ed è secondo me la vera ragione per cui tanta gente per bene difende la gogna mediatica delle intercettazioni. Dentro ci sono molte cose: per esempio una sostanziale sfiducia nella giustizia italiana, singolare da parte di chi esalta il ruolo dei pm. E c'è anche un sostanziale pessimismo sulla possibilità di cambiare per via elettorale lo stato delle cose: dunque, se non li puoi battere, per lo meno sputtanali. Ma, più di ogni altra cosa, c'è un totalitarismo moralizzatore da Grande Fratello che dice: l'unico modo di stanare il malaffare è ascoltarvi, entrare nelle vostre case, rovistare tra le vostre lenzuola. Più grande sarà l'occhio che guarda, più largo sarà l'orecchio che ascolta, più voi avrete paura di peccare e vi asterrete.
Tra i tanti argomenti che si possono usare contro lo sciopero indetto per oggi dalla Fnsi contro la legge sulle intercettazioni, questo è ciò che mi ha convinto a non aderire. Perché una tale concezione del bene pubblico, che intende le intercettazioni come strumento di moralizzazione e di controllo prima ancora che come strumento di repressione dei reati, mi spaventa e mi angoscia. Io so benissimo che se questo corto circuito è avvenuto in tanta parte del popolo della sinistra è perché il malaffare in Italia appare così dilagante e così impunito, e il berlusconismo così imbattibile, da giustificare ogni mezzo. Ma la libertà non si vende a pezzi, e ogni frammento di libertà che cediamo prima o poi ci verrà ritorto contro. Neanche le disgraziate condizioni del nostro paese mi possono indurre ad augurarmene uno peggiore. È vero, per i demagoghi di destra e di sinistra la democrazia è il peggiore dei sistemi politici; però con l'eccezione di tutti gli altri, aggiungeva un vero liberale.
Poi ci sono tutte le altre ragioni che sconsigliano lo sciopero: mettersi per un giorno il bavaglio che si proclama di voler combattere, per protestare contro una legge che non sappiamo ancora se ci sarà e come sarà, non è proprio la forma di lotta più intelligente. Penso d'altro canto anch'io, come Luca Ricolfi, che la legge andrebbe contestata più per la mordacchia che mette ai pm in taluni casi che per il bavaglio che mette alla stampa, alla quale si chiede solo di spostare in avanti il termine oltre il quale si possono pubblicare atti giudiziari, e in definitiva di rispettare limiti che già oggi esistono ma che nessuno è in grado di far rispettare (come spiega bene l'articolo del procuratore Magrone che pubblichiamo oggi in prima pagina). La pubblicità del processo resta intatta, e non potrebbe essere altrimenti, ma le indagini sono riservate o addirittura segrete. La stessa possibilità del processo accusatorio, di rito anglosassone, nel quale la prova si forma in dibattimento, è impensabile senza questa distinzione.
Il Riformista dunque, la cui redazione a maggioranza ha deciso ieri di non aderire allo sciopero, domani sarà in edicola. Continueremo a scrivere del disegno di legge sulle intercettazioni ciò che pensiamo, e cioè che è una legge mal fatta e che tradisce in troppi punti l'intenzione di limitare le inchieste sulla corruzione dei politici. Ma continueremo anche a difendere il principio liberale che non consente di sacrificare nemmeno a un interesse collettivo le libertà fondamentali dell'individuo.
giovedì, 8 luglio 2010
commenti dei lettori
42 commenti presenti
mario Vicentini
09 lug 2010 12:49
A Venezia non è stato distribuito !
bob
09 lug 2010 12:27
lacchè!
IL GRILLO
09 lug 2010 11:19
SONO CONCORDE CON LEI DIRETTORE : FINALMENTE SI SENTE RAGIONARE CON SENNO,
N0 AI TROPPI LACCI AI PM CHE DEVONO UTILIZZARE LE REGISTRAZIONI , MA NON COME UNICO STRUMENTO DI INDAGINE. TUTTAVIA QUESTE DEVONO RIMANERE RISEVATE COME GLI ALTRI STRUMENTI FINO ALLA CELEBRAZIONE DEL PROCESSO.
