sabato, 4 febbraio 2012 ore 02:59

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Una Berlinguer nel regime mussoliniano
di Antonio Polito

Libertà d'informazione

©LaPresse 1-10-2009 Spettacolo: Bianca Berlinguer nuova direttrice del Tg3 Nella foto Bianca Berlinguer foto di repertorio

Il marziano che sbarcasse stamattina a Roma, troverebbe sui giornali due notizie difficili da combinare.
Supponendo che - seppur marziano - sappia qualcosa della storia d'Italia, non gli sfuggirebbe il valore simbolico della nomina di Bianca Berlinguer a direttore di un tg Rai, all'unanimità e quindi con il voto della maggioranza di centrodestra. Oltre che una brava professionista, oltre che colonna storica di quella che un tempo si chiamò Telekabul, oltre che donna indefettibilmente di sinistra, Bianca è anche la figlia del più grande e popolare dirigente comunista italiano dopo Togliatti. Dell'uomo che, col suo martirio finale sul palco di Padova, fissò per sempre l'immagine migliore della sinistra italiana.

Ma, contemporaneamente, il nostro marziano leggerà anche che secondo l'Economist, il più serio e il più liberale dei giornali del mondo, mai dai tempi di Mussolini la libertà di informazione era stata così a rischio in Italia, perché mai dal fascismo in poi «l'interferenza del governo nel sistema dei media era stata più sfacciata e allarmante».

Il nostro marziano resterebbe un po' sbigottito dalla contraddizione tra la denuncia del regime mussoliniano e la nomina della Berlinguer.

Ma se il marziano decidesse di sedersi davanti alla tv per una serata di relax, assisterebbe su Raidue all'intervista in prime time di una prostituta che dichiara di aver fatto sesso a pagamento con il capo del regime, quel Berlusconi lì di cui parlano tutti, a casa sua. E a quel punto non ci capirà più niente: insomma, l'Italia è un paese paragonabile alla Bulgaria, in quanto a indipendenza dei media, o è una democrazia casinara e chiacchierona quante altre mai? Il regime sta imbavagliando i giornalisti - «muzzling», come dice il titolo dell'Economist - oppure i giornalisti non parlano d'altro che del regime e dei suoi vizi?

Spiegare a un marziano come stanno veramente le cose è difficile. E, a quanto pare, stavolta è difficile spiegarle anche all'Economist, caduto in uno dei suoi rari strafalcioni da superficialità. Quando scrive che mai l'Italia aveva vissuto tanta ingerenza sui media da parte del regime berlusconiano, il settimanale deve aver infatti dimenticato quarant'anni di regime democristiano. Ci sono stati tempi - cari colleghi londinesi - in cui in Italia c'era un solo canale e tutto dc, si licenziavano Dario Fo e Franca Rame in tronco da Canzonissima perché si erano permessi una blanda ironia sul governo, tutti i giornali erano filo-governativi, l'opposizione comunista era censurata sistematicamente, ed esisteva letteralmente un solo giornale che si poteva permettere di criticare il governo (si chiamava l'Unità, e io me lo ricordo bene, perché è lì che negli anni 70 ho cominciato a fare il giornalista). Il grado di libertà di informazione che si respira oggi in Italia è incommensurabile con quella lunga epoca - che proprio Berlinguer definì «una cappa di piombo» che gravava sul paese. E un settimanale come l'Economist non può avere amnesie storiche di queste proporzioni.

Naturalmente, è perfino ovvio che in Italia le peculiari condizioni in cui si esercita la libertà di informare sono profondamente diverse da quelle degli altri paesi europei di antica e consolidata democrazia. E la ragione fondamentale sta nel fatto che il proprietario del polo privato della tv è il capo di un partito politico che quando vince le elezioni comanda anche nel polo pubblico. Questa è un'anomalia di seria e perdurante gravità. Che però potrebbe essere risolta in un solo modo: strappando il polo pubblico al controllo della politica, e consentendo a qualche altro polo privato di concorrerere sul mercato. L'Economist dovrebbe domandare alla sinistra perché questa ovvia soluzione, radicalmente anti-berlusconiana, non è stata da essa mai proposta né sostenuta.

La risposta sarebbe che la sinistra non vuole rinunciare a comandare in Rai quando le elezioni le vince lei, e comunque su Raitre anche quando non le vince (il marziano resterebbe ancor più stupito se seguisse in tv, oltre a Santoro e Travaglio, anche Fazio, Dandini, Lerner, Gruber, ecc. ecc.).
È anche vero che gli standard informativi dei nostri tg sono miserandi, sia in termini di completezza dell'infomazione sia in termini di pluralismo (con l'eccezione di Sky, che però non può esser messa tra parentesi), per la semplice ragione che gli editori (politici) dei tg se ne fregano di completezza e pluralismo.

È poi vero che la qualità dell'informazione televisiva non si giudica solo dai tg, e che nei programmi pomeridiani sia di Rai sia di Mediaset si assiste a un festival di demagogia sguaiata e brutale, si incita al razzismo, si celebra la fatuità, si educano intere generazioni allo spirito acritico e debosciato tipico dei regimi, contribuendo a fare della nostra democrazia sempre più una democrazia senza cittadini (anche se su questi programmi nessuno protesta, purché Annozero vada in onda).

Ed è infine vero che Silvio Berlusconi passa un numero sconsiderato di ore a studiare sconsiderate azioni contro la libertà di informazione, per ottenerne in genere solo l'effetto opposto, la santificazione dei suoi torturatori. Sia citando per danni i giornali che si occupano della sua vita sessuale, sia mandando avanti il governo a impicciarsi di programmi Rai quando essi sono già sotto la sua vigilanza (visto che in parlamento ha la maggioranza), sia blaterando contro i giornalisti a lui sgraditi ogni volta che si trova in Bulgaria o nei dintorni.

La sua vera e propria ossessione per i media - non per niente è un tycoon che si è fatto fondando una tv - lo rende dunque il bersaglio perfetto dell'opposizione, e trae in inganno perfino rigorosissimi giornali come l'Economist. Non è escluso che Silvio Berlusconi, se potesse, sarebbe un dittatore. Ma l'Italia è un paese troppo grande e troppo libero perché egli possa essere molto di più che un dittatore da operetta. Prova ne sia, cari colleghi dell'Economist, che in quindici anni ha perso due elezioni su tre, e in entrambi i casi controllava la Rai proprio come ora.

