«Offese contro di me. Un'ernia vale più di quelle note spese» di Tonia Mastrobuoni
FORUM. Ignazio Marino torna sulla vicenda Pittsburgh: «Non sono stato licenziato», spiega i motivi delle querele e perché le «gravissime accuse» di alcuni giornali sono infondate. Il candidato alle primarie tratteggia il “suo” Partito democratico, fatto di circoli, senza correnti e con le alleanze basate sui programmi. E spiega su quali temi puntare in vista del congresso.
«Meglio operare un'ernia che gonfiare una nota spese». Ignazio Marino è visibilmente teso sulla bufera scoppiata attorno alle presunte irregolarità amministrative che secondo il Foglio gli sarebbero costate nel 2002 le dimissioni dalla guida dell'Ismett di Palermo. Ma dopo giorni di pressioni, smentite e querele, al candidato leader del Partito democratico scappa anche una risata. «Invece di fare una nota spese gonfiata da cinquemila euro, direi che è più conveniente operare un'ernia. È certamente meno stressante, si fa in un quarto d'ora e ne vale tremila». In questo forum con il Riformista, il chirurgo genovese torna sul merito della questione, si professa offeso per le «gravissime bugie» apparse su alcuni giornali e conferma le querele non solo al quotidiano di Ferrara ma anche a quelli che «hanno messo le bugie pure nei titoli». Il senatore piddino parla lungamente del partito che ha in mente, «liberato dalle correnti e di democrazia partecipativa», spiega le “sue” primarie imperniate su temi concreti ma tratteggia anche qualche scenario postcongressuale. Per Marino è scontato, ad esempio, che chi vince le primarie può legittimamente aspirare tra tre anni a correre per la presidenza del Consiglio, qualsiasi siano le alleanze.
Stanco di essere identificato soltanto con il tema della laicità, che considera «un metodo», come un grande democristiano cui ammette di ispirarsi, Aldo Moro, Marino rilancia i punti su cui vorrebbe confrontarsi con gli altri due candidati alle primarie. A Pierluigi Bersani e Dario Franceschini chiede un dibattito sul precariato, sulle ricette contro la crisi economica, ma anche sulle donne, sull'aborto, sul nucleare e sulle unioni civili. E racconta, ancora una volta ridacchiando, che al momento non riesce «purtroppo» a confrontarsi con il pubblico del Pd perché al Democratic Party di Genova, quello nazionale, c'è un programma che pullula di ministri «e non riescono a trovare un buco in cui inserirmi».
In apertura del forum, il tema non può che essere quello che lo ha catapultato sulle prime pagine dei giornali. Il siluro di Pittsburgh, la lettera sulle irregolarità amministrative dell'università americana che aveva collaborato alla fondazione del centro di Palermo diretto dal chirurgo. «La risposta l’ho data già e, anzi, sarebbe interessante se ogni politico italiano accusato di qualcosa avesse la mia stessa abitudine di documentare tutto su internet», si scalda. Ribadisce che si è dimesso perché c'era già un contratto con l'università di Jefferson, dopo una lunga trattativa. «Avevo già deciso di andarmene ma c’è stato un conflitto, ma in una situazione del genere i toni conflittuali possono capitare. Oltretutto - sottolinea - ci sono stati con l’amministrazione, mai con l’università». Il chirurgo che ha acquisito fama mondiale per i trapianti al fegato racconta di referenze «che fanno arrossire, stellari». Soprattutto, pubbliche, «ben visibili sul sito del chirurgo fondatore del centro trapianti di Pittsburgh». Lì, oltre al lungo curriculum di Marino, puntualizza, «c'è scritto anche che la decisione di lasciare la direzione del centro di Palermo è stata improntata alla più alta eticità ed è una decisione presa in coscienza, discussa con lui. Questo è il fondatore del centro trapianti di Pittsburgh, ancora in vita quindi interpellabile».
