L'intervista rilasciata ieri da Ignazio La Russa al nostro De Angelis rivela il profondo disagio in cui si trova la pattuglia degli ex An nel Pdl che sostiene il governo Monti. Un disagio che in più occasioni esplode in contrasti aperti con la componente ex Forza Italia che sul governo ha una posizione più equilibrata come risulta dalla linea che esprimono il segretario Alfano e il capogruppo alla Camera Cicchitto. Berlusconi ondeggia, ad alcuni promette elezioni a giugno ad altri nel 2013, ma non stacca la spina. Sostanzialmente La Russa e soci la pensano come Bossi, vorrebbero sbraitare come lui e rifarsi una maschera di oppositori. Le cose che va dicendo, sul Pdl penalizzato, che occorre un riequilibrio e deve attuarlo Monti, altrimenti la spina la stacca lo stesso presidente ecc., sono tutte chiacchiere per coprire una realtà ben più corposa che determina l’insofferenza degli ex An. E la realtà si chiama Fini, (il quale è rimasto presidente della Camera), e il suo partito, collocato nel “terzo polo”, come forza che nei fatti si identifica col governo. Insomma Fini, e i suoi, col governo Monti appaiono protagonisti del cambiamento e i La Russa, che con il Cavaliere si muovevano (goffamente) come padroni del governo, ora sono ridotti a peonas addetti a premere i bottoni per votare decisioni governative su cui non influiscono, né in un senso né nell’altro, anche perché è Alfano che tiene i rapporti con Monti. Insomma, La Russa e soci pensavano di avere liquidato Fini e invece sono loro in liquidazione. Infatti, la rottura di Fini oggi si rivela fruttuosa, nel senso che ha aperto una prospettiva al Fil nel grande Centro. E il presidente della Camera, bene o male, resta uno dei leader della politica. I fedelissimi al Cavaliere, padroncini del Pdl, invece, sono destinati a sparire nel nulla. Anche perché non sanno cosa farà in futuro Berlusconi e quale sarà l’approdo del Pdl dove, gli ex Dc e gli ex Psi, pensano di ricollocare il partito più al centro cercando un rapporto con Casini e con quel mondo che anche la Chiesa spinge verso il Centro: dove c’è anche l’odiato Fini. Concludendo, osservo che il gruppetto degli ex An hanno capito di trovarsi in un labirinto dal quale non sanno come uscire e il tempo certo non lavora per loro. Disperati, chiedono elezioni subito come Bossi e come Di Pietro, ma la situazione non lo consente. Il Cavaliere continuerà ad ondeggiare, ma non staccherà la spina, anche perché pensa che la corrente può fulminarlo. Tutto qui.
venerdì, 27 gennaio 2012
commenti dei lettori
9 commenti presenti
Giuseppe
28 gen 2012 19:00
A parte qualche forumista livoroso e scostumato, penso che tutti noi possiamo appoggiare il suo ragionamento, serio e pacato sui ridicoli personaggi che sono stati gli ex-AN. Come si diceva, il tempo è galantuomo, e Fini ha avuto ragione ad abbandonare al loro destino una truppa impresentabile di ex-fascistelli da strapazzo bravi solo a sbraitare.
fuma'47
28 gen 2012 16:57
Caro Macaluso, i DISPERATI siamo stati noi, a doverci sorbire per anni una nullità come La Russa (e soci): a dover ascoltare ogni giorno le sue emerite stupidaggini amplificate da Minzolini!!! Sparisca nel nulla e nel dimenticatoio: giusta fine per un prepotente finito incautamente all'onore degli altari.
Tonino Sarra
28 gen 2012 16:52
Potrebbe accadere. La gente, per non rinunciare a niente si affida a chi non chiede sacrifici. Ma allora sarebbero guai per entrambe. Ecco perche si scrivono fesserie come quelle nell'articolo qui sopra.
MAURO1
28 gen 2012 16:23
Nonno, ma davvero lei pensa che Fini abbia ancora qualche cosa da dire? a chi?
Daniele
28 gen 2012 16:01
Si, Berlusconi eliminato per sempre da Napolitano, lui si lascia sotterrare senza un cenno di dissenso, il mondo intero sceglie il comunismo come guida religiosa. Questo il regalo che faccio a Macaluso per il weekend.
franco mistretta
28 gen 2012 15:50
Possono sempre andare con Storace e la Mussolini. Magari in una lista con quel nome prestigioso.
Giuseppe
28 gen 2012 15:06
Caro Em.Ma., rovesciamenti della sorte. "...il mondan romore altro non è ch'un flato di vento che or vien quanci ed or vien quindi e muta nome perchè muta lato". Era così se ricordo. Anche Bossi sembrava padrone della politica italiana. Ma i bluf sono così, una volta scoperti...Qualche volta anche noi a sinistra dovremmo pensarci. Un saluto.
Alessio
28 gen 2012 09:41
Ormai prendo simpaticamente atto che Antonio Di Pietro, per il Dott. Macaluso, è una vera e propria ossessione. Ogni giorno lo nomina, e a proposito delle più svariate e diversissime tematiche. E' molto strano questo atteggiamento in una persona colta ed intelligente come Lei. Capisco che, di questi tempi, reggere la candelina ad un partito come il Partito Democratico è particolarmente complesso e difficoltoso (e come potrebbe essere altrimenti in un partito dove regnano finanche simpatici soggettoni che propongono nientepopodimeno che "contratti a tempo indeterminato per tutti", fatta salva la libertà di licenziare a calci nel sedere in qualsiasi momento; una gag degna del miglior Totò o, se preferisce, della Sora Lella in "7 chili in 7 giorni" quando, a proposito della "cena psicologica" afferma: "ma non è che questi ce stanno a pijà per il culo??"), tuttavia ritengo che, come tutti noi, (e specialmente in età matura) si abbia il dovere di celare le ossessioni, invece che sventolarle ad ogni editoriale (indipendentemente che l'editoriale si occupi di politica, religione, cultura; ma Lei citerebbe Di Pietro per attaccarlo anche in un eventuale articolo concernente l'idraulica spicciola, anche se lì, a maggior ragione, non c'entrerebbe un tubo).
SALUTI!!
FRANCESCO DAMIANI
28 gen 2012 08:26
Direttore, credo di capire il suo ragionamento............ Non vorrei però che fosse troppo ottimista sul futuro politico di Fini.
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