I giornalisti italiani che scenderanno domani in piazza per dar ragione all'Economist non sono in effetti molto liberi, ma lo sono un po' di più di quel collega della Bbc che fu licenziato dopo un processo perché aveva accusato Tony Blair di mentire sull'Iraq (da noi, un giudice ha invece reintegrato Santoro in Rai). E io, giornalista che in piazza non andrà, se permettete mi sento un po' offeso se da Londra mi danno dell'imbavagliato. Se lo fossi mi licenzierei, non chiederei aiuto alla Fnsi per farmi rinnovare il contratto, come ha fatto Travaglio.

venerdì, 2 ottobre 2009

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commenti dei lettori

64 commenti presenti

Luigi Lupo

03 ott 2009 16:20

Complimenti direttore , almeno a sx qualcuno ha cervello per una riflessione che dovrebbe essere davanti gli occhi di tutti. Purtroppo tanti, a sx, si "eccitano" solo quando si sventola il drappo con la foto di Berlusconi e non vedono ciò che sta veramente accadendo all'interno del massimo partito della sx , il Pd, in pratica niente. Questo è il vero problema, a sinistra, niente di nuovo.

adrideze

03 ott 2009 16:01

che belle parole direttore! io vivo in francia ,ho' molti amici francesi,e nelle ns. serate garantisco di non essermi mai accorto di esser vittima di dileggio per colpa del berlusca. caso mai ,questo si', per la zocc...... presidenziale. ha, ma questa difende polanski. il celebre battisti(non avete mai visto il suo sguardo?..da paura) cinguetta con la bellucci' e vai di questo passo........e quindi presto il pd proporra' alla stessa di fare tandem con la serracchiani. tornando all' economist,,,,ma chi sono..... el pais....guardate il loro sito...il berlusca non e' nemmeno nominato..... che tristezza quando ti accorgi che le mezze calzette si fanno forza attraverso loro sodali ben orientati politicamente per rafforzare le loro puttanate. direttore tieni duro e cantale ai tuoi colleghi prezzolati. l'opp0sizione deve essere limpida ma sopratutto certa della sua forza. che vale mendicare un parere da qualche coglionc.....estero.....che sconforto. ma tant'e' cordialita' adriano

stefano e.

03 ott 2009 15:51

Conclusione: l'Italia è una democrazia casinara e chiacchierona, ma sono in tanti anche all'estero ad aver lo stesso amore per il pettegolezzo soprattutto se ci riguarda. Peccato che gli ispiratori ce li troviamo in casa, con buona pace di Napolitano che vorrebbe una classe politica più coesa nell'interesse del paese. Ora anche il Presidente inizia a dar segni di rassenazione e rimpiange la bella politica dei tempi andati.

Aristide Somovilla

03 ott 2009 15:46

Pareri di giornali esteri a parte perchè molto simili alla diagnosi "per telefono" del veterinario per il mio gatto, l'ambiente in generale è putrefatto. Non tanto per l'agente Berlusconi quanto per la balordaggine dell'opposizione, sotto ogni veste: anche giornalistica di parte faziosamente di sestriere famulare. Una sana e tallonante opposizione doveva essere fatta in Parlamento e non dalla fazione d'interessi contraria del boss mimetizzato De Benedetti ( Repubblica-Espresso). Ciò che più allarma è la presenza di politici tipo D'Alema che demandano ad altri ( un Editore contrapposto) ciò che doveva essere di loro specifica competenza. C'è da rabbrividire: si riscontra un'opposizione non più tramite un' organizzazione politica civile ma per bande contrapposte...Credo che da questo fenomeno diarroico abbia inizio la fine della democrazia.

Noris Parro

03 ott 2009 15:09

complimenti, Lei è una persona corretta ed onesta intellettualmente Noris Parro

Francesco Tarallo

03 ott 2009 15:03

Caro direttore, parole sante. Mai come adesso sono d'accordo con lei e ritornato a comprare il Riformista. Anzi dirò di più, dovremmo essere noi, veri LIBERAL'S di questo martoriato paese, ha prendere in mano l'arma del referendum sull'abolizione del canone RAI e della sua privatizzazione. Infatti, mi chiedo, come mai, non è stato proposto lei alla testa di una direzione giornalistica RAI, forse perchè, lei è troppo indipendente e non facilmente addomesticabile. Se si privatizzasse la RAI, finalmente, potremmo vedere, quando valgono sul piano professionale i suoi colleghi, perchè, qualsiasi editore che volesse comprare una rete, dovrebbe farla prima dimagrire e poi rilanciarla. Ecco, perchè la sinistra, non lo consentirà mai, facendo con questo, al momento il gioco di Berlusconi, il quale in questo momento gli sta bene. Ma lo stesso, dovrebbe chiedersi, sarà cosi ancora per tanto tempo? Allora, diamogliela noi la linea al Cav, cosi come fa la Repubblica con la sinistra e vediamo se riusciamo a cambiarlo questo Paese. Se la sente caro direttore? Io sono pronto e sono arcisicuro che lo sono milioni di elettori, sia del centrodestra che del centrosinistra

fonzies33@alice.it

03 ott 2009 14:29

Bravo Direttore, finalmente qualcuno di sinistra che dice le cose come stanno. Però, inizia a preoccuparti, perchè con questo articolo sarai considerato un berlusconiano. Auguri. P.S: Complimento per il suo giornale. Ben fatto.

aldo

03 ott 2009 14:26

Capire il nostro paese leggendo gli articoli dei giornali stranieri è impresa disperata quanto capire gli Stati Uniti raccontati dal Manifesto. Sarebbe ora di dirlo a voce alta e senza remore : è un giornalismo di bassa qualità.

Andrea

03 ott 2009 14:10

Complimenti direttore. La migliore analisi sulla faccenda che abbia letto. Illuminante soprattutto il confronto con la Prima Repubblica. Anche perché, considerando i numerosi nostalgici di quell'epoca, è interessante osservare in azione i meccanismi di selezione dei ricordi che opera la nostra mente quando è "oscurata" dalle passioni, e ci si convince veramente di essere vissuti in un mondo che in realtà non è mai esistito: ad esempio, come in questo caso, di essere stati meglio quando invece si stava palesemente peggio. (Questo vale anche, ad esempio, per tutti i nemici dell’economia di mercato, e della modernità in generale. Dimenticandosi che in Italia fino a ieri l’altro non si era altro che un popolo di morti di fame, e non c’era né sistema sanitario nazionale, né pensioni, né nada de nada). Cordiali saluti

roce

03 ott 2009 13:10

si licenzi direttore Polito , in quanti di voi giornalisti siete sotto ricatto? La paura fa novanta , ,l'Economist è un giornale che vede lontano .invece lei non vede più lontano del suo naso. le trasmissioni (santoro e compagni) si fanno anche per fare ascolti , si vadi a leggere i dati del Censis , su le ultime elezioni europee, l'orientamento politico che sono riusciti ad influenzarare il tg1 ed il tg5, dove la carta stampata non conta un cazzo si licenzi. Roce

roce

03 ott 2009 13:09

si licenzi direttore Polito , in quanti di voi giornalisti siete sotto ricatto? La paura fa novanta , ,l'Economist è un giornale che vede lontano .invece lei non vede più lontano del suo naso. le trasmissioni (santoro e compagni) si fanno anche per fare ascolti , si vadi a leggere i dati del Censis , su le ultime elezioni europee, l'orientamento politico che sono riusciti ad influenzarare il tg1 ed il tg5, dove la carta stampata non conta un cazzo si licenzi. Roce

Filippo

03 ott 2009 12:58

Tonino Apricena ma da quale pianeta sbarchi? Sei il marziano di cui parla Polito? Per favore guardati Mattinocinque e Pomeriggiocinque, Vita in diretta, Arena, TeleCamere, Insieme sul due, Porta a porta, Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Studio Aperto. Ascolta Brunetta della domenica. Leggi Giornale, Libero, Panorama e alcune sezioni di QN e Corsera.

