Le tensioni continuano in casa Movimento Cinque Stelle, acuite dopo il tremendo risultato alle elezioni europee. E lo scontro a distanza avviene ai suoi vertici, tra il leader Giuseppe Conte e il padre fondatore Beppe Grillo. Uno scontro a colpi di lettere negli ultimi giorni in cui i due hanno espresso la propria posizione sul futuro del M5s. Specialmente sulla sua “prospettiva strategica” e sul ruolo del Movimento nel quadro politico attuale.

Le novità per il futuro Movimento 5 Stelle

Conte tira dritto per la sua linea: entro la prossima settimana ci sarà la riunione del Consiglio Nazionale pentastellato per definire l’appuntamento di una Assemblea Costituente prevista a fine settembre o ai primi di ottobre. Nel Consiglio nazionale, riunitosi più volte dopo il voto europeo per avviare riflessioni generali, sono state prese decisioni su cui Grillo ha avuto da ridire. Una novità sarà quella dell’abbandono della democrazia diretta tanto cara al M5s per passare a una “democrazia partecipativa”, secondo Conte. “Il più grande esperimento di democrazia partecipativa mai realizzato, in Europa“, ha detto l’ex premier. Secondo quanto confermato da Conte ad alcuni parlamentari, non ci sarà più la richiesta agli iscritti di votare su argomenti proposti dallo “stato maggiore” del Movimento.

La nuova azienda dietro al processo decisionale del M5s

La scelta dei temi sarà gestita sia dagli iscritti sia dai simpatizzanti, un modo per allargare la platea dei propri sostenitori attivi come fatto già in passato dal Partito Democratico con le primarie. E per farlo il M5s ha deciso di affidarsi a una azienda, Avventura Urbana, attiva dal 1992 in progetti per “amministrazioni pubbliche e aziende private implementando processi partecipativi che tengono conto delle diverse posizioni delle parti interessate”.

Conte: serve rilancio e rifondazione

Per Conte la linea è chiara: “Sarà un progetto di rilancio e rifondazione condiviso”. Il problema attorno a cui ruotano le riflessioni in casa Movimento 5 Stelle, però, non è solo di dimensione interna, tra Conte e Grillo, tra democrazia attiva o partecipata, ma strategico. Le visioni sono opposte: tornare a essere il M5s originario, di lotta e poco di governo, così come non radicato in schieramenti precisi, come auspicato da Grillo, oppure posizionarsi stabilmente nel centrosinistra, cercare di diventare un soggetto protagonista, dettando l’agenda.

Redazione

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