giovedì, 23 febbraio 2012 ore 00:27

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Ribellismo
e disgregazione
sociale e politica

di Emanuele Macaluso

Nella foto: Momento del Blocco con i Tir

A coloro che superficialmente accostavano la numerosa protesta dei camionisti italiani a quella dei cileni contro Allende, nel 1972, Lucia Annunziata ha spiegato, raccontando i fatti, che si tratta di un abbaglio. Infatti, ciò che in questi giorni vediamo nelle strade e nelle autostrade italiane, ma anche nelle piazze siciliane, ha a che fare piuttosto con la storia e le vicende politiche di ieri e di oggi del nostro paese.
Mi soffermo sulla protesta siciliana anche perché ho letto commenti di persone che non sanno di che parlano. Il ribellismo e l’insurrezionalismo, in Sicilia hanno una storia antica. Si sono verificati negli anni delle dominazioni dei francesi, degli spagnoli, ma anche, e spesso, dopo l’unità d’Italia. Dopo la rivolta del “sette e mezzo” a Palermo nel 1866, e le inchieste parlamentari, si disse che gli istigatori erano stati il partito “regionista” e anche la mafia. In questa analisi c’era del vero, ma non tutta la verità.
Successivamente l’inchiesta di Franchetti e Sannino, esaminando le condizioni della Sicilia, mise in chiaro l’intreccio tra le responsabilità pesanti della classe dirigente siciliana e quella nazionale, anche per quel che riguarda l’inquinamento mafioso delle istituzioni e l’anomalo funzionamento della giustizia. In questo quadro il ribellismo storicamente si è riproposto. Nel 1919 i contadini di Riesi proclamarono la Repubblica, lo Stato intervenne e furono uccisi 20 lavoratori. Dopo la liberazione, nel 1944, mentre in Sicilia infuriava il movimento separatista, il governo Badoglio chiamò alle armi la classe 1924-25 per combattere insieme agli Alleati. In tutta l’Isola si verificarono violente manifestazioni contro il reclutamento: in provincia di Ragusa una popolana comunista, Maria Occhipinti, guidò una rivolta e a Comiso fu proclamata la Repubblica. Seguì la repressione.
Lo scrittore Vincenzo Consolo nel suo bel libro Le pietre di Pantalica descrive la rivolta dei contadini di Mazzarino (1944) dove furono incendiati i palazzi baronali, il comune e l’esattoria. È un episodio che ricordo perché fu una delle mie prime esperienze nel rapporto con le masse contadine. Girolamo li Causi, uscito dal carcere (dove fu imprigionato per 15 anni), dopo un impegno nel Comitato di Liberazione a Milano, venne in Sicilia e il suo primo discorso lo fece proprio ai contadini “inferociti” di Mazzarino spiegando che se non si organizzavano nel sindacato e nei partiti, avrebbero conosciuto solo repressione, carcere e miseria. E il “miracolo” si realizzò in Sicilia e nel Sud.
Ecco quel che voglio dire: sono stati i grandi partiti nazionali, con la Costituzione e il loro insediamento in tutte le regioni e i paesi, il sindacato con i contratti nazionali, a riunificare l’Italia spaccata dall’8 settembre 1943. Al Nord la Repubblica di Salò, la Resistenza e la guerra civile, al Sud la monarchia e l’anarchia politica sino alla svolta di Salerno e il governo Badoglio di unità.
Furono i grandi partiti nazionali a riassorbire il ribellismo con la lotta politica e sociale per le riforme e una nuova collocazione del mondo del lavoro nella società. Il contadino siciliano e l’operaio di Milano, il bracciante pugliese e l’artigiano veneto si sono ritrovati nei progetti unitari del Pci, della Dc, del Psi, e anche in quelli dei piccoli partiti. Non è un caso che il leghismo al Nord si manifesta proprio negli anni in cui si consuma le crisi dei partiti nazionali. Oggi nel Sud la storica disgregazione sociale si intreccia con la disgregazione politica. Ritorna il ribellismo impotente, frutto di condizioni esasperate, strumentalizzato da cricche, avventurieri e mafiosi, come sempre. La politica dov’è? I partiti cosa sono e cosa fanno, la Regione siciliana cos’è rispetto alle speranze dell’autonomia? Sono questi gli interrogativi che si pongono e non ottengono risposta.
I forconi sono l’emblema farsesco di una tragedia politica e sociale di cui non si vede ancora lo sbocco.

