A proposito del voto di giovedì scorso del Parlamento Europeo sul sostegno alla produzione di munizioni Ue (Asap), credo che non sia emerso il problema del Pd, e da questo punto di vista le affermazioni di Lia Quartapelle (“la maggioranza ha votato sì) siano fuorvianti. Il problema dei democratici non è quanti hanno votato a favore o contro, nella storia di quel partito, con tutti i segretari, c’è sempre stato un margine di dissenso nelle aule parlamentari. Naturalmente anche a Bruxelles, l’eurodeputata Elly Schlein lo sa bene, essendosi spesso distinta in voti contro le indicazioni del suo gruppo.

Il problema quindi non è il conteggio dei “ribelli”, ma qual è la posizione del Pd? Non mi risulta che la segretaria si sia espressa neanche nel corso dell’assemblea del suo gruppo. Si è intuito che abbia cercato vie di fuga, imponendo a S&D di presentare emendamenti sul Pnrr, che, nota a margine, sono risultati graditi da Alternative für Deutschland, formazione filo putiniana, ed in Italia da Alessandro Orsini.

La “freddezza” della Schlein si può desumere dall’astensione di Camilla Laureti, eurodeputata a lei vicina, ma nessuno conosce il ragionamento del “nuovo” Nazareno sull’argomento. La posizione del Pd è quella della Laureti o per esempio quella di Pina Picerno che sostiene le ragioni dell’Ucraina? Appare evidente a tutti che le due visioni siano antitetiche.Mi chiedo: questa continua fumosità è il risultato di nette divergenze? Può un partito così vago attrarre alleanze ed elettori?
Direi di no, ma lascio le valutazioni finali ai lettori.

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Toscano di Pelago in provincia di Firenze ed europeista da sempre. Classe’66, laureato in Scienze Politiche e deputato al Parlamento Europeo per Italia Viva nel gruppo Renew Europe. A Bruxelles dal 2014 e prima Consigliere Comunale, Vicesindaco e Consigliere Regionale. Padre di 3 figli e scout, in politica e nella vita.