Una chiazza di liquido verde fosforescente è apparsa in mattinata sul Canal Grande di Venezia, all’altezza del Ponte di Rialto. A segnalarla, intorno alle ore 9:30, sono stati alcuni cittadini, che hanno avvisato la Polizia locale. Per la modalità dell’evento, la somiglianza con le dimostrazioni avvenute in altre città da parte di militanti ambientalisti, si è inizialmente creduto si trattasse di un gesto a carattere di protesta, compiuto da gruppi ambientalisti.

Nel pomeriggio sono stati disposti rilievi da parte dell’Arpa, con il supporto tecnico dei Vigili del Fuoco. Nel contempo, è stata convocata una riunione d’emergenza in Prefettura. Il Prefetto di Venezia, Michele di Bari, infatti, si è subito attivato ed ha convocato una riunione urgente di coordinamento tra le varie forze di Polizia della città. Scopo della riunione sarà quello di capire l’origine del fenomeno e studiare le azioni da intraprendere.

I rilievi hanno evidenziato che si è trattato di uno sversamento – non si sa se accidentale o voluto – di un liquido tracciante di colore verde fluo.

Il liquido tracciante è del tipo che si immette in caso di perdite d’acqua per comprenderne il tragitto. Non sarebbe quindi nocivo per la salute dei cittadini, così come accertato anche dai Vigili del Fuoco. Esclusa, dunque, un’azione dei gruppi ambientalisti, che hanno smentito un coinvolgimento nella vicenda. “Quel che si sa, ora, è che si tratta di un liquido tracciante e non ovviamente di alghe, ma questo era già presumibile prima, anche per via della localizzazione e del colore fluorescente – ha commentato il presidente della Società di Medicina Ambientale (SIMA), Alessandro Miani, contattato telefonicamente dall’agenzia Dire – può darsi che sia stato uno sversamento accidentale oppure di una burla”. “È possibile che possa trattarsi anche di uno scherzo di emulazione e comunque di pessimo gusto“, ha concluso Miani.

La città lagunare oggi è stata presa d’assalto dai turisti, come ogni fine settimana; stamani, inoltre, si è svolta la ‘Vogalonga‘, regata non competitiva che percorre anche il Canale Grande.

Il fatto ha riporttoa alla memoria una storica performance dell’artista argentino Nicolas Garcia Uriburu. Nel 1968, in occasione della Biennale d’arte, Uriburu “colorò” di verde le acque del canale utilizzando un pigmento che rendeva fosforescenti i microrganismi presenti nell’acqua. Un’operazione spettacolare che invitava a prendersi cura dell’ambiente, usando un colore, il verde appunto, simbolo dell’ecologia universale. Nel corso della sua attività Uriburu, morto nel 2016, ha eseguito in seguito altre performance simili, nel 1989 colorando in verde l’acqua di una delle fontane che circondano la piramide del Grand Louvre e l’acqua della fontana del Trocadero, a Parigi, il Rio de la Plata, il Riachuelo di Buenos Aires.

Redazione

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