Il chirurgo è amareggiato anche per «le altre, gravissime bugie che mi hanno offeso moltissimo. Non sono stato licenziato, se ci sono state irregolarità o discrepanze sui rimborsi, sono cose che accadono e che vengono ricontrollate in quelle università ogni sei mesi. E non vengono mai utilizzate per dire che uno non è una persona per bene». Marino racconta di aver saputo da molti centri in cui ha lavorato in passato che una serie di giornali hanno chiamato per avere informazioni su di lui: «Alla fine dovrò ringraziarli. Mi hanno raccontato le università che i giornalisti sembravano delusi per i commenti positivi. L’intenzione di una cosa organizzata così, telefonando in tutto il mondo, non mi pare quella di fare uno scoop. Ma di capire se una persona può essere eliminata dalla corsa alla segreteria del Partito democratico. Soprattutto nel momento in cui quella persona dice che vuole elevare il dibattito congressuale e non fare il dibattito sulle correnti, sugli individui e su tutte quelle cose che stanno danneggiando questo straordinario progetto». Nei giorni scorsi ha dato mandato agli avvocati di querelare il Foglio, ma anche «gli altri giornali che hanno messo anche nei titoli le bugie. Altrettanto grave, per me, è l’accusa del Giornale pubblicata in prima pagina che io sarei un esperto di eutanasia. Per un chirurgo che ha passato tutta la vita a salvare vite umane in due paesi – io ho la licenza negli Stati Uniti e in Italia – l'accusa di omicidio volontario, è un’offesa davvero gravissima e sarà molto difficile per il Giornale dimostrare che sono un esperto di eutanasia».
Marino spazza l'aria con la mano, «basta, parliamo di politica». Terreno meno insidioso? Almeno il chirurgo americanizzato può andare all'attacco. «Mi sembra su tanti temi Pierluigi Bersani e Dario Franceschini (li cita sempre per nome e cognome, ndr), pur facendo politica da oltre un terzo di secolo, sono evidentemente in grave difficoltà». Troppe anime, secondo Marino, compongono le squadre di Franceschini e Bersani, «spesso inconciliabili tra di loro». Un esempio? «Pierluigi Bersani è sostenuto da alcune persone convinte che si debbano fare i respingimenti, mentre altri pensano il contrario. Ha politici dalla sua parte che pensano che la vicenda di Welby sia un eclatante caso di eutanasia, altri pensano che sia un riconoscimento della libertà di scelta rispetto alle terapie come è scritto nell’articolo 32 della Costituzione. Gli stessi problemi, in aree simili, si trovano nell’area di Dario Franceschini».
Al contrario, il candidato alle primarie Pd scandisce che la sua è una mozione e una sfida politica «dei sì e dei no chiari», compresa la querelle di questi giorni sulle correnti. «Da quando io ho affermato che vorrei una sola corrente nel partito, quella dei circoli, tutti si dichiarano favorevoli a scioglierle. Parole molto apprezzabili, ma quand'è che Bersani e Franceschini si decideranno a passare ai fatti? Noi della mozione Marino non abbiamo correnti». Forse per un attimo, nella foga dell'anticorrentismo, il chirurgo dimentica che c'è chi lo ha già iscritto a una fazione antica. Che molti pensano che dietro di lui ci sia l'ex plenipotenziario di Veltroni, Goffredo Bettini. «Dietro di me non c'è proprio nessuno, affianco a me ci sono moltissime persone valide. Certo, c'è anche un intellettuale e un politico come Bettini, eravamo “compagni di banco” al Senato durante il governo Prodi. Penso che sia una persona di grande generosità intellettuale ma ha già detto pubblicamente che il suo sarà un contributo intellettuale».
