Democrazie in Progress
Prevenire l'invasione di contenuti falsi
L’intelligenza artificiale e il ruolo dell’Ue nella regolamentazione: come evitare il far west

La potenzialità dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo della società è stata l’impulso che ha sensibilizzato e spinto l’Unione Europea ad elaborare una vera e propria road map in materia che, a partire dal 2018 con la nomina del comitato di esperti per l’alleanza europea nell’IA, è giunta fino alla Proposta di Regolamento europeo in materia di intelligenza artificiale (“AI ACT”) presentato il 21 aprile 2021 dalla Commissione con l’obiettivo di dotare l’Europa della prima regolamentazione al mondo sull’intelligenza artificiale. Oggi risulta sempre più chiaro come l’IA possa incidere sulla percezione della realtà e quindi sulla formazione delle coscienze attraverso un’informazione che rischia il far-west a causa dell’invasione di contenuti falsi, inquinando il dibattito pubblico.
Un primo esempio di quelle che potrebbero essere infatti le conseguenze di una non regolamentazione, anche all’interno dei nostri sistemi democratici, è rappresentato dalle appena concluse elezioni argentine, come descritto dal New York Times: “Is Argentina the First A.I. Election?”. Nell’articolo viene offerto uno spaccato da Black Mirror, dove la distinzione tra vero e falso non c’è più, dove gli avversari politici si sono attaccati, senza esclusione di colpi, rilanciando discorsi dell’altro mai fatti, immagini false per screditare gli altri o valorizzare la propria immagine: un salto di qualità incredibile per la propaganda a cui siamo sempre stati abituati in Occidente. Tornando quindi al percorso avviato, non è questa la sede per andare ad analizzare la proposta di regolamento; tuttavia è importante notare che attraverso l’AI ACT, l’UE vuole definire l’interrelazione tra l’utilizzo di strumenti di IA nella nostra realtà quotidiana e la tutela della dignità umana e dei diritti e delle libertà fondamentali, con un’attenzione specifica circa la tutela dei dati personali. Ciò che cambia oggi quindi non è l’intento di attaccare la democrazia, ma la forza con cui questo obiettivo può essere perseguito da attori economici, sociali, politici, ad oggi quasi in maniera indisturbata, mettendo in crisi la solidità delle istituzioni liberaldemocratiche alla base anche della nostra Unione.
Ad oggi il regolamento dovrebbe essere in dirittura d’arrivo, dal momento che si parla di dicembre 2024 come obiettivo europeo per l’approvazione definitiva. Inoltre sembra che sia appena stata risolta la questione principale che aveva frenato la negoziazione dell’AI ACT, ossia la regolamentazione dei foundation models, cioè i modelli di I.A. generativa, il quale principale esempio è ChatGPT. Infatti Italia, Francia e Germania hanno raggiunto proprio negli ultimi giorni un accordo sulla sua regolamentazione, supportando un’autoregolamentazione obbligatoria dei modelli attraverso un codice di condotta, sul cui rispetto supervisionerà un’autorità europea, e della fornitura di informazioni sul funzionamento di tali modelli mediante “model card” redatti dagli sviluppatori.
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