In Italia è noto per il calcio: ha fatto parte della prima cordata americana della Roma, e poi è diventato il presidente del Bologna, del Venezia, e ora della Spal. Ma negli Stati Uniti, Joe Tacopina, 58 anni, è un noto avvocato penalista. Dal suo studio di Manhattan al 35° piano, sulla Madison Avenue, ha difeso Donal Trump e da dieci anni segue la vicenda giudiziaria di Chico Forti.

Un processo lungo e troppo lento

Intervistato da Repubblica commenta il rientro di Chico Forti in Italia, un obiettivo raggiunto dopo dieci anni di tentativi e trattative.  “È stato un processo politico lungo ed evidentemente troppo lento – ammette -, Chico ha scontato quasi 25 anni di carcere per un crimine che non ha commesso, sulla base di una serie di errori accaduti durante il processo. Io conosco le prove di questo caso perché ci lavoro da un decennio, periodo durante il quale sono stato a Roma almeno una dozzina di volte. Credo in lui e nella giustizia. È innocente e il processo è stato molto frustante. Per me è diventato uno di famiglia ed è per questo motivo che il caso è stato ancora più difficile da seguire”.

Non si è mai lamentato della sua sorte

Tacopina descrive Forti come “un uomo con una volontà immensa, che risponde con un ottimo atteggiamento in ogni situazione. Non si è mai lamentato della sua sorte, nonostante le evidenti ingiustizie subite. Nel periodo in prigione ha svolto il ruolo di chef per alcuni detenuti ed è stato un insegnante e quasi mentore per altri”. L’avvocato conclude con un augurio: “Spero che il futuro gli offra l’opportunità di mettere a frutto i suoi straordinari talenti. È una delle persone più forti e straordinarie che abbia mai incontrato”.

Redazione

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