di Marco Sarti Prima Camoranesi, poi Amauri, adesso Thiago Motta. La lista dei calciatori stranieri che hanno chiesto (e in qualche caso ottenuto) di giocare con la Nazionale italiana si allunga. Un passaporto, del resto, non si nega a nessuno. Specie se chi ne ha bisogno gioca bene a calcio. La burocrazia non è un problema, basta dimostrare di avere qualche antenato originario del Belpaese. Improvvisa è tornata la moda degli oriundi. Nella formazione che il prossimo anno parteciperà ai Mondiali del Sudafrica, così, un azzurro su quattro potrebbe essere nato oltreoceano. Eppure la rivoluzione in atto non trova tutti d'accordo. Azeglio Vicini oggi è il presidente del settore tecnico di Coverciano. Di Nazionale è un esperto: è stato l'allenatore dal 1986 al 1991, guidando la squadra durante l'avventura del Mondiale del 1990. L'idea di vedere in maglia azzurra giocatori nati in Brasile o in Argentina non lo entusiasma affatto.
Lei è stato il tecnico della Nazionale per cinque anni. In quel periodo non le è mai stato proposto nessun giocatore straniero? No, quando io ero in Nazionale non avevamo di questi problemi. E tenga conto che in azzurro ci sono entrato nel 1968, ho vissuto l'era di Valcareggi, Bernardini e Bearzot. Ora le cose sono cambiate. Camoranesi, Amauri e Thiago Motta: molto presto l'Italia potrebbe schierare tre oriundi.
Il mondo va in questa direzione, non c'è nulla da fare. Ma è una cosa che non mi entusiasma. Non credo sia sbagliato essere nazionalisti. E lo dico da un punto di vista sportivo, non certo politico.
Il fatto che la Nazionale schieri giocatori non italiani, insomma, non la convince. Prenda il caso di un calciatore straniero, magari con la doppia cittadinanza, che viene nel nostro Paese. Aspetta la chiamata della sua Nazionale, ma questa non arriva e allora sceglie l'azzurro. Il discorso che fa è semplice: «Non mi ha mai cercato nessuno, mi vuole l'Italia, allora mi sento italiano». Però poi non si sente italiano e non canta l'inno.
L'italianità si misura dalla conoscenza dell'inno?
Il problema non è questo. Il problema è che questi calciatori non vengono dalla nostra scuola. Per essere azzurri ci deve essere stata una crescita calcistica nel nostro Paese. Camoranesi ormai è un titolare fisso nella Nazionale di Lippi. Eppure prima di scegliere la nostra squadra disse di preferire l'Argentina. Se i regolamenti lo prevedono, non ho nulla in contrario. Ma se chiede la mia opinione, le ripeto che la cosa non mi entusiasma.
A settembre poi, è quasi certa la convocazione di Amauri. Stesso discorso. Amauri è un ottimo giocatore. Ma sono convinto che sarebbe più contento di giocare con la maglia del Brasile.
Qualcuno sostiene che a pagare le conseguenze di questa “invasione” siano i giovani. Certo. Vorrei vedere quelli che parlano di libera circolazione se oltre ai calciatori, dall'estero arrivassero anche centinaia di giornalisti, medici o ingegneri. Avete visto quello che è successo qualche mese fa in Inghilterra contro gli operai italiani? (A gennaio nel Lincolnshire migliaia di lavoratori britannici scioperarono contro gli operai della Irem, accusandoli di avergli rubato il lavoro, ndr). Non importa quello che dice l'Unione Europea. Questo è un problema sentito da tutti.