LIBERTA ' DI STAMPA NON E SPARLACCHIARE SCRIBACCHIANDO PROPRIE CONGETTURE SU STRALCI DI CONVERSAZIONI ; LO STRUMENTO DELLA GOGNA MEDIADICA SERVE BENISSIMO AI CONTRAPPOSTI POTENTATI ECONOMICI CHE OGGI SI FRONTEGGIANO MASCHERANDOSI DIETRO MOTIVAZIONI DI LOTTA POLITICA.. LIBERTA DI STAMPA E' AUTONOMIA DI INTELLIGENTE PENSIERO .
toscanoirriverente
09 lug 2010 11:04
per fortuna a sinistra rimane qualcuno che ha le palle d’affermare l’ovvio.
Antonio Signore
09 lug 2010 10:39
sono sbalordito. Qui escono fuori (grazie ad incercettazioni) nuove loggie massoniche con addirittura meetings con Verdini e Dell'Utri (mafioso condannato e fondatore del PDL) per influenzare la corte costituzionale. C'e' un sottosegretario alla Economia (Cosentino) con un MANDATO DI CATTURA per camorra (io sono di caserta quindi conosco i miei polli), mezza Italia e' in mano alle mafie che fatturano 120 MIliardi l'anno e lei Polito si preoccupa se si viene a sapere se il Parroco tromba
Sono sbalordito e soprattutto perche' da voi intellettuali ci si aspetta di osare intellettualmente di piu'. Ma poi la Storia insegna che gli "intellettuali" durante i regimi mostrano la loro codardia.
Bravo Polito continui cosi'....tanto finche' continua a prendere i finanziamenti pubblici il suo stipendio e' garantito.
yanez1971
09 lug 2010 10:28
Il Paese dei mille distinguo. E dei crumiri del "sì, però".
A cui mamma fininvest riserverà un buon impiego.
Luca Grasselli
09 lug 2010 10:26
Io penso - ovviamente dando atto della legittimità della vostra autonoma scelta - che vi sbagliate.
Il dibattito su come reagire e protestare è giusto e sacrosanto. E comprendo pure le distinzioni sul merito - che del resto hanno espresso in molti, facendo capire che non si sciopera per il diritto di raccontare dal buco della serratura gli affari privati degli altri.
Tuttavia in un caso come questo, in cui il lavoro delle forze dell'ordine (perché non le avete ricordate?), dei magistrati e dei giornalisti è messo in serio pericolo, con tutte le prevedibili conseguenze, dovevano prevalere le ragioni dell'unità. Perché così - e basterebbe vedere, con la vostra scelta, con chi siete finiti in compagnia - state facendo il gioco di chi questa legge la sta promuovendo. Con le libertà civili - che sono appunto "le libertà fondamentali dell'individuo", e ditemi voi se la bilancia di questa legge è a loro favore o a loro sfavore! - non si scherza. Nel lento scivolamento verso il regime questa legge segna un gradino sensibile, e sensibile anche all'opinione pubblica. Capisco tutti i "distinguo riformisti" di questo mondo. Ma, perdonate, non era questa l'occasione in cui permettersi di giocare alle belle fighe.
nicknamemadero
09 lug 2010 09:15
La vera scelta di libertà del Riformista
Oggi la maggior parte dell'informazione è in sciopero. Per la sua libertà messa in pericolo, si dice, dalla cosiddetta "legge bavaglio". Non sono affatto convinto delle motivazioni e delle ragioni di questo sciopero, trovando molto più "libero" e condivisibile la scelta di non adesione, assai anticonformista e coraggiosa, fatta da il Riformista (che a mio parere - a prescindere da oggi - rappresenta uno dei migliori esempi di giornalismo intelligente e realmente obiettivo in Italia) e motivata dal suo direttore Antonio Polito.