Nunzio Longobardi

03 ott 2009 12:57

Caro direttore ho sempre sostenuto, io elettore di centrodestra, che se l'opposizione avesse tra i suoi ranghi gente( e per opposizione intendo come vero impegno politico) come lei, anche se per breve periodo ne ha fatto parte e il fatto di non esserci ancora la dice lunga, oppure come Piero Sansonetti, come vede mi riferisco alla sola vostra gategoria, visto l'imminente e, mi consenta definirlo anche "iettatoria" manifestazione di quest'oggi a difesa della stampa libera (sic!!), probabilmente, anzi sicuramente, ci troveremmo di fronte, il centrodx, un'opposizione più intelligente, più libera da condizionamenti e pù difficile da contrastare. Complimenti sinceri, caro Polito.

Sandro

03 ott 2009 12:25

Agregio Direttore, Ho letto il suo articolo sulla liberta' di informazione e mi consenta di dirle BRAVO!! Lo ho trovato corretto, rispettoso anche quando ha espresso critiche nei confronti del governo che io stesso ho contributo a eleggere. In Italia qualche problema di liberta' di stampa c'e'. E' vero. Non e' un mistero che sia la maggioranza di Governo ma anche l'opposizione vorrebbero che i giornali o le televisioni scrivessero esclusivamente articolo di lodi nei loro confronti. Lo capiscono anche i bambini!!!! Le pongo, infine, una domanda. Non pensa che in Italia si avrebbe maggiore liberta' di stampa se gli editori fossero PURI?? Cioe' se il Signor De benedetti o Berlusconi avessero solo i giornali non partecipati da banche o assicurazioni? infine mi permetta una lancia avvelenata nei cofronti del Signor Siddi Presidente della FNSI. Quando lo vodremo candidato? Almeno non fingerebbe di combattere per una liberta' di stampa che egli stesso limita e utilizza come spauracchio nei confronti del Governo a vantaggio di Repubblica e a svantaggio, invece, del giornale o di altri quotidiani. Buon lavoro Direttore e ancora complimenti per come dirige il suo Giornale.

Renzo

03 ott 2009 12:02

Apprezzo e condivido in buona parte quanto scritto nell'articolo. Ringrazio per la possibilità di dire la mia. Quello che ha in mente un anglosassone a riguardo della libertà d'informazione penso sia molto diverso da quello che ha in mente un italiano. Sarebbe auspicabile superare il disprezzo (anglosassone) e la reazione risentita (italiana). Forse è anche una questione di rispetto.

Maralai (il blog di mario nanni)

03 ott 2009 11:59

L'Italia, la dittatura, la Berlinguer e Bonaiuti di Stato Oggi, a quanto annunciano gli organizzatori, per l'Italia sarà una giornata campale. Nelle edicole non si trovano più giornali; i giornalisti hanno l'obbligo di non abbandonare le redazioni; i giornali dell'opposizione sono introvabili, se non clandestinamente secondo le istruzioni della carboneria. Le tivù sono state commissariate ed il loro controllo è stato affidato ad Emilio Fede. Il suo ufficio, di E.F. è individuato da un cartello a caratteri cubitali ed oscurantisti, con la scritta: "Chi l'ha visto?". I programmi d'intrattenimento hanno intrapreso un corso confessionale, tanto che P.D. (che non è il partito democratico) ossia Patrizia D'Addario, l'olio ricino del regime berlusconiano l'ho costretta a confessarsi in tv. Rivelazioni choc, ma che la censura ha sfrondato i minimi particolari Le bugie della D’Addario. . L'ultima puttanata il regime berlusconiano l'ha compiuta due giorni fa imponendo ad una rete televisiva pubblica, a base canone, generalmente sempre servile all'attuale dittatore, una sua donna, cresciuta tra le sue veline e dal cognome anonimo Bianca Berlinguer al Tg3 . Rischi serissimi per l'informazione. Quindi un in bocca al lupo al successo della manifestazione per la libertà italiana, sperando che al loro coro, all'allarme degli organizzatori si unisca qualche voce da un qualsiasi balcone: "andate a lavorare". Intanto si apprende che per sopprimere le testate (più o meno come quelle allazidane) il governo tenta di corrompere gli editori. Non si capisce se si tratti di moneta sonante o contante. Boh! " Nel 2009 il dipartimento editoria - è un emissario del regime che parla, dal cognome bene augurante specie per la stampa senza lettori; Bonaiuti- ha erogato 206 milioni di euro per contributi diretti alla stampa". Evidentemente, aggiungo io, per far chiudere la bocca al dissenso. Ignoriamo l’elenco dei contributi ai quotidiani regionali e a quelli di partito, o di sindacato, poiché ristretti dalla censura. Sempre per mandare al diavolo la libertà d'informazione, "abbiamo sostenuto 450 testate (vero dittatore!), tra cui anche l’Unità (di Soru, affiliato al tiranno) con 6,3 milioni di euro, Il Manifesto (rimasto senza Capitale) con 4,3 milioni, Avvenire (quella di Boffo) con 6 milioni, Europa con 3,5 milioni, Il Riformista con 2,5 milioni, Il Foglio con 3,5 milioni, Libero con 7 milioni. Sono stati erogati 21 milioni per contributi alle emittenti radiofoniche. Vogliamo aggiungere anche i rimborsi delle tariffe postali agevolate? Bene, abbiamo distribuito 273 milioni di euro. Anche a giornali che non sono ritenuti fiancheggiatori del governo" Le reazioni che filtrano dalle redazioni sono del più totale scoforto e indecisione dei direttori di testata e loro editori. Ma anche i giornalisti, gli inviati speciali ed i cronisti semplici sono indecisi: prendere o lasciare? Maralai www.maralai.ilcannocchiale.it

aldo

03 ott 2009 11:42

Grande articolo : Polito c'è.

Laura

03 ott 2009 10:39

Come sempre dimostra di essere un giornalista serio e professionale. Ottimo articolo. Nel mio piccolo, ho inviato un'email dissenziente, all'Economist, stamattina. Vivo in Inghilterra, e la stampa Inglese non e' poi cosi' "bella"come la si dipinge in Italia.

