Intervista al ministro Gelmini. Giura che non c'è nessuna marcia indietro e spiega perchè funzionerà.
Nella foto Maria Stella Gelmini
Sostiene Gelmini: «Sul voto in condotta non c'è nessuna marcia indietro, quella circolare vale solo per il primo quadrimestre, che abbiamo considerato come una fase di rodaggio. Ma nel giro di una settimana presenterò al consiglio dei ministri un regolamento per disciplinare il voto in condotta».
Sono due giorni che Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, viene coccolata dai giornali di sinistra. Motivo: il ritorno del voto in condotta, non più 7 ma 5. Ha iniziato, domenica scorsa sul Riformista, Giampaolo Pansa, che l'ha definita «una donna che vale tre uomini». Ieri è toccato a Mario Pirani nella sua Linea di confine su Repubblica. A dire il vero, però, Pirani la bacchetta: scrive che lei «impaurita» ha vanificato il ritorno del voto in condotta con un decreto esplicativo che fa applicare il 5 solo a comportamenti gravi, quelli che valgono una sospensione di almeno 15 giorni. In ogni caso la sostanza non cambia: ai riformisti di sinistra il voto in condotta piace.
Continua il ministro: «Ripeto, non ho fatto alcun passo indietro. Ritengo questa fase come una start up, ma per la fine dell'anno scolastico il voto in condotta sarà decisivo per la promozione. Ovviamente, nel regolamento che sto preparando ci sarà spazio per il buon senso, per una valutazione caso per caso ma saranno misure rigorose. E sicuramente non si applicherà solo ai comportamenti gravi da 15 giorni di espulsione. Anche perché il fenomeno del bullismo va aumentando».
E le spinte da sinistra in questa direzione? Risposta: «Non mi sorprendono, né mi scandalizzano. La cultura del Sessantotto è fallita anche se c'è chi continua a criticare agitando bandiere ideologiche. Io credo però che la scuola non sia né di destra né di sinistra». (Continua)
Fabrizio d'Esposito sul Riformista del 27 gennaio 2009
lunedì, 26 gennaio 2009
commenti dei lettori
8 commenti presenti
MoBasta il Carbonaro
27 gen 2009 17:56
Che paura, che stato forte, sono tutto un brivido. Ridicoli.
Grigio
27 gen 2009 17:43
Se non ricordo male, è stato per primo il direttore Polito, introducendo un'intervista alla Gelmini, la scorsa estate, a descriverla come persona "tosta" e da non sottovalutare.
Marco Campione
27 gen 2009 15:17
Mi sembra che si stia facendo tanto rumore per nulla: quello della condotta resta un provvedimento inutile semplicemente perchè chi verrebbe bocciato per la condotta lo sarebbe anche per il rendimento. Il falso mito del "genio e sregolatezza" forse porta a pensare che la scuola italiana sia piena di futuri Enrico Fermi che prendono a sassate la finestra della classe, ma io dubito che le cose stiano così. E poi siamo sicuri che sia giusto bocciare uno studente che -con la media dell'8- prende a sassate la finestra della classe? Qui non c'entra il sessantotto, ma piuttosto il buon senso.
Per ristabilire un clima di fiducia reciproca tra scuola e famiglie, in questa stessa intervista Gelmini propone un sms ai genitori di chi "marina" la scuola per più di dieci giorni (ora si fa una telefonata dopo tre giorni, ma evidentemente il ministro non lo sa) e di consentire ai Dirigenti di mettere le telecamere nelle classi (altra parziale marcia indietro, dunque, dopo le accuse di volersi atteggiare a Grande Sorella).
Penso però che il Ministro abbia ragione sul punto che i problemi della scuola italiana nascono anche da quella frattura tra scuola e famiglie. Gli insegnanti considerano i genitori i sindacalisti dei loro figli (e dunque li considerano inutili se non dannosi) e i genitori considerano gli insegnanti dei lavativi (e quindi non si fidano). Per rompere questo gioco al massacro reciproco, suggerirei al Ministro una soluzione meno tecnologica degli sms e delle telecamere, ma forse più efficace: potrebbe cominciare col chiedere al suo collega Brunetta di tacere. Ogni tanto.