A mio parere un vero esempio di Libertà e Ragione.
http://nicknamemadero.blogspot.com/2010/07/la-vera-scelta-di-liberta-del.html
Stefano
09 lug 2010 09:04
Egregio Direttore, il suo editoriale offre spunti di riflessione anche a chi ha una visione diversa dalla sua. In particolare, mi ha colpito il passaggio in cui scrive che "la libertà non si vende a pezzi, e ogni frammento di libertà che cediamo prima o poi ci verrà ritorto contro". E' un'affermazione che condivido. Non trova però strano che questa attenzione spasmodica verso le intercettazioni sia promossa dal uno dei Governi più corrotti della storia Repubblicana? Fermo restando che il diritto alla privacy è sacro, io credo che il 99% degli italiani non abbia problemi ad essere intercettato. Il problema ce l'ha quell'1% che delinque quotidianamente.
augupaci
09 lug 2010 09:00
Perfettamente d'accordo con Polito: la libertà si esprime più con la presenza che con il rito demenziale dello sciopero, considerato dai trinariciuti un toccasana contro tutto! Sono sicuro che la stragande maggioranza dei protestatari non conosce affatto il progetto di legge sulle intercettazioni ma da sfogo al proprio livore contro Berlusconi. Esattamente come la maggior parte dei beceri dimostranti, guidati dall'analfabeta molisano e dal compagno Cialente, che hanno scatenato quella vergognosa cagnara a Roma per il terremoto in Abruzzo. Chi ha pagato la trasferta a quelle migliaia di tarantolati? Non era meglio se si impegnavano a togliere un pò di macerie all'Aquila? Certo sarebbe stato più faticoso!
Lorenzo
09 lug 2010 08:45
E la questione morale? Sempre in secondo ordine...sempre secondaria per lei, direttore....E ci ritroviamo con la peggiore corruzione d'Europa...Ah vabbè...per lei come per gli altri fans di Berlusconi e prima di Craxi e Forlani, questo non conta...Tutto secondario..d'atronde il vostro teorema è "Tutti colpevoli, nessuno colpevole" Un'altra cosa...sulla forma del silenzio come forma di sciopero contro il bavaglio....Ha mai sentito dire che talvolta il silenzio è meglio di mille parole? Ecco, appunto.... PS. Spiino pure le mie telefonate... Male non fare, paura non avere...
MarkSilver
09 lug 2010 08:41
Crumiri...in buona compagnia con i giornali del nano
antonio r.
09 lug 2010 08:38
Come al solito il "grande" polito non si smentisce; l'ipocrisia non è contemplata nel codice penale!
complimenti! con questo ddl il cittadino onesto brancolerà nel buio più totale e al momento del voto sicuramente permetterà ad un delinquente l'elezione in parlamento a legiferare ulteriori leggi vergogna, come sta tuttora succedendo.
dove sono finiti i "mastini della politica"?
c'è qulcuno che spera di ottenere qualche prebenda dalla attuale nomenclatura?
antonio
effepi
09 lug 2010 08:24
Caro Polito, ho letto l'articolo di Magrone e arriva a delle conclusioni esattamente opposte alle sue, in quanto dimostra che non c'è bisogno di una nuova legge. In realtà che un atto diventi pubblico quando viene reso noto alle parti o al rinvio fa una gtrande differenza. Non si trascuri poi il fatto che la pubblicità degli atti, vedi caso Tortora, può essere una garanzia per l'imputato. Quindi, stavolta non sono per niente d'accordo con lei.