Carlo Signore x Antonio Polito

03 ott 2009 09:51

Perché, egregio Antonio, quando vi capita (non è frequente) di riuscire a scrivere mezzo articolo di stampa avente il sapore di una sincerità che il lettore non manca di avvertire e nel quale riuscite a far prova di saggezza e (quindi) di forza, subito dopo soccombete all'irresistibile e triste richiamo della foresta che, nell' l'altra metà dell'articolo, vi spinge quasi a chiedere scusa ai vostri vecchi compagni di viaggio, per farvi perdonare cio' che avete osato dire e vi ripiomba, senza la minima transizione, nel commento trombone fatto di luoghi comuni, nella polemica politica degna del peggior Economist? Quando voi scrivete che Silvio Berlusconi, se potesse, sarebbe un dittatore, non vi chiedete se questo potrebbe dirsi ugualmente di Antonio Polito e di Carlo Signore, insomma di tutti? Chi potrebbe resistere a tanta tentazione, soprattutto tra coloro che rappresentano la "parte migliore del paese"? Vi prego di non considerare queste parole come l'incapacità da parte nostra di riconoscere il coraggio col quale vi state impegnando ad un cambiamento di rotta, ma soltanto come un incoraggiamento ad averne di più. Con simpatia. Carlo Signore

lectiones

03 ott 2009 09:47

UN CONFLITTO D’INTERESSI PASSATO SOTTOGAMBA Questa faccenda della Bianca Berlinguer direttrice del Tg3, mi lascia completamente indifferente, vorrei capire però che cosa hanno da dire gli eterni salmodianti, moralisti in andata senza ritorno, sulla vicenda che ha illuminato nel I ottobre 2009 la Televisione di Viale Mazzini. Là c’è un cavallo che sta morendo da 43 anni e non muore mai, ma tolto l’equino, in che dovrebbe scandalizzarci la promozione, meritatissima e sudatissima, della Bianca che copre la poltrona del già Sandro Curzi (Telekabul)? Grandi nomi su quella poltrona … oggi ci arriva anche Bianca e sfatiamo un mito. Ma questo incipit non mi proibisce però di scavare nel passato e giungere all’ottimo Enrico Berlinguer, cenobita del Bottegone, e strenuo difensore della moralità politica maltrattata già dai tempi di Enrico. ( La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. » ) (Enrico Berlinguer, da un'intervista pubblicata su La Repubblica del 28 luglio 1981) Enrico Berlinguer muore a Padova l’11 giugno 1984. Un ictus emorragico lo colpì mentre parlava dal podio: una tragedia umana. Papà Enrico era già morto quando Bianca fu assunta in Rai (1985 – Cossiga insinuò raccomandata da lui – ): ma come si fa ad essere la figlia del segretario (seppur defunto) del più grande partito comunista dell’Occidente ( padrone del feudo Pubblico Rai), che impartiva col cipiglio severo dell’anacoreta certi principi validissimi di onestà del potere, e consentirsi la sistemazione in Rai senza preoccuparsi della conflittualità evidente che impregnava la predicazione savonaroliana dell’ottimo Enrico? Sarebbe dovuto espatriare la Bianca, imposta al Tg3 Rai con indifferente nonchalance. “O Tempora, o mores!” Celestino Ferraro

Laura

03 ott 2009 09:22

Anch'io voterei volentieri per lei, Polito. Non ho ancora capito quali sono le qualità per fare il politico o anche il buon giornalista, ma certamente l'onestà intellettuale non è contemplata, peccato!

Giuseppe

03 ott 2009 08:41

"E io, giornalista che in piazza non andrà, se permettete mi sento un po' offeso se da Londra mi danno dell'imbavagliato. Se lo fossi mi licenzierei, non chiederei aiuto alla Fnsi per farmi rinnovare il contratto, come ha fatto Travaglio." L'articolo non fa una piega, è la prova provata della sua onestà intellettuale e della sua bravura di giornalista per la quale la stimo moltissimo, ma il finale e lo cito volutamente, lo è ancora di più perchè dimostra che ci sono ancora rappresentanti della stampa che non hanno timore di chiamare le cose col proprio nome. Bravo e per inciso a scanso di equivoci, io sono un iscritto del PD. Salutissimi.

luigi

03 ott 2009 07:19

Caro Polito, per supplire al peso della tua "incommensurabile" assenza alla manifestazione odierna, mi sono dato da fare (devo dire senza grande sforzo) e verranno insieme a me altre 100 persone. Vedi caro Politito, penso che l'emerito Presidente della Corte Costituzionale, Prof. Onida insieme all'onestissimo prof. Stefano Rodotà, che alla manifestazione ci saranno, abbiano più argomenti dei tuoi per giustificare la loro preoccuapazione sul pericolo che che corre la libertà di informazione. Può darsi che l'Economist sia stato frettoloso nel giudizio, ma i nostri due connazionali su menzionati sono invece più che informati. Quanto a Bianca Berlinguer, se non l'avessero fatta direttore, sarebbe stata una cosa incomprensibile addirittura anche per i Feltri, Fede, Minzolini e Belpietro. A proposito di questo "servo" che dire? Prima ad Annozero e subito dopo a Porta a Porta, dopo aver concertato il tutto insieme al fido Vespa a Casa di Berlusconi. E vedo che tu non hai nulla da dire al riguardo.

Grazy

03 ott 2009 01:57

Dott. Polito, quando leggo un articolo come il suo, si capisce perchè Lei è diventato Direttore di un giornale, ed io che volevo fare la giornalista, sono rimasta ragioniera! Grazie, per usare la ragione e non l'ideologia politica. Grazie per la sua onestà intellettuale e la dialettica diretta e schietta senza contorsionismi ipocriti per far vedere quello che non c'è. Grazie di non considerare stupidi quegli Italiani che non sono di Sinistra. Sansonetti, che non è di certo asservito al potere berlusconiano ha detto: "la manifestazione di domani non è certo per la libertà di stampa, che in Italia c'è, ma contro Berlusconi, quindi ci sarò"

giuseppe

03 ott 2009 01:33

Giuseppe x Giuseppe "E' così sicuro Politò che Berlusconi se non avesse controllato la metà del sistema informativo italiano avrebbe vinto per tre volte le elezioni? " Caro giuseppe ,io penso che questa domanda dovresti farla ad un marziano e non ad un italiano purosangue come il Sen. Polito. Noi in Italia (ad onor del vero voi )non si riesce a trovare chi ha fracassato un povera ragazza in casa sua perché l´unica presenza rilevata tra quelle mura ha come alibi un pc portatile.Per noi, con le radici cristiane,la persona prima di tutto ed al di sopra di tutto, finché non apre bocca .In tal caso la credibilità viene misurata con il consenso . Chi per primo ha capito che questo vento avrebbe procurato una rivoluzione copernicana non è stato certamente il direttore Polito.Egli ha capito invece che il passaggio per il senato gli avrebbe permesso, casomai si fosse mai reso conto di essere imbavagliato nel suo lavoro di giornalista di frontiera ,di potersi licenziare, a differenza dei giovani colleghi precari costretti ad adulare l´editore non meno deile teste di cuoio,senza chiedere aiuto al sindacato. Il genio della comunicazione contemporanea ha invece capito che l´informazioni è globale o non è . Ha capito che per rendere una balla credibile devi prima formare , preparare il terreno, tanto bene che quando essa arriva è come l´arrivo del messia . Allora caro polito ,proprio il marziano che non è influenzato dall´informazione terrena ci direbbe che senza le televisioni il fenomeno televisivo non esisterebbe neppure,cosí come non esiste democrazia evoluta se nella competizione c´è qualcuno che dispone di un po di vento di proprietà ! Non so il merziano,ma io penso che la democrazia é potere del popolo nella misura in cui l´informazione é dipendente dal popolo .

giorgio

03 ott 2009 00:16

Ottimo Direttore, come sempre. Peccato che, come sempre, rimarrà inascoltato dai coglioni che sgovernano il PD.

