giovedì, 23 febbraio 2012 ore 00:26

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Meno male
che Mario c’è

di Emanuele Macaluso

Nella foto: Mario Monti

Giornali, tv e riviste, di destra e di sinistra, ci hanno abbondantemente spiegato come e perché il governo “tecnico” di Monti rappresenti un’anomalia politica: dato che ha ottenuto la fiducia del parlamento, ma i partiti che l’hanno votata non sono rappresentati nell’esecutivo e dicono che non si identificano con esso.
L’anomalia politica, di cui tanto si parla, è il governo, o i partiti che lo sostengono e anche in quelli che lo osteggiano con virulenza? A me pare che il governo esprima la crisi e l’impotenza dei partiti e, al tempo stesso, una necessità avvertita dal paese attraversato da una pesantissima crisi economica e sociale.
Infatti, mentre il governo di centrodestra (Pdl-Lega) era ormai uno dei fattori del quotidiano aggravarsi della crisi, seppure non il solo, l’opposizione del centrosinistra non veniva vista come un’alternativa credibile per i bisogni del paese. In questo quadro, le elezioni anticipate obiettivamente si configuravano come un’avventura. Il riferimento alla Spagna - fatto ripetutamente da alcuni giornali di destra (Il Foglio e altri) e di sinistra (Il Manifesto e altri) - dove, nei giorni della crisi, si svolgevano le elezioni, era improprio. In quel paese, infatti, il partito di governo (i socialisti) onestamente dichiarava di non esser più in grado di fronteggiare la situazione; e l’opposizione - giusto o sbagliato che fosse - si presentava come forza credibile e affidabile per la bisogna.
La crisi politica italiana è nei partiti. Ed è confermata dal fatto che nessuno di loro, sino a oggi, ha indicato una strategia e un sistema di alleanze in grado di tracciare una via di uscita attraverso un rinnovato impegno politico. Un esempio? Dopo la bocciatura del referendum sulla legge elettorale, sembrava che i due schieramenti potessero trovare un’intesa per varare un testo condiviso: non si è fatto nulla. E non si fa nulla perché né a destra né a sinistra sanno con quale schieramento affronteranno le elezioni nel 2013.
Berlusconi, come al solito, dice e disdice, appoggia e non appoggia il governo, vuole e non vuole arrivare al 2013, e il povero Alfano, che a volte sembra ragionevole e logico, è dal Cavaliere, sostenuto e smentito al tempo stesso. La Lega fa un’opposizione feroce ma stupida e minaccia di staccare la spina a Formigoni se Berlusconi non la stacca a Monti. Una commedia indecente, ma il Pdl non è in grado di ridefinire una sua autonoma strategia.
A sinistra, a parte Di Pietro che fa un’opposizione rumorosa e ridicola, Vendola annuncia un’opposizione radicale sul piano politico e sociale. E mostra “comprensione” per il Pd che, sbagliando, appoggia, con il Centro, il governo. Povero Bersani!
Sarò io duro di orecchie e di comprendonio, ma, dalla recente riunione del Consiglio nazionale del Pd (composto da 1.000 persone, presenti meno di cento), un chiarimento sulle alleanze non è venuto. Tutto è rinviato al 2013. Intanto, le amministrative si possono fare con le alleanze di Vasto. E c’è chi teorizza: col Centro e il governo sino al 2013, e poi con Idv e Sel per l’alternativa. Funambolismi politici.
Anche a destra, La Russa e soci dicono che il Pdl deve fare le amministrative con la Lega, mentre Bossi stacca la spina a Formigoni. Alfano tace sull’oggi, fa capire che per il futuro vorrebbe un’alleanza con il Centro e intanto tira a campare. Con questi chiari di luna c’è da dire: “meno male che Mario c’è”. Oggi. E domani?

martedì, 24 gennaio 2012

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commenti dei lettori

5 commenti presenti

victor237

25 gen 2012 15:24

@augupaci. Si è mai chiesto perché ormai non avevamo più contatti con il mondo se non con i dittatori. Si ricorda in un summit europeo quando "il grande premier" cercava qualcuno con cui parlare tutti scappavano. Si ricorda che per 10 anni dal 2001 al 2011 lo spead era mediamente a 80/120 ed era il momento di diminuire il debito.Si ricorda che per tutti gli anni che questo signore era al governo gli italiani si dovevano sorbire delle solenne puttanate: giudici comunisti,intercettazioni,ballerine, il colera sconfitto.....e tutto il resto. E tutti gli amici intimi che ha avuto: Previti, Don Gelmini, Lele Mora e tanti altri tutti in galera.....spero ci finisca anche lui.