Venavaricosa
09 lug 2010 08:17
No, caro Direttore. Lei confonde la necessità della tutela e della riservatezza con l'impossibilità a "venire a conoscenza di..." Non dimentichi che nei regimi che Lei cita tutto avveniva nell'ombra e di soppiatto. In democrazia tutto avviene alla luce del sole e su mandato di un magistrato: c'è una bella differenza.
gapa
09 lug 2010 07:58
Articolo equilibrato e dai contenuti ineccepibili. Sostanzialmente perfetto!
maurizio
09 lug 2010 01:49
Pur non essendo un sincero democratico, antiberlusconiano, come il bravo Polito, plaudo alla sua onestà intellettuale, espressa in modo chiaro e argomentato dal articolo in commento. Aggiungo semplicemente che al giovane universitario che gli a posto le obbiezioni su riportate, avrebbe dovuto rispondere che da quel tipo di ragionamento ha preso forma il peggior stalinismo. Successivamente, avrebbe dovuto consigliare al ragazzo dalle chiare tendenze progressiste la lettura di Orwel.
faber
08 lug 2010 22:45
Mi piacerebbe ,visto che domani c'è lo sciopero dei giornali , che il Riformista uscisse cosi come lo vorrebbe Berlusconi con la legge Bavaglio in atto, giusto per vedere di nascosto l'effetto che fa.Se siamo diversi milioni di italiani ad essere intercettati e mettiamo che intercettandomi scoprono che ho l'amante, facendo una dovuta scrematura delle intercettazioni, la notizia la pubblicherebbero minimo tra dieci anni, a funerali avvenuti. Questa legge non mi piace!!!!!!!
carla Andreani
08 lug 2010 22:17
apprezzo la liberta' intellettuale che ispira i suoi argomenti che condivido completamente
Paolo
08 lug 2010 21:33
Direttore, ma quale libertà. Un paese che non tutela chi lavora e paga onestamente le tasse! Ma di cosa vogliamo parlare. Il bavaglio lo avete Voi che non siete liberi, anche senza la legge. Dove scrivete che oggi la piaga della crisi è che il cliente, dopo aver ricevuto il servizio, non paga? Chi rimborsa il lavoro eseguito? Voi? A parlare della legge bavaglio? Ma mi faccia ridere. Denunciate le cose serie come questa che, modestamente scrivo. Il cliente non paga perché non ha soldi. Perché allora richiede il servizio o il prodotto? Negli Stati Uniti chi non paga viene preso dalle forze dell'ordine che, oltre alla galera, gli sequestra tutto. In Italia no. Perché? Perché l'Italia è un paese a libertà limitata. Se denunci prendi soldi ma poi non lavori più. Queste sono discussioni di libertà, non ascoltare le telefonate di altri. Saluti.
elia nigris
08 lug 2010 21:28
Il discorso e` un altro, questo ddl NON E` SEMPLICEMENTE CONTRO LA PUBBLICAZIONE DELLE INTERCETTAZIONI! se lo fosse sarei d'accordo e lo sarebbero in molti!!!!! Questo ddl, polito, e lei e` intelligente abbastanza per capirlo, IMPEDISCE ALLA MAGISTRATURA DI INVESTIGARE. (e non si tratta di governo dei magistrati, si tratta della funzione per cui esiste la magistratura, ricorda, polito?)
Carla Matassi
08 lug 2010 20:33
Non siamo noi cittadini a doverci preoccupare della privacy dei personaggi pubblici: sono i personaggi pubblici che dovrebbero preoccuparsi che la loro privacy, in realtà public, sia coerente con il ruolo che hanno e le responsabilità che ricoprono. Io cittadina non ho motivo di temere le intercettazioni, sia perchè non ho niente da nascondere, sia perchè di me certo la stampa non si occupa. Quando in un paese l'andazzo generale si fa scivoloso è molto importante che i cittadini sappiano. Non sempre i cittadini che sanno fanno buon uso di quello che sanno, ma almeno non potranno dire che non erano informati. Questa legge è un pateracchio, ed è un segno preoccupante di questi tempi cupi. Quindi, come cittadina, dico che sono vicina a chi domani sciopera e no, domani non comprerò il Riformista.
aldo
08 lug 2010 20:14
Questo è il Riformista che mi piace. Grande Polito.
giuseppe
08 lug 2010 19:54
Come sempre complimenti per la Sua onestà intellettuale da un elettotre di centro destra che visita quotidianamente il sito del Suo giornale apprezzandone sempre il modo con cui si può controbattere l'opposizione.