Cohen

02 ott 2009 23:35

Come ogni anno è stata resa nota la classifica mondiale della libertà di stampa pubblicata sia da "Reporter Sans Frontières" che da "Freedom House 2009". In entrambi i casi l'Italia è stata inserita tra i Paesi in cui pluralismo e libertà di informazione sono a rischio anche a causa del conflitto di interessi del presidente del Consiglio, delle nuove leggi "limitanti" volute dal Governo e delle minacce della criminalità organizzata. Nella classifica di Reporter sens frontière (Rsf) l'Italia si piazza al 40° posto dietro ad Ecuador, Paraguay, Cile, Benin, Sudafrica e Namibia. Nella relazione di "Freedom House 2009", l’Italia è stata retrocessa per la prima volta da paese “libero” a “parzialmente libero”, unico caso in Europa occidentale. In particolare, “Freedom House” sottolinea che in Italia la libertà di stampa è riconosciuta dalla Costituzione e generalmente rispettata, nonostante ci sia una concentrazione della proprietà nelle mani del Presidente del Consiglio. L'Italia si colloca, dunque, al 71° posto con Benin e Israele. CHE DIRE? TUTTI COMUNISTI?

Elemeo Antonazzi

02 ott 2009 23:15

Comincio a pensare che schiavi e servi si nasce, nel senso che è una caratteristica genetica peculiare: di generazione in generazione. Lo sciopero di domani ne è la dimostrazione più chiara. Per fortuna non ci sono grossi rischi in merito, che se ci fossero veramente a forza di gridare "al lupo" , nell'evenienza concreta, la gente non ci crederebbe più. Anzi reagirebbe con una grande, apatica risata. Credo che, di questo passo, i valori sostanziali di una democrazia vengano sgretolati come macina che gira a vuoto. Di chi la colpa?...Non credo che Berlusconi ci entri molto, la stupidità minorata della sinistra invece anche questa volta fa bingo...

Antonio

02 ott 2009 22:05

Ma davvero credete alla favola che noi Italiani siamo plagiati dalla televisione ? Forse alcuni mentecatti, ma in fondo facciamo sempre come ci gira per la testa. Il problema è montato solo qui da noi, laddove in America hanno smesso ormai di parlarne.

lavitrano

02 ott 2009 21:54

poveri giornalisti in piazza domani, privi di dignità. Non capiscni neppure quanto siano liberi

vincenzoaliasilcontadino@virgilio.it

02 ott 2009 20:31

Domani la FiNSI-one dei ricchi signori giornalisti in Rosso? Fnsi, Franco Siddi nuovo segretario afferma: “ il nostro lavoro è già cominciato - ha aggiunto il neo segretario - ed è destinato a riempire pagine nuove della storia, che tra due mesi sarà centenaria, di questo sindacato ". Ma mi faccia il piacere! La Sardegna ha avuto Capi di Stato, tutta la famiglia Rossa di Berlinguer non ha fatto risollevare il Popolo Sardo di un gradino, con una supertrada che andava da Olbia verso Cagliari, ferma diecina d’anni e terminata dal Cavaliere, mentre il PCI, PDS, Unione, Pus e Pd dov’erano in sciopero o a preparare scosse e Papyate a SME-**re Berlusconi che ha rotto le uova che sapeva distinguere Di Pietro? “ Recita la locandina: “ La manifestazione per la libertà di stampa, sarà seguita con delle dirette televisive da Sky Tg24 a partire dalle 16 (canali 100 e 500) e dal Tg4 a partire dalle 16 fino alle 17,30. Queste dirette si aggiungono a quelle già programmate da Repubblica tv, da Youdem, dal sito della Cgil e da Popolare network: “ Contraddizzione “ Ma caro segretario non avevate il bavaglio? Lei crede che ieri prima o dopo i festeggiamenti dei Vostri kompagnuzzi in Piazza Tienamen in Cina, vi sarebbe stato permesso? Ma va la, raccontiamola giusta legate l’asino dove vuole il vostro Padrone! Altrimenti non vi saresti buttate a capofitto per cavolate simile con oscenità aderendo a migliaia all’appello in difesa di Repubblica querelata dal Cav e l’istituzione e difesa ad oltranza per uno stupratore come Roman Polanski giustificazione peregrina “ E‘ un artista di valore! “ Berlusconi chi è pappagone che da mangiare 80.000 famiglie molti di Sinistra, ma convinto che conviene spu**re non solo Berlusconi, ma tutto il Paese nel mondo, perché gli stranieri imbeccati da altri kompagnuzzi belli! By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera .http://vincenzoaliasilcontadino.splinder.com/ http://vincenzoaliasilcontadino.ilcannocchiale.it/ http://www.flickr.com http://www.facebook.com

claudio PASCARELLA

02 ott 2009 20:10

dottò comme scrivite bell. E' a verità chello che avit ditt.

pietro ancona

02 ott 2009 19:59

Cari saluti Giuseppina ----- Original Message ----- From: pietroancona@tin.it Sent: Friday, October 02, 2009 9:39 AM Subject: LA NOMINA DI BIANCA BERLINGUER E LA MANIFESTAZIONE DEL TRE Non c'è dubbio che la destra è stata sempre e forse sarà sempre più abile della sinistra. Due giorni prima della manifestazione per la libertà di stampa indetta per sabato prossimo per protestare contro lo strangolamento reale degli spazi di autonomia ancora presenti nella comunicazione conclude gli accordi per la nomina del nuovo direttore di TG3 promuovendo Bianca Berlinguer. Seguo da sempre Bianca Berlinguer e ne apprezzo le doti professionali, la tenacia, l'onesta, la competenza, ma certamente nella RaiTV superlottizzata non sono queste doti che ne hanno fatto il direttore di Rai Tre quanto la forza politica che aveva ed ha alle spalle e che da sempre ha una sua nicchia appunto nella terza rete della televisione italiana. Questa nomina segue tutte quante le altre che si sono già fatte e che sono state accaparrate dal centro-destra in una pratica ipercollaudata di spartizioni non se con quale manuale ma certamente qualcosa che assomiglia molto al Cencelli. Conosco la Rai Sicilia dai tempi in cui era in Via Cerda e ho visto la formazione del suo gruppo redazionale. Potrei dire per ognuno di loro quale partito e quale corrente politica aveva dietro. Non conosco il caso di un solo giornalista che sia stato assunto per i suoi propri meriti, per il suo ingegno, per le sue capacità. Non so quanti siano oggi i dipendenti della Rai Sicilia e quanti dipendenti abbia la RaiTV nazionale.Ma certamente è assai difficile trovarne uno solo che sia stato assunto fuori dalla lottizzazione spartitoria dei partiti. In quanto alle carriere queste si costruiscono spostandosi da un punto all'altro del Partito di riferimento, da un personaggio all'altro, da questa a quella corrente di pensiero. Ci sono grandi maestri voltagabbana e grandissimi cacciatori di poltrone dal fiuto formidabile. I partiti della sinistra italiana, i partiti oggi all'opposizione nel Palazzo e fuori, non hanno mai messo in discussione la regola della spartizione, non hanno mai proposto un sistema diverso capace di premiare l'autonomia di pensiero. Le organizzazioni professionali e sindacali dei giornalisti, la stessa associazione articolo 21 non credo che abbiamo mai fatto una vera battaglia per l'autonomia delle redazioni raitv. Sono del tutto corresponsabile dello stato di cose che sarà contestato sabato. Il tutto costa qualcosa come cinque miliardi di euro l'anno. Non credo che esista al mondo una categoria di dipendenti della radiotv pubblica cosi ben pagata come del resto non esistono oligarchie politiche al mondo stipendiate come quella italiana! In queste condizioni, la manifestazione del tre ottobre prossimo non ha le carte in regole per proporre una informazione autonoma e di vero pubblico servizio. Lo stesso discorso vale per quasi tutta la carta stampata foraggiata generosissimamente dallo Stato. Può la gente di questo mondo foraggiato dal Regime proporre qualcosa di credibile contro il Regime e l'affossamento della libertà di stampa? Ne dubito molto. Pietro Ancona http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it

toninoapricena

02 ott 2009 19:42

Caro Polito, girerei molto volentieri il suo articolo all'Economist che per usare quel linguaggio si vede che viene alimentato dagli articoli di Repubblica . La manifestazione di domani doveva essere indetta dai diciassettemilioni di votanti per Lega e Pdl che da sei mesi a questa parte sono subissati da programmi faziosi trasmessi dalla Rai e notizie altrettanto faziose che vengono riportate dai maggiori quotidiani. Invece domani dovremo ancora una volta vedere sfilare tanti poveri pensionati prezzolati dal solito sindacato per fare numero, i soliti comunisti che vietano agli altri tutto ciò che a loro è permesso e i martiri della resistenza di Repubblica, l'Unità che, poveracci, non hanno libertà di offendere chiunque!! POVERA ITALIA!!

beppino3

02 ott 2009 19:26

siete sempre bravi, attenti e spiegate i fatti senza bavagli ideologici..individuando le variabili in gioco..che piacere sapere che ci siate....G.Saggin

Edward

02 ott 2009 19:21

Proprio non si capisce come i giornali stranieri vogliano parlare di cose italiane dalla storia al costume con una superficialità a volte demenziale. Il vizio non è solo di oggi. Trent'anni fa lavoravo negli ospedali inglesi e riscontravo che nella stampa corrente si parlava dell'Italia e degli italiani in termini di pregiudizio inimicale anni '40.Oggi 2009 non vedo progressi: forse la patria dellA Magna Charta Libertatum, nonostante le apparenze, è ancora ferma al XII secolo!....Ci sono fossati culturali e psicologici in Europa che sono coperti di sterpaglie e pregiudizi; ci vorrà ancora qualche secolo per un decente progresso civile e culturale....CONFORTIAMOCI, TUTTO IL MONDO E' PAESE... Peggiore del nostro.

49franco

02 ott 2009 19:15

Polito: mi sei piaciuto assai.

filomena

02 ott 2009 19:13

Non finisce qui. Le cose andranno assestandosi giorno dopo giorno, fino a conclusione. Il materiale sul tavolo di qualunque arbitro, non puo che essere prova di condanna per gli accusatori. Ieri sera portaaporta ha passato una serie di frammenti, gia quelli sufficienti per sanzionare le trasmissioni incriminate. Eravamo reduci da annozero, dove si e`visto giurare su una congiura.

D'accordo con Polito

02 ott 2009 19:09

Ottimo articolo!! Hai dato una lezione di libertà,di autonomia e di ottimo giornalismo all'Economist.Questo giornale per il fatto che è inglese può dire tutte le stronzate possibili.Ancora questi devono spiegarci perchè e come è morta la"nuora" della Regina d'Inghilterra discendente della Grande Regina dei tempi che furono.

salvini

02 ott 2009 18:57

Non a caso e`stato consentito nominare la signora Berlinguer. Accecata dal cognome, imperversa per partito preso, da non riuscire a nasconderlo. Sono soddisfatto.

roberto nervi brescia

02 ott 2009 18:42

anche prima dell'avvento del fascismo vi erano quelli come lei che non si preoccupavano

mario

02 ott 2009 18:37

Polito, non ci posso credere!!! Onesto e sincero! Complimenti davvero!

orca

02 ott 2009 18:18

visto che lei è un marziano ,se lo spieghi e lo spieghi a noi, domani dovrebbero addebitarvi il costo della manifestazione inutile, obbligo della forza pubblica che io pago, tra l'altro la maggior parte di chi manifesta, vedi Faviano, si aggrega per altri motivi, siete contro l'ITALIA il mio paese, qualcuno dovrebbe farvi causa per danni, l' economist dice cazzate e voi ve ne fate scudo perchè non avete argomenti , come ITALIANO, a me della stampa straniera non me ne frega. Io leggo i giornali Italiani. Ultima considerazione , se voi giornalisti, attori e registi vi sentite dei professionisti o altro andate in banca e pagate gli eventuali costi di un finanziamento se volete essere credibili, invece vi attaccate alle mammelle dello stato, io chiedo che vengano sospesi i finanziamenti delllo stato di cui, senza merito, godete.

Speculum

02 ott 2009 18:04

Tra la Berlinguer ( Bianca ) del TG3 e la Berlinguer ( Laura ) di Studio Aperto quale è la serva? Scommetto che la stragrande maggioranza degli intossicati dall'ideologia propende per la seconda. Caro Polito, la questione morale di Berlinguer è diventata questione familiare ovvero quando il cognome che si porta è il passepartout per Viale Mazzini, Cologno Monzese, Largo Fochetti , Via Solferino, Via del Tritone,ecc. Al di là della battuta, condivido in pieno quanto ha scritto soprattutto perchè un giornalista vero e deontologicamente responsabile non può subire di essere etichettato servo e quindi imbavagliato. Si è servi se lo si vuole, si è liberi se lo si vuole: tertium non datur. Sono sicuro che Lei rifletterà molto sul perchè milioni di Italiani di sinistra, come il sottoscritto, preferiscono votare Il tiranno di Arcore piuttosto che gli angeli e i santi dell'attuale sinistra. Se la sinistra non si libererà da quello che gli antichi Romani chiamavano "mancipium" ( status di schiavo ) dagli Scalfari, dai Mauro,dai Travaglio, dai Santoro, dai Fazio e da tutti i talebani arricchitisi ipocritamente sulle spalle e sulla pelle dei tanti cittadini che hanno creduto nei valori e negli ideali della sinistra storica, Berlusconi potrà dormire sonni tranquilli .. magari in compagnia di Santa Maria Maddalena da Bari, alias Patty.