Quindi lei è d'accordo con il progetto di reinserire un tetto agli stranieri anche nelle squadre di club? Ma sono tutti d'accordo. Gli unici contrari sono quei superclub che comprano decine di calciatori stranieri e che possono permettersi di avere rose di 30 o 40 giocatori. Io credo che anche gli appassionati di calcio non si entusiasmino troppo se la propria squadra non rappresenta la propria terra e la propria identità. I club più ricchi vincerebbero lo stesso, anche se schierassero sei italiani e cinque stranieri.
mercoledì, 19 agosto 2009
commenti dei lettori
8 commenti presenti
claudio
08 set 2009 18:29
PER MARCO SARTI
Cercavo on line l'articolo di Marco Sarti pubblicato stamattina sulla Nazionale. Non l'ho trovato, l'avrei fatto volentieri circolare fra i molti amici che ancora insistono su Lippi. Sono iuventini, non si sfugge, ecco perché Vinovo ha risposto così calorosamente: la Nazionale si sente a casa sua. Sono d'accordo su tutta la linea, e non solo perché interista. Mi ha dato alle scatole il fatto che Lippi, che ha messo in piedi la nuova triade (lui, Ferrara e Cannavaro il nuovo terzetto), alla Confederations abbia convocato Rossi e Santon, utilissimi più alla causa Under 21 che non alla Juve vestita d'azzurro. Non solo Lippi é orgoglioso e testardo come sempre, é permaloso, iperprotetto. Ricorda il mandatario Varriale che legnava Zoff e Donadoni? L'altro giorno, domandando su cassano é stato mandato a quel paese (di più...) dal Commissario tecnico: il giornalista napoletano ha chiesto ai colleghi di non scriverlo, perché avrebbe rimediato una figuraccia, ma anche perché chi protegge il viareggino lo avrebbe rimosso dal ruolo di...vabbé, lasciamo stare. Lo sa perché non vuole Cassano: Antonio all'uscita di una discoteca ha preso a sberle Davide Lippi, che insieme ai Moggi voleva la procura dell'ex caliatore di Bari, Roma e Real. Dica la verità che la conosceva la storia...
Claudio, buon lavoro
Oliviero
20 ago 2009 15:37
D'accordo con Paolo. Il problema non sono le scelte degli allenatori ma il diritto alla cittadinanza. I Italia un lavoratore immigrato con permesso di soggiorno deve attendere anni ed anni prima di poter poter divenire italiano, mentre in Brasile un qualsiasi cittadino brasiliano con qualche remoto antenato con "sangue" italiano può ottenere la cittadinanza in poco tempo.
Karina
20 ago 2009 13:37
Sono daccordo ad un tetto ai calciatori stranieri nel nostro campionato aiuterebbe il nostro calcio ma sono piu che favorevole a far giocare in nazionale gli oriundi, che poi sono "italiani" al 100% se puo´ votare perche non debba poter giocare in nazionale?
qantsi
20 ago 2009 11:11
Basta col perbenismo ipocrita e l'accusa di "razzismo" ormai sbandierata contro chiunque cerchi di dare un po di valore al concetto di nazionalita... giocare in una nazionale non deve essere una scelta professionale, di carriera, ma una vocazione!
gigi
20 ago 2009 10:41
un concetto che sà di muffa e un poco raz......
vincenzo
19 ago 2009 16:44
bravo vicini,se lippi convoca amauri e non cassano è una vergogna è la prova provata che il potere lombardo-piemontese dispone di tutto e di tutti
aldo
19 ago 2009 14:40
Vicini ha perso un mondiale in casa con una squadra fortissima
Paolo G
19 ago 2009 14:08
Forse è la concessione del passaporto italiano il vero problema: nei casi di questo tipo vengono ammesse anche parentele lontane e dubbie. Il passaporto dovrebbe essere una cosa seria, ma se per altri soggetti è pressoché impossibile ottenerlo, per i calciatori famosi è un gioco da ragazzi.
foto del giorno
Pine trees are lit up at the snow-covered Kenrokuen garden, one of the three most beautiful gardens in Japan, in Kanazawa, 295 kilometers (184 miles) northwest of Tokyo, Friday, Feb. 3, 2012. (AP Photo/Kyodo News)