Dura lex, sed Nazareno
Il Pd ritorna ai tempi bui delle scomuniche: Celledoni difende Israele e infrange le sacre scritture di Elly ‘Kefiah’ Schlein

Ci sono cose che non si possono sostenere. Pena la rimozione immediata dall’incarico e la pubblica riprovazione dai social, ‘bastone’ e scomunica. E poi chissà. Succede nel Pd, in Friuli Venezia Giulia. Dove la portavoce regionale delle donne dem, Ilaria Celledoni, la ‘reproba’, ha osato infrangere una regola inviolabile delle ‘sacre’ scritture del Nazareno. Ovvero quella che recita: “Nel conflitto Israelo-palestinese tutte le responsabilità devono essere addebitate ad Israele. Hamas è poco più di una vittima, ci mancherebbe altro”, un comandamento vidimato dalla stessa Elly Schlein, con il giubilo della ex presidente della Camera Laura Boldrini.
Invece la ‘screanzata’ dirigente dem, nel corso di una accesa discussione social ha scritto: “I cadaveri dei bambini palestinesi sono il prodotto della cultura e del comportamento di Hamas, tutto mediorientale, basta cercare di scaricare la responsabilità su altri”. Insomma apriti cielo, una verità troppo scomoda per il Pd, che si attiva all’istante per ‘castigare’ la dolorosa infrazione. All’inizio sono i militanti online ad usare la ‘ramazza’, e ad insultare l’insolente Celledoni, “ma come si permette”. Il campionario dei commenti è un test istruttivo sulla cultura politica di base del partito: “La colpa è di quelli come lei che negano il genocidio israeliano. Hamas esiste solo grazie a Netanyahu”. La ‘sconfessione’ in piazza non bastava, serviva un intervento diretto ed inequivocabile del Nazareno, a gran voce invocato sui social.
Per ristabilire la ‘verità’, offesa dalla portavoce delle donne, si attiva subito il Pd di Trieste, che domenica sentenzia sui social: “Prendiamo fermamente le distanze dai contenuti di alcuni tweet pubblicati oggi dalla Portavoce regionale delle Donne Democratiche, Ilaria Celledoni, sulla situazione nella Striscia di Gaza. Tali posizioni non sono condivise né nel merito né nell’impostazione”. Poi è il momento della ‘guardiana’ delle sacre scritture interne, la portavoce nazionale delle donne Roberta Mori, che si dice addolorata di quanto è successo in Friuli. “Quelle parole da cui prendiamo fermamente le distanze contrastano anche con il comune sentire della nostra comunità democratica, delle Portavoce territoriali del Friuli Venezia Giulia e delle Democratiche tutte”, ha sigillato la Mori. Per arrivare poi alla ‘giusta’ pena: “riteniamo rimossa con effetto immediato Ilaria Celledoni dal ruolo di Portavoce regionale del Friuli Venezia”.
Insomma l’avvocata di Monfalcone può dirsi persino soddisfatta, in altri tempi avrebbe rischiato la ‘rieducazione’. L’incredibile episodio avvenuto in Friuli Venezia Giulia non produce reazioni a Roma, il Pd tace. In fondo la ‘punizione’ è stata esemplare, inutile insistere. Si smarca il coordinatore di Sinistra per Israele Aurelio Mancuso che offre la sua solidarietà alla dirigente dem e si chiede se il Pd abbia nel frattempo deciso di ‘epurare’ il dissenso. Poi aggiunge al Riformista: “Possibile che si sia ignorata tutta la fase di istruzione e garanzia interna al partito? Che Roberta Mori abbia potuto rimuovere Ilaria Celledoni con un semplice comunicato stampa?”. Per concludere: “Come si comporta il Pd con chi scandisce lo slogan Dal fiume al mare la Palestina sarà libera?”. Interviene anche l’ex senatore dem Claudio Moscardelli che scrive sui social: “La responsabilità della morte dei civili palestinesi è dei terroristi criminali di Hamas”. Per il resto bocche cucite. La deputata di Forza Italia di Udine, Isabella De Monte commenta al Riformista: “Non mi meraviglio di quello che è successo nel Pd. A sinistra si è completamente azzerata la memoria sul 7 ottobre e quello che è successo dopo nella striscia di Gaza viene caricato sulle spalle della sola Israele. Azzerando del tutto il terrorismo di Hamas e la costante repressione esercitata nella striscia. La libertà di pensiero evidentemente non è ammessa”. Insomma il Pd ritorna ai tempi bui delle scomuniche e della verità ufficiale, guai ai dissidenti. Dura lex, sed Nazareno.
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