guido

02 ott 2009 17:56

Diamo un semplice e onesto sguardo alla realtà italiana di oggi relativamente all'informazione, soprattutto televisiva , e a chi effettivamente riesce a influenzarla regolandone il funzionamento ( per la carta stampata i conti sono un po' diversi): abbiamo sei emittenti televisive generaliste in grado di farsi seguire dalla stragrande maggioranza dei telespettatori (La7 da questo punto di vista è praticamente irrilevante); ebbene tre di queste emittenti sono di proprietà diretta del premier e due di natura pubblica sono vistosamente controllate dallo stesso premier in quanto tale. Si tratta di cinque telegiornali, uno per ognuna di queste reti, che nel corso delle 24 ore impazzano ,hanno modo di propinare ai loro tantissimi telespettatori un'informazione elusiva,reticente, parziale, o addirittura una non informazione, con la soppressione vera e propria di eventi, o al contrario artatamente esagerata , eccessiva, orientata a creare psicosi, fomentare stati d'animo,dirigere coscienze, insomma un'informazione addomesticata , acconciata agli interessi di chi la controlla .Oltre ai telegiornali queste 5 emittenti controllate si distinguono proponendo "un festival di demagogia sguaiata e brutale, razzismo,fatuità, modelli di spirito acritico e debosciato tipico dei regimi....." (Come dice lo stesso Polito ) Naturalmente resta la sesta emittente, unica, che invece propone la sua versione opposta e certo anch'essa di parte. Dunque, oggi 2 ottobre 2009 e non ieri: cinque reti a una. E come se non bastasse il nostro premier "passa un numero sconsiderato di ore a studiare sconsiderate azioni contro la libertà di informazione"(Dice sempre Polito ) nei confronti di quest'unica emittente, la sesta che oltre ai propri telegiornali offre Ballarò,Parla con me,Che tempo che fa,Report ,Presa diretta e fino a qualche tempo fa anche Santoro,(tutta la critica in un solo contenitore , così da poterla facilmente svalutare come quella di parte) . E' evidente che questo premier vorrebbe poter controllare anche la sesta emittente, essere padrone di tutto(Ricordiamo Biagi in Rai 1?)E adesso guardiamo a ieri, con la democrazia cristiana.Erano altri tempi (altro spirito,altra mentalità, altro stile) e il confronto è azzardato;in ogni caso, si trattava di due reti contro una, un rapporto certo meno squilibrato e nessun premier di allora possedeva reti televisive,unitamente a banche, società assicurative, giornali quotidiani, case editrici e tanti ,tanti soldi e tanta, tanta potenza privata (vedi solo l'esercito di avvocati-deputati)da intimidire pur solo oggettivamente i più onesti, indotti da una comprensibile prudenza a stare buoni, contenuti, avveduti, ed evitare così rischi insostenibili. L'economist ha scritto: - Mai dal fascismo in poi «l'interferenza del governo nel sistema dei media è stata più sfacciata e allarmante» e mi pare che nella sostanza non si tratti di un'affermazione così lontana dal vero, seppur si avvale di un termine di paragone un po' suggestivo; un giornale intelligente e di grande livello forse dà per scontato che i lettori intendano l'essenziale su cui si fonda quel raffronto;interferenza "sfacciata e allarmante" di un premier eletto in una democrazia ancora tale, dunque nella sostanza un'interferenza molto più inaspettata e inquietante di quella prevedibile di un dittatore ufficialmente dichiarato,privo di formali coperture ed esposto come tale anche al giudizio internazionale."Del resto, se potesse, Berlusconi sarebbe un dittatore"(Polito) Ah , sì? E chi ci assicura che non ci riuscirà in un immediato futuro? Dobbiamo attendere che prima succeda?Mi permetto di consigliare a Polito, giornalista, di andarci domani alla manifestazione, un giorno potrà dire a se stesso e agli altri che c'era anche lui.Potrà sempre comunque evitare di incontrare Santoro , visto che non gli sta particolarmente simpatico.

robert

02 ott 2009 17:47

come il travaglio il cosidetto faccia di morto oppure detto saputone ha chiesto aiuto al Fnsi per il suo contratto, ma lui da solo almeno le seghe se le fa'?

Veronica

02 ott 2009 17:46

AUGURI Bianca! Le donne sono con te!

daniela

02 ott 2009 17:37

Egr. Direttore, finalmente un'analisi equa della situazione.!!Mi permetto di dirle che secondo me l'Economist non e' superficiale, ma si nutre di notizie sparate solo da una parte, la sinistra, e questo e' grave, perche' un giornale perde la qualita' che piu' lo onora, l'imparzialita'. In questo momento sono in Argentina e lei forse non sa che messaggio sta arrivando qui, dell'Italia, degli italiani, del governo , di Berlusconi!!!!! e tutto questo grazie alle notizie riportate dal corrispondente di Repubblica qui in Argentina!!Non si piu' permettere che irresponsabili infanghino il nostro paese!!! Distinti saluti Daniela

giuseppe

02 ott 2009 17:33

E dai che Polito insiste! Anche il pensare di poter intervenire da parte del governo così spudoratamente sulla stampa non prona da la cifra esatta di cosa è la nostra democrazia. Polito ha fatto anche una citazione dalla quale non trae però le conseguenze. Anche Mussolini era un dittatore da operetta e poi è finita in tragedia. E' così sicuro Politò che Berlusconi se non avesse controllato la metà del sistema informativo italiano avrebbe vinto per tre volte le elezioni?

Luigi Ruscello

02 ott 2009 17:32

Bravo!

michele

02 ott 2009 16:42

Meno male che nell'odiato regime "mussoliniano" c'è qualcuno che parla di escort, tanto non è importante andare a votare contro l'odiata legge sullo scudo fiscale. E con tali maestri i giornalisti sono liberi di ossequiare il potere. La terra continua a girare sempre allo stesso modo.

giulio

02 ott 2009 16:38

Bravo. Sarebbe ora che la smettessimo di "chiedere aiuto allo straniero", come ha sempre fatto il Papato - smettendo poco più di centocintanta anni orsono. La cattiva abitudine alligna per lo a sinistra con pseudointellettuali firmaroli alla Camilleri o rancorosi personaggi alla Flores o Colombo e squalifica la nazione relegandola al livello di terzo mondo mentre di da la patente di maitre a penser a giornali dai quali non avremmo niente da imparare. Questo malvezzo ci squalifica e non il conflitto di interessi. Quando la sinistra imparerà a relegare in cantina personaggi che professionalmente sono costretti a dichiarazioni roboanti solo per dimostrare che esistono e per nascondere la loro incapacità politica, allora sarà pronta per una nuova sfida di rinnovamento radicale.

indigesto

02 ott 2009 16:33

Una perfetta sintesi di Vespa e La Russa, un Porta a Porta riscaldato - me lo dicevo io che per trovare i maîtres à penser di Polito non occorreva poi andar lontano.

domenico zandonai

02 ott 2009 16:19

Come ben argomentare una tesi insostenibile. lei Polito sa benissimo, anche se non lo dice mai, che privatizzare la Rai (e personalmente sono d'accordo da sempre) è perfettamente inutile senza una legge vera antitrust (con tetti di raccolta pubblicitaria) e senza una vera legge sui conflitti d'interesse. che il centrosinistra non è mai riuscito a fare grazie soprattutto a tante belle anime del suo ex-partito, la Margherita, assommate a similari, pur meno numerose, del psd-ds. Sui conti (intesi c/c) delle quali anime prima o poi ne scopriremo delle belle. perché se la mancata privatizzazione è senza dubbio motivata come da lei illustrato, per le altre due leggi mai nate altra spiegazione razionale non si scorge se non la sempiterna cagnotta. ma perché non parlare di Annozero? dove i babau Santoro e Travaglio si sono dimostrati tragicamente inadeguati, per non pensar peggio: hanno lasciato abbaiare tutta la sera Belpietro, quell'altro del Giornale e la poverina dei giovani Pdl su Tedesco eletto in parlamento nel Pd (vergognosamente, sia detto e ridetto) per sfuggire alle inchieste, arrivando a chiedere le dimissione di D'Alema in quanto NON-indagato. nessuno che sia stato capace di rispondere al trio: bene, siamo felici che anche voi siate d'accordo nel chiedere le dimissioni di RAFFAELE FITTO: non solo parlamentare ma MINISTRO, non solo indagato ma RINVIATO A GIUDIZIO, e sempre per lo scandalo pugliese della sanità. e lasciamo pur stare che nel paese dell'Economist a quest'ora sulla base del semplice sospetto sulle sue borsette si sarebbe già dimessa anche la Prestigiacomo, come di recente abbiamo avuto l'ennesima riprova.