mercoledì, 25 gennaio 2012

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commenti dei lettori

7 commenti presenti

michela

26 gen 2012 18:51

In questo articolo Emanuele Macaluso ripercorre a grandi linee le vicende storiche dell'Italia alla fine della seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra e ricorda la situazione in cui si venne a trovare dall'8 settembre 1943 fino alla fine della guerra:spaccata in due.Ho vissuto la mia infanzia e la mia giovinezza in quella che fu ^la Repubblica dell'Ossola^,zona libera dal 9 settembre 1944 al 24 ottobre dello stesso anno:i 44 giorni in cui tutti i partigiani anche di diversi ideali politici si ritrovarono uniti per fondare insieme una Repubblica che poi riproposero anche in quella che sarà l'Assemblea Costituente dell'Italia liberata.Nella Repubblica dell'Ossola erano presenti personalità come Umberto Terracini,presidente dell'Assemblea Costituente,Piero Malvestiti,ministro dei Trasporti e vicepresidente della CEE,Cipriano Facchinetti,ministro della guerra sotto Alcide De Gasperi,Corrado Bonfantini e Giancarlo Pajetta,ispettore delle Brigate Garibaldi,e poi deputato come gli altri alla Costituente.In tutte le cittadine e i paesini dell'Ossola sono presenti tuttora i monumenti ai caduti, le lapidi nel luogo esatto dove i partigiani sono stati fucilati dai nazifascisti.Le lettere dei condannati a morte della Resistenza sono state raccolte in libri commoventissimi.Poi tutto si è spostato a Roma,ma con l'andar del tempo gli abitanti di queste zone di confine si sono sentiti un pò trascurati dai politici ^romani^.Ed ecco perchè,a mio parere, gli ^slogan^ della Lega hanno cominciato ad avere un seguito.Del resto quello che va man mano emergendo non sembra molto lontano dalla realtà.

antonio

26 gen 2012 17:19

I partiti non esistono più : si sono trasformati in feudi personali del segretario pro-tempore a vita .Nessuna discussione,nessuna sezione ,nessuna idea che viene dal basso ,ma solo l'orazione televisiva continua del segretario simile ad un "Papa"che emette dogmi di parte.Le persone normali sono frastornate e non credono più a nulla .Si sta correndo il rischio che possano disobbedire ad un altro "Totem" : la burocrazia che protegge se stessa ,la quale sta diventando il fine ultimo di una parte consistente e privilegiata di impiegati dello Stato e non un servizio a disposizione della popolazione produttiva di ricchezza nazionale.La burocrazia improduttiva comanda la popolazione produttiva.Non ho alcun dubbio ,se non si cambia rotta,il PIL non crescerà più.I giovani sono più istruiti e preparati e,credo che abbiano pure ragione,non sono disposti a farsi spennare,come è stato fatto per i loro genitori ,da questa nuova "Monarchia burocratica"che predica sempre sacrifici per gli altri ,ma non per loro.Oltre alla riduzione dei costi della politica è necessario che il costo della "Monarchia burocratica" sia riportata ai valori europei ,cioè dimezzata.in tale maniera si potrà ridurre il debito pubblico e far crescere il rapporto debito pubblico /PIL .Occorre diminuire il numeratore : chi fa crescere il denominatore è stremato ,non può fare di più. Antonio ,dalla Sardegna

stefano

26 gen 2012 15:09

Lei,M., ha fatto una giusta analisi sulla Sicilia che immaggino conosca bene come anche della "politica" quella che stà in parlamento. Io, come diceva e scriveva poco tempo fà,Theo Angheloupos in sua intervista a giornalisti Italiani,sono proprio preoccupato per quel ribellismo e quella rabbia senza futuro che stà montando nel paese. L'essere totalmente disillusi e non rappresentati è una cosa molto più pericolosa dalle previsioni che il Governo Monti si era fatto. Spesso lo sentiamo dire,tanto Io -M.(noi Governo ) vado avanti lo stesso.... Certe volte questa posizione super partes pare da irresponsabili. La prof.ssa Fornero che aveva iniziato con fatica e (sembra ) suo dolore interiore,stà manifestando una totale lontananza dalla realtà. Proprio quella sua posizione da professoressa....che sale in cattedra pensando che con la esperienza della teoria delle aule universitarie,le pubblicazioni tecnico-economiche...si raddrizza il mondo,stà dimostrando una bella e seria incapacità ed ovvio delusione/nostra. Ora i fuochi si accendono spontaneamente quà e là,alcune volte organizzati in modo non proprio chiaro,altre volte visibilmente pilotati. La disgregazione sociale è ormai un fatto reale e quotidiano ed illustri pensatori economici ancora scartabellano i loro appunti, studi e lavori universitari e starnazzano le loro soluzioni.Un dato di fatto che sono tutti contro tutti! Chi pervasi da sataniche idee di vendetta verso parte dei Sindacati,chi sbilanciati su di una categoria chi su di un altra. Non c'è un cervellone economico che è d'accordo con l'altro.... Pessima rappresentazione delle scienze economiche. intanto la politica del palazzo latita e comunque non si rinnova,vedi i vari cerchi magici... E' ovvio che è difficile trovare le medicine giuste in questa sistuazione,ma che non era prevedibile questo degenerare? Noi scriventi in questo forum,siamo sicuramente tutti ben tutelati,altre persone che realmente non arrivano al 27 del mese,certo non perdono tempo a duellare con le tastiere,ma stanno a difendere il loro posto di lavoro,le istituzione scolastiche e le realtà lavorative e lo fanno o da soli o con i vari Sindacati,perchè i partiti stanno altrove: salotti,simposii,meeting,premi varii,commemorazioni,fondazioni,associazioni del bel pensiero...o a tramare nelle varie lobbyes. E' ovvio che comunque in giro,tra la gente non si fanno vedere...pena la loro integrità fisica; ce lo vedete Bersani che sono mesi che minaccia farem le barricate....e poi giù ossequi con i vari boiardi stato?Il Pierferdy che tra una epistola con il Card. Bagnasco e il Caltagirone ripete che loro non si tireranno indietro...Poi Black Angel-ino una botta al cerchio Mediaset ed una alla Fiat.. Una bella Caporetto e quei cerchi magici (malefici) non vogliono capirlo.

