Con 22mila punti vendita sparsi sul territorio nazionale, la rete carburanti rappresenta un asset molto prezioso per l’Italia, che può recitare un ruolo centrale nella transizione tecnologica della mobilità. Di fronte al megatrend dell’elettrificazione dei trasporti, infatti, le aree di servizio sono chiamate progressivamente a cambiare pelle, per intercettare i grandi cambiamenti all’orizzonte e trasformarsi in veri e propri hub pronti a soddisfare le nuove esigenze degli automobilisti.

Questa evoluzione rappresenta già oggi una rilevante opportunità, con ricadute positive per il progresso del sistema Paese. Non a caso, di recente Motus-E e Unem hanno siglato un protocollo d’intesa al Mimit – alla presenza del sottosegretario Massimo Bitonci – rivolto proprio alla promozione di iniziative congiunte per la realizzazione e lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica nei distributori di carburante. L’accordo, che prevede la creazione di un tavolo tecnico dedicato e l’impegno per un dialogo congiunto con istituzioni ed enti competenti, è un chiaro esempio dell’approccio pragmatico e coeso con cui va accompagnata la transizione della mobilità, mettendo a sistema tutti gli attori coinvolti.

I benefici che porterà questa iniziativa sono molteplici, a partire naturalmente dai miglioramenti infrastrutturali al servizio dei cittadini, ma anche delle imprese, se pensiamo ad esempio agli stalli per la ricarica dei mezzi commerciali – leggeri e pesanti – che potrebbero essere ospitati in determinate aree di servizio. Nonostante il ritardo nell’adozione dei veicoli elettrici rispetto agli altri grandi Paesi Ue, l’Italia si sta muovendo molto bene nello sviluppo della rete di ricarica, ponendo le basi per la crescita del circolante full electric e plug-in attesa nei prossimi anni. La direzione è quella giusta, ma il lavoro da fare non manca ed è fondamentale l’impegno di tutti.

Grazie al protocollo tra Motus-E e Unem, sarà più semplice per gli operatori della ricarica lavorare insieme alle compagnie petrolifere e trovare nei distributori carburanti location “già pronte” per ospitare colonnine ad alta potenza, limitando i tempi di permitting e connessione. Al tempo stesso, per la rete carburanti si aprono nuove possibilità di business, con riflessi potenzialmente molto positivi anche sulle cosiddette attività “non-oil” delle aree di servizio. L’intesa rappresenta inoltre un passaggio fondamentale per centrare gli obiettivi di infrastrutturazione europei, dettati nel regolamento Afir, e più in generale per accompagnare il processo di riforma e razionalizzazione della rete carburanti nazionale, oggetto di un Ddl su cui è al lavoro il Mimit. Non solo però, perché occorre tenere in considerazione anche l’ormai prossimo recepimento della direttiva RED III, con l’apertura all’elettricità prodotta da fonti rinnovabili per contribuire a centrare i target di decarbonizzazione della distribuzione carburanti.

La nascita di una virtuosa cooperazione tra ricarica e downstream petrolifero, insieme alle prospettive di riordino del settore, delinea quindi il primo passo di un promettente percorso di trasformazione e valorizzazione della rete carburanti, guardato già con particolare interesse anche da molte amministrazioni locali.

Francesco Naso

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