La domanda nasce spontanea, sul partito «dei sì e dei no chiari». Marino può correre per la leadership con quest'idea, ma poi si tratterà, se vince le primarie, di governare anche le mille anime del partito contro le quali punta oggi il dito. «Ha visto che dopo la mia proposta sulle unioni civili è intervenuto subito anche Franceschini?», replica, «È ovvio», sorride malizioso, «poi deve fare i conti con la Binetti e con Rutelli. Ma intanto ha fatto questa dichiarazione. Io penso a un partito in cui non ci sia il “sì ma anche”, “va bene, ma anche”. Si presentano proposte che di volta in volta sono frutto di una riflessione, anche nei circoli». Ecco, la parolina magica, i circoli, la democrazia partecipata. Cosa c'entrano con una eventuale querelle sulle coppie di fatto o su una norma della finanziaria? «Se non si trova un accordo tra dirigenti del Pd, io sono per convocare rapidamente tutti i circoli d’Italia e fare discussioni collegiali. Dobbiamo avere meccanismi di democrazia partecipata come esistono negli Stati Uniti e in altri paesi. In America, quando il governo decide di cambiare delle cose nella sanità, manda dei gruppi a parlarne nel paese reale e dà addirittura, sul Federal register, un tempo per dare a tutti l’opportunità di dire cosa pensano. Questo è il partito a cui penso».
E chi non ci sta? Marino insiste: «Dopo una consultazione così ampia bisogna raggiungere una decisione che venga lealmente supportata da tutti. Ma dico, è così difficile fare come hanno fatto Barack Obama e Hillary Clinton? Non è che si siano scambiati esattamente delle gentilezze, durante le primarie. Ma dal giorno dopo della vittoria di Obama si sono messi a lavorare assieme. Questo è il salto culturale da far fare al nostro partito». Quindi, se vince le primarie, imbarcherà Franceschini e Bersani nella squadra? «Bè, sicuramente l'idea è quella di coinvolgere le intelligenze migliori. Certamente, ho un'idea inclusiva del partito». Quindi? «Vedremo». Se alle primarie vince uno dei suoi avversari? «Io mi candido a fare il segretario del partito. Se non ci riuscissi e il voto della nostra mozione fosse importante, non faremo patti con nessuno. Ci riuniremmo, stabiliremmo una decina di punti irrinunciabili e sulla base di quei punti daremmo sostegno a un candidato o a un altro». E chi conquista la segreteria del Partito democratico in autunno può correre per Palazzo Chigi o il candidato premier andrà concordato con gli altri partner della coalizione? «Io immagino che debba essere anche il candidato premier. Però è una discussione da fare tra tre anni». Marino candidato premier? «Se il popolo democratico lo vuole, non vedo perché no». A proposito. Che pensa il candidato-chirurgo del premier Berlusconi, ha bisogno di cure? «Spero non le mie, io curo casi gravi. Ma mia moglie mi conosce molto bene e immagino che anche la moglie di Berlusconi lo conosca molto bene. Se ha detto che è malato, c'è da fidarsi».
Tornando all'attualità, alle primarie del Pd, il senatore è consapevole che la stampa gli ha cucito addosso un'etichetta. «Ho parlato di tutto, delle proposte per la crisi economica, ho parlato sugli immigrati, la sicurezza, la sicurezza sul lavoro e mi associano sempre alla laicità, quando non ne ho quasi parlato, di recente. E poi per me la laicità è un metodo nel porsi e nell'interpretare la nostra Costituzione. Pensiamo a un grande uomo della Democrazia cristiana ma anche profondamente laico come Aldo Moro. Era credente, ma mostrava un atteggiamento profondamente laico nell'interpretazione dei valori che doveva discutere in Parlamento. Nella fase costituente ha introdotto elementi di laicità». Marino ricorda il suo contributo all'articolo 32 della Costituzione, quello che stabilisce che la salute debba essere garantita a tutti. Il 27 gennaio del 1947 - il giorno prima era stata scritta la prima parte - Moro «ha insistito tutta la mattina che questo era un principio importantissimo, ma che doveva essere garantita ma non obbligatoria. Che ognuno doveva poter scegliere per conto suo. Questo non l’ha detto Ignazio Marino, l’ha detto Aldo Moro nel 1947».
