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Sardegna: emergenza maltempo, climate change

Ambientalista
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Quello che è successo stanotte nel nuorese è l’ennesima tragedia dovuta al maltempo.
Tragedia che lascia danni irreparabili: le vite perdute. E tanti danni riparabili, ma ad un costo molto alto.
Sul tema dei danni dovuti agli eventi metereologici estremi ci sono tre possibili atteggiamenti:

1 – sperare che le cose vadano bene. Sostanzialmente fare poco e nulla, vedere quello che succede ed intervenire successivamente, cercare di riparare i danni e aiutare economicamente chi è stato danneggiato. È la strada più dannosa per l’ambiente e la più costosa per l’economia. Oltre al fatto che i danni non sempre sono riparabili.

2 – ridurre gli effetti. Intervenire su argini e invasi, creare casse d’espansione per le acque e dei canali scolmatori. Cioè intervenire con la manutenzione del territorio e costruire opere utili alla riduzione del danno. È un’azione giusta e doverosa, ma non è la soluzione definitiva.

3 – intervenire sulle cause. Gli eventi estremi sono in aumento in tutto il mondo. In Italia solo nel 2019 sono stati più di 1000, il triplo rispetto all’ultimo decennio. Se fino a qualche anno fa la scienza era molto cauta ad attribuire l’aumento di questo tipo di eventi all’accumulo di gas serra e al riscaldamento climatico, adesso c’è molta più convinzione. Ed è qui che dobbiamo intervenire. È la strada più faticosa, più lunga, ma è la strada da percorrere. I cambiamenti dovuti al riscaldamento climatico hanno tanti effetti negativi e la moltiplicazione degli eventi meteo estremi è uno di questi.

Il tempo che potevamo perdere lo abbiamo già usato tutto, abbiamo sfilato per le strade, abbiamo raccontato cos’è il climate change a tutti coloro con cui potevamo parlare dell’emergenza climatica. Qualcosa è pure successo, l’opinione pubblica è diventata sensibile al tema e buona parte dei governi dice di considerare la lotta al riscaldamento mondiale come una delle cose giuste da fare. Ora però serve qualcosa in più, combattere l’emergenza climatica non deve essere un argomento di conversazione, ma deve diventare la nostra priorità assoluta.

La pandemia ormai ha i mesi contati, lascerà danni enormi, ma anche una grande voglia di ricostruire. In questa voglia di ricostruzione dobbiamo mettere l’emergenza clima al primo posto, tutti, cittadini e istituzioni. Dobbiamo salvare il pianeta, abbiamo le conoscenze e le competenze per farlo. Facciamo la cosa giusta, usiamo le persone giuste.

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