giovedì, 23 febbraio 2012 ore 00:29

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«Scandaloso che i nostri
applaudano Marchionne»

di Sonia Oranges

«La vicenda Fiat? Un’altra occasione persa dal Paese». E prima ancora dal Pd. Almeno per il governatore toscano Enrico Rossi.

© Mauro Scrobogna / LaPresse Nella foto: Niki Vendola (Puglia), Enrico Rossi (Toscana), Gian Mario Spacca (Marche)

«La vicenda Fiat? Un’altra occasione persa dal Paese». E prima ancora dal Pd. Almeno per il governatore toscano Enrico Rossi.

Perché dice che il caso Fiat è un’occasione persa?
Perché la Fiat ha avviato a Pomigliano una strategia che punta a dividere i sindacati. Mi rendo conto che esiste un problema reale sui livelli di produttività imposti dalla globalizzazione, come ho chiaro che la durezza della Fiom ha incentivato Sergio Marchionne su questa strada. Ma alla fine, se una migliore produttività non si coniuga con la democrazia, l’unico risultato è che i diritti regrediscono. Anche alla Volkswagen hanno chiuso un accordo che rilancia la produttività, ma lì i sacrifici sono stati distribuiti sui vari livelli, garantendo l’occupazione e investendo in innovazione. Alla Fiat, invece, tutto è passato attraverso il ricatto e la divisione tra le parti, esaltata dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, mentre restano da chiarire i termini degli investimenti, dell’innovazione e delle garanzie occupazionali. E resta aperto un tema serio come quello della rappresentanza, su cui serve l’impegno di Governo e Parlamento.

Anche su questo si discute se legiferare o meno. Alla fine le parti dovranno vedersela da sole?
La politica scarica tutto sul lavoro. E in trasparenza si legge quest’idea vecchia che contrappone fabbrica a democrazia. Quando Stefano Fassina paragona le stock option di Marchionne agli stipendi degli operai, evidenzia proprio che in Italia è stato assicurato un primato alla rendita rispetto al lavoro. Per questo il caso Mirafiori emerge a tinte così fosche. Il centrosinistra non deve accettare un modello autoritario di relazioni industriali, sulla via di certo liberismo dannoso che si sposa molto meglio con Berlusconi. Invece ha accantonato l’argomento da quando Tony Blair ha espunto dalle nostre prerogative il mondo del lavoro. Al pari, il centrosinistra non può ritirarsi sull’Aventino in cui si è asserragliata la Fiom, finendo col danneggiare i lavoratori. Insomma, io non sono d’accordo con chi da sinistra plaude a un accordo che esclude il sindacato con il maggior numero di iscritti. Come trovo scandaloso che Marchionne si inalberi quando gli si chiede del piano industriale, e pericoloso che si annulli la dialettica tra le parti e con la politica. E in un Paese dove i temi dell’industria rimangono inespressi e dove il blocco sociale che sta dietro Berlusconi copre il ritorno di certo autoritarismo, il centrosinistra appare impreparato, incapace di concretizzare la riflessione congressuale, che pure c’è stata, sul rapporto tra capitale e democrazia, che dovrebbe essere la sua ragione sociale.

In effetti, sul punto andate in ordine sparso.
Guardi, sono certo che la parole di Piero Fassino, che non condivido, partissero da una posizione produttivista, consapevoli di un inevitabile conflitto. Insomma, si è posto il problema, facendo forse un passo di troppo per un politico quando ha invitato gli operai ad andare a votare. Capisco molto meno quelli che vogliono sfuggire il conflitto da cui, invece, bisogna necessariamente ripartire. Le posizioni terze sono sbagliate, smarriscono il senso primo dell’esistenza di un partito di centrosinistra.

Parla di Veltroni?
Veltroni riporta tutto a un problema di rappresentanza, ma il conflitto non si risolve attraverso qualche escamotage. Noi abbiamo un futuro solo se rappresentiamo quei lavoratori chiamati al referendum di Mirafiori. Non si tratta di fare gli operaisti, che problemi altrettanto seri li possiamo trovare tra le partite Iva e tra i piccoli imprenditori. Qui si tratta di non perdere la prospettiva: alle dinamiche di mercato si devono abbinare democrazia e diritti. In Toscana le imprese medio-grandi stanno delocalizzando tutto fuori, e il capitalismo finanziario che gioca in borsa produce fallimenti, buchi di bilancio e incertezza nell’occupazione. Su questo la sinistra deve avere una voce più forte, senza appiattirsi su posizioni come quella di Marchionne.

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi la pensa diversamente.
Infatti non sono d’accordo con lui. Trovo più interessante quello che dice Pippo Civati.

Ma allora perché continuate a discutere di primarie, invocando congressi?
Non abbiamo certo bisogno di un nuovo congresso che preluda a un nuovo inizio. Semmai dovremmo riorganizzare questo partito così liquido da frammentarsi a ogni piè sospinto, che esprime posizioni così differenti da non poter essere il riferimento di chi pure vorrebbe il cambiamento. E a discutere sono sempre gli stessi, oramai da 15 anni, garantendo l’eterno ritorno dell’uguale. Insopportabile per i cittadini.

