martedì, 7 febbraio 2012 ore 06:02

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Di Pietro: «Il Pd mi cercherà»
di Ettore Colombo

«Entro la prossima primavera si va a elezioni. L’unico che può deciderlo, Berlusconi, ha già deciso. E tutti gli altri che sono contrari non basteranno a fermarlo».
Antonio Di Pietro è in viaggio per l’Abruzzo, a parlare di terremoto. Ma il leader dell’Idv sente già «l’odore del sangue», e ammonisce il Pd: «Il Terzo Polo? 80 parlamentari e 85 voti. Se Bersani vuol andare con loro, si accomodi. Vorrà dire che io mi farò la mia famiglia, molto allargata, ma sono sicuro che i democratici arriveranno a più miti consigli...».

© Marco Merlini / LaPresse 29-07-2010 Roma Politica Corte di Cassazione di Roma, l'Italia dei Valori deposita le firme raccolte per promuovere i referendum contro il legittimo impedimento, la privatizzazione dell'acqua e il nucleare Nella foto Antonio Di Pietro © Marco Merlini / LaPresse Rome, 07-29-2010 Politic Rome Court of Cassation, Italia dei Valori deposits the signatures for the referendum about legitimate impediment, water's privatization and nuclear energy In the photo Antonio Di Pietro


Di Pietro è un altro che ha fretta di votare. Del resto, spiegano i suoi, «i voti dell’Idv per un governo istituzionale non ci saranno mai, neanche se lo chiede Paolo Flores d’Arcais», il quale, sul Fatto di ieri, ha lanciato un appello «Per un governo di salute pubblica». L’ala sinistra Idv, incarnata da Luigi De Magistris, ha già detto di sì. Di Pietro, con una lettera al Fatto, dirà di no.

Presidente, tira aria di elezioni anticipate.

Entro la prossima primavera si va a elezioni. L’unico che può deciderlo, Berlusconi, ha già deciso. E tutti gli altri che sono contrari non basteranno a fermarlo. Del resto, cosa vuole che faccia, Berlusconi? Dare a Fini il tempo di organizzare le sue truppe nel Paese, vedersi votare una riforma della legge elettorale che lo penalizzerebbe, magari anche una legge sul conflitto d’interessi - già che ci siamo - e farsi cucinare? Siamo seri! Berlusconi non concederà mai questo vantaggio, ai suoi avversari, Fini in testa. La vorrei cambiare anch’io, la legge elettorale, ma non succederà. Quindi, non resta che prepararsi alle elezioni.

In questo caso, l’Idv andrà in coalizione con il Pd?

Vede, io non faccio altro che ripetere, da giorni, settimane e mesi, che voglio creare un nuovo centrosinistra, alla cui base c’è l’alleanza tra Pd e Idv. Il problema è che, per sposarsi, bisogna essere in due. Il Pd vuole chiedere la mano del Terzo Polo? Si accomodi. Vorrà dire che io mi farò la mia famiglia. Molto allargata.

Magari temono l’effetto deja vu dell’Unione...

Io penso che l’alleanza Pd-Idv vada riproposta. Anche Dc e Pci si allearono, nella guerra di Liberazione, per liberarsi dal nazi-fascismo. Il nuovo fascismo, oggi, si chiama Silvio Berlusconi-piduisti, P2, P3 e simili. Poi, se il Pd non vuole allearsi con chi ha raccolto milioni di firme sul no al nucleare, per il sì all’acqua pubblica e contro il lodo Alfano, e cioè con noi, beh allora non deve farla mica a me, questa domanda. Deve farla al Pd.

Potrebbe volersi alleare con il Terzo Polo, il Pd.

Il Terzo Polo? Ma chi, 80 parlamentari che non riescono a mettere insieme neanche 85 elettori? Lo facciano. Sì da il caso che gli unici due partiti nuovi, nati nella Seconda Repubblica, e strutturati sul serio sul territorio, siano la Lega e l’Idv. Ad oggi, il Pd dice che l’alleanza non la vuol fare, ma dovrà far bene i suoi conti. E sono certo che i suoi maggiorenti, dato che decidono per tutti, li faranno. E scenderanno a più miti consigli.