augupaci

25 gen 2012 10:13

Evidentemente, da zelante seguace dei principi leninisti, tra cui ' calunnia, calunnia, qualcosa resta! ', Macaluso scrive che il governo precedente non faceva che aggravare la crisi: niente di più falso! Dati ISTAT inconfutabili dicono che c'era stato già un leggero recupero del deficit pubblico e la lotta all'evasione ed alla criminalità, avevano conseguito risultati MAI raggiunti! Certamente se Tremonti si fosse azzardato a bloccare la contingenza ai pensionati da 1000 Euro mensili ( sic??!!) e avesse lasciato intoccati gli stipendi da 25.000 euro, come quello di Monti, si sarebbe scatenata la guerra civile! Per non parlare del ripristino dell'infame ICI, l'aumento delle accise sui carburanti ecc. ecc., sempre senza toccare la casta dei politici più pagati al mondo! Ma ed è singolare, se provvedimenti simili vengono da chi è stato unto dal compagno Napolitano, l'ordine di partito è ' Per fortuna che Mario c'è!'.

Francoeffe

25 gen 2012 09:21

Tutto cambia e niente cambia nella politica italiana. Questo é stato sempre vero. Ma oggi o i partiti fanno uno sforzo di comprensione della situazione attuale oppure saranno spazzati via e la marea populista monterà fino a travolgere tutto che il berlusconismo sembrerà in confronto un vagito di un lattante . Si vedono i primi segnali, movimenti privi di leadership certa nascono come funghi, esprimono un forte disagio che occorre che si muova in un percorso democratico. L'alternativa é il caos.

Teobaldo di Provins

25 gen 2012 08:51

E se invece i nostri costituenti pensavano ad una cosa simile a questa? La nostra costituzione è parlamentare pura al limite dell'asemblearismo, con una articolazione dei poteri tutti da riferirsi ad esso, con un governo meno legato alle segreterie di partito si ha una migliore distinzione tra esecutivo e legislativo, e l'anomalia potrebbe essere un esecutivo troppo contiguo al parlamento e quindi ai partiti. Come non è anomalo che un Governo, in un momento difficile come questo, trovi un ampio consenso. Se proprio dobbiamo deprecare qualche anomalia italiota è l’esacerbata difesa indefessa degli interessi particolari, sempre e comunque a scapito dell’interesse generale.

52Maurizio

25 gen 2012 08:25

In effetti il governo c'è, seppure con tanti se e tanti ma; mentre i partiti, ma soprattutto i soggetti decotti che dovrebbero rappresentare mancano. Questa è, a mio vedere, la chiave di lettura anche dei "moti di categoria" di questi giorni: di fronte a sacrosante difficoltà di queste categorie (ma sono comuni a quelle di noi, normali pagatori di tasse, con pensioni ritardate o congelate) è stato ben facile, per soggetti che da tempo razzolano nel torbido della peggiore politica, porsi a capeggiare questi movimenti spontanei, come pure infiltrarsi da parte di degni rappresentanti della criminalità organizzata, come ha coraggiosamente evidenziato il dott. Lo Bello. D'altra parte le recenti reazioni indignate contro i controlli fiscali a Cortina sono segno eloquente di cosa cuoce sotto la brace e di qual'è l'interesse criminale ( gli evasori non sono altro che dei ladri, innanzi tutto) che buona parte del potere e sicuramente quello che ha portato alla rovina il nostro paese, in realtà coltiva e caldeggia. In questo contesto è ancora più importante dire "meno male che Mario c'è!"; ma è necessario porsi davvero il problema del dopo, perchè la democrazia non sia veramente a rischio; i politici in auge ora, i nominati, sono in buona parte decotti, il nuovo che avanza pone più dubbi che certezze, per cui cìè poco da stare allegri per il futuro. Credo però che l'unico modo per reagire debba passare necessariamente dai partiti e che l'unico modo per tentare di riportarli ad avere la "P" maiuscola debba passare per le primarie, a tutti i livelli, non potendo credere che gli attuali nominati che occupano il Parlamento possano concretamente riformarsi, anche perchè ciò sottende al loro farsi da parte e rinunciare così ai privilegi che non mollano, malgrado la pressione derivante dagli scandali attualmente evidenziati (o, forse, già dimenticati). Vivo a Firenze, dove ciò è avvenuto, con una disputa vera e non mascherata, per il sindaco Renzi (malgrado le diverse indicazioni del vertice) e posso testimoniare che ha funzionato: la città è governata in tutt'altro modo rispetto a prima e sono state fatte più realizzazioni in questi due anni e mezzo, rispetto a quanto era avvenuto negli ultimi venti anni; per cui ritengo che questa possa essere una buona ipotesi anche su scala nazionale e per tutte le parti in causa, per evitare che i Trota, la Minetti e c. rappresentino il nuovo che avanza; vaccinandosi però anche contro il virus, letale per la credibilità e tenuta democratica, che ha caratterizzato casi come quelli dei vari Cosentino, Penati, Tedesco, Romano, ecc., a prescindere da quelle che saranno le future verità giudiziarie e per non parlare delle vicende di colui che, nel nuovo ventennio, è stato all'apice di tutto questo.

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