Ci sono però alcuni temi che ricorrono nelle sue battaglie molto associati alla laicità. Una è quella sul testamento biologico. Ma c'è anche l'aborto, sul quale, insiste, che l'Italia «vanta la legge più equilibrata dell'occidente. I più giovani non ricordano, io che ho 54 anni sì: le notti, i brividi, le angosce di quando ero specializzando in chirurgia negli anni Settanta e al pronto soccorso arrivavano donne di tutte le età con l’utero perforato dagli aghi delle cosiddette mammane». Il senatore è notoriamente cattolico, «ma mi confortò molto quello che mi disse una volta un teologo, Karl Golser, vescovo di Bolzano. Anche la Chiesa riconosce un elemento che si chiama la conscientia perplexa: il tribunale supremo è quello della propria coscienza». E nelle ore convulse della riunione Aifa su pillola abortiva Ru486, Marino non si tira indietro neanche su questo: «io credo che questo tipo di decisione debba avvenire nel dialogo personale tra medico e paziente, è sbagliato proibirla tout court».
A questi argomenti di lotta se ne aggiunge un altro, molto “suo”, che continua a distinguerlo da Bersani e Franceschini. Marino propone le unioni civili, non i Dico, per le coppie di fatto. «È aberrante una situazione in cui due persone che non sono sposate ma magari hanno dei figli e uno dei due si sente male – perché questa è la realtà, è inutile che ci giriamo intorno – e viene messo in rianimazione, l’altro non può neanche colloquiare con i medici. Ci sono tre milioni di persone che vivono assieme senza essere sposati, che rischiano questa situazione perché non c’è un certificato di matrimonio. Una barbarie». Certo, sarà difficile allearsi con l'Udc, con questo programma. Marino si stringe nelle spalle: «questo lo diranno loro, non io. Assieme alla squadra che governerà il partito, se vincerò le primarie, deciderò quali punti saranno irrinunciabili, per noi, questo è certo».
Una stranezza, nel suo programma, è che non c'è un paragrafo dedicato alle donne. «Verissimo. Le donne che hanno partecipato con me al programma me l’hanno chiesto esplicitamente: non bisogna mettere le donne in una riserva indiana, hanno detto. Invece abbiamo inserito molte cose nelle singole sezioni. Proposte antidiscriminazione nell’ingresso del lavoro. Abbiamo immaginato che il congedo alla nascita del figlio sia equamente distribuito tra uomo e donna. L’altro aspetto è che appoggiamo la questione dell’aumento età pensionistica per le donne: ma tutte le risorse liberate vanno indirizzate verso politiche per loro. E poi, insomma, sarà simbolico, ma è assurdo che alla Camera non ci sia un asilo nido. Io non amo molto le quote rosa, ma mi rendo conto che siamo talmente indietro che anche sulle presenze in politica e nei consigli di amministrazione, vanno presi provvedimenti drastici. Non più del 60%, ma non meno del 40% di presenza obbligatoria nei cda, questo proponiamo».
Su un punto, il senatore sembra convinto del vantaggio competitivo su Bersani e Franceschini, semplicemente perché non hanno ancora preso una posizione netta. «Vorrei sapere - osserva - cosa pensano i nostri alleati della precarietà. Sono, come diciamo noi, per il contratto unico a tempo indeterminato con salario minimo garantito come nella maggior parte dei paesi occidentali?». Marino ammette di propendere per la proposta Ichino, piuttosto che per la versione Boeri-Garibaldi, ma «l'importante è mantenere il punto fermo di un contratto unico e di un salario minimo e un sistema di disincentivi che prevedano che nel momento in cui un’azienda vorrà lasciar andare un dipendente potrà farlo in situazioni straordinarie, quando cambia la ragione sociale o l’obiettivo. Ma con un disincentivo anche nel fatto che dovrà farsi carico di una parte sostanziale di quel reddito di solidarietà e della formazione permanente in modo che diventi una risorsa, che continui ad arricchirsi e non diventi un precario abbandonato a se stesso».
venerdì, 31 luglio 2009
commenti dei lettori
36 commenti presenti
elettore beota di Silvietto x VALERIO (IL GENIO)
03 ago 2009 14:45
Caro Valerio illuminato perchè siete così in pochi rimasto a sinistra? ce lo spieghi? PS: sempre sen on ti costa fatica scendere dal gradino. Atttento a non cadere.
