giovedì, 23 febbraio 2012 ore 01:45

Prima pagina

Raffaello Sanzio
L’onda oscurantista
si abbatte sul teatro

di Laura Landolfi

La voce del regista sull’attacco cattolico al suo spettacolo in scena dal 24 gennaio a Milano: «Sono dei Pasdaran».

Nella foto: il regista teatrale Romeo Castellucci

Un’onda oscurantista sembra abbattersi in questi giorni sullo spettacolo di Romeo Castellucci, Sul concetto di volto nel figlio di Dio. manifestazionidi disappunto di integralisti cattolici, attacchi antisemiti alla direttrice ebrea del teatro ospitante (il teatro è il Franco Parenti dove andrà in scena dal 24 gennaio, la direttrice è Andrée Ruth Shammah).
E se non bastasse ci si è messa anche la Curia milanese a dire che forse il cartellone andava composto con maggior attenzione perché «fosse riconosciuta e rispettata la sensibilità di quanti vedono nel volto di Cristo l’incarnazione di Dio». E, dulcis in fundo, l’intervento del Vaticano stesso con una lettera di monsignor Peter Wells che parla di «opera offensiva nei confronti di nostro Signore Gesù Cristo», cui ha dato man forte il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Federico Lombardi, per il quale si tratta di «un’opera che risulta offensiva delle convinzioni religiose dei cristiani».
Al centro della polemica una scena in cui escrementi verrebbero gettati sul volto del Cristo (qui un dipinto di Antonello Da Messina che campeggia sul palco). Peccato che la scena nello spettacolo non c’è. E non c’è perché in realtà non è mai esistita (si trattava di cento bambini-soldato che gettavano bombe, schiavi di quell’integralismo che lo spettacolo combatte). Non c’è perché nella versione italiana non era contemplata a causa delle dimensioni del palco (e non perché il regista abbia ritenuto di censurarla).
Gli escrementi invece ci sono: sono quelli del figlio che lava il padre malato e incontinente,«un simbolo tratto dal IV comandamento: onora il padre e la madre. E il figlio lo porta alle estreme conseguenze: mi prendo cura del padre e non ricorro alla badante» ci spiega al telefono Castellucci.
Strano è che lo spettacolo è andato in scena già due volte-l’anno scorso con il Romaeuropa festival e quest’anno alla Biennale di venezia- e nessuno ha avuto niente da ridire.
Lo scandalo scoppia invece in Francia quando la piéce del direttore della Societas Raffaello Sanzio è allestita al Théâtre de la Ville e un gruppo di fondamentalisti cristiani, l’InstitutCivitas, entra in azione. Si tratta di un gruppo antisemita, con una struttura ben organizzata, che ogni sera, per un mese, crea azioni di disturbo durante lo spetatcolo. «È un fatto politico. Si tratta di un gruppo di estremisti che, nel momento in cui Martine Le Pen sta dando alla destra un aspetto laico, mandano un messaggio ai loro compagni: “Rilanciamo l’integralismo”. Dietro tutto questo c’è un vescovo negazionista lefebvriano (Richard Williams che negò l’esistenza della Shoah, tento per capire il personaggio, ndr)». E un lefebvriano, guarda caso, è anche dietro le proteste milanesi: Alessandro Galvanetti.
Insomma, una vera e propria fatwa si estende su internet prendendo di mira tutti i direttori dei teatri che ospiteranno lo spettacolo. Con tanto di foto. L’accusa? Cristianofobia. E c’è di che avere paura.
Ma se in Francia Castellucci incassò l’appoggio del ministro della cultura francese Frédéric Mitterrand e del sindaco Bertrand Delanoë, qui (almeno momento di chiudere il settimanale) a parte le esternazioni in suo favore dell’Assessore alla cultura milanese Stefano Boeri, la compagnia è circondata da un silenzio assordante da parte delle istituzioni.
Nessuna preoccupazione di fronte ad un attacco cattolico che sa tanto di censura e strizza l’occhio all’integralismo fomentando, pericolosamente, le fasce fondamentaliste. Insomma nessuno ha pronunciato le parole di Frédéric Mitterrand che condannò gli attacchi perché «violano il fondamentale principio della libertà di espressione, protetto dal diritto francese» ribadendo che nulla «giustifica simili metodi violenti, contrari alla democrazia. Il teatro è il luogo della libertà di espressione, libertà che va garantita».
Nessuno, come hanno fatto il Comune di Parigi e il Théâtre de la Ville, ha sporto denuncia contro i gruppi di estremisti cattolici con l’accusa è di «atti di degrado del patrimonio pubblico» e «violazione della libertà di espressione e di creazione artistica».
Storia diversa è, infatti, quella di casa nostra dove tale diritto non sembra essere garantito e si chiede, invece, di bloccare lo spettacolo. Una sorta di condanna in contumacia per un lavoro che è invece, come spesso lo sono quelli di Castellucci, intriso di un forte senso religioso.
E come potrebbe essere altrimenti se a firmarlo è uno che dichiara: «La natura del teatro occidentale è religiosa, perché viene da un Dio: Dioniso. Ma soprattutto perché “religio” vuol dir mettere insieme che è proprio quello che il teatro». E ancora: «Gesù è ancora concepito come un problema, uno scandalo. Quando non è stereotipo non lo vogliono vedere. Ma esiste anche una gelosia perché una vera grande arte religiosa, come in passato, oggi non esiste più».
Se non fa più scandalo una bestemmia lanciata al Grande Fratello, là dove trionfa la volgarità più becera, come può farlo il rapporto disperato di un figlio con suo padre? Della vita che accompagna verso la morte? Di iconoclastia allo stato puro si tratta: l’offesa all’immagine della perfezione che si contrappone all’imperfezione del corpo che cede alla malattia. Con una Chiesa che, invece di rinnegare il fondamentalismo, si fa portatrice di istanze di gruppuscoli estremisti.
Il teatro dunque ancora oggi scuote le coscienze e crea scandalo? Castellucci, e noi con lui, appare disilluso: «Scuote le coscienze ma in base a dei falsi. Scandalizza la falsa notizia e non lo spettacolo. Questi pasdaran della cultura cattolica hanno bisogno di un demonio e non vogliono perderlo, per questo non verranno mai a vedere lo spettacolo».

sabato, 21 gennaio 2012

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commenti dei lettori

1 commento presente

Geremia

22 gen 2012 21:24

Un lettore, uno che pensi di essere cristiano e sia anche antisemita, mi spieghi perché da cristiano si senta anche antisemita. Non provoco, vorrei lumi sull'argomento.

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