Materassi a fuoco nel corso di un tentativo di protesta per opporsi al trasferimento in un carcere del sud Italia. E’ quanto registrato nel pomeriggio di lunedì 24 marzo al secondo piano del carcere minorile Cesare Beccaria a Milano, già al centro nell’ultimo anno di evasioni, rivolte e indagini per violenze e torture che riguardano 13 agenti penitenziari.

Stando ad una prima ricostruzione, mentre sul posto sono arrivati sette mezzi dei vigili del fuoco, sarebbero almeno cinque le persone intossicate: si tratta di due detenuti, due agenti penitenziari (feriti da  e un medico, assistiti sul posto dal 118 dopo aver respirato i fumi. Sul poso presenti anche i carabinieri.

La situazione è comunque sotto controllo“, fanno sapere i Vigili del fuoco. Due minorenni dopo aver respirato i fumi prodotti dalla combustione sono sotto osservazione da parte del 118 ma le condizioni non sono preoccupanti. Le squadre dei Vigili del fuoco stanno completando la bonifica dell’area e gradualmente stanno rientrando nelle rispettive sedi. Soltanto un mezzo- conclude la nota dei pompieri- resterà ancora nei pressi del carcere per continuare l’opera di monitoraggio.

Le problematiche, croniche, sono sempre le stesse: numero non idoneo di agenti penitenziari, pochi educatori e detenuti lasciati allo sbaraglio. Dal ministro Nordio e dal sottosegretario Delmastro nessuna miglioria nonostante l’emergenza vada avanti da tempo.

La Russa guarda il dito: “Pena dovrebbe essere rieducativa…”

Romano La Russa, assessore regionale della Lombardia alla Sicurezza, è la sintesi della miopia politica: “C’è da chiedersi a cosa serva a questi ragazzi una pena che dovrebbe essere rieducativa se all’interno della struttura continuano a comportarsi da delinquenti. Probabilmente va rivisto l’intero sistema educativo all’interno del carcere perché ci troviamo spesso davanti a minorenni stranieri non accompagnati che una volta usciti torneranno a delinquere”, conclude La Russa. Probabilmente ignora tutto quello che è accaduto negli ultimi anni, dall’indagini sulle torture all’assenza di personale adeguato (non solo per reprimere) per far sì, con attività e vicinanza ai detenuti, che la pena sia davvero rieducativa.

Il garante Maisto: “Protesta scoppiata per trasferimenti in contrasto con giustizia minorile”

Raggiunto dall’Agi, il garante dei detenuti di Milano, Francesco Maisto ricostruisce quanto accaduto dopo essere stato informato dal Comandante degli agenti penitenziari del Beccaria. Secondo la ricostruzione ufficiale due ‘secondini’ sono rimasti feriti dopo essere stati colpiti da pezzi di vetro e di piastrelle nel corso di una protesta di alcuni detenuti scoppiata perché due ragazzi dovevano essere trasferiti nel carcere di Catania. “E’ un triste fenomeno destinato a ripetersi se non si adegua la struttura al numero eccessivo dei detenuti. I trasferimenti anche in istituti molto lontani da Milano o in carceri per adulti sono in contrasto con l’ottica della giustizia penale minorile”.

 

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