X serghievich
03 ago 2009 13:54
mi viene l'obbligo di informarti che il Prof. Marino, o chi per lui, ha prodotto i documenti relativi al patto intercorso tra la struttura americana in cui prestava servizio e l'allora assessore alla sanità siciliana della giunta Cuffaro, per escludere il suddetto Marino. E i documenti sembravano autentici ed eloquenti, per cui temo che il tuo sdegnoso giudizio si basasse su di una parziale informazione, onorevole sarebbe una correzione( aquisiti e valutati i nuovi documenti) In mancanza della quale , mi si forma il sospetto che il tuo parere sia molto di parte, sbagliato e ingiustamente malevolo. Cortesemente valerio
Giorgio
03 ago 2009 09:57
Gonfiare le note spese è la cosa più meschina che ci sia . Per anni ho controllato le note spese dei miei sottoposti ed ho notato che anche chi aveva uno stipendio elevato ed una istruzione plurilaurea gonfiava le note spese . Non ho mai perdonato chi la praticava .
Non a caso è abusata dai nostri politici ed anche dai giornalisti . Famosi i casi RAI .
X 49franco CI RISIAMO...
03 ago 2009 07:49
Un altro Silvietto che non capisce ? Si confonde ? E ' accecato dal livore ? Così imbrogliato che dice .. ti sviluppo il pensiero... e porta LAPIDARIE FESSERIE a fare un giro in inghilterra ? nei corridoi impolverati di Mani Pulite, addirittura con la Mercedes di Di Pietro... che Beato SILVIETTO non centra niente , come sempre, con l'argomento in discussione ... MA .. i silvietti sono fatti così , sviluppare un ragionamento per loro vuol dire continuare a sparare stupidaggini e menzogne memorabili, e quello che mi urta è che sono senza vergogna,completamente allineati e non capiscono mai .. mai...afferrato !!!! ragionatore provetto ???? Lo sospettavo che il problema tuo fosse il modo di ragionare, mi hai dimostrato che avevo ragione, ti prego cerca di non annoiarmi troppo d'ora in avanti, ti ripeto TUTTI SONO CAPACI DI SPARARE FESSERIE valerio
serghievich
02 ago 2009 17:59
Io sono favorevole all'eutanasia e non mi offendo se me lo dicono e scrivono pubblicamente. Marino si, e mi offende e mi preoccupa. Io, da medico chirurgo, non mi sogno neppure di esprimere un parere, ridicolo per quanto è superficiale, sulla salute fisica e mentale di una persona che non conosco, basandomi sulle lettere ai giornali interessati politicamente di una moglie tradita e ignorata, fisicamente, da decenni. Io, che leggo Il Foglio oltre a Repubblica e al Riformista, ho trovato molto serio e documentato quanto pubblicato su Il Foglio, molto meno seria la pretesa di Marino di essere assolto dalle accuse infamanti con l'annuncio, vago, di aver dato mandato di sporgere querela.. La credibilità di Marino, ai miei occhi, è scesa di parecchio, e anche quella de Il Riformista, che lo corteggia con tanta servile goffaggine.
Alessio
02 ago 2009 15:00
Vorrei sapere se tra i tanti commentatori ce n'è uno, dico uno, che ha letto i documenti...
La libertà di parola non se la meritano tutti. Men che mai quei calunniatori di professione che rispondo al nome di Ferrara e Marcenaro.
Flaminio
02 ago 2009 14:51
Ma voi che sparlate di Marino, che lavoro fate? Avete mai sentito parlare di studio, impegno, senso del dovere? Ci siete mai stati in un ospedale italiano? La conoscete la differenza tra un chirurgo e un macellaio? Tra un professionista e un ciarlatano? Tra una persona seria e un puttaniere ladro?
nican
02 ago 2009 13:56
E' demoralizzante vedere questi attacchi nei confronti di Marino.
Analizzate i fatti e non le chiacchiere:
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/partito-democratico-31/marino-contrattacco/marino-contrattacco.html
Il senso di quello che dice è: se fossi stato poco onesto -e non lo sono- avrei trovato mille modi per arricchirmi - e non l'ho fatto.
Non ci lamentiamo per la fuga dei cervelli. Già ho visto svillaneggiato Rubbia e mi è bastato.
