Ordine e politica. Il partito della «cacciata» ha cacciato dalla Festa del Pd Raffaele Bonanni. Dandogli del venduto alla Fiat, o qualcosa di simile. «Bonanni non parla più», hanno festeggiato i teppisti dopo aver conquistato il palco e lanciato qualche fumogeno.
Il partito della «cacciata» ha cacciato dalla Festa del Pd Raffaele Bonanni. Dandogli del venduto alla Fiat, o qualcosa di simile. «Bonanni non parla più», hanno festeggiato i teppisti dopo aver conquistato il palco e lanciato qualche fumogeno.
L'avevamo scritto qualche giorno fa, quando la contestazione toccò a Schifani: la cosa si sta mettendo male, si è tornati a usare la prepotenza fisica per conquistare piazze e piazzette.
Oggi sicuramente qualcuno dirà che non c'è niente di male, che è la democrazia bellezza, che anche a Dublino e a Londra contestano Blair. Non fidatevi: in Gran Bretagna non c'è mai stata l'Autonomia operaia, la P38 o le Brigate rosse. In Gran Bretagna i ministri del lavoro e i capi dei sindacati non girano ancora con la scorta. In Gran Bretagna non hanno mai assassinato un giurista perché scriveva libri bianchi sul mercato del lavoro. Dunque, non scherziamo col fuoco.
E infatti, Bersani non aveva ieri sera alcuna voglia di scherzare. Ha telefonato a Bonanni e ha dato degli «squadristi» agli aggressori, pare aderenti ai centri sociali torinesi. Ma il punto che questo uso improprio della Festa di Torino mette a nudo non è solo di ordine pubblico (faceva tenerezza ieri Letta che protestava per la scarsa vigilanza delle forze dell'ordine, visto che alle feste dell'Unità ci ha sempre orgogliosamente pensato il servizio d'ordine del partito a tenere l'ordine).
Siamo infatti alla vigilia di scelte importanti per la sinistra, se si va al voto in primavera il Pd dovrà decidere una volta e per tutte di chi vuole essere alleato. C'è chi lo spinge a restarsene accucciato a sinistra, abbarbicato a Di Pietro e Vendola, ad assistere dagli spalti a un'inedita gara elettorale a tre, in cui stavolta sarebbe il terzo polo (Casini più Fini più Rutelli più Lombardo), il vero sfidante di Berlusconi. Uno schema che è un'accettazione della sconfitta già in partenza, quasi autoinflitta. C'è invece chi spinge il Partito democratico a farsi federatore di un'alleanza molto vasta, che riesca a tenere Casini anche a costo di non tenere Di Pietro. Questa seconda strategia, cui ha alluso Bersani con la proposta dell'alleanza costituente, consentirebbe al Pd di partecipare da protagonista alla gara elettorale con qualche speranza di vincerla. Ma richiede grande coraggio politico, un'idea forte sull'Italia di oggi, la determinazione a uscire, insieme con il berlusconismo, anche dalla Seconda Repubblica.
In realtà il Pd è in mezzo al guado. Sa che deve nuotare ma non ne ha ancora nè la voglia nè il coraggio. Ed è in momenti come questi che l'estremismo si è sempre scatenato contro il partitone, nel tentativo di condizionarlo, di ricattarlo, di spaventarlo; e, in definitiva, di tenerlo inchiodato alla vecchia sponda. Non è esagerato dire che questi sono tempi da «compromesso storico».
Non bisogna dunque sottovalutare, neanche politicamente, il sintomo di questo uso ricorrente della piazza del Pd da parte dell'estremismo. Prima i viola, e poi i rossi, stanno dicendo al Pd di non credere di poter fare di testa sua. Il Pd ne potrà uscire solo ripredendo l'iniziativa politica: restando fermi in mezzo al guado, si è solo esposti al fuoco nemico, da entrambe le sponde.
giovedì, 9 settembre 2010
commenti dei lettori
6 commenti presenti
serotina
09 set 2010 18:12
Lupimor cita Veltroni, e come lui dice tutto e anche il contrario pur di dire.
ruggerio
09 set 2010 18:06
Se non si mette mano alle vecchie regole, quelle dei diritti e basta, il sindacalismo non puo far fronte
al mondo che cambia. Come dire : colonnello, ho fatto dieci prigionieri ma non mi lasciano venire.
giuseppe russo
09 set 2010 17:03
se non si cancella il passato non c'è futuro.
lupimor@gmail.com
09 set 2010 14:34
Caro Direttore, l'uso e l'appoggio della piazza ha un senso, politico e pratico, solo se puoi controllarla e gestirla. Se si crede di appaltarla e continuare a gestirla, significa che, come minimo, si hanno idee molto ingarbugliate e, che il potere decisionale del Partito s'è frammentato in mille rivoli, nessuno dei quali capace di rappresentarlo nella sua unità. Doveva essere realisticamente valutato e tenuto presente, il peso che i sindacati hanno sempre avuto in quelle situazioni. Le "cinghie di trasmissione" automatiche sono arcaiche credenze. Si arriva così a cosa sarebbe necessario per il PD "riprendere l'iniziativa politica" e, la possibilità di farlo e, di farlo in modo unitario. Nella attuale situazione, per come si sono ristrutturati i rapporti interni, per come si sono sviluppate alleanze e contiguità, per tutti gli altri motivi che lei ben conosce, la forbice tra necessario e fattibile s'è allargata. Il PD dovrebbe rappresentare la realizzazione compiuta del "compromesso storico". Il termine è nato come necessità dell'unione di due, e solo due, grandi partiti contrapposti ma consapevolmente disposti a collaborare per un interesse generale più grande dei singoli. In quel progetto non c'era posto per frange riluttanti. Moro ci rimise la vita. Un compromesso storico allargato a chi ci sta sarebbe l'unione, forzata di più debolezze politiche, numeriche e programmatiche e concettuali che di fatto svilirebbe il concetto originario e, stando a esperienze fatte, neppure sarebbe risolutivo. Paradossalmente lo spirito del concetto originario, potrebbe realizzarsi oggi, col tornare al Lingotto di Veltroni e al tono e alla l'impostazione del discorso d'insediamento al governo di Berlusconi. Acqua passata non macina più. Cordialmente Moreno Lupi
marco
09 set 2010 13:52
veramente, e lo dico da insider, il tanto strombazzato servizio d'ordine non gestisce la sicurezza nelle aree delle feste almeno da vent'anni, ma già dagli anni ottanta se scoppiava una rissa si chiamava la polizia, non il servizio d'ordine.
io penso che, ovunque nello stato italiano, siano le forze dell'ordine ad avere il diritto/dovere di garantire la sicurezza !
Tom
09 set 2010 13:31
Da solo, da solo: il PD deve andare da solo, e fare le sue regole. Questo è il partito, fatto di regole democratiche, di rispetto e tolleranza. Chi non ci sta è pregato di accomodarsi altrove. Le ammucchiate non hanno senso, e non portano lontano. E gli intolleranti vanno allontanati prima che dimostrino la loro indole. L'antiberlusconismo a tutti i costi è solo dannoso; alla fine imbarchi chiunque, ed i risultati si vedono
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)