A 57 anni dall’assassinio di Malcom X, il celebre attivista per i diritti degli afroamericani ucciso il 21 febbraio del 1965 all’Audubon Ballroom di Manhattan, la città di New York pagherà 36 milioni di dollari come risarcimento per chiudere le cause intentate da Muhammad Aziz e dalla famiglia di Khalil Islam, i due uomini che erano stati condannati ingiustamente per il suo omicidio.

Malcom X venne ucciso con alcuni colpi d’arma da fuoco poco prima di un comizio, mentre era in compagnia della moglie incinta e di tre delle sue figlie. Per la morte del 39enne attivista per i diritti degli afroamericani vennero arrestati dopo l’omicidio Muhammad Aziz e Khalil Islam, insieme ad un terzo uomo, Mujahid Abdul Halim, allora conosciuto come “Talmadge Hayer”.

Secondo l’inchiesta condotta all’epoca, l’omicidio sarebbe nato dallo scontro in atto tra Malcom X e la Nation of Islam, un gruppo che predicava l’emancipazione delle persone nere attraverso un’interpretazione originale della religione islamica. Un gruppo di cui facevano parte i tre condannati e lo stesso Malcom X: quest’ultimo però se ne allontanò nel 1964 in disaccordo col suo leader Elijah Muhammad.

Il processo che portò alle condanne fu caratterizzato da accuse sostanzialmente senza prove: Muhammad Aziz e Khalil Islam, all’epoca dei fatti membri del “servizio d’ordine” della Nation of Islam, vennero riconosciuti come membri del commando che uccise Malcom X sulla base delle dichiarazioni di alcuni testimoni oculari, tra loro contraddittorie.

Secondo i pubblici ministeri Islam, ex autista di Malcolm X, come l’uomo che aveva sparato il colpo fatale, e dissero che anche Halim e Aziz spararono con le loro pistole. In realtà Muhammad Aziz e Khalil Islam avevano entrambi alibi credibili e solidi: entrambi erano a casa con le loro rispettive famiglie e addirittura Aziz era impossibilitato a muoversi perché ferito ad una gamba.

Eppure entrambi, a quei tempi avevano 30 e 26 anni, furono condannati nel 1966 assieme a Mujahid Abdul Halim. Questo’ultimo in seguito confessò l’omicidio e rivelò che i suoi coimputati erano innocenti, indicando in William Bradley, Leon Davis, Benjamin Thomas e Wilbur McKinley i suoi veri complici.

M Aziz e Islam ottennero la libertà vigilata solo sul finire degli anni Ottanta, mentre soltanto nel 2021 sono stati totalmente scagionati grazie alla riapertura ufficiale dell’indagine. Si scoprì infatti, anche grazie ad una martellante campagna di stampa, che i pubblici ministeri del tempo, FBI e Dipartimento di polizia di New York avevano nascosto delle prove fondamentali che avrebbero probabilmente portato a una loro assoluzione.

Aziz, oggi 84enne, e Islam, morto nel 2009, otterranno dalla città di New York circa 26 milioni di dollari più 10 milioni di dollari dallo stato di New York come risarcimento per i vent’anni trascorsi ingiustamente dentro il carcere di Attica, tra i peggiori penitenziari degli Stati Uniti. La parte di risarcimento destinata ad Islam andrà ad un fondo creato in suo nome.

Redazione

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