Le ipotesi al vaglio del Cts
Come cambia la quarantena per i vaccinati: isolamento ridotto o azzerato con dose booster

Cosa fare con la quarantena? È il quesito posto dal governo al Cts, il Comitato tecnico scientifico che domani, 29 dicembre, si riunirà per “valutare se sia opportuna l’eventuale rideterminazione del periodo di quarantena per i soggetti che hanno già ricevuto la dose booster”, come chiesto dall’esecutivo guidato da Mario Draghi.
Una scelta che sembra ormai certa è quella di una modifica alle attuali normative: attualmente le regole prevedono, per chi è venuto in contatto con un positivo, la quarantena in casa per sette giorni (con doppia vaccinazione o comunque un ciclo completo) o dieci giorni (se non vaccinato), in attesa di un tampone che ne attesti la negatività.
Diverse le ipotesi in campo che dovranno essere esaminate dal Cts: eliminare la quarantena per chi ha tre dosi, riducendola a massimo 4-5 giorni per chi ne ha soltanto due; altra ipotesi, più rigorosa, è che si possa prevedere un isolamento più breve per entrambe le categorie, ovvero 4-5 giorni per chi ha la dose booster, 7 giorni per chi ne ha due. Per chi non è vaccinato non cambierebbe nulla, con la quarantena da 10 giorni.
Una decisione verrà presa in base ai dati finora disponibili sulla diffusione di Omicron e sulle ospedalizzazioni provocate dalla variante sequenziata in Sudafrica: se, come risulta dai primi studi, le conseguenze sono più lievi di quelle provocate dalla Delta, non è escluso che il Cts possa suggerire al governo l’ipotesi più ‘radicale’ di eliminare la quarantena per chi si è sottoposto a dose booster.
L’ipotesi più probabile al momento appare quella della quarantena ridotta a 5 giorni per i vaccinati, come già annunciato dai Centri per il Controllo e la Prevenzione delle malattie degli Stati Uniti.
A spingere invece per l’azzeramento della quarantena per le persone vaccinate con tre dosi sono le Regioni, che domani ufficializzeranno la loro posizione con un documento indirizzato al Cts e anticipato all’Ansa da fonti che lo hanno stilato. Eliminazione dell’isolamento necessario, secondo le Regioni, “alla luce di uno stravolgimento del sistema di tracciamento, “saltato” in diversi territori, e che rende necessario un superamento delle attuali regole delle quarantene“. L’esempio è quello del Veneto dove, come dichiarato oggi dal presidente della regione Luca Zaia, si stimano mezzo milione di persone in isolamento.
A confermare che sarà presa una decisione quantomeno di riduzione dei giorni di quarantena è anche Donato Greco, epidemiologo del Comitato tecnico-scientifico: “È chiaro che un vaccinato con tre dosi ha una probabilità di contagiare estremamente bassa. Va discussa la lunghezza della quarantena rispetto ai non vaccinati o a chi ha ricevuto una o due dosi”, ha spiegato Greco.
Altra questione su cui dovrà esprimersi il governo riguarda vince il tracciamento dei contatti stretti dei positivi. Appurato che le Asl locali non riescono, a causa di risorse limitate e della nuova esplosione di contagi, a far fronte a migliaia di nuovi casi registrati, è plausibile che la scelta di rimanere in isolamento venga affidata alla buona volontà dei cittadini e al loro senso civico con il personale sanitario spostato sul potenziamento della campagna vaccinale.
Una decisione comunque dovrebbe arrivare nei primi giorni di gennaio e prima della fine delle lunghe festività natalizie.
© Riproduzione riservata