Vincenzo Alias Il Contadino

26 gen 2012 14:01

Sfiancato e colpita ed affondata la Democrazia. Napoletano con gli inutili ed una parte d’inqualificabili Magistrati giustizialisti,Casini,Fini e Rutelli con colpi ai fianchi ad un Governo liberamente eletto dai cittadini,riescono dove, il colosso Pci associati a Cgil-Cisl-Uil non era riuscito in quasi 60a a trasformare una Repubblica Parlamentare ed ex 5^ potenza mondiale, a trasformarla di fatto, in una Repubblichetta Presidenziale non più capace, di scoprire risorse e potenziale che possiede e, di reagire a creare lavoro anche se, prima le braccia di Cipputi con uno straccio di salario, divenuto assegno di pensione da morto di fame e, veri Politicanti, tiravano la cinghia, ma nel Debito Pubblico costruendo “Cattedrali nel Deserto” saputo cambiare rotta e controllata l’inflazione!Possibile che dal 1992 tutto storto, mentre i magistrati e Politici arricchitosi con stipendio superiore di 15 volte un lavoratore e pochi eletti nella Casta dai manager anche poco capaci e impiegati come la Bdi e con tanti Enti inutili trasformati in carrozzoni costosi con doppie o triple Amministrazioni come gli Acquedotti, senza contare gli Uffici Postali ed Equitalia dove a volte ci si ritrova l’informatica all’età della pietra e con personale intoccabile e con fila che accorcia la vita, visto che si entra giovane e si esce gia con la barba bianca e il libretto di pensione solo per adempiere un’ingiusta tassa del macinato come il bollo e il canone Rai-Tv e vedersi che la Svizzera senza greggio e raffineria, i cittadini limitrofi come il sottoscritto, ben 50 anni fa, si faceva la fila chilometrica ai valichi di frontiera per risparmiare sulla benzina di cui gli Svizzeri avevano lasciato le scorie a Marghera? Che cosa dire, che, si deve pagare il bollo, vera tassa sul macinato, senza più messi?Un Paese ridotto ad importare pesce dal Vietnam, Corea e Turchia, mentre la frutta importata con pochi centesimi dal Nord Africa, Sud America e altri prodotti import da Cina ed Asia di scarto qualità e molto spesso pericolosi e cancerogeni: ora la crescita, mentre i pescatori Italiani sono sistematicamente arrestati in mare Libico,Tunisino e Marocchino i campi dei veri contadini e Coltivatori diretti hanno lasciato i campi ingoiati dai ricchi, mentre salgano il buco finanziario d’Azienda Sanitaria, ineluttabile e vulnerabile pozzo senza fondo con personale poco qualificato, stipendi d’oro ingiustificati e alla Casta Parlamentare solo per alzata di mano arrotondano di ben 3lnM£ lo stipendio. Ecco come la Casta razzola bene spennando le formichine per impinguire il portafogli di Banche, che guarda caso, da dove vengono gli stessi attuali professori-tecnici, responsabili consigliori dei Politicanti ora: torchiatori incapaci e pasticcioni forse non bastano ai Politici che firmano i Decreti e passare il loro tempo dall’Aventino al mare sui loro yacth, Vigne e grattacieli e immobili con affitto e mutuo pagati da sic, poi chi in vacanze dalle Maldive, ulula: “ Fatto, per ragion di Stato!” Così da eterosessuale e io pago, l’ultimo tango a Parigi senza vaselina in terronia e nel mezzo e più del cammin di nostra vita, mi ritrovo per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita? ‘A fecc du chezz Paisà! http://vincenzoaliasilcontadino.wordpress.com/2012/01/26/sfiancato-e-colpita-ed-affondata-la-democrazia/ http://vincenzoaliasilcontadino.ilcannocchiale.it/post/2720493.html http://vincenzoaliasilcontadino.blogspot.com/2012/01/sfiancato-e-colpita-ed-affondata-la.html