In caso contrario, l’Idv cosa farà? Si alleerà con i grillini e il popolo viola? E Vendola?

Noi dell’Italia dei Valori stiamo mettendo insieme, e lo si vedrà chiaramente all’assemblea nazionale che terremo a Vasto, a metà settembre, associazioni, lavoratori, movimenti, società civile, popolo dei blogger. Allora si capirà che, anche solo a livello di numeri, valiamo almeno quanto il Pd. Grillo ha detto che il movimento Cinque Stelle, non lui, si presenterà alle elezioni: vogliono recuperare i tanti che si astengono. Siamo pronti ad accoglierli. Vendola? Per adesso si è candidato a guidare un’auto di cui non ha le chiavi.

E chi sarebbe, il candidato premier? Lei dice: ho il nome, ma non lo faccio.

Sì, anche perché sennò lo brucerei. Ma ho un nome chiarissimo, in mente. Lo farò alla festa dell’Idv a Vasto. Dev’essere una persona che sappia riportare serenità e serietà, dentro il centrosinistra e agli occhi del nostro elettorato, e che sappia proporre una coalizione e un programma di resistenza e di proposta contro la destra. Prodi, purtroppo, non è più disponibile. Io sono troppo identificato come un combattente per l’alternativa, quelli del Pd sono solo tanti pachidermi fermi in mezzo allo stagno: quindi non sarò io e neppure uno di loro.

Giornale e Libero hanno lanciato una durissima campagna stampa contro Fini.

Le regole del gioco sono chiare: libertà d’informazione e diritto di cronaca. Feltri attacca Fini sulle case, ma dà notizie. Se racconta il falso, come ha fatto con me, si merita la querela. Io l’ho querelato, ma pubblicando, ogni volta, le carte che smentivano le sue accuse. Lo faccia anche Fini, senza limitarsi alla sola querela.

L’onorevole Chiara Moroni, intervenendo alla Camera, ha ricordato il suicido del padre per Tangentopoli.
Il suo è stato un intervento coraggioso e apprezzabile, in linea con la lettera d’addio di suo padre quando si tolse la vita. Ricordo benissimo, quella lettera: chiedeva alla magistratura di non fare di ogni erba un fascio, alla stampa di non distruggere la vita delle persone senza prove e a una classe politica malata di rigenerarsi. Ho sempre tenuto conto di quella lettera e mi sono sempre attenuto a questi principi, allora come adesso.

venerdì, 6 agosto 2010

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commenti dei lettori

2 commenti presenti

effepi

06 ago 2010 22:11

Di Pietro è come sempre molto agitato, ma non altrettanto lucido. Mi sembra che come nel '95 puntare a un periodo di decantazione, magari tentando anche di cambiare questa porcata di legge elettorale sia ragionevole. Non credo comunque che gli elettori di Di Pietro siano estremisi quanto lui. Mi sembra geloso del fatto che il polo nascente, che non amo, probabilmente prenderà più voti di lui.

lupimor@gmail.com

06 ago 2010 15:29

Caro Direttore, il marchesino, ancora una volta con l'appello "al governo di salute pubblica", mostra chiaramente il disappunto di non aver potuto essere coetaneo di Saint Just e Robespierre. E' vero il primo a proporre la formula fu Casini ma, a chi non sa di cosa parla, si può perdonare. Detto e scritto da Flores la cosa è più sinistra, non sono parole scelte perché suonano bene all'orecchio e alla pancia: alludono, richiamano, programmano. Ma Tonino non ci sta, non ci sta perché non corre dietro alle utopie di palingenesi e rivoluzioni. Il suo obiettivo è diventare, nei numeri, oltre che nelle parole, il solo capace di battere di Berlusconi. A questo punto, se riuscisse a fare il pieno, il cerchio si chiude, con buona pace di tutti i galli dell'attuale pollaio di sinistra. Cordialmente Moreno Lupi