«Le ultime due volte che il governo ci ha cercato per collaborare, ci ha offerto 5 milioni da spendere come volevamo. Abbiano detto no, grazie. Ora ci riproviamo noi, partendo dalle proposte. Eccole qua, ditemi dove e con chi se ne deve discutere e noi siamo pronti…». È iniziata con un “ceffone” al governo la conferenza stampa con cui Giorgia Meloni offre la disponibilità di Fratelli d’Italia all’alleanza anti Covid tra maggioranza e opposizione. La necessità dell’alleanza anti-Covid è il filo rosso che unisce tante iniziative istituzionali delle ultime due settimane. La regia, unica, è del Capo dello Stato Sergio Mattarella che sta praticando la moral suasion con il premier Conte, i presidenti di Camera e Senato, i governatori senza distinzione di colore politico.

I dossier economici, dalla legge di Bilancio ai decreti Ristoro fino ai progetti per avere i 200 miliardi europei di Next Generation Eu, sono il reagente di questa alleanza finora più auspicata che coltivata ma a questo punto indispensabile per levare il Paese dalla palude dei veti incrociati di maggioranze difettose. I dossier economici sono stati oggetto di verifica di maggioranza tutto il pomeriggio a palazzo Chigi: oltre ai decreti Ristoro – è in lavorazione il terzo in due settimane – c’è urgenza di portare in Parlamento, che lo deve approvare entro il 31 dicembre, il testo della legge di Bilancio, la quale è tutta da riscrivere per via della seconda ondata del virus. Non solo: il presidente della Commissione Finanze Luigi Marattin (Iv) ha lanciato insieme al collega del Senato Luciano D’Alfonso (Pd) il programma per mettere mano alla riforma dell’Irpef – un’altra promessa di questa legislatura – e concluderla entro la fine del mandato. È una proposta aperta a tutti. Anche alle opposizioni visto che il luogo del confronto sarà il Parlamento.

Giorgia Meloni si fa trovare pronta all’appello per l’alleanza anti-Covid. Fratelli d’Italia ha organizzato un punto di ascolto a due passi dal Parlamento dove dal 27 ottobre al 6 novembre ben 500 persone, partite Iva, commercianti, titolari di palestre, bar e ristoranti e di tutti quegli esercizi chiusi per la seconda volta in sei mesi causa virus, hanno spiegato perché i provvedimenti del governo o non stati sufficienti oppure sono stati sbagliati. Fdi ha raccolto e sintetizzato in cinque capitoli le norme che tra legge di Bilancio e decreti Ristoro «possono dare fiato a troppa gente non coperta dai vari decreti». I cosiddetti “ristori” devono essere calcolati non in base ai codici Ateco «bensì in base al fatturato perso nel 2020 rispetto al 2019 e se la perdita è superiore al 33%». Questo criterio avrebbe il merito di far emergere, o punire, chi ha fatto nero e non ha dichiarato. Ma questo Meloni non lo dice.

Il secondo capitolo di misure è destinato a dare «sostegno al mondo produttivo»: stop una tantum ma «lavorare sui costi fissi, bollette, affitti, versamenti e contributi». Una specie di anno bianco fiscale in cui si unificano, ai fini del calcolo delle tasse, entrate e perdite del 2019 e del 2020 che saranno pagate a giugno 2021. Per combattere le discriminazioni tra lavoratori garantiti e non, serve «una cassa integrazione valida per tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi». Per i settori in crisi – come turismo e trasporti – lo Stato potrebbe «acquistare servizi da queste categorie, ad esempio Covid hotel e taxi e pullman per il trasporto pubblico». Meloni non sa dire il valore della “legge di bilancio ombra” e dove saranno prese le coperture. «Paradossalmente – osserva – questa volta i soldi non sono un problema. Occorre saperli spendere». Cabina di regia, bicamerale Covid e Next Gen Eu guidata dalle opposizioni, legge di Bilancio con due relatori, maggioranza e opposizione, capigruppo dedicati esclusivamente all’emergenza: sono tante le soluzioni sul tavolo in questo momento per favorire l’alleanza anti-Covid. «Ma sono solo giochi di parole… Ecco qua le proposte, già scritte, chiedo a Conte di dirci dove le possiamo presentare e discutere».

Provocazione? Tentativo reale? Giorgia Meloni non vorrebbe trattare con la maggioranza. Oggi, poi, che i sondaggi hanno certificato il sorpasso e l’hanno issata in cima alla lista dei leader più amati, al 39%, un punto sopra Conte. Se però la strada è obbligatoria, tanto vale agire subito per scoprire il gioco. Le aperture del Governo sono vere o false? Di sicuro, ha avvertito il capogruppo Lollobrigida: «La capigruppo Camera ha calendarizzato in aula i decreti sicurezza prima della legge di Bilancio. Altro che dialogo, così s’incendia il Parlamento».  Le opposizioni sembrano marciare unite. Renato Brunetta, responsabile economico di Forza Italia, chiede da giorni al governo di scrivere la legge di Bilancio insieme. La Lega ha proposto «il taglio dell’Iva come unico vero incentivo per la ripresa». Sarà pronto a giorni il dossier delle misure. In attesa di risposta da palazzo Chigi.

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Giornalista originaria di Firenze laureata in letteratura italiana con 110 e lode. Vent'anni a Repubblica, nove a L'Unità.