Gigi Alem. Catania

26 gen 2012 13:01

Ritengo che ..."non si vede ancora lo sbocco" sia una presa d'atto che in Sicilia non c'è ne il PD, ne la sinistra. Quest'ultima cancellata dallo scellerato Veltroni con la, da me mai capita, complicità di esponenti di rilevo del partito siciliano vedi la polemica sul voto utile ai tempi della prima candidatura . Borsellino Oggi il PD sta incomprensibilmente cercando di scomparire del tutto diventando la escort di Raffaele Lombardo, senza neanche tentare di trasformarsi in qualcosa di diverso. La stessa rivolta di Reggio capoluogo che fermò il paese tra l'estate del 70 e i primi mesi del 1971 falli, giustamente, perché la destra partitica complice e militante, lasciò la regia ed il comando agli apparentemente anonimi Boia chi Molla. Eppure i partiti allora erano presenti con esponenti di rilievo come G.Mancini, Misasi e Dario Antoniozzi. Anche allora la politica fu ambigua e tentennante, solo il vecchio PCI ebbe una posizione chiara e forte. Come oggi in Sicilia i Forconi ed il movimento hanno farneticato una generica rivoluzione per la Sicilia anche allora Ciccio Franco affermava « Questa è la nostra rivolta, il primo passo della rivoluzione nazionale. » Certo tra l' oggi e i tempi a cui Emma fa riferimento c'è una certa differenza , cioè il rapporto diretto dei partiti con la gente, con le categorie, con i ceti di riferimento (PCI,DC,PSI PSDI..ECC). Con la gente si parlava e con la gente ci si schierava. Esisteva una cosa che per me ha ancora un valore: la logica dell'appartenenza. Oggi ci sono le segreterie politiche che ricevono per appuntamento, con file, numerini per disciplinare l’ingresso ed usando per abitudine linguaggi in politichese o peggio in burocratese. Spesso, si parla con l'aiutante del portaborse. Girolamo Li Causi stette una vita in galera proprio perché della lotta politica aveva fatto un ideale di vita. Oggi, ancora qualcuno Consorte o per mala sorte, va in galera per motivi non certo nobili: Sicuramente sarà più giusto così ,dato che questa democrazia alla fine l'ha consegnata, conquistandola, l'ideale di Li Causi e di compagni come Placido Rizzotto, Maria Occhipinti e tanti , ma tanti da essere fieri dell’appartenenza. Gigi Alem. Catania

52Maurizio

26 gen 2012 08:31

l'articolo del Direttore è, puntualmente, una esemplare lezione di politica, di storia e di vita. I fatti che avvengono sulle nostre strade in questi giorni e soprattutto le pericolose infiltrazioni e capeggiamenti che si impongono ai neo "movimenti" da una parte e i grevi ricatti del suppopsto capopolo del settentrione ( o come la chiama lui. "la padania") nei confronti del suo storico sodale, l'imbonitore da operetta, certificano eloquentemente l'esattezza di quanto scritto dal direttore. Credo anch'io che la vera democrazia non possa prescindere dalla rappresentanza dei cittadini nei partiti ed è qui che debbono avvenire i veri cambiamenti affinche possiamo concretamente tornare a credere che possa esistere anche una "politica buona" e che, soprattutto, possano iniziare a farlo i nostri figli e nipoti. A questo proposito credo che un primo passo, significativo, per riappassionarci alla politica possa essere rappresentato nella ricerca delle candidature, ad ogni livello, con il ricorso a primarie, "vere" e non di facciata. Ciò anche per scongiurare il pericoloso quanto probabile tentativo di appropriazione dei gangli della politica da parte dei rappresentanti di tutti quei potentati che, ora, sono rimasti orfani dei biechi interlocutori che hanno avuto a riferimento per buona parte del " nuovo ventennio" che, finalmente, speriamo di aver lasciato alle nostre spalle.

valerio

26 gen 2012 08:11

Caro macaluso, disponendo di Li Causi dirigente di un partito che abbia combattuto una guerra partigiana vittoriosa sarei d'accordo con te. In mancanza di simili eroi (nel senso delle persone e dei partiti) inutile rincorrere l'idea che basta dire come i partiti sarebbero importanti. Lo sarebbero, ma non lo possono essere.....

foto del giorno

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