Che propone?
Bisogna promuovere un nuovo gruppo dirigente intorno al segretario, una direzione più snella che si riunisca ogni lunedì per trovare una sintesi tra le varie posizioni. Casomai tenendo conto delle parole di Romano Prodi a proposito del partito federale. Ed eviterei di continuare a parlare di primarie. Quelle vanno fatte quando si deve, ma non possono diventare il mito fondativo del Pd. Ne abbiamo altri certamente migliori. Che so? La storia dei grandi partiti popolari.

giovedì, 6 gennaio 2011

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commenti dei lettori

10 commenti presenti

MAURO1

07 gen 2011 22:23

Non bastava Berlusca a far girale le p..le ai PD, adesso arriva Marchionne!! Gran bella cosa i diritti e la democrazia, ma detta dai seguaci di Stalin? Detta da quelli che voglione metere il cappello su ogni rivendicazione? Detta da quelli che hanno un unico problema: la rappresentanza in fabbrica. Se escono dalla stanza dei bottoni, forse non ci rientrano più. Penso sia solo questo il problema.

paolino

07 gen 2011 22:12

Esiste una condizione oggettiva fisica e psichica di disagio a lavorare in una catena di montaggio. Se poi si aggiungono i turni di notte l’equilibrio biologico di un individuo ne viene sconvolto, con ripercussioni inevitabili su tutti gli aspetti della propria vita da quello mentale a quello affettivo. (Quando poi questo si ripete per anni i danni fisici irreversibili sono documentati.) Tutto ciò viene occultato dall’importanza che oggi viene data alla lettura soggettiva di ciò che ci succede e non ai dati oggettivi. Il fatto che ognuno soggettivamente reagisca in modo diverso ad una situazione dannosa non toglie comunque il danno, e non è un alibi per giustificare un ricatto come questo referendum: “se non ci stai è perché non vuoi lavorare, se stai male è perché non sei motivato” E LA SOCIETA’ CIVILE A TACERE. Propongo allora io un movente su cui ricattare Invece di fare il servo, io operaio smetto di lavorare , finisco in prigione e mi faccio mantenere dalla società. Signori Marchionne, come fa un uomo in nome della produttività a ritenersi fuori e sopra della società degli uomini(di carne e d'ossa)? E che cosa è la società? Per quale scopo c'è? E a chi serve? Un operaio

fuma'47

07 gen 2011 19:41

a me invece sembra scandaloso che una buona parte del PD, Rossi compreso, continui a vivere beatamente e impunemente nel paese dei sogni, novella Alice nel Paese delle Meraviglie!!! E vogliono mandare a casa Berlusconi??? ma va là ... !!!

demcris

07 gen 2011 19:18

Bravo Rossi.Ma,purtroppo,il partito(che non voterò mai più,rebus sic stantibus)di D'Alema, Veltroni & C ,non rappresenta altri che se stesso avvolto nei propri sterili bizantinismi e sordo ad ogni e qualsiasi istanza del blocco sociale che dovrebbe rappresentare(operai,precari,artigiani,piccoli industriali) cioè quelli che adesso,ai nostri tempi,possono essere definiti i nuovi proletari.Questi erano i principi del socialismo e della dottrina sociale della chiesa.Quale partito nuovo,i PRINCIPI non sono negoziabili ne tanto meno rinunciabili sono eterni.

Pinuccio

07 gen 2011 18:54

Il PD deve ringraziare Berlusconi perchè grazie a lui riesce ad essere unito. Perchè hanno costruito il loro modo di dare politica, il loro modo di esisteresolo ed esclusivamente sull'antiberlusconismo. Quando non ci sarà più il Berlusca secondo me ci sarà "un sciogliete le righe"..... PS: Dove ci sono troppi galli non fa mai giorno...

anna bottola

07 gen 2011 16:02

Si si, continuate col pelo nell' uovo, tanto poi ci pensa la vita reale a pareggiare.

franco veroni

07 gen 2011 12:31

In quasi tutte le espressioni degli uomini PD, sulla vicenda Fiat, c'è il disagio a dire bene della FIOM e ciò è in contrasto con l'analisi che poi viene assunta come valutazione generale per dire che Marchionne sbaglia. Delle due l'una. Dire che è colpa della Fiom se Marchionne ha preso quelle posizioni, è come dire che FIM e UILM hanno fatto bene a firmare. Ci vorrebbe più coraggio per dire che la FIOM è l'unico sindacato che sulla vicenda FIAT si è assunta la responsabilità di cercare di far saltare la deriva liberista di questo governo e l'avvio di una stagione di nuovi ricatti e sottomissioni per i lavoratori in generale, che già soffrono nelle piccole e medie aziende situazioni intolleranti di velleitarismo padronale. Considero Rossi una persona onesta, intelligente ed anche coraggiosa, che tuttavia dovrebbe avvertire che la strada intrapresa da questo PD, rischia di uccidere tutta la cultura della sinistra italiana, dopochè difenderne i presupposti diventarà difficile per tutti.

massimo

07 gen 2011 09:38

completamente d'accordo. Massimo da Prato

Dany

07 gen 2011 09:24

UN ALTRO CHE PARLA DI COSE A LUI BEATAMENTE SCONOSCIUTE.

Piero2

07 gen 2011 09:22

... Viaggio nel mondo PD... ecco un'altra delle 10.000 Voci Ufficiali del Partito (che ovviamente non è d'accordo con nessun altra Voce Ufficiale). La sua soluzione per evitare che un "partito così liquido" possa "frammentarsi a ogni piè sospinto"? "Una direzione più snella che si riunisca OGNI LUNEDI' per trovare una sintesi tra le varie posizioni". Concetto di inaudita originalità, che rasenta il genio.

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