È nata uomo ma sin da piccola si è sempre sentita donna. Ma la sua famiglia questo non l’ha mai accettato e così Anna (nome di fantasia) è stata costretta a lasciare il tetto familiare e arrangiarsi come meglio poteva. È cresciuta nella periferia a Nord di Napoli, ha conosciuto la strada, la discriminazione e lo sfruttamento. Ora ha 51 anni e un tetto lo ha trovato nelle stanze dedicate della cooperativa Dedalus.

La sua storia l’ha raccontata il Corriere del Mezzogiorno. Anna ha passato anni di solitudine. È Nata in una famiglia numerosa ma i suoi genitori non l’hanno mai compresa. La sua è stata una vita di peregrinazione e incertezza, ha dormito addirittura in una fabbrica abbandonata. Poi nei giorni prima di Natale si è trovata da sola, ancora una volta. Ma ha trovato ascolto e accoglienza nella cooperativa Dedalus che le ha dato un posto dove stare al Drop in via Tanucci, sede del servizio che offre ospitalità a chi non sa dove andare. “Ma è Natale, e la mia famiglia mi manca”, ha detto.

Sin da quando aveva 8 anni voleva essere donna. La sua famiglia la mandò in collegio. “Io a loro chiedevo: ‘ma forse non sono vostro figlio? Mi avete adottato?’ – ha raccontato –  Non capivo il motivo del loro atteggiamento. Non mi hanno mai accettato. In collegio ho subito un tentativo di violenza, sono stata malissimo. Subivo abusi, eppure mi convincevo che volevo essere donna. Sentivo una forte attrazione per gli uomini”. Intanto la famiglia continuava a non accettare la sua voglia di essere donna e così Anna si è dovuta arrangiare come meglio ha potuto, in piccoli lavoretti.

L’ospitalità nella cooperativa non è solo un tetto in testa e la possibilità di essere accolta e compresa, ma anche una residenza anagrafica che le dà diritto al servizio sanitario, un lavoro e al reddito di cittadinanza, come ha spiegato Ernestina Servo, coordinatrice area marginalità urbana, al Corriere.

“Per Natale spero almeno di poter salutare mia madre – ha detto – trascorrerò le feste comunque da sola, spero che Babbo Natale mi possa portare il dono dell’amore di una persona che mi voglia bene per quello che sono. Per ora mi ha già regalato un tetto”. Anna ha infatti un sogno, l’abito da sposa che tante volte ha ammirato in vetrina. “Io ci credo alle favole del Natale”, ha detto.

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Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.