Ragionamento e dialogo, qualità che oggi mancano a sinistra ed ancor più a destra.
mariella
08 lug 2010 19:46
Mi riferisco alla foto. Vorrei anch´io avere tanto tempo da poter andare almeno una volta in piazza.
Lichene
08 lug 2010 19:35
Posizione condivisibile.
Più stampa per difendere la libertà di stampa.
Più etica rispettosa anche di altri diritti oltre a quello di cronaca per impedire che si diffonda la scorciatoia della gogna mediatica per cercare di sconfiggere l'avversario politico o promuovere il proprio prodotto che sia giornale o trasmissione televisiva.
Attenzione ad evitare di ledere l'onore delle persone e tutelarne la reputazione.
Matteo Lorenzi
08 lug 2010 19:10
Complimenti al Direttore Polito
in uno scenario di desolante e superficiale conformismo , finalmente una posizione lucidamente responsabile e liberale .
mariella
08 lug 2010 18:24
Ho letto tutto d´un fiato l´articolo sulle intercettazioni, poi l´ho dovuto rileggere per avere la certezza
d´averlo ben recepito. Grazie direttore Polito.
filippo
08 lug 2010 17:55
"Se non li puoi battere almeno sputtanali". Scusi ma questo lo inferisce lei, sono illazioni smentibili. Ovra, Secutiritate, Germania est, Grande Fratello, quante balle raccontate, Dio mio! Da una conversazione intercettata puoi sputtanare certo, ma anche cogliere prove schiaccianti per incastrare il colpevole o scagionare l'innocente. L'intercettazione è un mezzo potentissimo in mano alla giustizia ma può anche esserlo in mano al garantismo, dicesi il garantismo.
letterio siclari
08 lug 2010 16:50
a me sembra che a tale riguardo abbiano tutti ragione. sia gli uni che voglio parlare liberamente, che gli altri i quali vogliono applicare la mordacchia. di una cosa sono certo che, se dalle indagini verrà fuori che il parroco del paese é l'amante della moglie del farmacista, cosa che nulla ha a che fare con il filone, quello vero, dell'indagine, la tresca non dovrà uscir fuori da nessun uffico e, quindi, non sarà pubblicata da nessun giornale. grazie dott. polito per l'accesso facile alla posta del riformista.
GROSS
08 lug 2010 16:46
il sistema si è incattivito perchè al governo abbiamo gente che per legittimare il proprio operato mistifica la realtà a proprio uso e consumo e gambizza la democrazia con qualsiasi mezzo.
di queste provocazioni ormai eclatanti e continue, bisogna prenderne atto e rispondere adeguatamente. rispetto, ma non condivido la sua scelta. mi auguro che si prenda anche coscienza che cosi non si può andare avanti, conflittualità continua, voluta da berlusconi e dalla sua banda. gli elettori possono anche sbagliare, per ignoranza, ma i politici devono smetterla di approfittarne alla grande. siamo stufi !!!
toninoapricena
08 lug 2010 16:00
Mi piacerebbe intercettare una qualsiasi telefonata di quello studente della Sapienza intervenuto nel dibattito e pubblicarla su un giornale qualsiasi senza specificare il contesto dal quale sono scaturite certe frasi o parole e poi chiedergli cosa ne pensa!! Caro Direttore il reato più grave da me commesso è stato ricevere una multa per divieto di sosta in 63 anni, eppure quando sono al telefono con mia moglie o qualche amico e tocco un argomento delicato mi viene sempre da dire " ne parliamo a voce non si sa mai". Succede pure a lei? Eppure sono passati 60 anni dal ventennio!!
Azzolino Marri
08 lug 2010 16:00
Evviva!
Esistono ancora persone intelligenti che ragionano.
E che hanno il coraggio di differenziarsi dalle greggi con i paraocchi.