49franco
02 ago 2009 09:54
Son tutti bravi a fare i leader con le ernie degli altri.
fiorella
02 ago 2009 06:13
Gli sta bene. L`intervistato voleva magnificarsi, si e`crocifisso.
davide console
02 ago 2009 06:06
Siamo noi gli ingenui ben educati e gonzi. Il linguaggio tra questi signori, quando si parlano fra loro,
e`questo. Si esprimono cosi, apertamente come nell`intervista. Daltronde quando il medico ha biso
gno dell`avvocato, anch`egli diventa vittima di un feroce. Siamo noi, fermi all`anno sessantatasette.
mario
01 ago 2009 21:13
Marino ha posto un problema serio: nel PD esiste una questione morale. Ma non riguarda solo il caso dello stupratore seriale del Torrino. Qui si tratta di decine di Amministrazioni locali tutte governate dal PD dal Nord al Sud del Paese. Io mi aspetto che in un dibattito congressuale questa questione venga posta in maniera molto seria indicando i modi con i quali si può uscire da questa situazione. Io credo che il problema vero sia rappresentato dal modo con il quale vengono selezionati i gruppi dirigenti locali ai quali troppo spesso si chiede non solo di governare ma anche di trovare i finanziamenti per pagare i costi altissimi della politica. O si trova un rimedio oppure siamo destinati sempre più ad essere percepiti dagli italiani come quelli che predicano bene e razzolano male.
pietro ancona
01 ago 2009 19:48
L'esempio dell'ernia che vale più di ottomila euro è degna della peggiore medicina commerciale e di speculazione! Il prezziario per cliniche private nella bocca del candidato alla segreteria del PD è davvero scoraggiante!
La guerra degli oligarchi e dei loro codazzi è una manifestazione della degenerazione della democrazia italiana. Si lotta per cordate e chi è fuori e ritiene di stare dentro minaccia partiti regionali come Lumia in Sicilia.
E' molto deprimente!!
Pietro Ancona
Il Cardinale
01 ago 2009 19:15
Il Prof. Marino : io lo facevo molto più riflessivo . Ma proprio ora si va a tuffare in quel letamaio che è attualmente il PD ! Con tutti gli scandali che stanno venendo fuori in questo momento, in tutta la sinistra, ma in special modo nel PD , è da girare alla larga da questo partito. Comunque , chi si contenta gode , vediamo cosa succederà in ottobre, dopo il congresso dei compagni !
fiorella
01 ago 2009 19:12
Non sapevo niente di questo sito. Questo articolo e`sconcertante per la mostruosita` del paragone.
corrado
01 ago 2009 17:09
poveretto! povero pd! Anche ferrara dà una mano a D'alema per il congresso.E' tutto finto,lo sa anche il mio cane che il segretario sarà Ferrini-Bersani.Altro fumo negli occhi ai sinistrati,come le primarie di qualche tempo fa.Alla faccia del nuovo!Tanto valeva candidare Grillo parlante,e per stare in tema anche Pinocchio,così la favola è completa.
Piero2
01 ago 2009 16:35
Marino predica bene e razzola male. Non è certo l'unico, per carità, ma il problema è che Dalema se n'è accorto. Concordo con Felice, comunque. Cordialmente.
