È stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione
Carabiniere travolge avvocato, scappa e simula il furto dell’auto che non era assicurata

Sono trascorsi quasi 10 anni dall’incidente in cui un avvocato romano, all’epoca ancora studente di giurisprudenza, ha rischiato di morire a causa di una manovra azzardata in via Cristoforo Colombo di un pirata della strada, poi fuggito senza prestare soccorso né verificare i danni causati all’altra auto.
Era il 30 gennaio 2012: oggi la verità su quanto accaduto quel giorno è stata solo in parte dimostrata, dato che sulla vicenda incombe la prescrizione.
La denuncia della vittima
Una storia che ha del surreale, come raccontato da Repubblica. L’uomo, quando si è recato presso la caserma dei Carabinieri per denunciare l’accaduto, ha riconosciuto l’auto che aveva causato l’incidente: apparteneva a un militare. E per questo era stato quasi accusato di calunnia. Il carabiniere infatti aveva cercato di fargli credere di non essere alla guida quel giorno, denunciando il furto e poi il ritrovamento della sua vettura che, guarda caso, aveva l’assicurazione scaduta da due anni.
Tutto falso: il carabiniere è stato poi condannato dalla corte a scontare un anno e dieci mesi di reclusione, che ha riconosciuto appunto il tentativo di imbrogliare la vittima.
Giustizia è stata fatta? Non proprio. Infatti l’auto dell’avvocato romano, in custodia presso il deposito giudiziario, era stata danneggiata, ma non si sa da chi. Le foto scattate subito dopo il sinistro hanno evidenziato come il veicolo si trovasse in una condizione diversa rispetto a quella su cui si è basata la perizia. Un tentativo di far ricadere la colpa sulla vittima e far credere che procedesse a forte velocità.
Chiesta l’archiviazione del caso
Chi ha manomesso l’auto? Una domanda che probabilmente non avrà risposta perché la Procura di Roma ha richiesto l’archiviazione del caso, dato che è destinato alla prescrizione.
L’avvocato della vittima, Giuseppina Tenga, si è opposta all’archiviazione, sostenendo che non sia stata portata avanti alcuna indagine su questa circostanza. Secondo il legale è uno degli “strani avvenimenti” che si sono verificati durante il processo a carico del carabiniere. Ma difficilmente si arriverà a una soluzione.
© Riproduzione riservata