Complimenti
Daniele
08 lug 2010 14:55
Caro direttore, sono assolutamente concorde su tutto quello che, molto chiaramente, ha esposto. La vera libertà è anche quella di non vivere una realtà che assomigli ad un gigantesco "grande fratello" e quando Fabio alle 11:55 dice "Chi non ha nulla da nascondere non avrà mai problemi di intercettazioni" non si rende conto della gravità delle sue parole. Io posso non aver nulla da nascondere (inteso da un punto di vista penale!!!), ma posso, e in libertà ho il diritto, di nascondere tutto quello che gravita attorno alla mia vita strettamente privata. Prova ad immaginare che, pur essendo totalmente estraneo a qualunque reato, incappi in una intercettazione dalla quale escano fuori i tuoi gusti sessuali (liberi, permessi e non giudicabili) e vengano sbattuti sulle pagine di qualche giornale.... tu mi dirai che nessun giornale pubblicherà roba che ti riguarda perchè la cosa non interessa nessuno. Bene. Ma tu ed io o Berlusconi o piuttosto Bersani o Di Pietro, su queste cose assolutamente private, non abbiamo gli stessi diritti? Non mi verrai mica anche tu a fare la morale su certe cose? Un politico lo si giudica per come agisce nella sfera pubblica, non in quella privata.
E poi, evviva il detto napoletano vivi e lascia vivere.
49franco
08 lug 2010 14:42
Sono d'accordo con Lei. Su tutto.
f.de marco
08 lug 2010 14:05
Caro Polito , L` ITALIA c`era prima di BERLUSCONI , cé ora con BERLUSCONI , ci sarà ancora senza BERLUSCONI...................
De Gaulle diceva " o me o il caos " ebbene come si vede la Francia é ancora qui meglio di quella di De Gaulle,,......................
San Silvio d`Arcore padrone della sua repubblica PADRONALE di BERLUSSIA dice; o me o tutti a casa, ..........Ebbene ,perché poi, tutti a casa? A casa il padrone, resterà la DEMOCRAZIA ! ! !
lupimor@gmail.com
08 lug 2010 13:36
Caro Direttore, non credo l’intemerata dello studente la abbia sorpreso. Specie quando accenna alla “verità sostanziale”. La verità processuale deve farsi piccola piccola di fronte alla libertà sacrosanta del popolo di conoscere tutto e di più, degli intercettati. Altro che moralismo da “Grande fratello”, altro che “giovani che sbagliano”, c’è di più, e non sarebbe saggio sottovalutarlo. È il caratteristico argomento da tribunale del popolo, la derivazione conseguente della “Legge dei sospetti” di Robespierre. L’opinione pubblica come contraltare della legge, della legalità. Sappiamo tutti come la cosiddetta opinione pubblica altro non sia che la cassa di risonanza, creata e indirizzata scientemente per sostenere i più vari interessi economici e politici. Sappiamo tutti quanto sia volubile, effimera e inconcludente, quanto sia usata, eccitata e sguinzagliata contro il nemico di turno. L’opinione pubblica come succedanea delle greggi e delle masse. Ci tentano anche col suo giornale. Basta una frase foneticamente azzeccata “legge bavaglio” perché il qualunquismo decerebrato si scateni. “Quando un popolo divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino a ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, siano dichiarati tiranni”. Lo sosteneva Platone, 2500 anni fa’. Conosciamo i coppieri 2010. Sappiamo anche che per tutelare la vita privata del cittadino, esisterebbero tutti gli strumenti adatti, dal dettato costituzionale alle leggi dello Stato. Se le procure, spendono, per intercettare e spandono i contenuti acquisiti, dov’è il baco? Quale il risultato? Di Pietro applaudito e Bersani fischiato? Un plauso per la decisione presa, uscire dalla palude mefitica del politicamente corretto è la risposta migliore che uomini liberi possano dare, a se stessi e, al Paese. Cordialmente Moreno Lupi
Renato
08 lug 2010 13:36
Tempo fa' alla domanda, come governera' Berlusconi il compianto Montanelli che di uomini se ne intendeva, rispose .: Con la corruzzione, la menzogna il manganello. I fatti gli hanno dato ragione.