X valerio
01 ago 2009 16:15
Posso dirlo? Me lo sentivo. Devo perfino averlo detto a qualcuno, vedi che quel Marino lì, mi pare di aver detto, così educato, compito, con quel sorriso non direi proprio obliquo, se mai un poco trattenuto, sarà anche un gran medico, uno spirito laico e un ragazzo da sposare, ma soprattutto mi pare un moroteo. E a leggerne conferma nelle sue parole, “perché io m’ispiro a Moro”, ha detto a un certo punto ieri, è stato come togliersi un peso dallo stomaco. Si celava, dietro quell’ammissione che nella società dello spettacolo a nessuno potrebbe venire in mente se non è sincera, un mondo pieno d’innocenza e di impegno, di ideali e di caparbietà. Quanta ingiustizia verso un uomo così, mi sono detto, quanta voglia di smerdare ciò che è bello. E in fondo quella frase, le parole definitive: “Invece di fare una nota spese gonfiata di cinquemila euro, direi più conveniente operare un’ernia, che in un quarto d’ora ne fai tremila”. Elementare. L’ernia e le note spese. Altro che Moro. Voi state assumendovi la responsabilità di strozzare nella culla il teorico delle convenienze parallele ( Andrea Marcenaro su Il Foglio)
x valerio
01 ago 2009 16:10
Allora ti sviluppo il pensiero: in Inghilterra ( Paese oggi molto vicino agli antiberlusconiani come te) nel giro di poche ore sono cadute un paio di teste, quella del viceministro della giustizia, Shalid Malik, e quella di Andrew Mackay, che è fra i consiglieri più vicini al leader conservatore, David Cameron. Motivo? Rimborsi spese gonfiati. Marino, il moralista e moralizzatore ( ne ha avute per tutti ) invece vuole presentare la sua figura come un faro per la nuova sinistra. Tutti uguali questi moralisti. Pensa a Di Pietro e alle sue mercedes, appartamenti e scatole da scarpe. Tutti uguali, non è vero Valerio?
antoniop
01 ago 2009 07:09
Dipende se è andata a buon fine!! Si puo morire anche d'ernia per insorgenza inaspettate che neppure Marino può sempre prevedere.
Esiste sempre la morte naturale senza autopsia legale se dovesse accadere a tale chirurgo .
X 49 franco
01 ago 2009 01:13
sviluppa un pensiero se ci riesci tutti sono buoni a sparare lapidarie fesserie che non dicono nulla. O sei contento, tu solo, di quello che dici e che ascolti detto da te . Sei in uno spazio pubblico se devi dire qualcosa, dillo,altrimenti le tue personali alzate d'ingegno le puoi riservare ai tuoi amici e parenti . Oppure anche tu sei un Silvietto ,burlone e malignetto.Grazie valerio
annalisa
31 lug 2009 21:30
Perchè insiste il buon Marino a dire le bugie? I documenti sono chiarissimi; è statto licenziato dopo aver deliberatamente e ripetutamente fatto la cresta sui rimobrsi spesa. Punto.
Felice
31 lug 2009 19:40
Gli hanno trattenuto la liquidazione, e in cambio niente denuncia. Si può essere scorretti e poi riparare senza conseguenze nè penali nè civili. Il problema è la figuraccia, non la fedina penale.
Direi.. perfetto per guidare il PD.
di berto
31 lug 2009 19:22
E lo mette pure per iscritto. Cioe dire, si ci ho marciato, ma altrove faccio di piu.
giovanni savignano
31 lug 2009 18:44
SUL PROF. IGNAZIO MARINO da G. Savignano, per onesta' di cronaca: nel dicembre 2007 ero a Philadelphia e, durante un incontro con medici locali e italo-americani , ho sentito solo parole di elogio verso il dr.Marino. Certo chi fa politica deve aspettarsi di tutto e, soprattutto, accetare le critiche;certo non le offese... Comunque, approfitto per richiamare l'attenzione sui problemi ed ostacoli che il Prof MARINO ha incontrato in Italia : i chirurghi che praticano i trapianti in Italia ,sono condizionati da una legge iniqua, la num. 91 del 1999, che conferisce alle Regioni il potere di revocare l'idoneita' al trapianto e i finanziamenti a quelle Strutture che abbiano eseguito meno del 50% dell'attivita' minima prevista dagli stantard stabiliti del Ministero della salute. La produttivita' porto' critiche su Marino quando era all'Ismet di Palermo, tanto che fu " costretto " a dimettersi e ritornare in USA. 120 trapianti erano costato 120 milioni di euro. e quindi ritenuti "pochi ed improduttivi". Pur non essendo in linea con Marino su alcuni aspetti di Bioetica credo che, la sua presenza in politica e verso problemi sanitari ,possa portare un grande contributo al miglioramento dei Servizi sanitari ect..Del dr. Marino ,della bioetica e dei Cervelli in fuga, ho scritto anche nel mio libro " Codice rosso : discussioni su sanita'e ricerca in Italia" ediz. il sole 24 ore .
ulivoprenestino
31 lug 2009 18:27
non ti curar di loro
ma guarda e passa
49franco
31 lug 2009 18:10
Note spese e rimborsi, in Italia, sono da sempre le briciole del potere, il pangrattato del privilegio, l' umile vinello da tavola di una nomenklatura al tempo stesso malinconica e arraffona. Lo scriveva Ceccarelli su Repubblica. Naturalmente prima del caso Marino.
