Il drammatico incidente in Bahrein
Grosjean salvato da Halo: cos’è il sistema che ha protetto il pilota francese di Formula 1

Hanno fatto il giro del mondo le immagini dell’incidente del pilota di Formula 1 Romain Grosjean al Gran Premio del Bahrein. Un testa coda drammatico: la monoposto Haas si è schiantata a tutta velocità contro una barriera di protezione e si è spezzata in due. È andata immediatamente in fiamme. Dopo pochi minuti il pilota francese è uscito, sulle sue gambe, dalla vettura. Molti parlano di miracolo, anche se dietro la quasi incolumità del pilota c’è una protezione introdotta recentemente nel campionato mondiale: si chiama Halo.
L’INCIDENTE – L’incidente si è verificato al primo giro, curva 4, del circuito. Grosjean ha 34 anni, nella sua carriera ha collezionato 10 podi su 181 Gp. A fine stagione lascerà la Formula 1, probabilmente alla coppia Schumacher-Mazepin. Il ginevrino viaggiava a 221 chilometri orari quando tocca la ruota anteriore sinistra di Daniil Kvyat. La monoposto Haas (scuderia americana) si è schiantata contro la barriera di protezione. Un’inchiesta verrà aperta, a quanto viene ipotizzato in queste ore, sull’angolazione del guardail che doveva essere probabilmente posizionato in maniera diversa.
LA PROTEZIONE – Una scena terrificante quella dopo lo schianto: la monoposto in fiamme, i soccorsi, la regia che non mostra le immagini. Si teme il peggio. La cellula di sicurezza della vettura ha tenuto grazie alla struttura di carbonio rinforzata da strati di kevlar. Grosjean è uscito dalla monoposto illeso: solo ustioni alle mani, lievi. È rimasto la notte in osservazione all’ospedale di Manama. Le sue condizioni sono buone, sta bene. I soccorsi sono stati tempestivi. A giocare un ruolo fondamentale per la sua salvezza è stato l’Halo, un’aureola di protezione introdotta nel 2018, voluta fortemente dal presidente della Federazione Jean Todt.

“È un miracolo, diciamo. Non solo – ha scritto Giorgio Terruzzi sul Corriere della Sera – È un trionfo della tecnologia applicata alla sicurezza. La macchina spezzata; la scossa, costruita per la Haas da Dallara, resistente persino a un urto micidiale; l’halo – quella protezione che circonda il casco del pilota – discussa ma provvidenziale al punto da mantenere cosciente il francese, in grado così di sgusciare fuori, spinto dalla disperazione e dall’adrenalina”. Sulla nuova tecnologia si è espressa anche la madre di Jules Bianchi, pilota morto nel 2015 a seguito di un incidente al Gran Premio del Giappone, dicendo “questa nuova infrastruttura obbligatoria per tutte le monoposto, ha permesso di ridurre significativamente i rischi degli impatti che possono riguardare la testa”.
Il dispositivo consiste in una barra curva posta a protezione della testa del pilota. Dalla stagione 2018, la Fia l’ha reso obbligatorio su ogni vettura. Inizialmente era stato duramente criticato. Lo stesso Grosjean si era espresso contrario al sistema in passato. “Non ero per l’halo alcuni anni fa, ma penso che sia la cosa più grande che abbiamo portato in Formula 1 e senza di essa non sarei in grado di parlarti oggi”, ha detto in un video registrato dall’ospedale e diffuso sui social.
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