Mi sono recentemente imbattuta nel progetto The Line, una città lineare che dovrebbe essere costruita in Arabia Saudita. Un progetto che rende inadeguato l’aggettivo “faraonico”. Si tratta infatti di una vera e propria città con una forma lineare. Un anaconda di 170 chilometri, per un’altezza di 500 metri e una larghezza di 200 metri. Secondo il progetto, dovrebbe ospitare 9 milioni di persone, il 25% della popolazione dell’Arabia Saudita. L’obiettivo è di offrire tutti i servizi e ridurre le emissioni di CO2.
Ricorda qualcosa?
I romani sanno di cosa parlo. Nel 1984, viene inaugurato a Roma il “serpentone”, il cui edificio principale è lungo 986 metri, per nove piani (30 metri di altezza). Anche in quel caso, l’idea era di offrire ai suoi abitanti tutte le comodità. In realtà è poi diventato il simbolo del degrado delle periferie cittadine. Oltre che, va detto, uno degli edifici più brutti di ogni tempo.
La sperimentazione urbana ha però anche risvolti molto meno monumentali, ma forse più umani e pratici. Nel 2017, il giornalista francese Patrick Bernard ha fondato La République des Hyper Voisins in un quartiere di Parigi. La Repubblica fa della convivialità un metodo, finalizzato a instaurare vecchi e sani rapporti di buon vicinato. Lo abbiamo intervistato per Primo Piano Scala c di Telos A&S.
“Tre condizioni sono necessarie affinché il nostro metodo abbia successo: la massima disponibilità di un ‘amico del vicinato (colui che facilita il contatto), circoscrivere il dialogo ai luoghi dove si svolge la vita quotidiana (dove vanno a scuola i miei figli, dove li lascio alla scuola materna, dove faccio shopping…) e che la gentilezza sia d’obbligo nelle interlocuzioni tra i residenti.”
Un progetto che fa saltare lo stereotipo dei parigini borbottoni e antipatici e degli abitanti delle città come individui freddi e poco compassionevoli.
Chissà che tutta questa vitalità positiva non possa anche svilupparsi nell’anaconda d’Arabia.
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