Il 92° posto nel ranking mondiale proprio non gli si addice. Quel “The Hammer” che da tempo gli fa da soprannome, del resto, racconta più di tante altre definizioni la potenza dei colpi di uno sportivo, il tennista Matteo Berrettini, che al termine di un 2023 tutt’altro che da ricordare per risultati raccolti ha tutta la voglia di tornare ai livelli che gli sono consoni. Lo s’è visto chiaramente, del resto, durante la Coppa Davis, con una partecipazione fisica ed emotiva alle gesta dei suoi compagni azzurri in campo davvero significativa e la sensazione che il recupero dall’infortunio alla caviglia destra occorsogli in estate negli Stati Uniti sarà il trampolino per rientrare prepotentemente nel tennis che conta.

L’infortunio

Era lo scorso 31 agosto, infatti, quando durante la partita con il francese Arthur Rinderknech una distorsione della caviglia portò con sé la rottura parziale del legamento peroneo astragalico anteriore, con conseguente necessità di un congruo periodo di riabilitazione per poi tornare in campo a pieno regime. In precedenza, invece, erano stati gli addominali a costringerlo al ritiro a Monte Carlo, con un periodo di convalescenza non indifferente a ridurne la possibilità di giocare ai suoi livelli e conseguente retrocessione nella classifica Atp.

La scalata del 2024

Superata la delusione per non essere stato tra i protagonisti assoluti della Davis poi vinta dall’Italia a Malaga, Berrettini conta di tuffarsi nel 2024 fin da subito, conscio che il ranking attuale non gli sarà granché d’aiuto e che, al contempo, ci sarà di che darsi da fare per risalire la china. A 28 anni il prossimo 12 aprile, e con il 6° posto mondiale di inizio 2022 a miglior posizione di sempre, il tennista di Roma sarà dunque presto di scena nella Terra dei canguri. A confermarlo è stato lui stesso. “Rientrerò con i tornei in Australia”, ha dichiarato non a caso a Milano a margine dei SuperTennis Awards, con l’abbraccio al capitano non giocatore della Nazionale, Filippo Volandri, a raccontare quale sia il suo legame con l’azzurro più che mai tornato di moda in questa disciplina.

Il calendario Atp parte di qui a qualche settimana, esattamente il 31 dicembre, dal Brisbane International (250); l’Adelaide International (250) lo seguirà a partire dall’8 gennaio, mentre l’Australian Open in programma a Melbourne – che fa parte del Grand Slam – aprirà i battenti il successivo 14 gennaio. Tra gli Aussie, insomma, Berrettini riproverà il gusto del campo, memore di quel 2022 nel quale gli Australian Open portarono in dote una memorabile semifinale persa in tre set contro Rafa Nadal. Per un curioso incrocio dei destini, proprio il tennista spagnolo ha scelto l’Australia, precisamente Brisbane, per il suo rientro alle gare giocate dopo un lungo stop dall’attività giocata. È praticamente da un anno, infatti, che Nadal non calca più un campo da gioco, un lungo periodo di inattività senza incontri in cui misurare il suo stato di forma e il tuffo in quello che lui stesso via social ha descritto come “un terreno inesplorato” che certo ha tutti i colori della roulette.

L’incognita della ripresa

Soltanto due i tornei affrontati quest’anno, poi un intervento la scorsa primavera per consentirgli di tornare a giocare con regolarità e, a 37 anni suonati, la volontà di rientrare a fare ciò che ha sempre fatto: giocare a tennis tra i migliori al mondo. Lo stato d’animo è di chi sa che la sfida di fronte è di quelle che valgono una carriera, uno snodo tra un passato fatto di un mucchio di vittorie e un futuro tutto da scrivere in base anche a ciò che il fisico gli dirà. Lui, che da Maiorca ha spiccato il volo verso l’olimpo del tennis con addirittura 22 Slam messi in bacheca (gli ultimi in ordine di tempo sono gli Australian Open e il Roland Garros del 2022), sa benissimo che risalire il ranking non sarà cosa facile. Classe e visione di gioco non si discutono, ovviamente; il resto, però, lo dirà l’effettiva capacità di ripresa.