Fortza Paris
27 gen 2009 13:10
Chi di voi si è imbattuto questo anno nell'iscrizione di un proprio figlio alle elementari? Un guazzabuglio di minchionate, ore che vanno e vengono, ma sopratutto stanno lasciando la patata bollente ai comuni. Vi dicono che loro non toccano niente, salvo poi mettere le clausolette tipo " l'attività del tempo pieno, è subordinata alla preliminare, inderogabile dell'esistenza e dell'effettivo funzionamento e dei servizi necessari, nonché di un numero di richieste atte a legittimare la formazione della classe. Il tempo pieno richiede, infatti, la disponibilità di idonei ambienti, di attrezzature adeguate, l’esplicito impegno dell'ente locale ad assicurare il servizio di mensa, la frequenza di un congruo numero di alunni." Ve lo ha detto bocca a bocca o fido fede? Non sproloquiate e guardate oltre il grembiulino, il 5 in condotta, il golfino di gelmina e altre amnità.
frazeta
27 gen 2009 12:56
Il successo mediatico della Gelmini, basato su alcune modifiche da lei proposte per la scuola, come il voto in condotta, che peraltro ha determinato una serie di equivoci nei collegi docenti con il decreto esplicativo ( molti i cinque dati prima dell'esplicazione, in contrasto con quest' ultima), contrasta con l'impianto dei cambiamenti determinati nella scuola da questo improvvido e improvvisato, diciamo malconsigliato?, ministro.
La sua azione è stata dannosa, in particolare con la scuola elementare, col ritorno al maestro unico e la soppressione del modello vigente, dei moduli di tre insegnanti con due classi o di tre maestri per tre classi.
Un ministro trasparente, che dice il vero, avrebbe dovuto dichiarare che lo scopo della sua "riforma" consisteva nei tagli per la scuola pubblica.
Gli "omaggi" alla sua azione da parte di giornali di sinistra sono frutto di un'analisi parziale, limitata ad alcuni aspetti, analisi che dimentica la parte essenziale del progetto, che non può ricevere applausi.
claudio salone
27 gen 2009 09:47
Continuano le rumorose futilità mediatiche della ministra (il grembiule, il 5 in condotta, il maestro unico, le telecamere in aula, il controllo via sms delle assenze, l'annuncio su Youtube delle materie d'esame, e così via comunicando). I giornali seguono (compreso il Riformista) e i sondaggi ripagano, evidentemente. Al di là delle fumisterie, rimane tuttavia il nocciolo duro della politica scolastica tremontiana, di cui le famiglie e la società faranno ben presto esperienza: meno 8 miliardi di risorse, meno 122.000 posti di lavoro, in tre anni. Il resto conta assai poco. Spiace che anche G.Pansa si accodi ai laudatores della ministra (che vale ben tre uomini!) in termini tanto grossolani, dimostrando di conoscere ben poco della scuola. Verrebbe da dire: sutor ne ultra crepidam.
aldo
27 gen 2009 09:25
La Gelmini in assoluto la più bella scoperta di questo governo, giovane e tosta, alla guida del settore più sindacalizzato ed ingessato del mondo occidentale, se la sta cavando benissimo. Ottimo anche l'approccio diretto con gli studenti via You Tube, una piccola rivoluzione da ragazza di trentacinque anni. Complimenti.
nicola44
27 gen 2009 08:52
Brava signor Ministro. Non si lasci impietosire dalle prefiche di sinistra: rispettano logiche che non sono nostre, ovvero più dei due terzi del Paese. La raccomandazione che Le fanno un pò tutti è sempre quella di non vanificare il tutto con troppi lacci e lacciuoli: c'è l'autonomia scolastica. che decidessero le singole scuole con i loro Regolamenti interni.
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