La protesta e le parole della docente Donatella Di Cesare
La prof della Sapienza: “I miei studenti hanno fatto bene a occupare, questo governo specula sugli anarchici”

«Sto con i miei studenti». Donatella Di Cesare, titolare della cattedra di filosofia teoretica a La Sapienza, plaude all’occupazione di Lettere a La Sapienza di Roma e affida al Riformista un appello alle opposizioni, perché tornino a far sentire la loro voce contro l’anacronismo odioso del 41bis.
Veniamo alla sua Sapienza, alla sua facoltà. Cosa sta succedendo?
Gli studenti stanno occupando la facoltà di Lettere. E io sono con loro. Protestano per come lo Stato sta trattando Alfredo Cospito e hanno ragione. Stanno dando un segnale molto positivo, stanno rispondendo con la loro mobilitazione e la loro sensibilità a uno Stato che fa giustizia con l’ingiustizia. E con loro dico: non si fa giustizia in questo modo.
Una occupazione episodica o tutto è destinato a diventare un movimento?
È una partecipazione diffusa, un desiderio di farsi ascoltare di questa generazione che nello spazio pubblico non ha possibilità di esprimersi. Sento un fermento, una energia che fanno ben sperare.
Va abolito il 41bis?
Basta con queste sigle: con 41bis le persone non sanno bene cosa si intende. Murare viva una persona, seppellirla, ridurla a oggetto deumanizzato è una forma di tortura bianca. Una forma di tortura violentissima e ignominiosa per lo Stato che la esercita. Va detto chiaro e tondo: con 41bis non si parla di carcere ma di un modo di deumanizzare i detenuti che è inconcepibile nell’Italia del 21mo secolo. Ed è una misura eccezionale, nata come provvedimento temporaneo per contrastare le stragi di mafia del 1992. E siamo nel 2023.
Anche se la mafia non fa stragi, è ancora viva e vegeta. Come si conciliano diritti e contrasto alla criminalità organizzata?
A proposito di mafia: io penso che questo modo di combattere la mafia, pensando che il 41 bis sia uno strumento, è sbagliatissimo. A mafia e ‘ndrangheta non si deve fare la guerra con il carcere duro ma con l’educazione, la cultura e il lavoro. I modelli repressivi non hanno mai portato a nulla di buono.
E nel caso specifico di Alfredo Cospito?
Cospito non merita in nessun modo il 41bis. È assurdo che sia stato messo in quel regime, chi può lo revochi con urgenza. Altrimenti dobbiamo pensare che Cospito viene punito in questo modo non perché è pericoloso ma perché è anarchico. Non vorrei pensare che si voglia alzare solo un polverone contro la galassia anarchica, che si voglia fare degli anarchici il nuovo mostro.
Lei ha scritto tanto sulla polarizzazione necessaria a mantenere il potere. È il caso del governo Meloni?
Questo governo a me sembra che voglia polarizzare moltissimo, spaccare l’opinione pubblica, radicalizzare le posizioni dividendo in bene e male. Anziché affrontare i tanti problemi veri del Paese cosa si fa? Si parla di fantomatici nemici, di pericoli immaginari, perfino mettendo in una unica alleanza anarchici e mafiosi. Grottesco. E irricevibile.
Il nuovo nemico pubblico, diceva, sono i gruppi anarchici?
Sì, oggi gli anarchici sono il nemico pubblico. Come i migranti. Sono una incarnazione del nemico che serve a rinsaldare il consenso di chi ha il potere. Ed è molto inquietante, tenendo presente anche il precedente che va dalla fine degli anni Sessanta agli anni Settanta. Per questo ritengo che Cospito vada liberato dal 41bis e che venga ricondotta la dialettica alla civiltà dello stato di diritto. In questo Cospito sta compiendo un gesto politico, perché protestando per l’ingiusto 41bis solleva un caso che riguarda molti.
Il disegno politico quale sarebbe? A chi giova il martire Cospito, se non a esacerbare i toni dello scontro?
Credo che si sia sottovalutata la spietatezza e una certa dose di sfrontatezza di questo centrodestra e del partito che sostiene Giorgia Meloni in particolare. Non hanno la finezza politica di capire che se rinfocolano la rabbia è difficile tenerla sotto controllo. Viene da chiedersi se in fondo non credano in questo modo di avere un ritorno di consenso, facendo leva sulla paura in chiave di repressione di un pericolo immaginario.
Un problema che le opposizioni affrontano con debolezza?
Sono sconfortata in particolare dalla tiepida reazione del Pd. Che sul 41bis non riesce a far apprezzare una differenza sostanziale dalla destra. Ed è una cosa che mi dispiace molto. Spero che vogliano farsi sentire, che Pd e opposizioni vogliano unire le loro voci a chi chiede diritti e giustizia vera. Non è questa, in fondo, la ragion d’essere della sinistra?
© Riproduzione riservata