Franz

02 ott 2009 16:11

"Cur - inquit - turbulentam fecisti mihi aquam ...Gentile Dott.Polito, mi consente di essere positivamente "stupefatto" da queste Sue posizioni sia per i rompicoglioni, impiccioni, disinformati dell'Economist ed in generale della stampa estera gossippara e sia per i disinformatori, pecoroni, faziosi, bugiardi servi di partito della stampa nostrana? Lei si renderà conto che questa Sua posizione La collocherà tra coloro che sono definiti "giornalisti di regime"? Chissà che bella novità vedere domani la stragrande maggioranza dei Suoi colleghi (???) mostrarsi insieme alle solite bandiere rosse, rosa o...biancofiore pentite, simboli di..."libertà"!!! Un po' come in questi giorni in Cina per i festeggiamenti dei 60 anni della Repubblica, anche quella "democratica"! Domani sì che vedremo tutta la stampa di regime! Ma domani potremo far finalmente la conta di quanti quacquaracquà (se vuole legga giornalisti) stanno da una parte e quanti (pochissimi, vero?) stanno dall'altra. Chissà se l'Economist intervisterà il Suo marziano in modo che possa spiegare che stampa e media stanno nella stagrande maggioranza contro il Premier e gridano come il lupo all'agnello: " "Cur - inquit - turbulentam fecisti mihi aquam ... E...sulla SIgnora Berlinguer, certamente stimata ed equilibrata giornalista del TG3 mi permetto solo una domanda: ma il Dott. Di Bella è stato "epurato" perche incapace? Sembrava un acosì brava persona...Speriamo che qualcuno lo tuteli come è successo a Santoro! Cordialmente

mauro

02 ott 2009 15:52

Carissimo direttore,leggo sempre il suo giornale da quando è uscito la prima volta anche se sono un elettore di destra(destra,non centro dex)compro sia "il giornale"che "il riformista". ultimamente mi ha spiazzato con degli articoli dove non riconoscevo la sua obbiettività ,coerenza e lucidità,ora con questo riconosco il "mio Polito" . condivido e appezzo saluti mauro

angela

02 ott 2009 15:43

dottor polito, la solita onestà intellettuale la sua, indipendentemente dal colore della casacca! ero una golosa divoratrice di quotidiani, tra quelli cartacei che dopo letti venivano messi in bell'ordine e custoditi come tesori, e quelli letti in internet, dei quali stampavo via via quello che più mi interessava. questa gioia l'ho persa da parecchio tempo, per colpa proprio dei giornalisti

Maralai ( Il blog di mario nanni)

02 ott 2009 15:43

caro Polito, con questo articolo ci siamo rincontrati sul terreno della ragione; lei come fa a non prendere le distanze da questa sinistra? ieri sera ho guardato Annozero ad intermittenza e difatti nulla dico di quel che non ho visto; nulla so se travaglio anche ieri sera abbia o meno letto il compitino cazzone(che sforzo, ragazzi!) fatto in casa e letto in tv a pagamento canone. Caro direttore, altro che Berluscni, l'attacco lo sta subendo il popolo della sinistra che (obiettivamente) non merita questi dirigenti e certi programmi asseribili all'opposizione e alla sinistra stessa . Ho sentito la direttrice de il Manifesto facendo il moralismo a Berlusconi! Confesso che mi ha fatto "tenerezza" 8stavo scrivendo pena!) La ricordate l'intervista dell'eurodeputato Rizzo (comunisti italiani) di sei-sette mesi fa sul suo rapporto con le donne (moglie-compagne-militanti-appena dopo i comizi-nei piazzale dopo o in corso di manifestazioni "politiche" e luogo pubblico, di non ricordo dove)? Mentre a me ha fatto schifo, per la sinistra che attualmente strilla è apparsa una confessione normale; da veri compagni. Quando penso al canone tivù obbligatorio, alle province tutte da abrogare e che ancora ne nascono delle nuove, al consigliere regionale pagato ad oltre ventimilaeuro al mese (più indennità varie), alla loro consistenza numerica, al parlamento soprannumerario, al senato strasoprannumerario, stipendi ultramiliardari di managers, presentatori-conduttori- accidenti vari e mi vedo la sinistra e i suoi giovani applaudire la escort e la direttora de il Manifesto esprimerle pubblicamente solidarietà, mi cascano le braccia! www.maralai.ilcannocchiale.it

pippuzzo

02 ott 2009 15:31

Ottima scelta, malgrado sia entrata in rai per diritto acquisito è un delle pochissime professioniste serie del pattume RAI

MAURO1

02 ott 2009 15:15

Bello, non fa una grinza!

paolo

02 ott 2009 15:02

Dott. Polito,finalmente un momento di lucidità mentale,ma faccia attenzione ai kompagni che adesso la prenderanno di mira e l'accuseranno di essere un servo di Silvio.Dei sinistri,sia politicanti che pennaioli,non sto neanche a commentare,ogni insulto sarebbe eufemistico,ma un sano lancio di palle di merda sarebbe il minimo che questi "signori" meriterebbero,con seguente servizio di pulizia a loro carico.Dopodichè,tiro di sciacquone e deodorante a manetta.Saluti !!!

Castruccio

02 ott 2009 14:58

Gli inglesi non capiscono neanche l'utilità del bidet (da loro definito "una sconvenienza continentale"), figuriamoci come possano comprendere la nostra democrazia casinara e chiacchierona. Comunque la manifestazione di domani è una tipica manifestazione antiberlusconiana che ben poco o nulla ha a che vedere con la libertà di stampa o di opinione. Lo sa lei, lo sanno coloro che parteciperanno, lo so io e con me la maggior parte degli italiani. Ma va fatta a tutti i costi. Sa, noi italiani, oltre che casinari e chiacchieroni, siamo pure dei grandi teatranti. Cordialità

Giulio

02 ott 2009 14:55

Caro Polito se tu, insieme a Cacciari (e pochi altri) rappresentassi i democratici in Italia, voterei volentieri per te anzichè per Silvio. Cordialità.

marino

02 ott 2009 14:48

Le bufale hanno le gambe corte. Mi spiegate come fate a dire che in Italia la stampa non è libera con la nomina della Berlinguer a Direttore del Tg 3?