La morte di Evgeny Prigozhin e dei suoi più stretti collaboratori ha decapitato il Wagner Group che ora sta cercando di riorganizzarsi per non sparire. In realtà però il destino del Wagner sembra abbastanza segnato. In Africa esistono decine di compagnie private russe che operano da anni sul continente e sono pronte a prendere il posto della società di Prigozhin. Fra le tante le più quotate sono Redut e Convoy e Patriot. La prima lavora da anni contro la pirateria in Somalia, Convoy fa capo al governatore della Crimea, mentre Patriot direttamente al ministro della Difesa Shoigu.

Tutte queste società per anni si sono dovute accontentare delle briciole lasciate dalla Wagner che prendeva tutti gli appalti migliori, ma adesso potranno approfittare del vuoto creatosi dopo la morte di Prigozhin. Sul fronte ucraino i Wagner erano già stati sostituti dalle truppe regolari e gli uomini di stanza in Bielorussia stanno già tornando a casa.

Resta da capire come si muoveranno tutti i mercenari di stanza in Africa, dopo la morte del responsabile Valery Chekalov che gestiva gli appalti con gli stati africani. Alcuni comandanti locali stanno già cercando di riorganizzarsi in Mali o nella Repubblica Centrafricana, ma senza un network organizzato il rischio di perdere i contratti a favore dei concorrenti è sempre più concreto. Alcuni alti dirigenti di questa società sono già sbarcati nei vari paesi africani per cercare di ottenere gli appalti di difesa.

Il vero rischio è che la maggior parte dei wagneriti finiscano per arruolarsi nella concorrenza, restando comunque a combattere in Africa dove Mosca non può permettersi di perdere terreno dopo quasi vent’anni di presenza che hanno fatto della Russia un gigante geopolitico del continente africano. Tutto mentre si scalda il fronte del Niger dopo l’espulsione di 4 ambasciatori e la notizia che l’Ecowas è pronta a mobilitare più di diecimila uomini per attaccare Niamey.

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Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi