Vuole imporsi come unico candidato di centrosinistra
Bersaglio Schlein, Conte fa concorrenza al Pd sognando di tornare a Chigi

A spiegare candidamente le ambizioni di Giuseppe Conte è un parlamentare del M5s, al riparo da occhi indiscreti, in uno dei corridoi di Montecitorio. “L’unico leader in grado di battere questo centrodestra è Conte, d’altronde non sappiamo nemmeno se l’anno prossimo Schlein sarà ancora la segretaria del Pd”, spiega il deputato a taccuini chiusi. Gli eletti del M5s, che prima se la prendevano con il “partito personale di Conte”, adesso pensano che questa deriva personalistica sia l’unica carta nel mazzo dei pentastellati per la sopravvivenza del Movimento fondato da Beppe Grillo. Un’altra forza politica basata sul consenso del leader, dunque. Altro che l’uno vale uno dei pionieri del grillismo. Nella testa di Conte, è proprio questa non scalabilità dei Cinque Stelle, accoppiata a una cronaca mancanza di leader all’interno del Pd, a fornirgli una possibilità per realizzare il suo sogno.
Il suo unico obiettivo politico. Che è quello di tornare finalmente a Palazzo Chigi. Tutte le mosse tattiche dell’ex premier sono funzionali a questo disegno di riscossa. Dai distinguo sull’immigrazione alla bulimia sulla Rai. Dall’azzeramento del dissenso nel M5s al disinteresse per i territori. Fino alle posizioni “pacifiste” sulla guerra in Ucraina. E così il Conte che l’11 novembre sfilerà accanto alla segretaria Elly Schlein alla manifestazione convocata dal Pd non lo farà nelle vesti dell’alleato leale, bensì sempre nell’ottica della competizione nel fronte progressista. Da questo punto di vista, gli ultimi sondaggi, che quotano i pentastellati a pochi punti di distanza dai dem, rappresentano un buon punto di partenza per il raggiungimento dell’ambizioso traguardo che si è posto Conte.
L’avvocato di Volturara Appula sfida Schlein perché vuole avvicinarsi il più possibile alla percentuale che il Pd potrebbe ottenere alle elezioni europee dell’anno prossimo. Lo scenario ideale sarebbe il sorpasso, ma è comunque sufficiente tallonare i dem per sparigliare le carte e mettere in crisi la leadership del Nazareno.
Più che il Pd, il bersaglio di Conte è Schlein. Sfruttare la volatilità dei leader dei democratici per imporsi, quando sarà, come l’unico premier in pectore possibile per la coalizione che si oppone al centrodestra i Giorgia Meloni. L’avvocato si guarda intorno e a sinistra non vede altri competitor in grado di presentarsi agli elettori come potenziali presidenti del Consiglio. “Ma voi ce li vedete la Schlein o Bonaccini a fare i candidati premier”, osservano nel quartier generale dei grillini, mentre compulsano i sondaggi sul gradimento personale dei leader di partito. E in effetti una riforma istituzionale in senso presidenzialista oppure il premierato potrebbero essere strumentalmente funzionali alle ambizioni di Conte sui progressisti. Per arrivare al suo obiettivo, l’ex premier vuole fare asse con la sinistra dem di rito più tradizionale rispetto al movimentismo di Schlein. I vari Nicola Zingaretti e Andrea Orlando già mugugnano all’indirizzo dei “quarantenni” che hanno preso la guida della “ditta”. Con la regia del solito Goffredo Bettini, la vecchia sinistra del Pd potrebbe diventare il cavallo di Troia per incoronare Conte candidato premier dei giallorossi.
Nei piani del presidente del M5s, anche un rimescolamento di carte in senso moderato all’interno del Pd non sarebbe necessariamente negativo. Un segretario più “riformista”, ma non abbastanza forte a livello personale da imporsi come candidato a Palazzo Chigi, lascerebbe a Conte l’esclusiva sull’elettorato più di sinistra. Una fetta di elettori che il leader dei Cinque Stelle già sta corteggiando da molti mesi, in una rincorsa senza fine con il Pd. Il testa a testa, oltre che dalle rilevazioni sui partiti, è plasticamente rappresentato anche dai sondaggi sul gradimento dei leader. Solo che in quest’ultimo caso, come annotano in ambienti contiani, a fare da battistrada è Conte. Secondo la rilevazione Dire-Tecné del 30 settembre scorso, l’ex presidente del Consiglio gode della fiducia del 31,2% degli intervistati, mentre Schlein ha il 30% di valutazioni positive. Sono questi gli unici sondaggi cui è interessato il presidente del M5s. Che continua a ignorare i segnali negativi che arrivano dalle regioni che andranno al voto l’anno prossimo. In Piemonte il centrosinistra potrebbe giocarsela, se solo Conte desse il via libera all’appoggio dei Cinque Stelle alla candidata dem in pectore Chiara Gribaudo. Ma per l’ex premier è più importante fare concorrenza al Pd alle europee. Con un sogno nel cassetto: Palazzo Chigi.
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