bubastis
08 lug 2010 13:00
l'unica cosa che interessa i giornali è pubblicare notizie il più possibile scandalose e pruriginose, al fine di vendere più copie possibile. Non per niente mi viene alla mente il vecchio detto "non dire a mia madre che faccio il giornalista, lei crede che suono il pianoforte in un casino". E anche i politici fanno sghignazzare. Prendiamo il Fini che dice che la libertà di stampa non è mai abbastanza, però se toccano lui si incazza come una belva, oppure il Dalema, quando Forattini sbianchettò una certa lista
Domenico
08 lug 2010 12:56
TRA I DUE VULNUS CHE LA LEGGE PRODUCE (1 - CREARE DIFFICOLTA' AI MAGISTRATI AD "INTERCETTARE" I REATI, 2 - LIMITARE LA LIBERTA' DI STAMPA IN RELAZIONE ALLA PUBBLICAZIONE DELLE INTERCETTAZIONI) TROVO GRAVISSIMO E INACCETTABILE (LO SCIOPERO ANDREBBE FATTO SOPRATTUTTO PER QUESTO MOTIVO) IL PRIMO ANCORCHE' CERTA STAMPA SEMBRA DARE PIU' RILIEVO (SBAGLIANDO) AL SECONDO. COMUNQUE TORNANDO AL PROBLEMA DELLA DIFFUSIONE A MEZZO STAMPA DELLE CONVERSAZIONI CREDO CHE CHI E' UN PERSONAGGIO PUBBLICO CHE GUADAGNA COME MINIMO 15 VOLTE IL MIO STIPENDIO CON UNA SERIE DI PREBENDE CHE QUI NON STO AD ELENCARE NON PUO' INVOCARE LA PRIVACY COME UN COMUNE CITTADINO. CON STIMA.
massimo casali
08 lug 2010 12:28
Articolo 15 della costituzione
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1] con le garanzie stabilite dalla legge.
Cosa altro dire se non VERGOGNATEVI
Massimo Casali
Fabio
08 lug 2010 11:55
Mi dispiace caro direttore, ma mi trovo a non essere d'accordo con lei.
Sono uno studente universitario di 25 anni e credo che il problema non sia tanto sputtanarli visto che la giustizia non riesce a processarli e/o condannarli se sono colpevoli, il problema secondo me è che come in tutti gli affari italiani, c'è sempre qualche corto circuito...la legge sulle intercettazioni non serviva a mio avviso nel senso che se i pm non posso rilasciare documenti che sono secretati si deve risolvere la questione del tipo se scappano fuori ed era compito del pm tenerli segreti allora deve essere punito il pm ma se questi vengo depositati in cancelleria e come sappiamo chiunque puo entrare in tribunale e fare quello che vuole poiche non è controllato e qualcuno se ne impossessa xchè deve essere punito il pm che non è piu responsabile (sulla questione giornalisti sorvoliamo poichè sappiamo tutti la porcata)....a prescindere da questo le intercettazioni se sono veri i dati pubblicati non mi sembrano cosi esagerate, poi francamente a chi interessa così fortemente questa legge a noi cittadini comuni che al massimo telefonia per organizzare una cena o una scappatella con qualche donna. Non facciamo gli ipocriti, tanti governi si sono succceduti ma nessuno ha mai avuto fra le sue priorità (legittimo impedimento, giustizia e intercettazioni) e tutti mi sembrano abbiano governato nel loro periodo...mi sembra una grande bufala creata e impacchettata ad hoc per farci credere che siamo continuamente spiati.
Chi non ha nulla da nascondere non avrà mai problemi di intercettazioni.
Mi dispiace che tali opinioni escano dalla sua bocca, ma non posso far altro che pensare con la sua decisione che quello che sta facendo berlusconi è giusto se non nella sostannza bensì nel principio.
Cordiali saluti
Fabio
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)