49franco
31 lug 2009 18:04
NOTIZIA SUPERATA. A BARI E' PEGGIO:
pietro
31 lug 2009 17:42
che brutto commento!!! Un'ernia vale di più di quelle note spese!!! Ci vogliono ottomila euro per estirpare un'ernia? Che razza di concezione della medicina.....
Pietro Ancona
Antoine
31 lug 2009 16:52
Egregio dott. Marino, lei è liberissimo di avere e nutrire le sue convinzioni personali e, persino di gonfiare dei rimborsi (se è vero), salvo poi accettarne le conseguenze. Quello però che non accetto da lei è la sua ricorrente dichiarazione di essere cattolico, ossia di appartenere alla chiesa cattolica. O lei ha un'idea piuttosto vaga di che cosa sia una fede religiosa, oppure si è creato una sua religione personale col titolo (usurpato) di "cattolica". Ora la vera Chiesa (quella cattolica) ritiene l'aborto "tout court" un abominevole delitto; lei invece promuove l'aborto in tutte le forme. Nulla da eccepire. Ha dalla parte sua una legge sciagurata che le dà ragione. Smetta però, la prego, di dichiararsi cattolico. È il caso di dire: "Si tolga dai piedi..."
Luca
31 lug 2009 15:27
Se vi andate a leggere tutti i documenti della storia ... forse capirete bene qual'è il contesto di questa storia.
Marino NON è per nulla indiziato, perchè non ha commesso nessun reato.
Sarebbe bello che la gente si mettesse a commentare e giudicare, con cognizione di causa
e non solo perchè hanno letto un titolo di un giornale.
Informatevi gente ....
Laura G.
31 lug 2009 15:21
Gonfiato la nota spese di 5.000 euro in 20 anni gestendone milioni?
E' un'accusa ridicola e chiaramente strumentale, si vede che incomincia a dare fastidio davvero.
Harold Mueller
31 lug 2009 15:21
Chi predica da francescano, dovrebbe comportarsi come tale. Marino non è in grado di smentire i documenti esposti da Ferrara, perché al di là delle motivazioni d'insieme del licenziamento, nel merito dei rimborsi gonfiati carta canta, e quella di Ferrara è la verità. Per difendersi, Marino si ostina a sostenere che 8k$ (un'ernia) valgono bene 40M$ di fatturato. Ma 40M$ di fatturato sono caratteristici di una azienda con 80-120 dipendenti, il cui manager responsabile, oltre i benefits, guadagna non più di 150 k$ all'anno. E' questa, semmai, la cifra con cui confrontare i famigerati 8 k$ (usciti peraltro da un monitoraggio temporalmente limitato). Grande stima per il chirurgo e per i suoi ideali di laicità. Ma, eticamente, quello emerso è un indizio molto grave. E un motivo di ricattabilità futura. Peccato. HM
Leopoldo Durante
31 lug 2009 15:19
Ignazio Marino è una persona perbene.Cosa ci fà nel PD?
Anna
31 lug 2009 14:05
E' immorale che il senatore Ignazio Marino, gravemente indiziato d’aver gonfiato le note spese, sia presidente della Commissione del Senato per gli sperperi nella sanità pubblica. Immorale e paradossale. Ma l'ipotesi di dimettersi non sfiora neppure il candidato alla segreteria del Pd. E pensare che nel giuramento d’Ippocrate sta scritto: "...proba la mia vita conserverò e mi asterrò da ogni ingiusta azione e immoralità...".
Anna
31 lug 2009 13:48
E' una persona da cui mi aspetto molto, per questo lo voterò e lo sosterrò. Una persona sulla cui onestà non ho alcun dubbio e la cui mozione mi fa sognare di poter vivere in un paese normale.
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)